Manterranno i nostri eroi le loro promesse?

Fatte le primarie. Presentati simboli e liste. Parte ora ufficialmente la (strana) campagna elettorale. Poco più di un mese a disposizione dei politici per cercare di convincere soprattutto i delusi ad andare a votare. Ai candidati del PD – certamente eletti in Parlamento – abbiamo posto quattro domande: due sul futuro impegno alla Camera e al Senato; sul welfare in Italia; sulle alleanze in casa Dem. Vi proponiamo le loro risposte in quattro puntate.

 

Una volta eletta/o, quale nuova legge vorrebbe proporre in Parlamento? A quale proposta di legge vorrebbe lavorare direttamente?

Maria Cecilia GuerraMaria Cecilia Guerra

Una delle proposte a cui mi sono dedicata e su cui mi piacerebbe continuare a lavorare è la riforma degli interventi a favore delle persone non autosufficienti. Ritengo infatti che la non autosufficienza sia una delle emergenze del paese. In particolare penso che sia importante procedere ad una maggiore integrazione fra gli interventi sanitari e quelli legati alla assistenza personale, intesa come aiuto a compiere gli atti della vita quotidiana (alzarsi, lavarsi, ecc.). Sicuramente in Emilia-Romagna la risposta a questo problema è oggi molto più avanzata che in altre parti del paese. Ma credo che ogni cittadino non autosufficiente dovrebbe avere la garanzia di essere preso in carico dal sistema pubblico: una volta valutata la sua condizione sociosanitaria, dovrebbe essere indirizzato, sulla base di un progetto personalizzato e di un budget coerente con il suo grado di non autosufficienza, a un percorso di assistenza che privilegi la domiciliaritá. In questo modo si garantirebbe ad un tempo una maggiore qualità della vita delle persone non autosufficienti e un miglior utilizzo delle risorse attualmente spese in ricoveri ospedalieri inappropriati o in ricoveri in Rsa resi necessari dalla mancanza di sostegno alle famiglie, che sarebbero pure disposte ad assicurare assistenza ai loro cari.

Giuditta Pini

Giuditta Pini

Per prima cosa è necessario trovare e mettere in sicurezza le risorse per la ricostruzione dell’area del cratere. In secondo luogo mi piacerebbe lavorare a una proposta di legge sui diritti civili delle coppie di fatto.

Matteo Richetti

Matteo Richetti

Credo che sia imprescindibile cercare di liberare risorse dalla spesa pubblica per sostenere le famiglie e le imprese. Pertanto vorrei poter lavorare a progetti di legge di riordino della spesa pubblica, definizione dei livelli retributivi nella pubblica amministrazione e di razionalizzazione degli Enti non fatta secondo le esigenze degli Enti, ma secondo le esigenze dei servizi che vengono erogati.

 

 
Stefano VaccariStefano Vaccari

Potrà sembrare una risposta ovvia, ma se sarò eletto lo sarò nelle liste del Pd, e l’agenda politica sarà in primo luogo dettata dal programma del mio partito. Credo però che l’impegno di tutti, me compreso, dovrà essere orientato nella direzione di dare risposte concrete alla grave crisi economica e sociale che colpisce duramente famiglie e imprese. In poche parole occorre liberare risorse per concentrarle sulle politiche per lo sviluppo (sostenibile), la crescita, il reddito. Serve una nuova politica pubblica su energia e ambiente, capace di avvicinare il Paese all’Europa, incentivando imprese e cittadini su inquinamento e recupero, punendo gli sprechi e i comportamenti non virtuosi.

Detto questo, per l’area colpita dal sisma occorre un ulteriore sforzo per dare risposte sul fronte fiscale e della copertura totale dei danni subiti da imprese e cittadini. Dobbiamo dare gambe e sangue alla ricostruzione sostenibile anche delle comunità.

Credo infine che ci sia la concreta possibilità di costruire finalmente una “lobby positiva” in Parlamento con le personalità che saranno elette, che affronti il tema di una legge quadro sullo sport.

 

 

Tutti i numeri dei fantastici 4

Loro sono i fantastici quattro. I vincitori delle primarie del PD modenese con una poltrona assicurata nel prossimo parlamento. Per raccontarli abbiamo scelto una chiave originale, a partire dai “numeri” che li riguardano. Un gustoso anticipo alle interviste che abbiamo realizzato con loro e che pubblicheremo nei prossimi giorni. 

 

Modena ha salutato il 2012 con un ultimo, vivacissimo dibattito politico che ha portato, in seguito alle primarie parlamentari dello scorso 30 dicembre, alla scelta di quattro nomi che rappresenteranno il Pd modenese in Parlamento. Dibattito che ha preso il via, nelle piazze come in rete, con la presentazione di otto candidature e che si è concluso con quasi 28.000 modenesi che, tra un calice di prosecco e una fetta di panettone, hanno “impugnato” la matita e hanno aperto la strada per il Parlamento a  Matteo Richetti, Maria Cecilia Guerra, Stefano Vaccari e Giuditta Pini.

Approfittando del clima semiserio da inizio anno, propinatore di classifiche, bilanci e previsioni abbiamo preparato una serie di numeri “fortunati” per ognuno dei quattro eletti.

Per Matteo Richetti, primo eletto, i numeri fortunati sono 38, 3, 0 e 4. 38 come i suoi anni, uno dei più giovani del poker di candidati modenesi, 3 gli anni alla presidenza dell’Assemblea legislativa della regione (è stato eletto nel maggio del 2010) e zero perché ha dichiarato che rinuncerà al vitalizio che gli spetterebbe per la carica ricoperta (da quest’anno entra in vigore l’abolizione dei vitalizi per i consiglieri regionali, da lui promossa). 4 perché il renziano Richetti, con le tre pagine di facebook a lui dedicate e una pagina twitter parecchio “cinguettata”, è uno tra i candidati modenesi più “social”.

Questa invece la quaterna offerta alla seconda classificata Maria Cecilia Guerra: 26, 92, 1 e 28. L’esperienza professionale della Guerra è iniziata 26 anni fa, dopo una laurea in Economia e Commercio, un master e un dottorato, nel ’92 diventa professoressa di Scienza delle Finanze a Modena e in seguito direttrice del dipartimento di Economia Politica. 1 perché la Guerra è l’unica tra i quattro a vantare una biografia su Wikipedia, a indicare il carattere istituzionale della sua figura e questo ci porta all’ultimo numero, il 28. Il 28 novembre 2011, infatti, l’economista modenese si è insediata come sottosegretaria al Lavoro per il governo Monti.

Terzo eletto, Stefano Vaccari i cui numeri sono 95, 9, 20 e 2. Risale al ’95, infatti, la sua vittoria a sindaco di Nonantola, carica che ricopre fino al 2004, anno in cui entra in giunta provinciale per rimanervi per 9 anni. Il terzo numero è una data che nessun modenese scorderà: 20 maggio 2012, giorno della prima scossa di terremoto. Vaccari ha ricevuto la delega alla Protezione civile, divenendo punto di riferimento nella gestione dell’emergenza prima e per un’idea di ricostruzione sostenibile poi, tema a lui caro. Di qui il numero 1: un appello firmato da sindaco e assessori di Medolla per il suo ingresso in Parlamento.

E infine, la sorpresa di queste primarie parlamentari: Giuditta Pini, eletta con 7.083 preferenze. Ecco i suoi numeri: 28, 94, 19, 9 e 4. La Pini, studentessa, con i suoi 28 anni sarà la più giovane tra i candidati modenesi ad entrare in Parlamento. Risale al ’94 il suo primo episodio “politico” quando, a soli dieci anni, viene ripresa dall’insegnante per un litigio con un compagno di classe “berlusconiano”. Il 19 febbraio scorso è una delle promotrici del celebre “bacio collettivo” in protesta contro le parole dell’onorevole Giovanardi sul bacio tra persone dello stesso sesso. Da 9 mesi è segretaria provinciale dei Giovani Democratici e ha vinto nonostante abbia ricevuto 4 voti in meno dell’uscente segretario provinciale del Pd, Davide Baruffi (non eletto per la regola dell’alternanza uomo-donna).

Primo match per il Pd: promossi e bocciati

Le reazioni dalle pagine di Facebook dei candidati al Parlamento dopo le  primarie modenesi. Si misura la temperatura della squadra in vista delle elezioni politiche di febbraio. 

 

Tredici ore per rivoltare studioieffe modena-35478un partito. È successo al Pd di Modena lo scorso 30 dicembre, giorno delle primarie per i parlamentari. Il popolo democratico modenese è andato alle urne per scegliere i propri rappresentanti a Roma. Con esiti sorprendenti (qui i risultati definitivi).

Dietro al “renziano” Matteo Richetti e alla “tecnica” Maria Cecilia Guerra, è stata volata vera per gli altri due posti disponibili e a spuntarla sono stati gli outsider Stefano Vaccari e Giuditta Pini. Il vento di rinnovamento ha così spazzato via nomi illustri come la senatrice Mariangela Bastico, l’onorevole Manuela Ghizzoni e il segretario provinciale Davide Baruffi, uscito sconfitto per sole 89 preferenze dalle stesse regole Democratiche. Fuori dai giochi anche Roberto Adani, ultimo nella classifica delle preferenze.

I risultati hanno avuto un’eco nazionale, soprattutto per lo scacco della Pini, 28 anni, a Bastico (61) e Ghizzoni (51), mentre il popolo dei social network non ha mancato di festeggiare i vincitori, con le pagine di Facebook prese d’assalto da post e richieste d’amicizia. Letteralmente sommersa dai messaggi la pagina di Giuditta Pini, che già dal giorno dopo lo spoglio ha ricevuto i primi attestati di stima, a cui lei ha risposto ringraziando tutti (“vorrei abbracciarvi tutti uno per uno” si legge sulla sua bacheca) e ribadendo la sua missione (“Abbiamo cambiato la storia insieme e lo abbiamo fatto come sappiamo fare noi, con tenacia senza mai dimenticare la tenerezza”). Decisamente meno ricca la pagina di Maria Cecilia Guerra, che ha commentato così il successo: “Un grande GRAZIE a tutti quelli che mi hanno sostenuto. Un grande GRAZIE a chi mi ha dato la sua fiducia. Un grande GRAZIE a tutti quelli che sono andati a votare per queste primarie. E domani si ricomincia tutti insieme!”.

Conciso, quasi lapidario, Matteo Richetti, dominatore di queste primarie con 9504 preferenze e il 18,16% dei voti. Il 31 dicembre Richetti ha scritto nella pagina a lui dedicata “Un risultato straordinario. Non sarebbe stato possibile senza l’impegno, la passione e la generosità di tanti. Grazie a tutti, davvero di cuore”, raccogliendo 262 “Mi piace”. Ancora più breve il messaggio in bacheca di Stefano Vaccari, un semplicissimo “Stefano c’è”, a poche ore dal successo nel testa a testa con Baruffi. Il giorno seguente l’attuale assessore provinciale all’Ambiente, Mobilità e Sport ha ringraziato tutti, dagli elettori al mondo dell’associazionismo sportivo e del volontariato, passando per la famiglia e il popolo dei social network (su cui scrive: “Ho creduto fortemente nei nuovi mezzi di comunicazione, perché sono convinto possano dare una mano all’integrazione e all’inclusione di tutti”).

E gli sconfitti? Sulle bacheche ancora tanti ringraziamenti, programmi futuri, propositi di sostegno al partito in vista delle elezioni del 24 e 25 febbraio. In testa, forse, la sensazione di aver perso in casa. Dura lex (democratica) sed lex.

Intanto la segreteria regionale ha varato la lista dei candidati al Parlamento in vista dell’appuntamento elettorale del 24 e 25 febbraio. Nei prossimi giorni leggerete le loro proposte.