Il futuro della finanza

Il video della domenica: In occasione del settantacinquesimo compleanno di Mario Cavani, tra i fondatori di Banca Etica, al Centro Francesco Luigi Ferrari di Modena si è tenuto l’incontro “Il futuro della finanza: dove batte il nostro cuore“. Tra gli intervenuti, il Professor Luigino Bruni, Ordinario di economia politica all’Università Lumsa di Roma e Direttore del Comitato scientifico della Scuola di Economia civile. Il video che segue raccoglie due interviste a Cavani e Bruni su quello che ci aspetta dal futuro della finanza, sperando finalmente in una svolta etica.

Un banchiere a tutto campo

Si può essere banchiere anche senza avere il “pallino” di giocare alla roulette con i soldi dei risparmiatori. Si può essere banchiere ambulante spiegando alle persone che i soldi sono bene importante che hanno un valore in sé e possono assumere un valore ancora più importante se investiti nell’economia reale, nelle imprese attente ai lavoratori e allo sviluppo del territorio. Intervista a Massimo Rovatti, il nuovo banchiere ambulante “tutto campo” di Modena e Ferrara.

Musica: “An Awesome End” di Enemy Jack

Se Qui, Quo e Qua son sul libro paga di zio Paperone

Avete presente Qui, Quo e Qua? Li abbiamo sempre visti come tre discoli monellacci sempre dalla parte di quel perdente, poveraccio e scansafatiche di zio Paperino nei suoi continui scontri con il ricchissimo zio Paperone. Ebbene, era tutta una finta, in realtà i tre erano sul libro paga del vecchio zio avaro, come si racconta nella seconda parte del video sullo spettacolo di Alberto Pagliarino, Nadia Lambiase e Paolo Piacenza “Pop Economix” prodotto da Banca Popolare Etica, Teatro Popolare Europeo e Il Mutamento Zona Castalia. Le riprese sono state effettuate a Pavullo nel Frignano il 3 agosto 2013 (qui per vedere la prima parte).

Una polpetta avvelenata per la finanza creativa

Con i 13.640 miliardi di dollari spesi per tamponare la crisi economica globale potremmo coprire il fabbisogno alimentare e sanitario dell’intera popolazione mondiale per 150 anni. Invece sono stati dati alle banche dove vi sono dirigenti con stipendi milionari che applicano una scienza esatta: la finanza creativa. Ma la responsabilità non è solo di chi lavora in banca, è anche di chi ha un conto corrente. Le banche vendono polpette, i risparmiatori possono scegliere se mangiarle o no.
Su Note Modenesi la prima parte dello spettacolo “Pop Economix” prodotto da Banca Popolare Etica, Teatro Popolare Europeo e Il Mutamento Zona Castalia. Di Alberto Pagliarino, Nadia Lambiase e Paolo Piacenza. Proposto a Pavullo nel Frignano il 3 agosto 2013.

Il gioco delle tre carte

Sui mercati azionari persi 230 miliardi. Si parla di miliardi di euro e giustamente la notizia fa sensazione, tanto da meritarsi i titoli di prima pagina su tutti i quotidiani online. La Borsa di Milano perde il 3,09%. E si tratta di soldi fitti che vanno in fumo, non solo per gli addetti ai lavori, non solo per gli appassionati di trading che si trovassero impegnati sul mercato azionario di cui si parla, ma anche per tutti i risparmiatori che abbiano sottoscritto quote di fondi di investimento o fondi pensione in qualche misura coinvolti nei mercati azionari. E’ davanti alle domande più importanti (perché? ma… cosa è successo?) che il mestiere del cronista diventa difficile, per uno che volesse farlo bene.

Già, perché, in effetti, non è successo assolutamente nulla.
Osserviamo il “contraccolpo delle indicazioni del presidente Ben Bernanke sulla prossima riduzione di stimoli monetari già alla fine di quest’anno” (www.ilsole24ore.com).
Prendiamo atto che “sui mercati finanziari domina la delusione dopo l’annuncio di Bernanke di andare verso la riduzione e stop agli stimoli nel 2014” (www.repubblica.it)
Ben Bernanke è il presidente della Federal Reserve (la banca centrale americana). Ieri pomeriggio ha detto che le cose vanno meglio, quindi pensa che l’anno prossimo le banche centrali potrebbero ridurre quella montagna di investimenti che stanno facendo per acquistare i titoli di Stato dei propri Paesi. Non abbiamo notizia se stesse tenendo una conferenza, o se lo abbiano intervistato al bar del circolo dove gioca a golf.
Ha detto così. Magari solo per ipotesi. Ma, Lui, è uno che – teoricamente – può decidere da un giorno all’altro di modificare l’assistenzialismo finanziario che ogni giorno riallinea gli equilibri delle banche internazionali e dei principali Governi.
Forse, però, nella realtà, nemmeno questo conta un granché.

La realtà è che la roulette dei mercati finanziari ha bisogno di spunti per muovere le sue speculazioni. Qualche parola a vanvera di un potente di passaggio è sempre una miccia preziosa per innescare movimenti. Domani, forse, qualcuno ci spiegherà che la notizia è – in realtà – “destituita di ogni fondamento”. La rassicurazione permetterà ai mercati di riprendere una “boccata di ossigeno” e qualcun altro si porterà a casa una buona fettina dei 230 miliardi che qualcun altro ancora, oggi, ha perduto.
Se oggi viaggiamo con automobili ipertecnologizzate e assai più complicate del calesse medievale, è inevitabile che anche il gioco delle tre carte con cui si imbrogliavano i gonzi all’osteria abbia subito qualche rielaborazione.

Banca, cercavo in te la tenerezza che non ho

Un italiano su due lo scorso anno ha dovuto spendere più soldi di quanti ne avesse in tasca. Secondo un sondaggio di IPR Marketing, il 66% degli intervistati dichiara che attualmente è in difficoltà ad arrivare a fine mese. Il 26% delle persone nel 2012 si è rivolto a istituti di credito o a finanziarie per ottenere degli anticipi per sostenere piccole spese. E il 23% ha ancora in corso un mutuo.
Le banche non sono il “male” del Paese e nemmeno l’unica causa della crisi in cui siamo precipitati e dalla quale nemmeno un governo tecnico è riuscito a tirarci fuori. Però c’è banca e banca e c’è modo e modo di offrire servizi, proporre investimenti, prestare denaro.

In collaborazione con il Centro culturale F.L. Ferrari e con Fiba Cisl, le Officine Tolau hanno realizzato il documentario “Insieme a te non ci sto più” che vi proponiamo integralmente. Un breve viaggio nella crisi finanziaria alla ricerca della banca che vorremmo.