“Modena città di canali”: le tappe del FAI Marathon di domenica 16 ottobre

Modena sarà una delle 150 città italiane a partecipare all’iniziativa FAI Marathon 2016, promossa dal Fondo Ambiente Italiano e prevista per domenica 16 ottobre. Il FAI Marathon, giunto alla quinta edizione, è l’evento autunnale di punta gestito dalle delegazioni locali del FAI Giovani, contraltare affermato delle già famose Giornate di Primavera.

Durante il FAI Marathon ogni città sceglie un tema, articolando su di esso un itinerario che permetta di scoprire angoli nascosti dello spazio urbano. Le tappe sono rese note in anticipo e si possono visitare in ordine sparso. Presso ciascuna di esse, i giovani volontari faranno da ciceroni. L’invito è dunque alla passeggiata: andare a piedi fra una tappa e l’altra, conoscere qualcosa di nuovo sulla propria città, essere per una volta turisti curiosi fra le vie che si percorrono senza attenzione tutti i giorni.

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Per il FAI Marathon 2016 Modena propone il tema “Città di canali“. E’ noto che Modena fosse in passato percorsa da una rete di vie d’acqua che ne modellavano la forma e la collegavano a città anche distanti, come Venezia e Milano. Le testimonianze restano nella toponomastica: Canal Grande, Canal Chiaro, Canalino, Canaletto, ma anche Via della Cerca e Via Modonella che portano il nome di rispettivi canali, oppure Via Fonte d’Abisso, una delle polle in cui tuttora l’acqua sale in superficie (i famosi fontanazzi!). Il 16 ottobre, però, il FAI Giovani di Modena va oltre le evidenze per proporre altre tappe che hanno a che fare con l’anima acquatica della città. Ecco quali.

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  • Abbazia di San Pietro (Via S. Pietro 7).
    Il cortile della Spezieria di San Pietro è ancora oggi coltivato con erbe officinali e custodisce un’antica fontana recentemente restaurata. Nel corso della visita sarà possibile anche vedere le fondamenta della chiesa precedente all’attuale San Pietro e il museo dell’Abbazia.
  • Sistema di dilavamento del Canale di San Pietro presso Palazzo della Provincia (Via Saragozza 113).
    Dove oggi c’è l’ex Palazzo della Provincia, un tempo c’erano i mulini di San Pietro. Al primo piano si scorge ancora il Canale San Pietro imbrigliato in una chiusa che tuttora contribuisce alla pulizia della rete fognaria modenese.
  • Complesso di San Paolo (Via Francesco Selmi 67).
    Il Canale Modonella scorre ancora sotto l’abbazia di San Paolo: il cuore della visita sarà quindi la Sala del Canale, dove sono visibili le volte che coprono il corso d’acqua. Ma sarà anche l’occasione per visitare i due suggestivi chiostri del complesso: il cortile del banano e il cortile del leccio.
  • Archivio Storico Comunale (Via Vittorio Veneto 5).
    Lo scrigno della storia politico-amministrativa di Modena apre le sue stanze. Qui sono conservati gli atti prodotti nei secoli dal “Magistrato di Acque e Strade”, numerose mappe e documenti che testimoniano una Modena fatta d’acqua.

Le tappe indicate sono visitabili dalle 10:00 alle 17:00. Non c’è un biglietto di ingresso, ma è possibile fare una piccola donazione oppure iscriversi al FAI a tariffe agevolate.

I gioielli ritrovati di San Pietro

La relazione con una città è come quella con una persona: dopo tanto tempo che ci stai insieme, ci vivi, finisci per filtrare questo rapporto con gli occhi dell’abitudine. Ed è un peccato, perché ci si fa sfuggire sotto il naso incredibili bellezze che stavano proprio lì, dietro l’angolo. Ma sabato 23 e domenica 24 marzo, vale la pensa svoltarlo quell’angolo, e visitare il complesso dei Padri benedettini di San Pietro a Modena, prestigiosa testimonianza del rinascimento modenese che, ristrutturato dopo i danni provocati dal sisma del maggio scorso, apre ai visitatori.

Organizzata dalla delegazione di Modena del Fai (Fondo Ambiente italiano) in occasione della XXIa Giornata di primavera, la visita consentirà di ammirare gli spazi ristrutturati per riparare i danni del terremoto, antichi paramenti sacri esposti sui manichini, arredi liturgici normalmente conservati in cassaforte, rarissimi dipinti, cinquecentine a stampa, l’antica libreria, i quaderni dell’Archivio Parrocchiale. Un‘occasione unica per scoprire i tesori custoditi nel monastero, la cui chiesa abbaziale è ancora in corso di restauro. Tra le sorprese emerse proprio a causa del terremoto, alcuni frammenti di decorazioni in terracotta del XV-XVI° secolo raffiguranti elementi zoomorfi, vegetali e geometrici, utilizzati come elemento di riempimento delle volte nella navata laterale della chiesa, al posto dei mattoni, e probabile causa del cedimento strutturale in seguito alle scosse sismiche.

 

«Con queste visite guidate – spiega Maria Teresa Panini Miana, capo delegazione del FAI modenese – vogliamo dare un segno tangibile della volontà di superare l’emergenza, per recuperare con l’aiuto di tanti volontari quel patrimonio culturale e artistico che vogliamo continui a vivere. Il complesso monastico di San Pietro ne è testimonianza: gravemente ferito dalle scosse di terremoto, si mostra ora in tutta la sua bellezza, con ambienti recuperati e valorizzati che verranno presto restituiti alla collettività».

Per domenica 24 è previsto anche un itinerario di visite a Finale Emilia, città duramente colpita dal terremoto. Di seguito il programma dei due eventi:

Per quanto riguarda l’abbazia benedettina di San Pietro a Modena le visite guidate partiranno, nelle giornate di sabato 23 e domenica 24 marzo, alle ore 9.30 – 12.30 – 14.00 – 18.30 (ultimo ingresso 17.30), da via San Pietro 7. A guidare i visitatori saranno gli Apprendisti Ciceroni® dell’Istituto Superiore d’Arte “A.Venturi”, del Liceo Classico “L.A. Muratori” e del Liceo Classico “San Carlo”.

Per quanto riguarda invece Finale Emilia le visite guidate, per gruppi di massimo 20-25 persone, si svolgeranno nella sola giornata di domenica 24 marzo con partenza in Viale della Stazione 1, presso il Museo del Territorio, con i seguenti orari:
ore 10.30 “Vie d’acqua e città medievale”
ore 15,30 “Gli ebrei a Finale”
ore 16,30 “L’arte nella storia di Finale”