E’ bellissimo lavorare in grande

E anche: pensare in grande. Guardare oltre la linea dell’orizzonte. Oltre il quotidiano e il suo minimalismo, per immaginare un grande futuro. Che puoi vuol dire semplicemente rendere migliore il presente. Magari a partire dal passato. E’ questo l’insegnamento che probabilmente deriva dal laboratorio “Ribellarsi con maestria”, parte del progetto “RiBelli!” promosso dal Centro culturale Francesco Luigi Ferrari, dall’Istituto storico della Resistenza e della società contemporanea di Modena e dall’Istituto Superiore d’Arte Venturi, per celebrare il centesimo anniversario della nascita di don Elio Monari, partigiano nato a Spilamberto e fucilato dai nazisti a Firenze nel 1944. Oggi presentiamo il video completo di quell’esperienza.

(Immagine di copertina, photo credit: Silvia Sala via photopin cc)

RiBelli!

«Lassù ci sono parecchi dei miei giovani; essi sono in pericolo e non posso abbandonarli». Convinto di questo, don Elio Monari il 20 maggio 1944 prende parte alla Resistenza sull’Appennino Modenese. Fedele alla sua vocazione e alla Chiesa, ma anche ribelle alle imposizioni del suo vescovo, don Elio collabora con i partigiani e anima quella “rete” che mese dopo mese è riuscita a mettere in salvo ebrei e soldati inglesi. Catturato mentre assisteva un ferito, dopo essere stato torturato viene ucciso.

Quella di don Elio è soltanto una delle testimonianze di uomini liberi che non hanno fatto pesare le proprie ideologie e hanno creduto che il paese si può salvare. Il grido “Io non ci sto, io mi ribello” può ancora accompagnare i giovani che vogliono essere protagonisti in prima persona del cambiamento della città, del paese e dell’Europa. E’ l’obiettivo anche del progetto “Ribelli!” promosso dal Centro culturale F.L. Ferrari dall’Istituto storico e dal liceo artistico Venturi, con il contributo di Enrico Ferri, autore del libro “Il sorriso dei ribelli” e dell’artista e musicista Enrico Fink.