Belle Époque

International School of Modena

A.S. 2014-2015

Il laboratorio sta sviluppando una drammaturgia che prevede il confronto fra due mondi, quello del 1915 e quello del 2015, sottolineandone le analogie e mostrandone le differenze. Il ritrovamento di una lettera scritta da un soldato in trincea sarà il punto di partenza per un approfondimento sui temi dei mezzi di comunicazione e le occasioni di intrattenimento. In scena prenderanno vita dei veri duelli fra il ballo del Can-can e quello della discoteca, fra le notizie strillate in strada dai venditori di giornali e quelle passate tramite WhatsApp e altri ancora.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Copione

(Il ragazzo viene attirato dalla musica napoletana in soffitta.

Si toglie le cuffiette)

RAGAZZO    Cos’è questa musica? Oh! Ma cos’è questa? È una lettera? Ma chi l’ha scritta? Ah, il bisnonno durante la prima guerra mondiale!

(Legge la lettera)

RAGAZZO: Carissimi padri…

La vita qui nelle umide trincee è molto difficile, ma per fortuna io non sono ferito. Vi ringrazio molto per il pacco che conteneva il delizioso e appetitoso chilogrammo di zucchero.

La vita qui scorre lentamente.

Sapere di essere attaccati dal nemico, ti fa venire il batticuore, perché gli avversari sono a soli 300-400 metri da noi, ma ti fa anche pensare che stai salvando il tuo Paese.

Tutta la popolazione ci aiuta assai. Abbiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno. Dite a tutti che noi soldati siamo veramente grati a loro e io, sono molto grato a voi, la mia carissima famiglia di sempre.

Ho fatto conoscenza con uno della nostra città, si chiama Giovanni Goldone. Entrambi stiamo bene.

Certo la vita non è più come un tempo, con le uscite e gli spettacoli…

(Si sente lo strillone e finisce la musica napoletana)

STRILLONE Edizione straordinaria! Nuovo spettacolo Moulin Rouge! Imperdibile spettacolo con la grandissima e famosissima ballerina Jane Avril. Per la prima volta in scena!

UOMO           Uno per favore! (Compra il giornale)

STRILLONE Ecco a voi!

(Uomo paga)

STRILLONE Edizione straordinaria! Nuovo spettacolo Moulin Rouge!

UOMO           (Leggendo il giornale) Non ci poso credere! Fantastico! La meravigliosa.. Jane Avril! Non aspettavo altro! Andiamo tutti al Moulin Rouge, non possiamo perdere il primo spettacolo con Jane Avril!

 

(Scena can can)

Musica interrotta dalla suoneria dei messaggi WhatsApp

AMICO           (inviando il messaggio) Vieni all’inaugurazione della nuona discoteca stasera che balliamo la nuova canzone di Saint Motel!

RAGAZZO    My type! Certo, non aspettavo altro! (scrivendo la risposta) Ci vediamo stasera al Moulin Rouge, la nuova discoteca per ballare la mia canzone preferita!

1. Jane_Avril_by_Toulouse-Lautrec

(Scena discoteca Duello CanCan-My Type)

La suoneria di un cellulare interrompe la scena

MAMMA        Ma ti rendi conto di che ore sono? Ma che a ora pensi di tornare?

RAGAZZO    Ma sono all’inaugurazione del Moulin Rouge, è l’evento dell’anno!

MAMMA        È ora di tornare a casa, adesso!

RAGAZZO     Adesso arrivo. Esco subito! (Parlando agli amici) Devo andare. Ci vediamo domani.

AMICI             Ma di già?

RAGAZZO    Eh, di già

(suono macchina moderna)

MOGLIE NEL PASSATO   (prendendo per un orecchio luomo del giornale) Ma è un’ora che ti aspetto e tu sei qui a guadare queste ballerine!

UOMO           veramente io….

MOGLIE NEL PASSATO   Mi avevi promesso che mi avresti portato al cinema. Per la prima volta, ci sarà una proiezione di questo nuovo aggeggio! Tutte le mie amiche andranno!

UOMO           Il primo spettacolo al cinema! Chissà come funziona questo aggeggio? Ok! Andiamo!

3. foglio pubblicitario t. milanese 1900

(Scena del cinema)

SIGNORA 1  Sta per cominciare il primo spettacolo!

SIGNORA 2  Chissà come sarà! Però non sapevo che era un treno lo spettacolo!

(Proiezione del film Arrivo di un treno. Allarrivo del treno i personaggi del primo 900 scappano.Rimane solo il ragazzo, che sta guardando il video su youtube)

RAGAZZO    Chissà come si chiamava la canzone!

(Va su YouTube e cerca la canzone napoletana. Scrive “Tu ca un chiagne“)

(Il ragazzo comincia a ricopiare la lettera sul computer, mentre in scena appare il bisnonno soldato in trincea che scrive la lettera a mano. La lettura è continuata dal soldato, con la musica napoletana come sottofondo)

SOLDATO

Carissimi padri…

La vita qui nelle umide trincee è molto difficile, ma per fortuna io non sono ferito. Vi ringrazio molto per il pacco che conteneva il delizioso e appetitoso chilogrammo di zucchero.

La vita qui scorre lentamente.

Sapere di essere attaccati dal nemico, ti fa venire il batticuore, perché gli avversari sono a soli 300-400 metri da noi, ma ti fa anche pensare che stai salvando il tuo Paese.

Tutta la popolazione ci aiuta assai. Abbiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno. Dite a tutti che noi soldati siamo veramente grati a loro e io, sono molto grato a voi, la mia carissima famiglia di sempre.

Ho fatto conoscenza con uno della nostra città, si chiama Giovanni Goldone. Entrambi stiamo bene.

Certo la vita non è più come un tempo, con le uscite e gli spettacoli…

(buio)

 

FINE

Una giornata all’Expo

Istituto Comprensivo “G. Leopardi”

AS 2014-2015

Questa classe ha voluto da subito ambientare il proprio spettacolo al tempo della prima esposizione universale, raccontando di un gruppo di amici che girano tra i padiglioni parigini e vedono le meravigliose invenzioni appena fatte, l’elettricità, il cinema, la mongolfiera, per poi concludere la loro gita al Mulin Rouge e scoprirne le bellezze. Con loro abbiamo lavorato molto sulle intenzioni di recitazione, in quanto la stesura del copione è stata molto veloce, e abbiamo fatto creare loro, come esercizio, dei tableau vivant in cui dovevano inserire più elementi possibili coerenti con il paesaggio francese.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio su Carissimi Padri…

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Copione

 

I  SCENA: la mattina

I ragazzi entrano sa sx.

Charlotte: oh ragazzi dobbiamo partire.

Charlie: si si l’expo non può aspettare.

Nicolas: cosa?

Charlie: hai capito bene l’expo.

Margot: ma come fai a saperlo?

Hugo: mamma mia Nicolas, non hai sentito che alla radio parlavano di una nuova invenzione!?

Margot: no, cosa? Charlotte: il giornale Margot: che cos’è?

Charlotte: è un ammasso di carta che ti racconta le news. Per esempio da qualche giorno non si legge altro che dell’ EXPO! E quindi noi ci dobbiamo andare per forza.

Hugo: perdersi questo evento sarebbe da pazzi! Qui c’è la creme de la creme dell’ innovazione mondiale!

Nicholas: crema? Quale crema? Si mangia???

Margot: ma no!!… dando un buffetto a Nicholas … la creme de la creme, vuol dire il meglio del meglio!

Nicolas: aaa! ma cos’è l’expo? e dove si tiene?

Charlie: oh santo cielo, l’expo è una grande o per meglio dire enorme esposizione mondiale delle innovazioni e delle attività caratteristiche di ogni paese…e quest’anno è qui!

Nicolas: dove?

: in Francia , a Paris! Ma tu lo sai dove abiti?

Charlie: oh Nicolas svegliati , quando si dice essere fuori dal mondo.. Ma non dovevamo andare al fiume?

Nicolas: sì però poi andiamo all’expo… lì ci sono più avventure!

Hugo: ok! Spostare!

Charlotte: Che bel panorama.. sembra di stare in un quadro.. (Proiezione)

Charlie: sì proprio vero Charlotte

Nicolas: che ne dite di andare su quel traghetto?

Margot: sì sì, ma ….. cos’è un traghetto?

Hugo: uff ,un traghetto è un “veicolo” che ci trasporta sull’acqua. Funziona a vapore, è una vera novità per spostarsi sulla Senna Nicolas: ok! allora andiamo!

Mentre salgono sul traghetto si accorgono che qualcosa non va, guardano in alto spaventati e seguono con lo sguardo la mongolfiera

Margot:oddio non c’è più il sole!

Nicolas:è vero!

Charlie:moriremo tutti! (dietro a Cecilia) Charlotte: aaah ecco è tornato!

Hugo:ma cos’è successo?

Charlotte:penso che sia stato quel pallone gigante in cielo!

Margot:ma cos’è?

Nicolas:non so chiedi a quel signore! (Nicola entra da dx)

Margot:mi scusi Monsieur,mi saprebbe dire che cos’è quell’affare ?

signore: si.. (indifferente e guardando davanti a sè)

Margot (perplessa, dopo una pausa): e cos’è??

Signore: è una mongolfiera….

Charlotte: che bello!

Signore: fu inventata dai fratelli Joseph e Jacques Montgolfier, e il suo primo volo avvenne il lontano 14 dicembre del 1782 . Il loro primo volo fu un disastro, l ‘aerostato volò per circa 2.000 metri, poi persero il controllo.

Nicholas: oh cielo! Vuol dire che rischia di sfracellarsi al suolo? (dietro ad Aurora)

Signore: ma no bambino; da allora la tecnica ha fatto passi da gigante, ormai il volo è un gioco da ragazzi! E chissà quante modi ancora inventeremo per volare!

Margot: che bello, mi piacerebbe provare…

Nicholas e Charlie prendono Margot in braccio…

Nicholas: per ora accontentati di noi ahahaa! (la spingono avanti) Hugo: ragazzi sbrigatevi, il traghetto parte!

Charlotte:è la prima volta che salgo sul traghetto.

Margot:anch’io!,ma ne avevano già parlato.

Charlotte:sì,ma vederlo dal vivo è una cosa … wow.

Charlotte e Margot si guardano intorno con gli occhi spalancati e la bocca aperta Hugo: smettete di sbavare, sù andiamo!

Capitano (Francesco entra da dx con Samantha): Madame e Monsieur il traghetto sta per salpare.

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Tutti si posizionano come durante le prove. Il Capitano tiene il timone. I ragazzi fanno finta di essere seduti e comodi. La gostess passeggia tra loro e scrive freneticamente le ordinazioni, concitata.

Hostess: gradite qualcosa?

Charlie: sì, gradirei un bicchiere d’acqua per cortesia

Capitano: alla vostra sinistra, signori, potete vedere il padiglione italiano, opera dell’ architetto torinese Carlo Ceppo. (proiezione)

Charlotte: ricorda Margot, Carlo Ceppo

La hostess crede che parli con lei

Hostess: sì, sì, il bicchiere pieno zeppo, va bene

Charlie: no signorina non diceva a lei…

Nicholas: io gradirei uno succo alla pesca!

Capitano: Il padiglione italiano costruito in legno e ferro ha uno stile che richiama la chiesa di San Marco a Venezia, con rosoni trilobati, fregi in mosaico, e basamento di marmi colorati ed è sormontato da cinque grandi cupole di bronzo dorato.

Margot: guarda Charlotte! Guarda che bello il padiglione dell’ Italia! Col bronzo dorato!

Hostess: un bicchiere di succo alla pesca col bordo dorato??

Margot: ma no, no….

Hugo: la interrompe anche io grazie ,gradirei un succo d’arancia

Hostess: (tra sé e sé) accidenti non capisco più nulla! Arrivano subito. Con sorriso tirato e denti stretti Capitano: madame e monsieur informiamo che mancano 2 minuti all’attracco!

Margot: di già?! su prepariamoci

Rumore nave: bhoom, bhoom! I passeggeri si alzano insieme. Al cenno verso la sua sx di Nicola fanno come se stessero cadendo

Capitano: Madame e Monsieur potete scendere! I ragazzi lo guardano storto

Charlotte: d’ora in poi dovremmo proseguire all’expo a piedi

Margot: oh no

Hugo: dai non sarà la fine del mondo! Ci sono tante cose da vedere

Charlie: allora incamminiamoci prima che faccia tardi Camminano in avanti esausti e trascinando i piedi

Nicolas: che noia ma quando arriviamo: ho fame,ho sete e ho male dappertutto

Charlie: ecco vedo una mega torre a punta

Charlotte: ma che imbec…

Hugo: noo si dice stupidino

Tutti si stringono sotto la torre guardando in alto e continuando a guardare per tutte le battute Charlotte:non è una semplice torre Charlie:in che senso?

Charlotte: è la Tour Eiffelle

Insieme: aaaahhhh

Charlotte: a molti parigini non piace ma per me è la bellissima. L’ ha progettata l’ ingegnere Gustave Eiffel ed è stata costruita in due anni proprio per l’ ultima expo…

Margot: speriamo non la demoliscano subito!

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II  SCENA: il pomeriggio

I ragazzi del tapis rouant si posizionano entrando da dx come nella prova Charlie: Guardate che bello l’EXPO!

Margot: Quanta fila!

Charlotte: Hai ragione Margot! Meglio muoversi!

I ragazzi guardano sbalorditi una fila di persone che si spostano senza camminare. A questo punto i ragazzi del tapis roulant si muovono strisciando i piedi in diagonale ed escono a sx.

Nicolas: (mentre li guarad)Che bello ragazzi! Siamo quasi arrivati alla biglietteriaaaaaaaa. Ma…. Come è possibile? Quelle persone scivolano sul pavimento!!

Passante: sono dei trottoir roulant! Coprono tutta questa strada per far spostare le persone dalla Station du pontes des invalides ai padiglioni. Salite anche voi, è veramente comodo e divertente!

Nicholas: e noi abbiamo camminato tutto questo tempo?!! Ma uffi!!

Margot: smettila di lamentarti e sali anche tu, arriveremo in un attimo così!

I ragazzi fanno trenino sul tapis roulant

Hugo: Guardate la’ in fondo, la bicicletta (indica)! Charlotte: Dicono che costi moltissimo

l ragazzi iniziano a girare per i padiglioni passeggiando come all’inizio

Nicolas: Qui c’ è scritto Campo di Marte, palazzo dell’ elettricità. E mi hanno detto che da qualche parte dovrebbero esserci delle fotografie in movimento!

Charlie: Dicono si chiami cinematografo ed è stato inventato dai frateli Lumiere Hugo: qualcuno non ha notato qualcosa di strano?

Nicolas: Cosa?

Hugo: L’elettricità!! (spalancando le braccia e girando su se stesso) Margot: Fantastico, hai ragione Hugo!

Hugo: Lo so che ho ragione, l’ho letto in quel cartello laggiù (indica, mostrando si non aver intuito nulla senza il cartello) . Thomas Edison ne utilizzò i principi per inventare la lampada a incandescenza

Charlie: chissà quante altre cose si possono fare con questa scoperta!

Charlotte: Adesso si è fatto tardi! Andiamo a cenare al Moulin Rouge

Nicholas guarda impaurito verso il muro dove si proietta il film del treno dei Lumiere Nicholas: e mi sa che ci conviene sbrigarci … correte, correte!!!

Charlotte: Nicholas ma che ti prende?!

Nicholas: quel… quel treno…. Ci sta venendo addosssooooooo!!!

Tutti si accorgono del treno, urlano e scapppano!

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III  SCENA: la sera

i ragazzi della scena prima escono a sx. CONTEMPORANEAMENTE i ragazzi della scena successiva entrano da dx (come se fossero altri amici che sono già al Moulin Rouge) Le ballerine/cameriere si posizionano in fondo a sx e chiacchierano tra loro.

Hugo: Oh! guardate che belle ragazze!

Charlie:wow che locale raffinato!come si chiama?

Nicolas:dai, ma tu non esci mai?Questo è il Moulin Rouge ed è il più famoso locale di Parigi!!! L’ hanno aperto solo l’ anno scorso e ormai tutta la bella gente ci viene

Hugo: (indicando con supponenza) più precisamente è un “caffè concerto”. Qui i suonatori suonano, i filosofi filosofeggiano, la gente ..

Nicolas: (Davide, come suggerendo) genteggia?

Hugo (fingendo di non sentirlo).. parla di politica.

Charlie: …e le ballerine ballano”

I ragazzi indicano le ballerine e si scambiano gomitate e risatine

Margot e Charlotte: (vezzose, a braccetto, spostandosi a sx) i maschi …tutti uguali!

Charlie: Sediamoci, il tavolo è libero.

I ragazzi fanno finta di sedersi comodi come per la scena del traghetto

(Cameriera:posso portarvi qualcosa ragazzi?

Nicolas: Oui merci madame. Una bottiglia di champagne!

Margot:e anche 5 bicchieri,grazie!

Charlie:per fortuna ci sono le ragazze!

Hugo:esatto!Saremo persi senza di loro.

Margot: ragazzi io mi sto annoiando!balliamo dai!

Charlotte: ma Margot lo sai che mi vergogno!!

Hugo: perché non andate a ballare con quelle ragazze?

Nicolas: sarebbe un bello spettacolo per tutti quanti.

Charlie: in fondo è un ballo semplicissimo; che deriva dal galop della qadriglia.

Margot: non se ne parla!

Charlie: dai solo per divertirci un po’

Charlotte e Margot si guardano per trovare nell’ altra un supporto, poi insieme

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Margot e Charlotte: va bene ma solo se venite anche voi!

I 5 ragazzi e le ballerine ballano sulla Musica del Can can , raggiunti daille ragazze della scena precedente e dalle altre comparse. Si scatenano ballando in gruppo e ridendo in modo scomposto e casuale, spostandosi verso il fondo.

La musica si abbassa. Proiezione tapis roulant. Da sx entrano, come se fossero sul tapis roulant, dei soldati fingendo un fucile con le mani,in fila. Inizialmente trascinano i piedi, da metà palco i loro passi diventano una marcia ed in questo modo escono.per tutto il percorso sono rimasti col viso rivolto al pubblico, sorridenti. Ogni tanto salutano. I ragazzi che ballano sul fondo sembrano non vederli.

Quando sono usciti i soldati, vediamo i ragazzi che continuano a ballare scomposti e a ridere. La musica si alza.

Buio

Ritorno alla Belle Époque

“G. Leopardi”
A.S. 2014-2015

Abbiamo inizialmente deciso su quale aspetto della Belle Époque si volessero focalizzare, e all’ unisono hanno mostrato entusiasmo per le nuove invenzioni; abbiamo quindi chiesto loro di provare a scrivere qualche riga sull’incontro tra un bambino che fosse vissuto in quel periodo e loro, per vedere come avrebbero interagito l’uno con i ritrovati tecnologici dell’era dell’altro. Data la smisurata predisposizione per l’uso dei cellulari, abbiamo optato per dar loro da lavorare su quattro invenzioni: l’auto, l’aereo, il dirigibile e il Titanic, ed abbiamo chiesto loro, più che un confronto tra le epoche, di fare una ricerca specifica per ogni invenzione; reperito il materiale abbiamo creato il copione. Abbiamo fatto alcuni esercizi per aiutarli a costruire tutte le figure e le azioni corporee che si vedono nell’ esito, per esempio la catena di montaggio e l’aereo.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

– EFFETTO SONORO –

le luci si accendono in assolvenza

Elena e Giorgia a sinistra, Eugenio e Valerio a destra. Giorgia è soprappensiero.

EUGENIO e VALERIO: (prima si guardano tra loro, poi guardano Giorgia) A cosa pensi?

GIORGIA: Al passato.

VALERIO: E… cosa pensi?

GIORGIA: Chissà com’era… il tempo che è passato.

EUGENIO: A chi vuoi che importi del passato. L’unica cosa bella del passato è… che è passato. Non sempre si può ricominciare daccapo.

ELENA: Tutto ciò che adesso è… hop! Basta un attimo… ed è già passato.

VALERIO: Le foglie ricrescono sempre nuove, non si possono far tornare indietro le lancette dell’orologio, non possiamo avere una seconda opportunità.

GIORGIA: (sospira) Solo in teatro la lavagna torna ogni volta pulita; ma oggi vanno tutti così di corsa, sempre in avanti, sempre più avanti…

Dai lati iniziano a entrare tutti, poco alla volta, attraversando il palcoscenico nella sua lunghezza. Sembrano automi silenziosi, una folla anonima e indistinta.

EUGENIO: Non c’è tempo per pensare al passato. Non si può fermare il progresso. (Eugenio e Valerio fanno un balzo in avanti) Un balzo in avanti! Ecco cosa ci vuole… ed esplorare il mondo del futuro. Più veloce!

VALERIO: Più veloce!

EUGENIO: Più veloce!

GLI ALTRI: ZANG TUMB TUMB – ZANG TUMB TUMB – ZANG TUMB TUMB

ELENA: Parli proprio come Filippo Tommaso Marinetti, che nel 1909 espone i principi base del Manifesto Futurista.

VALERIO: … Be’?

GIORGIA: Ma non si può sfuggire al passato…

EUGENIO: Basta andare sempre più veloce.

EUGENIO e VALERIO: Più veloce! (il gruppo accelera)

GLI ALTRI: RANRAN ZAAAF ZAAAF

ELENA: Che testa di rapa! Anche le verdure sanno che non si sfugge al passato… se capisci cosa intendo…

Tutti si fermano contemporaneamente, tutte le teste si voltano a guardarla.

VALERIO: … No, aspetta… non l’ha detto davvero… (le teste tornano al loro posto)

GIORGIA: E se invece potessimo tornare indietro? Pensaci! Se potessimo riavvolgere la nostra vita, come un nastro, e ricominciare daccapo? (inizia il rewind, lentissimo) E rivivere tutto di nuovo?

EUGENIO: Faremmo sempre gli stessi errori.

ELENA: Magari no, magari non li faremmo.

VALERIO: E dove ti piacerebbe andare, se potessi “riavvolgere il nastro”, sentiamo.

GIORGIA: Tornerei… nell’Europa della Belle Époque! (Valerio ed Eugenio si siedono in proscenio) Quando l’umanità sembrava sospinta verso il migliore dei futuri: con la fine dei conflitti, l’aumento del benessere, le scoperte farmacologiche e le nuove invenzioni che rendevano la vita più semplice e comoda… per tutti.

EUGENIO: (sarcastico) Ah, la Belle Époque… l’epoca in cui hanno inventato i “francesismi”! Ma non sai che è stata un’epoca piena di contraddizioni?

VALERIO: Sfavillante e sfarzosa da una parte e contraddistinta da tanto malessere e ingiustizie dall’altra.

ELENA: Ma… nel 1871 ha finalmente termine la guerra franco-prussiana, combattuta tra il secondo Impero francese e il Regno di Prussia… È l’ultima guerra che segna l’Europa!

EUGENIO: L’economia è in crescita, la produzione dei beni di consumo aumenta, la borghesia si arricchisce… lo so, lo so…

GIORGIA: E ci sono state moltissime nuove inv…

VALERIO: Moltissime nuove invenzioni… lo so, lo so, l’hai già detto.

ELENA: (prima si siede) Se sei così bravo e sai tutte queste cose saprai anche com’era quando… non so… quando l’industria ottiene il suo maggior successo nel campo dei trasporti…

British Army Baby

GIORGIA: Dato che ami così tanto la “velocità” conoscerai certamente l’evoluzione dei mezzi di trasporto durante la Belle Époque…

EUGENIO: GNE! STUMP! MAVAFF! (si alza e va verso il centro)

VALERIO: Ben detto: VAFF! (segue Eugenio)

EUGENIO: La velocità di cui parlo non è solo quella di un’auto in corsa…

VALERIO: … ma anche la velocità di produzione, grazie alla catena di montaggio…

EUGENIO: … introdotta da Henry Ford nelle sue industrie sin dai primi anni del ‘900.

Valerio ed Eugenio sono i primi ad alzarsi e a costruire la “catena di montaggio futurista” alla quale, poco alla volta, si aggiungono tutti gli altri.

EMMA: Questo nuovo modo di intendere la produzione seriale prende il nome di “fordismo”.

LARA: La prima automobile costruita con questo metodo è la «Ford Model “T”».

GIULIA: Realizzata da Henry Ford, meccanico di Detroit.

GIADA: Si dice che vinse persino una gara, stracciando gli avversari con una di queste… macchinette.

VINCENZO: Ma quali “macchinette”… la Ford «T» è una grande automobile e come tale ha bisogno di accessori…

EDOARDO: Pensate che il 23 Agosto del 1904 Harry De Weed inventa le catene antineve per automobili.

TUTTI: … (tutti si fermano e si zittiscono) Ad agosto?!

CHRISTIAN: Eh, forse non avevano ancora inventato le vacanze estive… (tutti lo guardano male) Che c’è? Che ho detto?

Dopo una breve pausa ricomincia la “catena di montaggio futurista”.

GIULIA: Immessa sul mercato, la Ford «T» è definita “l’auto per tutti”.

NICCOLÒ: Il successo è tale che ne vengono venduti più di 15 milioni di esemplari.

CHIARA: Anche se le possibilità economiche della popolazione non sono affatto sufficienti a equilibrare domanda e offerta…

MATTEO T.: Insomma tanto bella e tanto carina la macchinina, ma solo in pochi se la possono permettere.

YOUSSEF: “L’auto per tutti” un paio di…

SABRINA: … (interrompendolo bruscamente) Gomme! Abbiamo già parlato di pneumatici?

HILDA: Nella catena di montaggio ogni operaio fa un solo lavoro.

MATTEO M.: In questo modo si va più veloce e si producono più automobili.

NICOLÒ: Con grande risparmio di tempo e denaro.

SARA: Di anno in anno la produzione cresce e si pensa che niente possa cambiare questa epoca di progresso e prosperità…

SABRINA: (entusiasta) In definitiva possiamo dire che il lancio dell’automobile sul mercato è una vera bomba!

Come un’onda, provocata da Sabrina, la “catena di montaggio futurista” collassa su se stessa. Le onomatopee si interrompono. Silenzio. Solo Sabrina rimane in piedi, coprendosi la bocca con le mani. Giorgia, Elena, Eugenio e Valerio riescono ad allontanarsi prima di cadere insieme agli altri.

GIORGIA e ELENA: … (polemiche) Peccato che sappiamo tutti / come è andata a finire!

EUGENIO e VALERIO: (fanno loro il verso) … com’è andata a finire!

VALERIO: Ma che pessimismo!

EUGENIO: Quante storie per qualche piccolo inconveniente…

VALERIO: È il prezzo da pagare per il progresso.

EUGENIO: Pensa quanti alianti hanno fatto schiantare i fratelli Wright prima di perfezionare il loro aereo a motore.

VALERIO: Eppure è il risultato ciò che conta.

ELENA: (smorfiosa) Certo… è il risultato…

GIORGIA: (ironica) E immagino che adesso dovremmo gioire anche di quest’altra meraviglia della tecnologia…

VALERIO: (infastidito) Ehi, senti un po’… volare è utile! D’accordo?

ELENA: Certo. Ma atterrare è necessario.

GIORGIA: E come avrebbero fatto a “volare” i fratelli Wright, di’ un po’.

EUGENIO: Semplice: lavorando insieme e facendo gioco di squadra!


wright

– EFFETTO SONORO: FISCHIO D’INIZIO –

Tutti si alzano e si dividono rapidamente in squadre da tre per creare ognuna la propria versione di aliante.

EMMA: Le origini del primo aeroplano risalgono al 1900, quando i fratelli Wilbur e Orville Wright…

EDOARDO: … Terminano la costruzione del loro primo aliante a grandezza naturale.

SABRINA: Ma questo… non ha molto successo.

CHIARA: Così costruiscono nel 1901 un secondo aliante, di dimensioni molto più grandi e con ali lunghe il doppio.

SABRINA: Ma anche questo non ha successo.

GIULIA: (sbuffa) Allora nel 1902 i fratelli Wright decidono di costruire un terzo aliante prima di procedere nel tentativo di volare con un aereo motorizzato.

SABRINA: (entusiasta) E finalmente questo aliante… Ah, no… nemmeno questo ha successo.

VINCENZO: (sbotta) E dai!

GIULIA: Il loro primo velivolo motorizzato è battezzato col nome di “Flyer”.

SARA: I Wright progettano anche il motore e ne affidano la realizzazione al meccanico Charlie Taylor.

LARA: (lentamente) Finalmente il 17 dicembre 1903, pronto per un altro giorno di prove, Wilbur prende i comandi del Flyer…

NICOLÒ: Il velivolo decolla…

TUTTI: È incredibile!

SARA: Le prime centinaia di piedi sono tutte un su e giù…

NICCOLÒ: Ma dopo aver coperto trecento piedi…

MATTEO T.: … La macchina torna finalmente sotto controllo.

TUTTI: (divisi in due gruppi) Tuttavia / all’improvviso / la macchina comincia a beccheggiare di nuovo / e picchiando improvvisamente / colpisce il suolo / BOOOM!

Tutti gli aeroplani vengono distrutti.

YOUSSEF: (preso dall’entusiasmo) BOM! BANG! SBAM! STUMP! RATATATATATA!

GIADA: Ma che cavolo fai?

YOUSSEF: Scusate, pensavo di esservi d’aiuto con qualche onomatopea futurista.

SABRINA: Dlin Dlon! Comunicazione di servizio: non sei divertente!

VINCENZO: Io pensavo fosse diventato scemo.

HILDA: Ma… scusate, alla fine Wilbur si è schiantato oppure no?

CHIARA: La struttura viene gravemente danneggiata, ma la parte principale del velivolo non subisce alcun danno… e ovviamente nemmeno Wilbur.

CHRISTIAN: I due fratellini stimano di rimettere il Flyer in condizioni di volare al massimo in un giorno o due.

EMMA: Invece il Flyer non sarà riparato, e non volerà mai più.

HILDA: (preoccupata) Ma ci saranno altri Flyer… non è vero?

MATTEO M.: Sì, e la tecnica progredirà rapidamente.

EDOARDO: E anche la teoria, se è per questo… tanto che nel 1909 l‘impiego dell’aereo come fattore dominante di superiorità in guerra sarà teorizzato anche dall’italiano Giulio Douhet ma…

TUTTI: (rassegnati) Ma sappiamo tutti / com’è andata a finire…

EUGENIO: (taglia corto, infastidito) Be’, adesso basta! Mi avete annoiato con queste chiacchiere.

VALERIO: (richiamando l’attenzione degli altri) È ora di partire!

GIORGIA: Di partire?

ELENA: Come “partire”? E per andare dove?

VALERIO: Verso il futuro!

EUGENIO: Verso il progresso.

GIORGIA: Ma allora non avete imparato niente?

ELENA: La storia del Passato non vi ha insegnato nulla?

EUGENIO: Sì, che è già troppo tardi!

VALERIO: E che il treno non aspetta nessuno…

EUGENIO: E nemmeno la nave, se è per questo.

Immagine 1

– SIRENA NAVE IN PARTENZA –

Si dispongono tutti in un tableau vivant che richiama una foto d’epoca. Solo dopo il secondo suono della sirena iniziano a parlare, fieri e orgogliosi, del Titanic.

ELENA: Il Titanic è una nave di lusso inglese di fabbricazione irlandese.

SABRINA: Volete sapere il suo soprannome? (orgogliosa) L’inaffondabile!

EUGENIO: È il simbolo della Belle Époque perché è una nave grande, moderna e veloce.

NICOLÒ: È anche una nave per persone molto ricche.

VALERIO: Le cabine di prima classe sono le più eleganti di qualsiasi altro transatlantico al mondo.

HILDA: Il Titanic è la nave più grande mai costruita.

MATTEO T.: Lunga 269 metri.

CHRISTIAN: Larga 28 metri.

VINCENZO: Alta 53 metri.

YOUSSEF: E con un peso approssimativo di 50.000 tonnellate (come se avesse segnato un goal!).

SARA: Il 10 aprile 1912 parte dall’Inghilterra per il suo viaggio inaugurale.

MATTEO M.: A bordo ci sono 2223 persone; destinazione: America.

EDOARDO: È il primo viaggio del transatlantico: da Southampton a New York.

Pausa.

GIULIA: Ma sappiamo benissimo che il primo viaggio fu anche l’ultimo.

SABRINA: Il suo soprannome? (questa volta ironica) L’inaffondabile!

Scoppia il caos – Tutti iniziano a urlare:“UN ICEBERG!”. Si crea una barriera umana che impedisce il passaggio a tutti gli altri: braccia imploranti che si protendono verso il pubblico.

LARA: Il 14 aprile 1912, alle 23.40 – ora della nave – il Titanic colpisce un iceberg nel bel mezzo dell’oceano atlantico.

GIORGIA: Dopo 2 ore e quaranta minuti dall’impatto… la nave affonda.

NICCOLÒ: Portando con sé 1600 persone…

CHIARA: Compresi molti bambini di età inferiore a 12 anni.

EMMA: Soltanto poco più della metà dei bambini presenti a bordo riesce a salvarsi.

GIADA: La nave più grande e moderna del mondo… affonda.

SABRINA: (grave) E con essa affondano per sempre le speranze e i sogni della Belle Époque.

La barriera umana viene infranta. Tutti tirano fuori dei fazzoletti bianchi di stoffa e cominciano a salutare, sventolandoli verso il pubblico.

TUTTI: Perché poi / sappiamo tutti com’è andata a finire.

– CANZONE –

BUIO

La tabellina del cinque: 0/5/10/15/20/25

IIS “A. VOLTA”

a.s. 2014-2015

Sono frammenti, ritagli, strappi di esistenze messi a fronte uno con l’altro… per raccontare il passaggio generazionale dalle glorie della Belle Époque fino all’orlo del massacro…

padrefiglio

Uno scontro – una guerra d’amore – ripercorribile tra le lettere dell’epoca… in tutte le calligrafie nervose delle corrispondenze tra “giovani” e “vecchi”: «Papà mio, molto mi dispiace il tuono triste della tua lettera. La tua lettera mi fece troppo male e ancora adesso non so capacitarmi come tu possa averla scritta, è più come tu possa averla pensata e pensare ancora adesso così… cerco di tranquillizzarmi con i cavilli casuistici, per inconscio assorbimento di idee moderne, che lo screzio fra il mio e il vostro modo di vedere è insanabile, che ormai per voi io sono un ragazzo perduto… Nient’altro. Le vostre lettere sono tristi tutte e mi fanno una grande melanconia e una smania di vedervi, d’esser tra voi… Proprio non ne ho mai sentito il bisogno come ora».

Da 0/5/10/15/20/25 anni: questo il percorso parallelo tra la vita di un padre e quella di un figlio…

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Copione

RITAGLI MESSI A FRONTE

Tutta la drammaturgia si gioca all’interno di una “disputa narrativa” tra il gruppo frivolo e capriccioso dei Padri e il gruppo tragico e malinconico dei Figli.

100-history-personalities

PROLOGO LACRIMOSO

(la voce di una donna) Infamia, quante vite ho intenzione di distruggere ancora? Perpetuamente risuonano in me quegli strazi simili a stridii percotenti, capaci d’instillare una fobia nei riguardi di sé e della vita. Una madre ha l’onere di tracciare un cammino, ma io manco quello posso permettermi. Vuoi sapere chi sei? Un fiore che appassirà prima del tempo di sbocciare. Ma attendi… Attendi una goccia di rugiada, che con la sua caduta maestosa diraderà i tormenti che s’attanagliano là; dove la ragione non può giungere. Ormai son giorni che cammino, cammino, cammino… le forze m’abbandonanno; la vista s’occulta; ormai é la volontà a spingermi. Eccomi a Napoli, ora di addii; non prepoccuparti: finché non sussistono legami profondi; non graverà il dolore. Alle porte d’un convento, la fortuna vuole che ti lasci… I miei giorni contati sono ormai e nulla muterà la mia illacrimata dipartita. Addio figlio mio…

Figli La nostra è una triste e tragica vicenda… il percorso parallelo tra la vita di un padre e quella di un figlio… tra frammenti, ritagli… stralci e strappi di esistenze messi a fronte uno con l’altro…

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 PADRE 0-5

Padri Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis nasce nel….. nel lussuoso salotto della sua ricchissima e nobilissima dimora di famiglia… alle ore 25.04! (pausa) No volevo dire all’1.04 di mattina…o di notte insomma.. della domenica del 23 aprile nasce il nostro carissimo padre Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara

Alessia Barberis

Due elementi importanti: Luogo e ora! Il primo perchè a Sassuolo il 23 aprile ans lavora menga e secondo perchè l’orario rispecchierà la sua futura vita notturna tra cabaret e bordelli, fra moglie e amante, fra una vita e l’altra…

  • Quindi se è nato a fine aprile sarà un toro giusto?
  • Certo!
  • Quindi che caratteristiche ha?
  • E’ cornuto!!!!

-In che senso?

Andiamo avanti… Dicevamo un cornuto nato tra lenzuola di seta, avvolto in stoffe pregiate, accudito da numerose cameriere e dalla sua balia francese (parlano dicendo cose in un improbabile francese)…

Figli Nooooo deve essere una tragedia… sta arrivando la guerra, la fine del modo… è tutto triste, tragico è una macelleria…

FIGLIO 0-5

Figli Insomma riprendo io così capite lo stile… Era una giornata piovosa quando suor Speranza trovò un cestino di vimini intrecciato, davanti al portale del covento. Ella si avvicinò per scoprirne il contenuto: al suo interno era adagiato un neonato. Suor Speranza, forte del suo senso di protezione materna, accresciuto dalla vista del pargoletto, scelse di prenderlo con se, e di introdurlo dunque… nel convento.

Suor Speranza… Attenzione i nomi non sono mai casuali… (riprendendo) Suor Speranza è così presente quando il bambino compie i suoi primi passi, è colei che trascorre tutti i pomeriggio con lui… culturalmente e “religiosamente”, cioè…insomma…si…ecco spiritualmente per capirci.

Dopo anni passati in compagnia di suor Speranza, il bimbo iniziò a porsi delle strane domande, ad esempio: ma perché tutte qui dentro portano il velo? E perchè pregano tanto questo “padre” che nessuno sembra aver mai visto?

  • Oh padre nostro…!

Qualche giorno, nel bel mezzo della notte, si sveglia madido di sudore in preda ad un terribile dubbio esistenziale, pensa e ripensa alle parole della sua amata suora e al battibecco avuto con alcuni ragazzi del convento… il motivo? Beh ecco… lo prendevano in giro in quanto non conosceva né la propria madre né il proprio padre… Lui diceva: Io sono figlio del Padre Nostro! Cos’è una madre? un padre? cosa significa?

  • Erano le 5 del mattino quando suor Gertrude iniziò a svegliare gli orfanelli che abitavano il convento di Sant’Agnese a Napoli.
  • Per quale ragione cosi presto? Non avevano tutto il tempo del mondo?
  • Come tutte le mattine il gallo cantò a quell’ora e Salvatore si recò in chiesa per le ordinarie e giornaliere preghiere mattutine.
  • Ecco la prima preghiera…
  • Al ritorno verso la mensa, i giovinastri attrersarono il chiostro; un gruppo di ragazzini ne aprofittarono per pianificare una burla nei confronti del povero Salvatore.
  • Ma chi è sto Salvatore?
  • È un figlio illegittimo di un ricco borghese – con un nome lunghissimo che ora non ricordo…

Padri Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis!

  • (riprende) un ricco borghese emiliano che, per non intaccare il suo rango, non lo riconobbe mai pubblicamente come suo figlio, anche se finché poté lo sostenne a distanza. Di tanto in tanto gli scriveva pure…
  • .. perché si trova in un convento? Non poteva essere affidato ad altri?
  • Era una sera uggiosa e nebbiosa dell’autunno del non molto lontano 1900, quasi un anno dalla nascita di Salvatore: il 25 dicembre 1899. Le strade silenziose e deserte, accompagnate dall’eco del vento, sono il luogo in cui ha inizio la nostra triste e teagica vicenda. Ecco le ultime parole preferite dalla madre, ritrovate in una lettera che accompagnava il neonato: Infamia, quante vite ho intenzione di distruggere ancora?
  • (lo blocca per non fargli ripetere la lettura dell’intera lettera) Perché fra tante storie di orfanelli oggi abbiamo scelto questa?
  • Per un semplice ma non banale insegnamento: tutto non è come sembra.

PADRE 5-10

Padri Infatti il nostro carissimo padre Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis con la madre parla tedesco, con il padreinglese e con il suo pony polacco parla in russo…

  • Ma non è sassuolese?
  • Credo sia più preoccupante il fatto che parli in russo con un pony polacco… o più semplicemente che lui e il pony parlano…

Ma andiamo comunque avanti… con il passare degli anni Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis impara a suonare il violino e il pianoforte contemporaneamente…

  • E come fa?
  • Con la destra suona il paino e con la sinistra tiene il violino!
  • E l’archetto???
  • A tenere l’archetto ci pensa il polacco….(pausa)… il pony…
  • Ahh

Ma lasciami andare avanti…

5

FIGLIO 5-10

Figli Col progredire della crescita di Salvatore, aumentavano anche i suoi tormenti, le sue paure, la sua insicurezza. Il tedio continuo, dovuto alla gelosia degli altri ragazzi e delle altre ragazze, lo aveva condotto all’isolamento. Un dì, solare come pochi, Salvatore rattristato trascorreva il tempo spazzolando la sua amata capra, fiocco di neve.

  • Non dirmi che parlava con la capra?
  • Esattamente, ma non ci interessa; l’ importante è l’ incontro con suor Speranza.
  • Che vuoi?
  • Voglio dipingere un sorriso su quel tuo volto solcato dalle lacrime.
  • Dipingere dici? E che senso ha? Se non sei in grado di placare la mia sofferenza, puoi pure sparire dalla mia vista. Ormai la fiducia riposta in voi è scemata come neve al sole.
  • Lasci almeno che di dica una cosa: non è saggio giudicare una persona per un suo errore, indipendentemente dalla gravità dello stesso; se ci crederai intensamente, c’è la possibilità che una dolce sconcertante rivelazione emerga.

Malgrado il tentativo di suor Speranza nel riparare alle “ferite” di Salvatore, non fu capace di sventare il suo tentativo di fuga, il 13 settembre del 1911. Errante divenne la sua esistenza. Poteva contare solo sulle proprie forze, così si avviò alla ricerca di un’occupazione.

PADRE 10-15

Padri Lusso… noia. Lusso… noia. Lusso… noia. Lusso… noia. Lusso… noia. Lusso… noia.

FIGLIO 10-15

Figli Ah, mo’ sé messo a cercar lavoro?

  • Be’… doveva pur sopravvivere.
  • Ehm, è morto?
  • No, tuttavia grazie all’arte mendicatoria, chiedendo di qua e di là, riuscì a resistere per 4 anni.
  • E poi?
  • Desiste?
  • Non poteva… ormai la Grande Guerra era il suo jolly per decretare il proseguo del suo nome.

PADRE 15-20

Padri Non abbiamo ancora detto che fin da bambino Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis aveva un gran caratteristica… (pausa)… il naso!

  • Il naso ma sei serio?
  • Certo e questo naso fu la fonte della sua grande passione… il profumo!
  • (presentazione): Signora lei lo sa qual’è la differenza tra eau de toilette, eau de parfame e parfame?… Le percentuali… 30,15,8 e le percentuali sono essenze… il profumo che si sente, Lei signora lo sente il profumo? Il profumo dei soldi? E lo sa da dove provengono i soldi? La mia banca non ha interessi sui prestiti! Nella mia banca si miscelano affari, interessi, intrighi… il denaro è il profumo della vita…

Insomma questa sua passione per il profumo lo portò a intraprendere la carriera del banchiere… aveva un gran fiuto per gli affari!

FIGLIO 15-20

Figli Piegati in due, come vecchi straccioni

Gli uomini marciavano addormentati. Molti, persi gli stivali, procedevano claudicanti, calzati di sangue. Tutti finirono azzoppati; tutti orbi; ubriachi di stanchezza ll gas! II GAS!

Confusamente, attraverso l’oblò di vetro appannato come in un mare verde, Io vidi annegare.

In tutti i miei sogni, davanti ai miei occhi smarriti, la vecchia Menzogna: Dulce et decorum est pro patria mori [Morire per la patria e nobile e dolce].

  • Bella presentazione… ma in termini spiccioli quanto resiste?
  • Un riflettore elettrico ribaltava gli alberi. Quando il riflettore accecò tutti; gli uomini si videro col viso celeste. Sopravvissuto, decise abbandonare le armi dopo i primi due anni. L’ obbrobrio lo sbriciolò. Tornato a Napoli, presso il convento di St. Agnese, sperando di rivedere il viso di suor Speranza… vi trovò, invece, Suor Nausica che per pietà gli consegnò le lettere.
  • Quali lettere?
  • Quelle scritte da un padre a un figlio. Un padre pentito… suo padre.

PADRE 20-25

Padri Quindi soldi, soldi, soldi e un matrimonio…

  • Con chi? Quando si sono conosciuti?
  • Alle fiere d’ottobre naturalmente… entrambi erano intenti a odorare le essenze di un mercante, scoppiò la scintilla… questione di nasi!
  • Lui le donò un profumo- Quale?
  • .. siamo alle fiere d’ottobre quindi un profumo pesante… come l’oro zecchino… Ginepro!
  • E poi?
  • (pausa)
  • (suggerito) Marcia nuziale…
  • (attacca la marcia) No non quella… Wagner!

Figli (con molto sarcasmo) Ma va… Sanno pure chi è Wagner…

  • (attacca di nuovo) E poi?
  • Ehhh (spazientito) poi poi poi poi rose, fiori, profumi, fiori, rose, rose e rose e corna! Cabaret, feste, bordelli, postriboli etc.. questi carissimi padri, una mogli, un amante anche più di una…
  • Anche molte più di due…
  • Sì insomma va a finire che Edoardo d’Este Alessandro Filippo Andrea Sara Alessia Barberis ha un figlio illegittimo a Napoli…
  • A Napoli da Sassuolo?
  • .. questi sono dettagli tutto sommato trascurabili pseudo-narrativi, danno corpo alla storia… ma insomma ha un figlio illegittimo lo abbandona e fine! Ecco tutto il succo!

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FIGLIO 20-25

Figli Come va finire?

  • Disidratato dalle lacrime, si mise alla ricerca del padre.
  • Si ricongiungeranno?
  • Chi sa? Questo spetta voi deciderlo.

(Finali alternativi)

Famiglie reali: il punto impercettibile

Istituto Professionale Statale Socio-Commerciale-Artigianale “Cattaneo-Deledda”

a.s. 2014-2015

Tutto ruota intorno ad un unico punto… ovvero ad una precisa e sarcastica – ma allo stesso tempo sconcertante – domanda: si può affermare che la Grande Guerra, a conti fatti, sia stata un litigio di famiglia… finito… “un po’ male”?

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Gli affari di stato in fondo… sono affari di famiglia su cui si decidono i destini di un popolo e a volte di un’umanità intera…, diceva il beffardo Anatole France (inquietantemente nel 1908): «La caduta degli imperi, le grandi rivoluzioni ci stupiscono e ci paiono incomprensibili perché non è stato scoperto il punto imprecettibile, la causa segreta che, messasi in moto, ha abbattuto e frantumato. Troppo spesso così ci vengono nascoste le cause segrete degli eventi… e questi avvenimenti sfuggono alle menti superficiali, agli animi semplici, che si assumono sconsideratamente il compito di scrivere la storia».
Come mettere nero su bianco tutto questo?
Partendo da quello che si studia a scuola: chimica, fisica, matematica… FORMULE… ingredienti di un prodotto.
Nel caso suddetto si parte dal MARGINE… fuori dai fasti della Belle Époque: campagna, miseria, Russia!
La dimostrazione della formula “parenti serpenti” sarà il punto impercettibile…

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Personaggi

Un finto chimico
Due finti esperti di storia
Bogda – contadino russo
Nicholai – contadino russo
Zar Nicholas II

Copione

MUSICA POPPOV_Nella steppa sconfinata a quaranta sotto zero, se ne infishiano delgelo i cosacchi dello Zar. Col colbacco e gli stivali camminando tutti in fila con la neve a mezza  gamba vanno verso il fiume Don.

Finto chimico La legge di Michele I di Russia dice che un contadino russo in un campo di 1 chilometro quadrato posto ad una pressione di un atmosfera senza considerare la temperatura (bassissima)… è povero in canna.
Questa povertà è direttamente proporzionale alla vicinanza allo zar. Osseriamo una reazione chimica: utilizziamo come reagenti il monarca e i contadini. Ebbene, il prodotto che si verrà a formare sarà uno e uno soltanto… un bordello senza fine.

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Finto esperto di storia 1 Esempio illustrativo e illustrato del bordello…

Finto esperto di storia 2 Inghilterra: Edoardo VII… (pausa) oddio (lungo respiro preparatorio)! Allora… Edoardo VII re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, re dei British Dominions e imperatore d’India, detto poi il peacemaker o anche Uncle of Europe (zio d’Europa), figlio della regina Vittoria.

Finto esperto di storia 1 Alexandrina Victoria, Signora di Man Capo Supremo della Chiesa, figlia di Edoardo Augusto, marito di Vittoria di Sassonia, madre della regina Vittoria…

Finto esperto di storia 2 (pausa pensa e poi riprende) moglie di Alberto di Sassonia, nipote di Federico di Sassonia e cugini di primo grado… (dubbioso) forse…
Si deduce a sua volta che lo zio d’Europa, Edoardo VII, zio dell’ultimo zar di Russia, Polonia, Mosca, Kiev, Kazan, Vladimir, Nicola II…

Finto esperto di storia 1 Padre di: Ol’ga, Tat’jana, Marija, Anastasija e Aleksej, marito di Alice, sorella di Edoardo VII, figlia della regina Vittoria…

Finto esperto di storia 2 Zio del Kaiser Guglielmo II di Germania, terzo e ultimo imperatore della Germania e ultimo re di Prussia…

Finto esperto di storia 2 Testa di Kaiser…

Finto esperto di storia 1 Zio di Alfonso León Fernando María Jaime Isidro Pascual Antonio de Borbón y Austria-Lorena o più semplicemente detto Alfonso XIII di Spagna.

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Finto chimico (rivolgendosi al pubblico) Avete capito?

Finto esperto di storia 1 Mah forse mi sono persa nel passaggio su Alice…

Finto chimico Non è possibile… non ho capito..

Finto esperto di storia 1 Cioè chi? (pausa) Chi è Alice?

(pausa imbarazzante)

Finto chimico No non ho proprio capito!!!

Finto esperto di storia 2 (confuso) Ma cosa?

Finto esperto di storia 1 Infondo lo scopo era questo… Ecco il punto impercettibile: è un gran bordello!!!

Finto chimico (come se fosse stato colto da una rivelazione improvvisa ma con fare interrogativo) Che la guerra, sia stata  infondo un gran litigio di famiglia…!?

Finto esperto di storia 2 Finito un po’ male…

Bogda  Pri vet Nicholai.

Nicholai Pri vet anche a te Bogda.

Bogda Bella giornata, non credi?

Nicholai  No! Fredda come al solito… Che schifo.

Bogda  Vabeh, facevo per dire…

Bogda  Senti, Nicholai, posso farti una domanda?

Nicholai  Dimmi…

Bogda  Ma Nicholas II è figlio di Alexandre II?

Nicholai  No no no, Nicholas II è figlio di Alexandre III.

Bogda  Mh… E Alexandre III è figlio di…

Nicholai  Si si si, esatto. Di Alexandre II.

Bogda  Bene… Bene… e Alexandre II era figlio di Paul e Sophie di Wutemberg, giusto?

Nicholai  Hai saltato una generazione, amico mio… Alexandre II era il figlio di Nicholas I e Charlotte di Prussia.

Bogda  Ahhh, è Nicholas I che era figlio di Paul e Sophie.

Nicholai  (sospira) Esatto.

Bogda  Ma… Pierre III e Charlotte…

Nicholai Basta Bogda! Basta, ti prego!

Bogda  D’accordo Nicholai, d’accordo.

Nicholai  Oh, magnifico. Ora zappiamo con austero silenzio.

Bogda  Sì, va bene… Ma una cosa…

Nicholai  E ora cosa c’è?! Quali saranno le tue perplessità?

Bogda  No, non ho perplessità, mi chiedevo come facessi a sapere così tante cose a riguardo le parentele…

Nicholai  Perché è storia russa ed io sono russo.

Bogda  Sì, ma sei comunque un contadino.

Nicholai  Zitto! Sta arrivando lo zar a controllare!

MUSICA ZAR_(rap) Romanov… 1613 e siamo ancora in piedi alla casata Romanov noi resterem fedeli con Dimitri, Anna, Fedor, Ivan, Pietro…. misura tu il territorio non ti basta un metro. Un’aquila a due teste noi facciamo molte feste, adoriam la vodka la beviamo ogni giorno, ma hai presente lo sbronzone… non lo togli di torno…

ps4

Nicholai  Zdrast vete, mio zar.

Bogda Zdrast vete, mio zar.

Zar Nicholas II  Bella, conta.

Nicholai  Conta? (si mettono a contare)

Zar Nicholas II Conta sta per contadini simpatici zotici!

Bogda Mio zar, vorrei porvi una domanda…

Nicholai  (sussurando) Bogda non ricominciare!…

Zar Nicholas II Dimmi villico ignorante…

Bogda Vi volevo chiedere… Avete presente Pierre le Grand e Catherine?

Nicholai  Oddio, salvaci…

Zar Nicholas II Certo che ho presente… Continua.

Bogda D’accordo… Loro due erano sposati? Pierre era figlio di Maria Polgoruki? E lo stesso Pierre era fratello di Alexis? Oppure loro due erano solo cugini? Ma poi, Alexis…

Zar Nicholas II Fermati un attimo!… Mi sembri un mitragliatore… dunque… qual’era la prima domanda?

Tutti Gli affari di stato in fondo… sono affari di famiglia su cui si decidono i destini di un popolo e a volte… di un’umanità intera…

La caduta degli imperi

le grandi rivoluzioni

le guerre

ci stupiscono e ci paiono incomprensibili perché non è stato scoperto il punto imprecettibile

la causa segreta che, messasi in moto, ha abbattuto e frantumato.

Troppo spesso così ci vengono nascoste le cause segrete degli eventi…

Fine

Esposizione Universale Belle Époque

Scuola Primaria “C. Menotti”

a.s. 2014-2015

I piccoli attori hanno lavorato divisi in piccoli gruppi.
Il tema scelto è stato quello delle invenzioni e ogni gruppo ha fatto le sue ricerche e scelto l’invenzione della quale voleva parlare.
Abbiamo deciso di creare la nostra personale esposizione universale, dove in ogni quadro, e quindi ogni gruppo, avrebbe presentato la propria invenzione, spesso incarnando loro stessi la figura degli inventori di riferimento e creando e costruendo le loro invenzioni, i loro oggetti di scena e/o costumi. I testi sono totalmente inediti (se non le informazioni raccolte durante le ricerche sulle invenzioni) e il filo conduttore dell’esposizione è rappresentato dalle figure dei due presentatori, che di volta in volta entrano in scena per presentare l’invenzione successiva.

Alla fine appare il tema della guerra. L’ultima invenzione è il carro armato e i presunti inventori (tedeschi e inglesi se ne contendono la paternità) entrano senza invito quando già l’esposizione è giunta al termine. Entrano con la forza e iniziano a litigare su chi sia stato il reale inventore del carro armato. Da lì la battuta finale: BASTA! Vergognatevi tutti! State litigando per dimostrare chi è stato il primo a inventare una macchina da guerra. Tutto questo è… orribile!

Per ulteriori informazioni visita la pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Scena I

Musica 1

(la musica scema lentamente quando raggiungono il centro della scena)

(entrano dopo 9s ca., appena la musica cambia. Andrea da sinistra, Filippo da destra)

ANDREA: Signore e Signori… Benvenuti! Siamo lieti di avervi qui alla nostra personale Esposizione Universale…

TUTTI: Belle Époque!

FILIPPO: La Belle Époque fu l’epoca del progresso e delle illusioni, ma anche delle contraddizioni…

ANDREA: (interrompendolo) Inizia più o meno nel 1872 e finisce nel 1912… più o meno…

FILIPPO: Ma andiamo a incominciare con la nostra Esposizione Universale…

TUTTI: Belle Époque!

FILIPPO: La prima invenzione di cui parleremo oggi risale agli anni…

ANDREA: Ah, questa la so, questa la so, questa la so… Nel 1892 sorge la Eastman Kodak Company (entrano da destra gli aiutanti di Eastman parlottando fra di loro), la prima società che produce apparecchi fotografici e apparecchi cinematografici a prezzi popolari.

FILIPPO: Ma guarda quei tipi là… secondo te chi stanno aspettando?

(Andrea alza le spalle. Escono a destra, da dove entra Harouna)

Scena II

CHIARA: Eccolo!

LISA: È lui!

DENISY: Avete ragione è proprio il grande imprenditore George Eastman! (guadagnano il centro)

CHIARA: Uno dei maggiori industriali al mondo a cavallo tra il XIX e il XX secolo.

LISA: Il migliore in campo di materiale fotografico e apparecchi da ripresa.

HAROUNA: Siete pronte a testare i nuovi apparecchi fotografici Kodak?

DENISY: (veloce) Sìììì…

CHIARA: (veloce) Certamente!

LISA: (veloce) Andiamo!

HAROUNA: Forza, mettetevi in posa! (si mettono in posa rivolte verso il pubblico) Pronte? 3, 2, 1…

(Chiara starnutisce)

HAROUNA: (spazientito) È venuta mossa! Rimettetevi in posa.

DENISY: Ancora!?

LISA: Uffa! Di nuovo?

HAROUNA: 3, 2, 1…

(Denisy segue con lo sguardo una mosca e prova a scacciarla con la mano)

HAROUNA: Adesso ti sei mossa tu però!

DENISY: Ma c’era una mosca…

CHIARA: Ci farai aspettare un’altra mezz’ora.

LISA: (piagnucola) Io voglio andare a giocare!

HAROUNA: L’ultima volta… Dite: “Belle Époque”… ♪

(Ripetono tutte in coro come una cantilena e Harouna riesce finalmente a scattare)

HAROUNA: Ce l’abbiamo fatta! Adesso vado a sviluppare le foto. (esce a destra)

LISA: Sapete che nel 1888 George Eastman produce la prima macchina fotografica Kodak, leggera e facile da usare, e che questa utilizza una pellicola fotografica flessibile?

CHIARA: Pensate che con ogni pellicola si possono realizzare fino a 100 fotografie! Finito il rullino, questo va…

DENISY: … buttato nel cestino!

CHIARA: Ma no, che dici? Va rimosso dall’apparecchio e poi sviluppato.

– MUSICA 1 –

(escono a sinistra. I presentatori entrano da destra)

 

Scena III

ANDREA: Che bravi! Hai visto?

FILIPPO: (distratto guarda per terra) Uh? Come?

ANDREA: Ma che fai, ti distrai?

FILIPPO: No, è che stavo pensando che… questo palcoscenico è proprio sporco. Guarda qui che lerciume…

ANDREA: Be’, allora la prossima invenzione direi che fa proprio al caso tuo: è un apparecchio fissato su una carrozza trainata da cavalli…

FILIPPO: Ma quale? Quello con una pompa azionata manualmente e un lungo tubo per pulire i tappeti?

ANDREA: Proprio quello!

FILIPPO: E i tappeti dove li pulivano? Per strada?

ANDREA: E io “chi sacciu” (che ne so)…

– MUSICA 1 –

(escono a sinistra. Da destra entra Chiara seguita dal gruppo)

CHIARA: Gentile pubblico, ecco a voi i grandissimi inventori Anna e Melville Bissell che oggi ci presenteranno la loro straordinaria e rivoluzionaria invenzione: l’aspirapolvere!

ANTONIO: Innanzitutto, grazie! Non applaudite… No, davvero, grazie! Non applaudite… Be’ magari solo un pochino… (Applausi. Antonio li placa con un gesto plateale) Vi ringrazio, vi ringrazio moltissimo, però il merito di questa magnifica invenzione non è tutto mio. Io ho “solo” pensato al progetto, ma è stata Anna a inventarne il nome…

CATERINA: … “Bissell Carpet Sweeper”. Lo “spazzatappeti” di Bissel, carino vero?

CHIARA: Ma come le è venuta in mente questa idea geniale? (chiede a Caterina con ironia)

ANTONIO: (si intromette) L’idea mi è venuta così, dal nulla… Stanco di soffiare contro la polvere per mandarla via mi sono detto: “Melville, perché non inventi una scopa che aspira la polvere?”

CATERINA: Bella idea, bravo!

ANTONIO: Grazie

CHIARA: (perplessa) S-sì, andiamo avanti…

ANTONIO: Con questo stupefacente oggetto potrete spazzare la polvere in eccesso senza fare nessunissima fatica durante le pulizie domestiche. (richiama altri applausi imitando un coro da stadio)

CHIARA: Bene, adesso però passiamo alla parte pratica: ci può mostrare come funziona il suo aspirapolvere?

ANTONIO: Mmmh… Sicuro, ma l’ho lasciato fuori perché è troppo pesante, non potevo certo portarmelo in spalla su per le scale… Mmmh… però se vuole posso far portare qui il tubo, l’ho progettato lungo apposta eheh (rapidamente Caterina esce a prendere il tubo)… così l’aspirapolvere resta al sicuro nella carrozza qui fuori… Pratico, no?

CHIARA: Certo, come no… Fortuna che oggi non piove. Proceda.

(Caterina rientra e porge il tubo ad Antonio)

ANTONIO: Anna… collegarsi alla corrente elettrica.

(Caterina esce di nuovo)

 

– LUCE A INTERMITTENZA –

 

CHIARA: Oh, no! Ma che succede?

ANTONIO: È ancora in fase di test, lo ammetto…

CHIARA: (spazientita) Mi dispiace, la vostra invenzione non è funzionale.

ANTONIO: Ma no! Com’è potuto succedere? (Caterina tira via Antonio) L’ho provata proprio ieri e andava alla perfezione. Ve lo giuro… Credetemi… (escono a sinistra)

CHIARA: Chiedo scusa a tutti per questo piccolo inconveniente. Ma passiamo subito a presentarvi il prossimo ospite: ecco a voi, direttamente dall’Ohio – Stati Uniti – l’intelligentissimo portinaio di Canton… James Murray Spangler (entra Gaia da destra), che ha brevettato l’invenzione del suo aspirapolvere nel 1908.

GAIA: Salute a tutti! Diciamo pure, senza falsa modestia, che l’invenzione del mio aspirapolvere è stato un gioco da ragazzi: mi è bastato assemblare insieme un ventilatore, una scatola e un cuscino… Et voilà!

CHIARA: Fantasioso!

GAIA: Poi ho inserito un disco rotante in grado di aspirare la polvere. L’ho testato e… funziona alla perfezione. La società alla quale ho venduto il brevetto – la “Hoover” – l’ha comprato subito, a scatola chiusa… (come un segreto detto al pubblico) Anche perché è la società di mio cugino…

CHIARA: Vorrà dire che anche noi ci fideremo, come suo cugino, e non le chiederemo nessuna dimostrazione pratica. Sono sicura che lei avrà molto successo, certamente più dei signori Bissell…(sulla sinistra compare Antonio minaccioso. Caterina lo tira via) … senza offesa.

GAIA: (guadagna il centro) Il mio aspirapolvere è molto maneggevole e facile da usare. È leggero e di piccole dimensioni. Vi aiuterà nelle vostre pulizie. Provare per credere!

– MUSICA 1 –

(escono a destra. I presentatori entrano da sinistra)

 

ANDREA: Bene, bene, grazie a tutti!

FILIPPO: Grazie a tutti.

ANDREA: Hai visto? Finalmente hai trovato il modo di pulire il palcoscenico… Mnnh (si massaggia la pancia)

FILIPPO: Che c’è, cos’hai?

ANDREA: A furia di parlare mi è venuta una fame…

FILIPPO: Ah, sì? Allora questa volta ho io l’invenzione giusta per te.

ANDREA: Va bene, ma lasciamo che siano gli altri a presentarla. Noi intanto andiamo a farci due toast prosciutto e formaggio… (escono a destra)

Scena IV

(subito entrano da sinistra)

ILARIA: Salve a tutti, sono Frank Shailor, l’inventore del primo tostapane elettrico! Ricordo che nel 1905… eeh, mi è venuto un languorino… Ma uno di quei languorini… che ho deciso di inventare il tostapane per poter fare una buona colazione.

MARTINA: Sì, ma non essere troppo rilassato… ti si sta bruciando il pane!

ILARIA: Oh, no… (corre via)

MARTINA: Avrebbe dovuto fare come Charles Strite, che nel 1919 brevetta il tostapane automatico, dotato di un timer in grado di tenerlo acceso giusto il tempo necessario ad abbrustolire le fette di pane, evitando così che si bruci. (entra Ilaria soffiando sulle fette di pane)

ILARIA: Che vuoi che ti dica… a me piace ben cotto!

MARTINA: Ma adesso per conservare i toast avanzati che fai, vai a prendere il ghiaccio sui monti?

ILARIA: Hmmm… A questo non ci avevo pensato.

(da sinistra entrano Erica e Tiziana)

ERICA: Non preoccupatevi, ci siamo qui noi.

ILARIA e MARTINA: E voi chi siete?

TIZIANA: (come fosse un eroe) Io sono John Gorrie e lei è la mia assistente.

ERICA: Io sono la sua assistente. (sorridendo saluta il pubblico con la manina)

TIZIANA: Noi, insieme, abbiamo lanciato le basi per l’invenzione della macchina frigorifera.

ERICA: Brevettata già nel 1851.

TIZIANA: Persino Albert Einstein lavorerà sul mio modello.

ERICA: Ehi, aspetta un attimo… TUO modello?

ILARIA: (subito) Che meraviglia! Questo significa che potremo conservare il cibo più a lungo…

MARTINA: Sì, potremo conservare il pane che ti è avanzato e soprattutto, in questo modo, consumare anche prodotti che arrivano da lontano.

TIZIANA: Con queste due invenzioni miglioreremo certamente la vita quotidiana delle persone!

– MUSICA 1 –

(Ilaria e Martina escono a sinistra. Erica e Tiziana escono a destra. I presentatori entrano dal centro, arrampicandosi sottopalco)

 

Scena V

 

ANDREA: (affaticato) Eccoci, siamo arrivati.

FILIPPO: (affaticato) Ma che fine hanno fatto tutti? Sono già andati via?

ANDREA: Ragazzi quanto ho mangiato… mi sento scoppiare! Non si dovrebbe correre con la pancia piena.

FILIPPO: È colpa tua se abbiamo fatto tardi, ti sei abbuffato di toast e ora hai la pancia come una mongolfiera.

ANDREA: Di’ pure come un dirigibile… (ridacchia)

FILIPPO: Sì, come no, lo Zeppelin.

ANDREA: Che?

FILIPPO: Lo Zeppelin, è un tipo di dirigibile rigido sviluppato in Germania nei primi del ‘900.

ANDREA: Va bene, va bene… ho già capito l’antifona: Signore e Signori… godetevi quest’altra storia. (escono a sinistra. Stefano entra subito da destra)

STEFANO: Come certamente saprete già nel 1766 si scopre che l’idrogeno molecolare gassoso…

GLI ALTRI: (da sinistra cantando e passando dietro Stefano) CON L’IDROGENO SI PUÒ VOLARE…* (rip. x3)

STEFANO: Sciò, sciò! Andate via voi… (li manda via) Stavo appunto dicendo… che in forma gassosa è l’elemento chimico più leggero… ed è usato per gonfiare il primo pallone aerostatico in grado di sollevarsi in aria proprio grazie all’idrogeno che…*(spazientito)… Emh, questo però è un modo molto pericoloso di volare perché più si sale di quota più la pressione diminuisce e l’idrogeno, dilatandosi, rischia di far esplodere l’involucro che lo contiene (si guarda intorno alla ricerca del gruppetto). Senza contare poi che l’idrogeno è un gas altamente infiammabile e…* (Variante: CON L’IDROGENO TI PUOI BRUCIARE). Ci rinuncio!

(Stefano si mette in disparte sulla sinistra, dando le spalle al pubblico)

LUCA: (subito) Gentile pubblico, siamo lieti di presentarvi l’invenzione che il Conte Ferdinand von Zeppelin fa costruire nel 1899: ovvero il primo dirigibile rigido.

(tentano continuamente di rubarsi la scena l’un con l’altro)

GABRIELE: Bene, dunque… lo Zeppelin ha una struttura rigida in alluminio, rivestita esternamente in tela trattata…

SIMONE: All’interno dell’involucro si trovano più celle – ovvero i palloni aerostatici – contenenti il gas…

STEFANO: (corre al centro della scena) Che è l’idrogeno!

GLI ALTRI: Fissato! (lo cacciano via, sulla destra)

GABRIELE: Comunque lo Zeppelin non fu proprio il primo tipo di dirigibile rigido…

SIMONE: È vero! Il primato va all’aeronave di David Schwarz del 1897, i cui progetti furono poi acquistati dal nostro amato Conte…

LUCA: Dovremmo gioire di questo sfavillante progresso dell’evoluzione, non credete?

STEFANO: Sì, peccato però che allo scoppio della Prima Guerra Mondiale gli Zeppelin non imbarchino più passeggeri, ma sono usati come bombardieri!

(gli altri si mettono le mani sul viso, rimangono immobili, con il volto coperto verso il pubblico)

 

– MUSICA 2 –

(escono velocemente a destra. Mattia e Giada entrano insieme da sinistra)

 

Scena VI

 

MATTIA e GIADA: Benvenuti!

MATTIA: Lei è la vostra Giada.

GIADA: E lui il vostro Mattia.

MATTIA: Se vi è piaciuta l’invenzione precedente non potete assolutamente perdervi i nostri prossimi ospiti d’eccezione.

GIADA: Soltanto qui… All’Esposizione Universale…

TUTTI: Belle Époque!

MATTIA: Ecco a voi due grandi ingegneri e inventori statunitensi…

GIADA: I due più grandi aviatori dell’epoca pionieristica!

MATTIA: Che hanno realizzato il primo volo in assoluto di un mezzo motorizzato più pesante dell’aria…

MATTIA e GIADA: … I fratelli Orville e Wilbur Wright!

(ingresso “volante” dei due fratelli. Nicolò entra da destra, Davide entra da sinistra)

MATTIA: Benvenuti, fratelli Wright. Dal 1900 al 1903 avete costruito moltissimi modelli di aliante ma… Posso chiedervi qual era il vostro sogno?

NICOLO’: (con un ginocchio sul palco e le braccia spalancate. Davide dietro di lui, in piedi, con le “ali” spiegate) Volareee oh, oh… Nel blu dipinto di blu… ♪

MATTIA: Mi domando come ho fatto a non pensarci prima.

GIADA: Finalmente nel 1903 avete battezzato il “Flyer” – il primo velivolo motorizzato – potreste spiegarci meglio come funziona?

DAVIDE: Semplicemente con un motore 12 cavalli a 1.020 giri al minuto e due eliche di legno.

GIADA: Emh, non è che potreste darci una dimostrazione pratica?

NICOLO’: Ma certo! Prima di tutto va avviato il motore… (tira la cordicella)

(x3 volte TUTTI imitano il motore che non parte poi TUTTI: “Ti voglio bene mammina!”)

MATTIA: Va bene, va bene… Grazie, credo sia sufficiente! Adesso è meglio passare all’ultima domanda: chi è stato il primo ad aver avuto l’idea del “Flyer”? Orville o Wilbur? Wilbur o Orville?

DAVIDE: Direi che l’idea è stata mia!

NICOLO’: Sciocchezze! Ho avuto io l’idea.

DAVIDE: No, io!

NICOLO’: Io, ti dico.

(Nicolò e Davide ad ali spiegate iniziano a girare intorno come due galli da combattimento, dopo un paio di giri e dopo essersi sparati addosso raffiche di “tatatatatata”, escono entrambi a sinistra, uno insegue l’altro come in una guerra aerea)

MATTIA e GIADA: Ecco, era meglio non chiederlo!

Scena VII

 

MATTIA: Bene, Signore e Signori, l’Esposizione Universale Belle Époque è giunta al termine.

(TUTTI gli altri iniziano a cantare: “MARCIAM, MARCIAM… ANDIAMO A GUERREGGIAR! Prima piano, poi via via sempre più forte) Speriamo vi siate divertiti e che abbiate imparat…(l’ultimo gruppo entra cantando a passo di marcia)

GIADA: Ma… cosa succede? (mentre gli altri irrompono in scena cantando)

(il coro raggiunge il suo climax. Appena si trovano disposti in riga, fermi, si ripete per l’ultima volta la canzone. Poi silenzio)

GIADA: E loro chi sarebbero?

MATTIA: Sembrerebbero dei fanatici dei sette nani!

LORENZO: (fiero) NOI, siamo venuti qui oggi per mostrarvi il carro da combattimento, detto anche Carro Armato!

MATTIA: (con tono sarcastico) Incredibile!

FILIPPO: (fiero) Bello, vero? E pensare che l’idea è partita da noi tedeschi e che gli inglesi hanno solo contribuito.

(da qui iniziano a spintonarsi, prima quasi per caso, poi sempre più con cattiveria)

LORENZO: No, non è vero! L’abbiamo inventato noi! (spinge gli altri due)

ANDREA: Eeeh sbruffone!

LORENZO: Sbruffone ci sarai tu!

FILIPPO: Imbranato!

(continuano a ripetere “Sbruffone” e “Imbranato”, spintonandosi e alzando il tono della voce)

GIADA: (urlando) BASTA! (avanza verso il centro, da qui in poi si rivolge solo al pubblico) Vergognatevi tutti! State litigando per dimostrare chi è stato il primo a inventare una macchina da guerra. Tutto questo è… orribile!

TUTTI: ORRIBILE!

(lateralmente, divisi in due gruppi, TUTTI avanzano sottopalco, marciando e intonando i tamburi di guerra; prima piano, poi sempre più forte: TURUTUM – TURUTUM – TURUTUM-TUM-TUM

A sinistra: Denisy, Chiara, Lisa, Antonio, Caterina, Ilaria, Martina, Nicolò, Davide.

A destra: Harouna, Chiara, Gaia, Erica, Tiziana, Luca, Gabriele, Simone, Stefano.

Gli altri, sul palco, si dispongono a cuneo, marciando e intonando: EHI – OH!

La trama sonora diventa sempre più intensa)

 

– BUIO –

(SILENZIO)

 

Cabaret Belle Époque

Scuola Primaria “G. Rodari”

a.s. 2014-2015

Il lavoro effettuato con i piccoli drammaturghi/attori della scuola primaria “G. Rodari” è stato di ricerca, rielaborazione e riscrittura di materiali testuali prevalentemente tratti dal mondo della letteratura giovanile (Rodari) e di quella teatrale del primo novecento (Brecht). Il tutto è stato condito e confezionato dalla fantasia dei bambini.

È stata utilizzata l’idea di “cabaret” come lente di osservazione del periodo della belle epoque e delle sue contraddizioni interne (spensieratezza/oscurità).

Per ulteriori informazioni visita la pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Scena I

(sono tutti disposti nello spazio. Alcuni gruppetti sono seduti, altri in piedi, lateralmente, sul fondo. Si sentono tamburi in lontananza)

ALICE: Basta!

ANGELO: Basta!

GIULIA III: È vero, basta!

SVEVA: Ogni volta che sparano ci rimetto la pelle dalla paura.

DONATO: Si sentono spari dappertutto.

HAFSSA: È un vero inferno!

GABRIELE: Ma perché gli uomini devono per forza farsi la guerra?

WASSIM: Per le loro manie di grandezza.

GIADA: Tanto sono sempre gli innocenti ad andarci di mezzo.

MARTINA S.: Ragazzi, vi ricordate i bei tempi… prima della guerra?

SARA: Sì, come no: la Bella “POK”!

GIULIA V: Ma cosa dici? La Belle Époque! È un’espressione francese che tradotta significa: epoca bella.

MARTINA B.: Aaaah, quando regnava il benessere, l’ottimismo…

CHIARA: Tutti credevano in un futuro migliore.

DONATO: Parigi! Il centro della Belle Époque, la città modello…

MIRIAM: Di notte le strade erano tutte illuminate.

TOMMASO: Costruirono la torre Eiffel!

MARTINA P.: … E la moda francese: che sciccheria! I signori e le signore indossavano vestiti elegantissimi.

GIULIA III: Frequentavano i café, dove si incontravano e parlavano. Discutevano…

GABRIELE: (subito, continuando la frase) … di arte, di scienza, di politica… di filosofia!

WASSIM: Aprirono il Moulin Rouge!

SVEVA: Ah, la musica, i balli…

(Martina B.; Miriam, Giulia V, Giada, Martina S. imitano il Can-can: “Tatta-tatatatatatta” ♪)

GIADA: Il teatro… con le sue luci sfavillanti.

MARTIN: Le operette…

ANGELO: Le operette.

TOMMASO: Sì, le operette! Ve la ricordate la canzone che fischiettavano tutti per le strade?

DONATO: Certo! Quella che i nostri “carissimi” papà cantavano mentre si radevano la barba…

(MUSICA CIRIBIRIBIN: i bambini danzano, cantano e fanno le smorfie al pubblico, prendendosi gioco delle figure militari come in una festa da circo)

CHLOE: Quanti ricordi!

(si sentono ancora colpi di tamburo)

MIRIAM: Ora invece… spari, botti, urla… e ancora spari… bombe.

ALICE: Basta!

ANGELO: Basta!

HAFSSA: Ribelliamoci.

SVEVA: Sì, noi la guerra non la vogliamo.

MARTINA B.: Siete tutti d’accordo?

TUTTI: Sìììì!

GIULIA III: E allora andiamo… Andiamo a far sapere a tutti la nostra decisione.

GIULIA V: Fermi! Guardate! (viene avanti additando il pubblico) Quello è un generale dell’esercito. (tutti additano il pubblico)

GABRIELE: Cominciamo da lui…

GABRIELE, MARTINA B. e DONATO: GENERALEEE! (forte)

(escono tutti. Wassim e Alice escono a sinistra. Gabriele, Martina B. e Donato ovunque si trovino iniziano a marciare anche da soli fino a ritrovarsi in fila, sulla destra, pronti per iniziare la scena)

 

Scena II

(i tre militari saltellano come se giocassero a “Campana”. Wassim e Alice li disturbano come due folletti dispettosi, sghignazzando e correndo via)

GABRIELE: Generale, il tuo carro armato è una macchina potente. Spiana un bosco e sfracella cento uomini.

WASSIM: Ma ha un difetto!

ALICE: Ha bisogno di un carrista.

MARTINA B: Generale, il tuo bombardiere è potente. Vola più rapido d’una tempesta e porta più di un elefante.

WASSIM: Ma ha un difetto!

ALICE: Ha bisogno di un meccanico.

DONATO: Generale, l’uomo fa di tutto. Può volare e può uccidere.

WASSIM: Ma ha un difetto!

ALICE: Può pensare.

(Wassim e Alice escono di corsa a destra, gli altri marciando e battendo a tempo i palmi sul lato esterno delle cosce escono a sinistra)

 Rodari 2

Scena III

(rapidamente (!) entrano Giada, Chloe, Martin da destra, Hafssa e Giulia da sinistra. Si mettono in posizione come se giocassero a “Un, due, tre… stella!”. Il gruppo “La guerra che verra” si siede a bordo palco)

MARTIN: Ci sono cose da fare ogni giorno.

GIULIA: Lavarsi.

GIADA: Studiare.

CHLOE: (allegra) Giocare.

HAFSSA: (sbuffa) Preparare la tavola a mezzogiorno.

MARTIN: Un, due, tre… stella! (guarda tutti gli altri) Ci sono cose da fare di notte.

CHLOE: Chiudere gli occhi.

GIULIA: Dormire.

GIADA: Avere sogni da sognare.

HAFSSA: Orecchie per non sentire.

MARTIN: Un, due, tre… stella! (guarda tutti gli altri) Ci sono cose da non fare mai!

GIADA: Né di giorno.

HAFSSA: Né di notte.

CHLOE: Né per mare.

GIULIA: Né per terra.

MARTIN: Per esempio?

TUTTI: (uno alla volta, velocissimo: Giulia, Hafssa, Giada, Chloe) La guerra! (escono rapidamente (!): Giada, Chloe, Martin a sinistra, Hafssa e Giulia a destra)

 

Scena IV

(giocano a battere le mani. Il primo battito inizia sul “per esempio?” della scena precedente)

MARTINA S.: La guerra che verrà… non è la prima.

MIRIAM: Prima ci sono state altre guerre.

CHIARA: Alla fine dell’ultima…

MARTINA P.: … c’erano vincitori e vinti.

MARTINA S.: Fra i vinti la povera gente…

MIRIAM: … faceva la fame.

CHIARA: Fra i vincitori…

MARTINA P.: … faceva la fame la povera gente ugualmente.

(entra Alice a cavalcioni di Sara, come un generale che guida il suo esercito, attraversando sottopalco da destra verso sinistra. Tommaso intanto si posiziona al centro della scena)

ALICE: (esaltata) Chi sta in alto dice: – Si va verso la gloria! -.

SARA: (affaticata) Chi sta in basso dice: – Si va verso la fossa -.

 Rodari 3

Scena V

TOMMASO: Eccole qua, le armi che piacciono a me: la pistola che fa solo…

SVEVA: PUM! (forte (!), da lontano. Tutti iniziano a sparare, anche chi non e in scena, in un climax di onomatopee; man mano puntano tutti su Tommaso che finge di essere colpito e cade a terra. Subito silenzio) … o BANG!, se avete letto qualche fumetto.

GIULIA: Ma buchi non ne fa…(aiuta Tommaso a rialzarsi)

MAXIM: (forte) Il cannoncino che spara senza far tremare nemmeno il tavolino. (batte il piede al centro della scena, come un militare) Il cannoncino! / Che spara! / Senza far tremare! / Nemmeno il tavolino! (il gruppo “La guerra che verra” lo segue, poi anche Giulia e Sveva. Man mano tutti ripetono come in un coro militare, sempre piu forte. Si dispongono in riga sul fondo. Tommaso li guarda, facendo il saluto militare, poi inizia il gioco:“Sacco pieno-sacco vuoto” x5 volte)

GIULIA: Il fuciletto ad aria che talvolta, per sbaglio, colpisce il bersaglio.

SVEVA: Ma non farebbe male né a una mosca né a un caporale.

TOMMASO: Armi dell’allegria! (super batti cinque!) Le altre, per piacere…

TUTTI: Ma buttatele tutte via!

(rapidamente (!) entrano tutti in scena e si posizionano sul palco. Sottopalco, da sinistra, entrano Chloe, Martina B. e Donato)

 

Scena VI

(tornano i tamburi di guerra)

CHLOE: Così finisce la Belle Époque, l’epoca in cui nasce il Cabaret, il Can-can e il Cinema.

DONATO: Così finisce la Belle Époque, l’epoca in cui l’arte prende le forme nuove dell’Impressionismo e dell’Art Nouveau.

MARTINA B.: Così finisce la Belle Époque, / annegata nella profonda ombra della Grande Guerra.

(si arrampicano sul palco e raggiungono gli altri, pronti per la canzone finale)

 

Scena VII

ANTONIO:

Se verrà la guerra, Marcondiro’ndera

se verrà la guerra, Marcondiro’ndà

TUTTI:

Sul mare e sulla terra, Marcondiro’ndera

sul mare e sulla terra chi ci salverà?

ANTONIO:

Ci salverà il soldato che non la vorrà

ci salverà il soldato che la guerra rifiuterà.

La guerra è già scoppiata, Marcondiro’ndera

la guerra è già scoppiata, chi ci aiuterà?

TUTTI:

Ci aiuterà il buon Dio, Marcondiro’ndera

ci aiuterà il buon Dio, lui ci salverà.

ANTONIO:

Buon Dio è già scappato, dove non si sa

buon Dio se n’è andato, chissà quando ritornerà.

TUTTI:

L’aeroplano vola, Marcondiro’ndera

l’aeroplano vola, Marcondiro’ndà.

ANTONIO:

Se getterà la bomba, Marcondiro’ndera

se getterà la bomba chi ci salverà?

TUTTI:

Ci salva l’aviatore che non lo farà

ci salva l’aviatore che la bomba non getterà.

ANTONIO:

La bomba è già caduta, Marcondiro’ndera

la bomba è già caduta, chi la prenderà?

TUTTI:

La prenderanno tutti, Marcondiro’ndera

sian belli o siano brutti, Marcondiro’ndà

ANTONIO:

Sian grandi o sian piccini li distruggerà

sian furbi o sian cretini li fulminerà.

TUTTI:

Ci sono troppe buche, Marcondiro’ndera

ci sono troppe buche, chi le riempirà?

Non potremo più giocare al Marcondiro’ndera

non potremo più giocare al Marcondiro’ndà.

ANTONIO:

E voi a divertirvi andate un po’ più in là

andate a divertirvi dove la guerra non ci sarà.

TUTTI:

La guerra è dappertutto, Marcondiro’ndera

la terra è tutta un lutto, chi la consolerà?

ANTONIO:

Ci penseranno gli uomini, le bestie i fiori

i boschi e le stagioni con i mille colori.

TUTTI:

Di gente, bestie e fiori no, non ce n’è più

viventi siam rimasti noi e nulla più.

La terra è tutta nostra, Marcondiro’ndera

ne faremo una gran giostra, Marcondiro’ndà.

Abbiam tutta la terra Marcondiro’ndera

giocheremo a far la guerra, Marcondiro’ndà…

Fine

 

Laboratori precedenti

 

Fantascientifica Belle Époque
Le imprese olimpiche di Sveijk Barbu

Fantascientifica Belle Époque

Scuola Media Carducci – 3A

Macchine, meccanismi, motori, ingranaggi, viti, bulloni… Macchine che volano, tritano, bruciano, parlano, tirano, corrono, misurano, girano, lavano e stirano! Per raccontare questi – innovativi e tecnologici, ma anche futuristici e futuribili – primi anni del ‘900, segnati da un profondo ottimismo festoso, si rendono indispensabili, per i ragazzi del Carducci, tre elementi primari: cinque invenzioni, una sorta di congegno per viaggiare cent’anni all’indietro e l’esuberante “ideologia del progresso”… Ma il sogno è un’invenzione? Vi chiederete cosa c’entra il sogno con cavi, eliche, viti e bulloni… e allora Freud vi risponderà che, sempre di ingranaggi si tratta… poi vi chiederete cosa possano raccontare queste cinque cose messe insieme… e noi vi risponderemo che con la pazienza s’acquista la scienza. Tutto verrà narrato attraverso esposizioni, pubblicità, affiche, interviste, réclame… perchè l’importante – ora come allora – è vendere, vendere, vendere!!!

Per ulteriori informazioni, visita la pagina del laboratorio nel sito di Carissimi Padri…

 

PROLOGO: MACCHINA QUASI UMANA

Presentatore Buonanotte e come ogni notte anche questa notte è notte, quando il vecchio giorno, vista l’ora, è appena finito e il nuovo giorno è appena iniziato. Eccoci qui ancora una volta, ancora di notte, ancora qui ancora a parlare di belle epoque.

Si compone una macchina umana

Signori e signori….Questa sorta di strano e quasi umano congegno… è un innovativa macchina che ci consente di andare cent’anni all’indietro… per riscoprire l’esuberante “ideologia del progresso” made belle epoque…

Ecco a voi 5 fondamentali invenzioni per l’intera umanità:

Presentatore Aereo

gruppo presente!

Presentatore Frullatore

gruppo presente!

Presentatore Macchina della Verità

gruppo presente!

Presentatore Lanciafiamme

gruppo presente!

Presentatore Sogno

pausa

Presentatore Beh…

Edoardo Perchè il sogno è un’invenzione?

Presentatore Vi chiederete cosa c’entra il sogno con cavi, eliche, viti e bulloni… e allora Freud vi risponderà che…

Freud sempre di ingranaggi si tratta…

Presentatore poi vi chiederete cosa possano raccontare queste cinque cose messe insieme…

Inventrice e noi vi risponderemo che con la pazienza s’acquista la scienza!

02

I QUADRO: IL SOGNO

(RUOLI: Alessia-Presentatrice/Fabio-Freud/ Rossella-Traduttrice /Jesse-Aristotele)

Alessia Benvenuti a “Ospiti dal passato”. Questo programma è stato reso possibile dall’invenzione della televisione del 2047.

Tutti 2047?

Alessia …bene procediamo… gli ospiti di questa sera sono Freud e Aristotele che ci parleranno della stramba invenzione… del sogno.

Rossella Io sono la traduttrice di Aristotele che non conosce l’italiano a differenza di Freud…ma dov’è Freud?? Lo vado a cercare…

Rossella Eccolo! L’ho trovato

Fabio Scusate mi sono addormentato un attimo e ho perso la cognizione del tempo.

Alessia Scusate per l’inconveniente. Continuiamo. Allora signor Freud, cos’ha sognato sognato in questi 5 minuti?

Fabio Ho sognato di parlare con Aristotele in greco.

Alessia Ah…molto interessante ma ne parleremo dopo di Aristotele… Perché ha cominciato a studiare questo fenomeno?

Fabio Perché di tratta del più grande enigma che il cervello che sogna ha posto al cervello sveglio. Quindi questa non è proprio una scoperta ma un enigma che l’uomo ha iniziato a risolvere in questo periodo.

Alessia Sappiamo anche che ha scritto un libro…

Fabio Si, l’interpretazione dei sogni, ma se lo sapete già cosa sono venuto a fare qui? Potevo stare a parlare con Aristotele nel mio bellissimo sogno!

Rossella Ho letto questo libro…

Jesse (interrompendola) esisis de amasa (immagine con traduzione: anche io l’ho letto in greco).

Rossella Skáse (immagine con traduzione: stai zitto in greco) Stavo dicendo che mi ha colpito molto la parte in cui spiegavi come agisce il cervello durante la notte…

Fabio I sogni in sintesi, sono un modo dell’uomo per evadere dalla realtà.

Jesse No! No! No!

Rossella Per me il sogno era un modo che gli dei utilizzavano per comunicare con gli umani.

Litigano ripetendo sempre la stessa frase, li interrompe il sax con I sogni son desideri.

Presentatore Si sogna sempre… Buonanotte e come ogni notte anche questa notte è notte. Eccoci qui ancora una volta, ancora di notte, ancora su Mediashopping. Poco poco, piano piano, come piace a noi. Una notte in più per sognare, per vivere per amare. In questa notte spero di riuscire a fare tutte e tre le cose, sognare, amare e vivere. Buonanotte per chi vuole scoprire il lanciafiamme, questo oggetto incredibile.

03

II QUADRO: IL LANCIAFIAMME

(Nicolò/Sofia/Juliet interpretano vari ruoli variando il tono di voce)

Presentatore Il suo facile utilizzo, permette di fare tante cose con una lunga fiamma!

Ed ora diamo spazio alle vostre chiamate.

Nicolò Forza Doria sempre! Me la fate parlarmela na cosa? Posso fuoriscirlala? Beh il lanciafiamme è meraviglioso! Con quello ci potrei far diventare Bojan nero! Beh, dai, compriamolo!

Sofia Io ho provato il lanciafiamme in un bosco in Umbria! Ha preso fuoco tutto! Molto bello! (con voce da immigrato)

Juliet Io odio i bambini che mi rovinano il prato! Il lanciafiamme è perfetto per bruciare i loro palloncini.

Sofia Oggi ho sfornato 1000 panini i clienti erano contentissimi. Compratelo, compratelo subito!

Juliet Eh Eh Eh, io chiama me Abdul! A mia famiglia piace molto lanciafiamme: carne cotta gnam gnam!

04

III QUADRO: IL FRULLATORE

(RUOLI: Eric-Giornalista/Antonio-Intervistatore/ Thalia-Inventrice1 /Serena-Inventrice 2)

Eric Buona sera a tutti…Abbiamo oggi in diretta il signor Antonio Corrente che parlerá con due inventrici del novecento. Vediamo come va quest’intervista fuori dal nostro tempo.

Antonio Buona sera. Abbiamo con noi le inventrici del Frullatore, Thalia e Serena. Come vi é venuta l’idea di inventare un Frullatore?

Thalia Abbiamo notato che nostra nonna non riusciva a tagliare piccoli pezzetti di ortaggi e siccome vive da sola, mi é venuta l’ide…

Serena (interrompendola) Ma cosa dici, che l’idea é venuta a me.

Antonio Ok… Quanto tempo avete impiegato per realizzarlo?

Serena Ci avrebbe messo un anno se non fossi arrivata io.

Thalia Ma cosa dici?! Che non sai neanche usare una chiave Inglese e poi non ero mica io che si lamentava per la fatica.

Serena Sinceramente non so proprio di cosa parli!!! Tutto sommato non ho perso io il bullone, che per ritrovarlo ci abbiamo messo dei mesi.

Antonio (interrompendo la discussione) Bene… Che pezzi avete unito?

Thalia (sottovoce) Ma cosa dice sto qua?

Serena Ignorante… (rivolgendosi all’intervistatore) Si tratta di un motore esterno che ruotare un’asticcella.

Thalia Ma che asticcella?!! (pensierosa) si tratta di un… di un..

Antonio Grazie mille per il vostro tempo… ma ci sono delle fastidiose interferenze dalla belle epoque …quindi per noi è tutto, passo la linea a te Eric.

Eric Ah le donne…

01

IV QUADRO: LA MACCHINA DELLA VERITA’

(RUOLI: Bulga-Presentatrice/MariaC-Giornalista/Dylan-Giancorrado/Yulitza-Aiutante)

Presentatrice oggi ci troviamo qui, in presenza del professor Giacorrado, per presentarvi la sua invenzione: la macchina della verità. Una giornalista è qui presente per porre alcune domande all’inventore e a Giandaniela (la sua aiutante). Diamo ora la parola al professore

Giancorrado buongiorno a tutti, io come già sapete sono il professor Giancorrado; inventore della macchina della verità.

Giornalista vorrei porle qualche domanda professore… Come le è venuta l’idea di una macchina di questo tipo?

Giancorrado stavo lavorando in tribunale, quando mi sono posto una strana domanda: è possibile scoprire la verità ponendo semplici domande? Così il giorno seguente ho contattato un medico, che mi ha aiutato a costruire la macchina.

Giornalista quanto tempo ha impiegato per costruire la sua invenzione?

Giancorrado mi ci è voluto 87 giorni, 18 ore, 20 minuti e 3 secondi.

Presentatrice vedo che è molto preciso!

Giancorrado Si ha proprio ragione, sin da piccolo ero preciso, odiavo il disordine.

Giornalista è permesso utilizzare la macchina qui, per una breve dimostrazione?

Giancorrado si, certo!

Presentatrice portate qui la macchina, per favore.

Giancorrado il meccanismo funziona principalmente su due strumenti, l’elettrocardiografo per il battito cardiaco e il termometro per la temperatura corporea.

Giornalista è vero che dormite con un peluche rosa?

Aiutante no! Assolutamente!

Viene travolta da moltissimi peluche rosa.

Giancorrado il suono significa che il battito cardiaco è aumentato e la temperatura si è alzata. Ciò significa che mente.

Giornalista è vero che pensavate che “la macchina della verità” fosse un’idea folle?

Aiutante si, devo ammetterlo, all’inizio mi sembrava un’idea a dir poco strana; ma poi mi sono ricreduta.

Giancorrado ciò invece significa che non sta mentendo. Ovviamente la macchina funziona anche per i crimini maggiori, a meno che l’imputato non lo creda giusto.

Presentatrice (con sarcasmo) che bella dimostrazione…

 

V QUADRO: AEREO

(RUOLI: Marianna-Intervistatrice/Edoardo-Fratello1/Manuel-Fratello2/Saad-Presentatore)

Presentatore Benvenuti a radio invenzioni, oggi saremo in collegamento con Marianna che si trova nell’Inghilterra degli inizi del secolo d’oro. Marianna intervisterà i fratelli wright: inventori del wright flyer, il primo velivolo a motore.

Fratello1 grazie per essere venuti fin qui, lontani del tempo per intervistarci.

Fratello2 aaahhh! Si, siamo molto felici di essere qui.

Intervistatrice da cosa avete preso spunto per questa invenzione?

Fratello1 sono sempre stato affascinato dall’idea di volare e ho sempre pensato che l’uomo potesse farlo,e ora sono felice che ne sia in grado.

Intervistatrice come funziona la vostra invenzione?

Fratello1 ve ne parlerà mio fratello che ne è il progettatore.

Fratello2 ah,allora…il nostro aereo è dotato di un motore a elica e di una leva per votare, però è molto scomodo perché bisogna stare sdraiati.

Fratello1 hai sempre qualcosa di cui lamentarti tu !!!

Intervistatrice okay,okay calma non andiamo oltre. Passiamo alla prossima domanda: dove avete trovato i pezzi per il vostro aereo?

Fratello2 una notte ho notato dei pezzi che mi servivano nel giardino del mio vicino è così li ho…

Fratello1 …ehm ehm… Voleva dire che li abbiamo trovati in una fabbrica abbandonata.

Intervistatrice aspetta aspetta, fagli finire la frase: io li ho ….. Cosa ?

Fratello2 ehm…

Fratello1 oh si è fatto tardi è meglio che l’intervista finisca qui.

Presentatore per oggi è tutto, alla prossima

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EPILOGO: BUONANOTTE

 

Presentatore Si sogna sempre…nella belle epoque… si litiga sempre in questa belle epoque…

Prof. (sarcastica) Speriamo solo che non scoppi una guerra…

Riccardo Una notte in più per sognare, per vivere per amare. Buonanotte…

Le imprese olimpiche di Sveijk Barbu

Scuola Media Cavour-Calvino

a.s. 2014-2015

Dai primissimi Giochi Olimpici di Atene nel 1896 alla preparazione delle mai realizzate  Olimpiadi di Berlino del 1916, il racconto teatrale elaborato dagli studenti della Scuola Media Cavour-Calvino di Modena segue gli sviluppi della storia dello sport per guardare con occhio straniato alle novità, ai sogni e alle tensioni che caratterizzarono l’infausta parabola della belle époque.

Rielaborando i testi satirici di Karl Valentin e il graffiante romanzo di Hasek Le vicende del bravo soldato Sveijk, gli studenti, guidati da Giacomo Pedini, hanno dato vita a un Kabarett in tre parti, protagonista l’umoristica figura hasekiana divenuta per l’occasione uno sportivo fallito e fanfarone. A coronare la struttura gli allievi della Scuola, attentamente seguiti dalle docenti, hanno poi riscritto e interpretato due famosi brani musicali d’epoca…

 Per ulteriori informazioni, visita la pagina del laboratorio nel sito di Carissimi Padri…

Personaggi e interpreti (in ordine di apparizione)

ATTO I
Spazzino: Ayman
Svejk Barbu: Alex
Nuotatore: Davide Zanti
Tennista: Francesco
Sollevatore pesi: Damian
Ciclista: Luca
Hans: Erik

ATTO II
A: Matteo
B: Virginia

ATTO III
Bret: Betta
Segretaria: Francesca
Thomas: Carlo
Sveijk Barbu: Alex

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ATTO I – Atene, 1896

 

Mamma mia dammi 100 marchi
che ad Atene voglio andar.
Cento marchi io te li dò,
ma ad Atene no, no, no.
Cento marchi io te li dò,
ma ad Atene no, no, no.

I suoi fratelli alla finestra:
Mamma mia lasselo andar!
Vai, vai pure o figlio ingrato
che la gara tu perderai.
Vai, vai pure o figlio ingrato
che la gara tu perderai.

Quando furono in mezzo ai boschi
il mio treno si fermò.
Macchinista che lo guidi
il mio treno fai ripartir.
Macchinista che lo guidi
il mio treno fai ripartir.

Il mio cuore è coraggioso
gli avversari mi temeran.
Le mie gambe sono forti
là nessuno mi batterà.
Le mie gambe sono forti
là nessuno mi batterà.

‘Il consiglio della mia mamma
non sarà la verità,
mentre quello dei miei fratelli
la speranza mi darà.’ (x2)

Mentre quello dei miei fratelli
la speranza mi darà.
Mentre quello dei miei fratelli
la speranza mi darà.

Svejk Barbu arriva tutto trafelato, tuta da operaio e valigia in mano, allo Stadio Olimpico di Atene. È da poco finita la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi.

Svejk: Come mai non c’è nessuno? Sono così in anticipo? Dove ho messo il volantino? (lo cerca nelle tasche, quando lo trova lo confronta con lo stadio reale) Certo che per essere il 16 Aprile fa molto caldo !(Si asciuga il sudore) E quelle cartacce sugli spalti cosa ci fanno? E quest’erba tutta rovinata? Non è certo l’immagine del volantino! Tutte le gare olimpiche le fanno qui? Non vedo nemmeno la piscina. Mah, c’era da aspettarselo: greci!

(Arriva il primo atleta nuotatore in cuffia e accappatoio)

Otto Hershman: Hai bisogno di qualcosa?

Svejk: E’ questo lo stadio Panatinaico, quello dei Giochi Olimpici? Sono già arrivati il re e il Barone De Coubertin? Da dove arrivi tu?

Otto: Sono Otto Hershman, dalla Svezia, campione di nuoto di nostro Re Oscar II. Perché hai qualcosa da dire?
(Svejk è perplesso)
Entra in scena il secondo atleta tennista con la racchetta in mano

Edwin Flack: Ti vedo un poco disorientato: stai bene?

Svejk: Si, sto bene, sono solo stanco per il viaggio. E’ stato molto lungo e avventuroso. Il treno si è fermato varie volte.

Edwin: E tu hai viaggiato in treno, pensa a me che vengo dall’Australia.

Svejk: Dall’Australia in treno? Dev’essere stata lunga! Ma come mai lo stadio è così vuoto?

Edwin: Non vedi che stanno facendo le pulizie? (un ragazzo in scena scopa il pavimento). Scusa, ma i miei amici mi stanno aspettando.

Entra in scena il terzo atleta, sollevamento pesi.

Viggo Jensen (fissa perplesso Sveijk): ma come sei vestito?

Svejk: Sono partito di corsa dal lavoro.

Viggo: E non ti sei mai cambiato? Sei venuto così? (certo che c’è gente che gareggia in certi modi!)

(arriva in scena il quarto atleta, ciclista, il francese Paul Masson)

Svejk: Bella la tua bici, è nuova? Sembra anche molto leggera…ma sei arrivato in bici? Da dove arrivi?

Paul: Come da dove? Sono Paul Masson, dalla Francia! Sì mi son fatto il viaggio in bici fino ad Ancona e l’altro pezzo l’ho fatto a nuoto!

La voce di un altro atleta lo chiama e Paul Masson se ne va. Arriva Hans.

Hans: Svejk Barbu, amico mio, come è andata la gara?

Svejk: Hans! Anche tu qui! Dalla nostra maledetta fabbrica di Berlino, direttamente ad Atene! Come vuoi che sia andata!? Sono qui prontissimo per iniziare a correre e vincere per il nostro Imperatore!

Hans: Certo: il nostro Sveijk Barbu, carino e dolce lui! Guarda che le gare sono finite da un pezzo! (gli fa vedere le medaglie) E’ stato faticoso ma, mentre correvo, pensavo solo alla nostra grande nazione. Stai tranquillo, Francesco Giuseppe sarà fiero di noi: ho vinto per il nostro Imperatore, il vero e unico Kaiser.

Svejk: ma come Hans? (prende il volantino che ha in mano) Qui c’è scritto che le Olimpiadi iniziano oggi, il 16 aprile. Anche tu mi hai detto così, a Berlino. Il volantino me l’hai dato tu in fabbrica!

Hans: uh, deve essere un refuso nel volantino! Che peccato: in realtà le gare iniziavano il 6, non il 16, e finivano il 15: ovvero ieri. Dai, non ti preoccupare, ti rifarai: queste Olimpiadi son piaciute tanto che secondo me le replicheranno. Ti faccio tenere in mano le mie medaglie per cinque minuti? Dai, andiamo a visitare il Partenone.

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ATTO II – Londra, 1912

A: Hai letto delle nostre grandi imprese nei più recenti Giochi Olimpici di Stoccolma
1912?

B: Certo. Non posso che rallegrarmi per i risultati dei nostri britannici concittadini.

A: Anche se gli USA hanno mostrato il loro carattere rude, ma combattivo. Con Jim Torph ci hanno dato del filo da torcere.

B: E hai sentito della figuraccia degli austriaci.

A: Ah, sì: non si sono neppure presentati al tiro alla fune. D’altronde i nostri bobbies
li avrebbero fatti volare.

B: Senza d’ubbio. Ma non intendevo questo! Non hai proprio sentito?

A: Ahhh, sì. Hanno vinto l’argento nel santo in alto: assolutamente notevole!

B: L’argento, va bene: ma non hai letto i giornali?

A: Come è ovvio! Ho letto tutti i risultati sportivi.

B: Ma no i risultati sportivi!

A: La politica estera allora?

B: No! L’austriaco, il cretino per eccellenza: Sveijk Barbu! Quello che gareggiava, questa volta, per il lancio del martello.

A: No, chi è?

B: Ma come chi è? Era su tutti i giornali!

A: Forse su quelli socialisti che leggi tu! Comunque, cosa avrebbe mai fatto?

B: Ma dove vivi?! Lo sta deridendo tutt’Europa! È quel mezzo boemo, mezzo austrotedesco che nel 1904, alle Olimpiadi di Saint Louis ha avuto un attacco di dissenteria: hanno dovuto bonificare il primo villaggio olimpico della storia! Questa volta si è superato…

A: Ah beh, cosa…

B: Al momento di lanciare il peso l’intero stadio era in fermento. Patrick McDonald aveva appena fatto un lancio di 15m e 34cm! Ma Sveijk Barbu sembrava decisissimo a frantumare ogni limite: appena sollevato il peso da terra l’atmosfera nello Stadio subito s’era fatta tesissima. Non volava una mosca. Tutti guardavano Barbu. Lui, pian piano, inizia a volteggiare, il braccio e il peso salgono, salgono, si tendono in aria, pronti a volare lontano. Il peso finalmente si stacca dal braccio, disegna una parabola dolce e perfetta… finendo proprio sull’alano di Kaiser Guglielmo!

A: Ma non era lo stesso atleta che nel 1908, proprio qui a Londra, arrivò primo per un soffio?

B: No, era quello che qui gareggiava nel salto in alto da fermo!

A: Ah, ho capito! Me lo ricordo come fosse ieri! Durante le Olimpiadi del 1900, le prime che ho visto, a Parigi, lasciando la mia amata Britannia, era l’atleta caposquadra degli Austro-Ungarici proprio nel salto da fermo! Al momento di saltare scivolò e cadde con il suo sederone sulla sabbia! L’Imperatore era rosso come un peperone!

B: Ma no! Era caduto di faccia nella sabbia! Ci sono volute quindici persone per tirarlo fuori.

A: No son certo fosse col deretano.

B: Di faccia.

Escono discutendo.

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ATTO III – Monaco, 1914

Luglio 1914. Monaco, prima dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. Segreteria
del campo di atletica.

Bret: Buongiorno,vorrei iscrivere mio figlio (indicare il ragazzo che è con se) ad atletica leggera.

Segretaria: Buongiorno,certamente! Mi servono i dati del ragazzo e due sue firme qua (indica due spazi bianchi)

Bret: Allora. Thomas Bretscheneider,14 anni, nato a Berlino nel 1900, il 5 Marzo.

Segretaria: Va bene. Metta due firme qua e il ragazzo può iniziare anche subito!

Bret: Ottimo, hai sentito Thom? Va a cambiarti.

Segretaria: Gli spogliatoi sono in fondo al corridoio a destra,la prima porta! Ben arrivato tra di noi!

Thomas: Grazie e arrivederci!

Campo di atletica,all’aperto.

Sveijk Barbu: Buongiorno ragazzo! Sei Thomas,vero?

Thomas: Sì signore,sono io!

Sveijk Barbu: (riferito agli altri ragazzi) Ragazzi, lui è un nuovo vostro compagno, che si è appena trasferito in città, e inizierà ad allenarsi qui con noi! Mi raccomando, trattatelo bene e aiutatelo ad ambientarsi! (riferito a Thomas) Vedo che ti sei già cambiato, iniziamo subito!

I ragazzi iniziarono a correre con in sottofondo le urla di Sveijk Barbu

Sveijk Barbu: Massa di lumaconi che non siete altro, datevi una mossa e non fate i pigroni! Alle Olimpiadi, noi e questo schifo di paese dove viviamo, facciamo sempre una pessima figura, arriviamo sempre ultimi a differenza degli Inglesi, dei Francesi, degli Americani e dei miei compatrioti Austro-Ungarici, che son più bravi e vincono sempre! Ormai la Germania è una vergogna per il mondo intero: dovete riprendervi assolutamente un minimo di onore. Io mi vergogno a essere il vostro allenatore, fate schifo, peggio dei nostri soldati che se scoppia una guerra saranno sterminati come mosche! Sanno solo mettersi all’occhio del bersaglio, senza combattere un minimo!

Bret: Mi scusi, sono il padre di Thomas, il ragazzo nuovo! Involontariamente ho sentito ciò che diceva: lei ha già avuto esperienze militari?

Sveijk Barbu: No, però so che se un giorno dovessi andare a combattere, sarò di sicuro molto più bravo di quella massa pidocchiosa e sfaticato di gentaglia che c’è ora.

Bret: E lei ha conosciuto o conosce il nostro Generale?

Sveijk Barbu: Certo che sì, era un mio vecchio compagno quando eravamo al campo d’addestramento, solo che io non sono stato arruolato nell’esercito perché ero troppo forte e perché di orgini boemo-austriache! Io, che ho sgobbato nelle fabbriche di Berlino! Lui è uno sfaticato, un grassone, uno senza coraggio: pensi che quando, al campo, gli chiesero di sparare a un bersaglio, lui si rifiutò dicendo che non ci riusciva! AHAHAHAHA che fallito che è, rimarrà sempre un perdente! Come il suo superiore, che dopo l’assassinio ignobile, per mano di quei serbi codardi, di Francesco Ferdinando, non sta facendo nulla!

Bret (Betta): Ma chi intende, l’Imperatore tedesco attuale? Il nostro Kaiser Guglielmo?

Sveijk Barbu: Ma come, ha dubbi? È proprio uno stupido, come fai a non saperlo?

Bret: Eh, mi sono appena trasferito a Monaco con mio figlio…

Sveijk Barbu: Ah… Comunque l’imperatore è un gran smidollato, che non sa fare niente, sa solo dare degli ordini impossibili e lamentarsi con tutti. Ma la verità è che lui per primo non avrebbe il coraggio di eseguirli! È proprio un idiota, spero che venga ucciso come il suo percursore.

Bret: Sono cose molto interessanti quelle che ha detto! Venga con me! (mostra il distintivo della polizia tedesca)

Sveijk Barbu: Dove andiamo?

Bret: La voglio portare in un posto bellissimo, dove potrà raccontare le stesse cose che ha detto a me: si chiama commissariato.

Sveijk Barbu: (paonazzo) Come commissariato?!

Bret (soddisfatto): Certo, oggi in commissariato e domani al fronte!! Vedrà come il Kaiser farà capire ai serbi come ci si comporta!

Son lontano da ‘sto premio
da lui volo col pensiero
niente voglio e niente spero
che ottenerti con onor.
Son sicuro è tutto vero
come son sicur di te.

RIT. Medaglia, medaglia mia
vorrei la tua compagnia
sei stata il primo sogno
e il primo e l’ultimo sarai per me.

Quante volte non ti vinco,
non ti indosso con orgoglio,
non ti vedo a collo mio,
e quando me ne accorgo
mi fai piangere per te.

RIT.

Se ti avrò sarò contento
io non penso che a te sola
un pensiero mi consola
che tu sarai presto mia
la più bella tra le belle
quella d’oro un giorno avrò.

RIT.

Fine