La fogna delle parole

Un’altra parola, forse la più usata al mondo, viene mandata al macero per non dire… nel gabinetto. La parola è amore e il giorno di San Valentino è nato “Innamorati dell’italia”: il partito dell’amore partorito da Silvio Berlusconi. L’ennesima parola viene svuotata del suo significato originale per averne uno nuovo ad uso e consumo del grande tubo digerente italico.

Non è certamente la prima volta che accade. Solo per citarne alcune si iniziò con “Italia” (Forza Italia) strappandola alla Destra, poi con “libertà” (Popolo delle Libertà) strappandola a tutti coloro che avevano vissuto la resistenza, senza dimenticare le parole di origine religiosa: “unto”, “santo”, “martire”, “sacrificio” ecc. Forse non riuscirà a modificare geneticamente la parola “equità” in quanto è già stato anticipato da Equitalia. Ben magra consolazione.

No, ma l’amore no. Forse è capitato un po’ a tutti di giocarci sopra, di utilizzarla talvolta puerilmente per ottenere un sì fortemente voluto. Ma così no, non si può. Anche perché il gioco, è facile da intuire, sarà quello far precipitare tutti gli altri nel partito dell’odio. Che poi sono quelli che non amano il grande capo ovvero quanti non la pensano come lui.
D’ora in avanti non potremo più utilizzare questa parola. La cosa che fa aumentare la dissenteria in chi scrive è che c’è già qualcuno disposto a comperarla.

Siamo davvero pigri e maleducati!

Domenica pomeriggio, mentre bevevo un caffè a Shinjuku, quartiere di Tokyo, un simpatico cameriere giapponese mi si è avvicinato dicendo: “Italiana? Berlusconi bunga bunga”. Dopo aver sorriso acidamente, ho risposto facendo i complimenti per l’arredo del locale.

stereotipi

Non più tardi di due ore dopo, un amabile vecchietto giapponese mi ferma sotto casa, chiedendomi da dove venissi. Saputa la mia nazionalità, ha iniziato a tessere le lodi del lago di Como, dove lui soggiorna “ben tre volte l’anno, in hotel”, perché visita per lavoro una nota impresa di fertilizzanti della zona (sto ancora cercando di capire di quale si tratti). Dopo avermi spiegato tutto il possibile sui fertilizzanti, si è sentito in dovere di proseguire con i complimenti, dicendo che “sì, siete in piena crisi, ma del resto gli italiani sono individualisti e pigri”. Ho sorriso e ho salutato.
Anche pochi giorni prima ho sorriso, quando una ragazza giapponese ha insultato i Siciliani, pigri (di nuovo!) e bugiardi, evitando di dirle che, ahimè, ne ho sposato uno un mese fa.

Ho deciso di non sorridere più. Va bene, siamo una nuova generazione di immigrati di lusso, inviati all’estero da imprese italiane, non costretti da seri motivi a lasciare il Paese. E’ vero, qui siamo pur sempre ospiti, ma ospiti che tutti i giorni si fanno in quattro per rispettare e comprendere costumi e linguaggi di questi Paesi.

Sono stanca di essere presa in giro da anni per colpe e stereotipi che non rappresento e non ho contribuito a diffondere. La prossima volta non starò zitta.

Così potranno dire che siamo davvero maleducati!

 

Quelli che… siamo i G.I.

Omaggio al grande Enzo.
Grazie, unico vero surrealista italico (a parte tutti quelli inconsapevoli qui sotto)!

Quelli che….siamo i G.I. (joe)

– Quelli che… non votano Marini perché si corre il rischio di spaccare il partito, oh yeah
– Quelli che… però poi “dobbiamo votare Prodi per ri-compattare il Partito”, oh yeah
– Quelli che… Prodi andava bene, però in 101 hanno tradito, oh yeah
– Quelli che… i 101 erano telecomandati da D’Alema che è telecomandato da Berlusconi, oh yeah
– Quelli che… D’Alema si è già messo d’accordo con Berlusconi per eleggerlo Presidente della Repubblica al prossimo giro, oh yeah
– Quelli che… vogliono fare il Congresso mentre c’è da votare il Presidente della Repubblica, mentre c’è da fare il Presidente del Consiglio, mentre c’è da dare la fiducia al Governo, mentre c’è da prendere una qualsiasi decisione… e non lo fanno quando dovrebbero, oh yeah
– Quelli che… “siamo la maggioranza onesta del Paese”, oh yeah
– Quelli che… dopo Fo, la Bonino, la Gabanelli, Gino Strada e Papa Francesco… Rodotà è la nostra prima scelta, oh yeah
– Quelli che… il Popolo italiano è tutto in piazza per eleggere Rodotà Presidente della Repubblica, oh yeah
– Quelli che… credono che 10.000 su Facebook siano il Popolo italiano, oh yeah
– Quelli che… credono che tutti usino internet anche per fare la spesa, oh yeah
– Quelli che… “mandiamo tutto in vacca o tutto in streaming?”, oh yeah
– Quelli che… va bene tutto “ma mai il Governo con Berlusconi”, oh yeah
– Quelli che… tutte le elette con Berlusconi sono puttane, oh yeah
– Quelli che… non votiamo Letta perché è un servo del Cavaliere, oh yeah
– Quelli che… Letta era già d’accordo con Gianni Letta che era d’accordo con Napolitano che era d’accordo con Berlusconi che era d’accordo con le banche che erano d’accordo con Letta…, oh yeah
– Quelli che… alla fine non è un Governo con Berlusconi… è un atto di responsabilità, oh yeah
– Quelli che… adesso tutto il Pd dia il sostegno a Letta, oh yeah
– Quelli che… applaudono Napolitano mentre gli dà degli irresponsabili, oh yeah
– Quelli che… vogliono ancora fare l’alleanza con i 5 stelle, oh yeah
– Quelli che… i grillini sono i “Compagni che non sbagliano”, oh yeah
– Quelli che… alla fine Casaleggio non ha tutti i torti perché tanto prima o poi arriva la terza guerra mondiale scatenata dai berlusconiani, oh yeah
– Quelli che… credono che il 25 aprile sia la festa contro Berlusconi, oh yeah
– Quelli che… credono che l’inno nazionale sia “O bella ciao”, oh yeah
– Quelli che… “non bisogna dividere il Paese”, oh yeah
– Quelli che… non c’è alcun conflitto generazionale, oh yeah
– Quelli che… abbiamo un grande dilemma: mettiamo come salva-schermo la faccia della giovane eletta del Pd quando gli passa dietro Brunetta, oppure la faccia di Brunetta quando la giovane eletta del Pd vota la fiducia al Governo Letta?, oh yeah
– Quelli che… adesso non votiamo la fiducia, facciamo l’opposizione e poi finalmente torniamo al voto che tanto Berlusconi è finito, oh yeah
– Quelli che… ci vorrebbe il compagno Bertinotti, oh yeah
– Quelli che… abbiamo sbagliato a non votare Renzi, oh yeah
– Quelli che… se c’era Renzi o Berlinguer o Vendola era un’altra cosa… oh yeah
– Quelli che… adesso però non bisogna mettere il partito nelle mani dei renziani, oh yeah
– Quelli che… Zero, zero, zero è il nuovo libro di Saviano dedicato a Bersani, i Giovani Turchi e a D’Alema, oh yeah
– Quelli che… adesso è il momento di Pippo Civati, poi arriva quello di Pippo Inzaghi al Milan, oh yeah
– Quelli che… è il momento di rifare il Partito comunista, oh yeah
– Quelli che… è trent’anni che voto a sinistra, ma la prossima volta voto Berlusca, oh yeah
– Quelli che… credono che la Costituzione sia un testo rivelato da Don Dossetti, oh yeah
– Quelli che… credono che la Costituzione l’ha scritta Dante (Alighieri), oh yeah
– Quelli che… prendono per il culo i nani perché “fa tanto di sinistra”, oh yeah
– Quelli che… credono di essere la parte onesta del Paese e che tutti gli altri sono dei delinquenti che votano dei delinquenti che mettono al mondo dei delinquenti…, oh yeah
– Quelli che… “Napolitano è una mummia traditrice”, oh yeah
– Quelli che… va bene Napolitano, però mettiamo i paletti al Governo del Presidente, oh yeah
– Quelli che… “adesso è ora di fare chiarezza nel partito”, oh yeah
– Quelli che… il Paese non ci ha capito, oh yeah
– Quelli che… adesso bisogna che spieghiamo al Paese cosa è successo, oh yeah
– Quelli che… sono i G.I. (joe)… i Giovani Idioti (joe)

– Quelli che… siamo pronti alle elezioni, oh yeah

– Quelli che… “adesso facciamo presto, perché è già tardi”, oh yeah
– Quelli che… togliamo i soldi ai politici di sinistra, oh yeah
– Quelli che… per prima cosa togliamo le tasse, oh yeah
– Quelli che… ridiamo (voce del verbo “ridere”) i soldi rubati agli italiani dal Governo Monti, oh yeah
– quelli che… non sapevo che mi avevano comprato una casa e li denuncio (tanto avrei dei dossier in casa), oh yeah
– Quelli che… il problema è stato il Governo dei Professori, oh yeah
– Quelli che… non entro nel Governo, ma faccio solo il garante dei giovani, oh yeah
– Quelli che… abbiamo dato al Paese le nostre forze migliori, oh yeah
– Quelli che… abbiamo saputo ascoltare il Paese che ci ha saputo capire, oh yeah
– Quelli che… abbiamo messo il nipote di Letta al Governo (peccato per quello di Confalonieri), oh yeah
– Quelli che… non possiamo vincere al 100%… ci bastano solo i ministeri chiave, oh yeah
– Quelli che… non abbiamo messo nessun paletto…solo sparato pallottole d’argento, oh yeah
– Quelli che… dobbiamo pacificare il Paese, ma basta con i Comunisti, oh yeah
– Quelli che… il Comunismo è morto, Dio è morto… meno male che Silvio c’è, oh yeah
– Quelli che… Berlusconi era a Dallas insieme agli altri Presidenti degli Stati Uniti, oh yeah
– Quelli che… appena Napolitano cede un po’ mettiamo Berlusconi Presidente della Repubblica, oh yeah
– Quelli che… stanno all’opposizione per prendersi le commissioni della Rai, oh yeah
– Quelli che… finalmente siamo presentabili in Europa, oh yeah
– Quelli che… adesso andiamo in Europa e glielo facciamo vedere alla Merkel (cosa?), oh yeah
– Quelli che… bisogna convincere la Germania a uscire dall’Europa, oh yeah
– Quelli che… il Cavaliere è il più grande statista della storia della Repubblica, oh yeah
– Quelli che… se non fosse stato che doveva salvare l’Italia, al Cavaliere avevano già chiesto di salvare il Vaticano (papy Silvio I), oh yeah
– Quelli che… adesso i magistrati la devono finire di romperci il cazzo, oh yeah
– Quelli che… credono che il Bunga Bunga sia la capitale del Burkina Faso, oh yeah
– Quelli che… aspettano il gioco del “Bunga-Bunga” per giocarci il sabato sera con gli amici, oh yeah
– Quelli che… credono che la Ruby è la nipote di Mubarak e lo votano in Parlamento, oh yeah
– Quelli che… credono che la figlia della Fico è del Cavaliere che però ha chiesto un favore a Balo, oh yeah
– Quelli che… credono che la Gabanelli è la cugina di Grillo, oh yeah
– Quelli che… dopo Benito… solo Silvio è riuscito a mettere a posto gli italiani, oh yeah
– Quelli che… Silvio in un bunker ha l’armatura di Iron Man pronta, oh yeah
– Quelli che… adesso il partito è ora di fare a meno di Berlusconi, oh yeah
– Quelli che… nel Pdl sta maturando la scelta di fare a meno di Berlusconi, oh yeah
– Quelli che… hanno vinto i giovani e le donne, oh yeah
– Quelli che… hanno vinto le giovani donne, oh yeah
– Quelli che… credono che la De Girolamo sia una esperta di agricoltura, oh yeah
– Quelli che… adesso estendiamo il modello della sanità lombarda a tutto il Paese, oh yeah
– Quelli che… Angelino si prepara a fare lo statista (o lo statistico?), oh yeah
– Quelli che… abbiamo dovuto “abbassare i desideri” di Brunetta per il bene del Paese, oh yeah
– Quelli che… bisogna togliere il Nobel a Montale perché era comunista, oh yeah
– quelli che… tutti i grillini sono comunisti che non hanno votato Bersani solo per mimetizzarsi, oh yeah
– Quelli che… “mi si consenta, ma in buona sostanza e con grande senso di responsabilità per il futuro di questo bel Paese, ve l’avrei dolcemente rimesso in quel posto”, oh yeah

– Quelli che… come Enzo avevano capito come andava a finire e se ne sono andati qualche giorno prima, oh yeah.

Angaangaq, Billy Jean, Freddy Mercury e va tutto bene madamalamarchesa!

Sono appena tornata da un viaggio con le mie due figliole. Dopo il rito delle elezioni politiche, sentendomi sicura di aver fatto il mio dovere di cittadina e di aver contribuito a dare un governo stabile al Paese, sono partita per il deserto del Sahara, così tanto per abituarmi a come sarà il centro di Modena dopo la ristrutturazione di Piazza Roma. Nel Sahara però non ci sono ancora le strisce blu, ma su questo torneremo.
5951683083_7f15fe4bba_bPrima di partire ho portato la mia figlia più piccola, ancora da maritare, all’evento culturale modenese dell’anno: l’incontro al Forum Monzani con gli specialisti di cure alternative, rigenerazione spirituale ed energia mentale. La mia bambina cercava un filtro d’amore per fare innamorare un tale modenese che dicono guadagni 820.000 euro all’anno per dire che tutto va bene (madamalamarchesa). Abbiamo parlato con lo sciamano esquimese Angaangaq che ci ha risposto serafico: «se la avessimo noi quella pozione, con sti paio di igloo che resteremmo al freddo in Groenlandia a fare dei buchi nel ghiaccio…».
Purtroppo tra ossi di caribù, trecce di avena nordica e caraffe magiche, non abbiamo visto lo stand del Comune dove speravamo d’incontrare l’Assessore al Bilancio, occupato con fondi di caffé e zampe di gallina, a far quadrare i conti. Sembra che non gli abbiano accordato il pass in quanto le metodologie utilizzate per redigere l’importante documento, non sono state ancora certificate dai druidi della finanza internazionale… Vedremo se il prossimo anno gli organizzatori chiederanno al responsabile del culto degli antenati aborigeni di mettersi in contatto con il sindaco, per capire cosa bolle nel pentolone.

In ogni caso, di ritorno dal Sahara ho trovato la situazione politica nazionale proprio come me la aspettavo, cioè all'”italiana”. Quel milioncino e più di radical chic, un po’ di destra, molti di sinistra, ma con anche tanti piccoli imprenditori illuminati, che hanno votato all’ultimo momento il Grillo, volendo far parte del 20% degli indignati-super-fighi (cioè, nella vulgata attuale, la parte intelligente e onesta del Paese…!!!!), hanno invece fatto sì che il Movimentone sia asceso al 30% circa, rendendo di fatto ingovernabile il Paese. Bravi! Ottima scelta! Da veri italianissimi che poi adesso si lamentano che manca un punto diPil!
5858858941_9579957aa8_bDa quel momento la situazione si è dipanata come segue: 1) Monti è così contento del suo partito che ha dichiarato di non volerne più essere il leader, perché non ne può più; 2) Bossi e il suo cerchio magico (vedi il Forum Monzani) hanno tirato calci ai Maroni degli altri leghisti e ora pensano di formare un altro partito (già vediamo il titolo: “il partito di Maroni si spacca: si va verso la soluzione di due testicoli indipendenti!); 3) nel Pd ci sono ormai più leader che iscritti e ognuno vuol fare fuori gli altri; 4) i grillini, tra una gita sui colli e l’altra (“s’annamo a divertì, nannì, nannì!”) fanno le quirinarie e i nomi che ne escono sono quanto di più vecchio, omologato, convenzionale e banale possa esistere (mancano solo il “Che”, Freddy Mercury e la Marylin, poi siamo al completo!). L’unico che fila dritto, non avendo problemi di partito (che non c’è) e di democrazia interna, è il solito Cav. che, tra un processo e l’altro, continua a rapprersentare al meglio ciò che l’italia davvero è: Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!
In pratica il risultato sarà il seguente. Nuove elezioni a Giugno dove gli italiani si ricompatteranno su due grandi coalizioni, esattamente la situazione disastrosa per cui era stato necessario chiamare il tedesco Monti al capezzale. Abbiamo fatto il giro dell’oca e ora torniamo al punto di partenza!!! Questa volta però ci manderanno direttamente l’esercito teutonico a risolvere il problema.

Nel Paesello invece non succede proprio nulla, sempre le solite tre cose. Le piscine Dogali vengono date in gestione sempre agli stessi e gli altri si arrabbiano, però poi dicono che se anche vincono non le gestiscono loro (non svegliare il can che dorme!); c’è chi dice che i reati sono diminuiti, ma stranamente sono aumentate drammaticamente le rapine e i furti (va tutto bene… madamalamarchesa!); il Comune per far finta di essere ancora comunista (adesso si dice liberalsocialdemocratico) si inventa una Fondazione dove mettere dentro gli educatori dei nidi, ma solo per pagarli meno; la società che gestisce i parcheggi toglie un po’ di strisce bianche e le sostituisce con le blu, ma sempre più strette! Adesso per parcheggiare bisogna fare un corso all’autodromo di Maranello. Stranamente a questa stessa società va anche il 10% delle multe.

MJ1In conclusione solo due piccoli consigli. 1) Invece che fare le strisce blu e bianche con i parchimetri, fate delle strisce arcobaleno! Uno parcheggia poi quando torna scopre quale era il colore. Se era bianco, non paga; se era blu, paga anche una bella multa. Al sistema potreste collegare una specie di Lotteria Modena, e il 6 di gennaio fare una estrazione. Chi vince fa una settimana di vancanza da Longagnani a istruirsi. 2) Poiché si va verso la pedonalizzazione del centro strorico, perché non approffittarne? Io direi di pavimentare tutto il centro con dei rettangoli che si illuminano e si spengono a caso, come nel video “Billy Jean” di Michael Jackson (vi ricordate?). I pedoni camminano, poi a un certo punto scatta una sirena e tutti si devono fermare (tipo Uno, due, tre stella!): se siete su un cubo illuminato pagate una multina (1 euro) se invece siete su un cubo spento, potete proseguire.

Appelli e contrappelli

Appello inutile n. 1
Un pugno di grandissimi intellettuali, capitanati nientepopodimenoche da Lorenzo Jovanotti (…Sei come la mio moto, sei proprio come lei, andiamo a farci un giro, fossi in te io ci starei… aspettiamo che Benigni, per purgare un paio di film orrendi da lui stesso girati, proponga una lectura lorenzis, Sommo poeta progressista), firma un appello per chiedere ai “rappresentanti eletti in Parlamento, ai loro leader e ai loro portavoce, di impegnarsi fino allo stremo per riuscire a dare una fisionomia politica, dunque un governo di alto profilo, alle speranze di cambiamento” (un po’ come chiedere ai finalisti di Wimbledon di impegnarsi a giocare!).

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Appello inutile n. 2
Quarantamila italiani (di cui almeno 39.999 Tafazzisti che avevano appena votato il Movimento 5 Stelle per fare gli sboroni e fare “qualcosa di sinistra”) firmano un appello a Beppe Grillo e al suo movimento ad allearsi con il Pd per cambiare, prima l’Italia poi il Mondo intero (se non ora, quando? Un’idea temporale esatta non l’abbiamo, ma durante il “V-Day” il Beppe nazionale aveva già indicato al sistema – intellettualissimi inclusi – un posto preciso dove esercitare le proprie ugge di pseudo-cambiamento).

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Appello n. 3
Qui da Pa(r)vera, mentre speriamo che gli intellettualissimi italiani si siano già stancati di fare appelli in quanto siamo già stanchi delle loro patetiche stupidaggini, ci pregiamo di inviare una prece alla divinità una-e-trina (il Padre Fo, il figlio Beppe, lo Spirito Casaleggio) nella speranza che oda le nostre invocazioni e ci esaudisca, togliendoci definitivamente il problema di governarci democraticamente così come ancora si interstardiscono a fare gli altri popoli europei.

Cosi, tutti insieme, osiamo dire:

Grillo nostro che sei on line,
sia twittato il tuo post,
venga il tuo Blog,
venga realizzato il tuo Programma
come in Rete così a Roma.
Dacci oggi il nostro streaming quotidiano,
e rimetti a noi la nostra Imu
come i partiti rimettono i loro rimborsi elettorali,
e non ci indurre in coalizione,
ma liberaci dai Partiti
Amen

Ps: gira voce che – essendo il San Raffaele situato in via Olgettina 60, mentre il famoso residence in via Olgettina 65 – le chevalier stia curandosi in una suite, per così dire, a due passi dal paradiso. Da qui il tragico fraintendimento innescato dall’errore di stampa (mancava una “s”) nel documento che richiedeva una visita “fiscale” al paziente.

 

tredellave

I voti del dopo partita

Come ogni buona redazione sportiva, proponiamo i voti del match elettorale appena concluso davanti a 40 milioni di spettatori in tendenziale calo.

PD/Bersani: voto 2. Perde il 28,55% dei voti che prese nel 2008 e tutti se ne accorgono! Bersani ha vinto lʼunica sfida che doveva perdere, quella contro Renzi. Poi, distratto dalla questione MdP ha smesso di occuparsi della campagna elettorale. Ha perso contro un partito in ritirata guidato da un anziano signore che aveva già portato le lenzuola e il guanciale in Malindi per svernare. Eʼ lʼalleato oggettivo di Berlusconi. Se c’è lui, l’altro vince.
Nome in codice: Viavaʼ(o vaʼ via), lo smacchiatore smacchiato.

PDL/Berlusconi: voto 10 (per lui…per gli italiani vedremo). Perde il 46,20% dei voti che prese nel 2008, ma fa credere di aver vinto! Prima con Briatore accarezza il “sciogno” di trasferire il suo caravanserraglio in Africa: The Lion in the Sun. Poi visto lʼharakiri del Pd alle primarie, si frega le mani e “scende in campo, di nuovo”. Gode del vantaggio di avere tutti i giornalisti a suo favore, soprattutto gli intellettuloidi di sinistra, reduci degli anni Settanta a cui ha dato il latte contrent’anni di Tv situazionista (questi signori, invece che spiegare criticamente la situazione reale, hanno buttato tutto in vacca facendo delle elezioni uno spettacolo da idioti. Complimenti: voto 10 e Lode).
Alla fine il Berlusca è così stanco che, ripetendo a macchinetta le sue famose “promesse“, comincia a lacrimare come le statue della Madonna negli anni ruggenti del dopo guerra. Eʼ human stain.
Nome in codice: l’uomo del “scendo, faccio e vengo”.

Lega Nord/Maroni: voto 1. Perde il 54,04% dei voti del 2008, praticamente un elettore su due gli dà un calcio là dove il cognome gli ha indicato un destino certo. Gestisce il “dopo Bossi” come un becchino timido, ghiacciato e con le mani sudate. Adesso governerà la Lombardia che passa dal “celeste” al “marrone” facendo presagire “strascichi” maleodoranti. Impalpabile (nel senso dei Maroni).
Nome in codice: Marron glacé.

UDC/ Casini: voto 0. Perde il 70,33% dei voti del 2008. Gigante! In un colpo solo riesce a non far vincere Monti e a perdere la dote di voti che in ventʼanni aveva conservato come una reliquia (che gli si è sciolta in mano). Lʼunica volta che si sacrifica per una buona idea, perde.
Nome in codice: il donatore untore.

Scelta civica/Monti: voto 3. Si suicida subito sperando di far ragionare gli italiani. Poi arriva lʼamericano di turno e gli piazza in braccio un cane preso a noleggio. Ne risulta una immagine del tipo “festa di compleanno di un generale tedesco, con torta a base di stoccafisso e brindisi con un cappuccino freddo, per poi andare a fare due salti in seminario”. Totalmente inadatto allo show che gli intellettuali di sinistra hanno montato. Non hanno neanche avuto il coraggio di mandarlo da Santoro, ma solo dalla Daria… ce lo ha reso simpatico come lʼesattore di Equitalia che bussa alla porta la domenica mattina…
Nome in codice: Lurch, il maggiordomo della famiglia Addams, conosciuto anche per la sua famosa frase: “Chiamatoooo” (dalla Merkel).

Fermare il declino/Giannino: voto 0 (o 10, dipende dai punti di vista).
And the Oscar goes to… Gianni(zecchi)no(dʼoro). Il nome dato al partito, alla fine, era la previsione allarmata del risultato del voto. Il declino, però, è inarrestabile.
Nome in codice: Transfromers “Re.booted“.

Rivoluzione civica/Ingroia: voto 0 (o 10, dipende dai punti di vista). Vorrebbe andare “a manetta”, ma rimane lui “ingabbiato” dagli italiani che mostrano maggiore senso della realtà.
Nome in codice: Ingoia (amaro).

Fratelli dʼitalia/Crosetto-Meloni-La Russa: voto 8. Li hanno votati davvero i fratelli e i cugini. Coerenza massima. Tanto di cappello. Nemesi finali: “con il culo che ti voto…!”
Nome in codice: Fratelli unici.

Sel/Vendola: voto 1. Per commentare il suo 3% ci mette 45 minuti senza che nessuno capisca cosa dice. Eʼ la caricatura della caricatura che faceva Guzzanti di Bertinotti.
Nome in codice: avendola… (ne farei buon uso).

Movimento 5 stelle/Grillo: voto 10. La “G force” porta un italiano su 4 a trovare il suo “Punto G”. Operazione di grande portata erotica, ma come tutti sanno difficile da ripetere. Dopo quello che i politici hanno fatto agli italiani, trovare uno che li mandatuttiaffareinc… è trovare la pietra filosofale. Se passasse per Città del vaticano lo eleggerebbero subito. Il popolo italico, da sempre pre e post democratico, si butta a capofitto nell’orgasmo collettivo. Adesso però, svegliati, con la luce accesa e preso il caffè della mattina, comincia la routine del matrimonio… e agli italiani e alle italiane piace di più l’amante, da sempre.
Nome in codice: Mago G….chiudi gli occhi e apri la bocca! (oh my gosh…ma vi rendete conto!)

ps: un grazie particolarissimo va a Fini e a Di Pietro. Davvero grazie ragazzi…ci mancherete tanto!

Lo scenario del dopo partita. I giochi sono fatti, i due baby, B1 e B2, si alleeranno per il bene dell’Italia, facendo un governo di scopo (il termine, cambiando la pronuncia della “o”, dà una idea di fregatura, come di qualcuno che prova a fotterti). Lo scopo è quello di tornare a fare quello che gli pare, come al solito, lavando un po’ di panni sporchi di qua e un poʼ di laʼ (una via dʼuscita decente per un poʼ di polvere da mettere sotto il tappeto).
Decisioni fondamentali nella prima settimana di Governo: 1) legge sul conflitto di interessi – sono gli italiani ad avere un enorme conflitto di interesse. Votano per i propri interessi, mentre gli unici che contano sono quelli delle cricche partitocratiche. Di conseguenza: 2) riforma della legge elettorale: possono essere votati solo partiti che comincino con la lettera P.

Breaking news: dimissioni dell’Assessore Sitta
Sono attese in città almeno 200.000 persone per lʼultimo saluto dellʼAssessore: si prevedono problemi per i parcheggi.
Lʼassessore, uomo del fare (ce nʼè un sacco e una sporta in Italia), ha lasciato perché gli hanno offerto una importante opportunità professionale. Un poʼ come dire che se domani a Bersani offrissero una pompa di benzina, lascerebbe il partito… in ogni caso la cittadinanza ringrazia la Coop Legno di Castelvetro che ha sedotto l’ex-assessore. Qualcuno spiffera che nel passato la frequentasse per il servizio di barba e capelli.

Ps: anche Giuseppe Boschini, Segretario cittadino del Pd, lascia l’incarico in quanto chiamato a salire sul Monte (speriamo per lui non quello dei Paschi!), ma assicura che si dedicherà alla Città ancora di più con preghiere e meditazioni.
Vuoi vedere che il Papa fa tendenza?

Tu quis es? respondit: Ego sum vox clamantis in eremo

monti-cane_258Cani che vanno… donne che vengono (quante volte?)
Qualche giorno fa, per rendere lʼalgido candidato M. più simpatico a noi esseri umani, una nota giornalista ha pensato (bene?) di proporgli di adottare un cane. Il poverino (nel senso del cane) era stato preso a noleggio da un negozio di animali, con lʼidea di restituirlo finita la trasmissione. Ma il candidato M., con grande sorpresa dei presenti, lo ha guardato, si è commosso e ha deciso di ospitarlo a casa sua! Che tenerezza, che empatia, che leadership!
Nelle stesse ore, per rendere lʼestroso candidato B. più simpatico a quelle canaglie degli elettori, la dipendente di una ditta “verde” gli ha offerto di firmare un contratto per un impianto di energia rinnovabile. Anche il candidato B., nello stupore generale, ha guardato la ragazza, si è commosso, lʼha fatta girare di spalle e ha deciso di ospitarla a casa sua! E poi non veniteci a dire che non esistono più i cavalieri di una volta!

Il garage degli Hobbit
LʼAssessore Giacobazzi, con cristallina razionalità, giudica il conto dellʼImu troppo alto a causa delle aliquote, delle rendite catastali e delle dimensioni degli appartamenti. Da qui la genialata: a Modena ci sono alloggi più grandi degli effettivi bisogni attuali: «La vecchia tipologia di appartamento con cucina, tinello, sala e camere da letto non esiste più. Le coppie hanno pochi figli, il salotto è superfluo. casa puffoEcco perché nel Psc abbiamo introdotto criteri di costruzione e di riqualificazione orientati ad alloggi più piccoli: circa 1,3 per ogni appartamento vecchio». Un suggerimento. Si potrebbe arrivare a 1,5/1,6, togliendo: 1) la camere da letto (costringendo le coppie a fare lʼamore in piedi in modo da ridurre ancora le nascite… e per togliere ogni possibile desiderio, bisognerebbe abolire anche le cucine… da sempre luoghi di perdizione); 2) il bagno che può essere sostituito da una finestra, ad altezza ginocchia, che dà sul cortile interno. Avremmo così appartamenti con una sola sala che poi potrebbe diventare anche il garage, andando a risolvere il problema del parcheggio. Dormire in macchina nel proprio appartamento… questo il nuovo modello urbanistico per il paesello!

Tacchi, aperitivi e docce
La proprietaria di una famosa boutique del Centro si lancia nella audace descrizione della donna modenese moderna: «È una donna dinamica che esce la mattina per portare a scuola i bimbi, va al lavoro ed è già pronta per l’aperitivo senza cambiarsi d’abito… La nostra donna indossa indistintamente il tacco 10 o le sneakers Golden Goose. Il concetto è quello di essere pronte in ogni occasione». Attenzione a non dimenticare i bimbi a scuola mentre si prende lʼaperitivo e a non inciampare dopo aver indossato nel piede destro il tacco e nel sinistro la scarpa bassa. Quanto ad essere pronte in ogni occasione… si consiglia un passaggio a casa per una veloce doccia… Adesso aspettiamo anche il lancio dellʼuomo modenese per i prossimi 5 anni: esce la mattina per andare allʼuffico di collocamento ed è già pronto per un cartone di tavernello in tarda mattinata, così senza neanche cambiarsi le mutande di una settimana… indossa una sola ciabatta e, anche lui, avrebbe bisogno di una doccia alla Caritas.

papa-ratzinger-londra…vires meas ingravescente aetate non aptas
Lʼaltra sera, tornando a casa dopo un bellʼaperitivo con le amiche e dopo aver recuperato le mie figlie allʼasilo (che mi ero dimenticata), mi arriva una telefonata molto concitata da una collega. La linea è pessima, mezza tacca… riesco solo a sentire: «Vera…Vera… Ma la sai la notizia!……(rumori di sfondo…, linea molto disturbata) Il S…. .a…si è dimesso, si è dimesso!!! (interferenze…)…hai capito…non ce la fa più… rinuncia….a Roma!!! è una notizia bomba! Cambierà la storia!». Poi cade la linea lasciandomi nellʼangoscia.
Torno a casa con il cuore in gola e con una sensazione di profondo smarrimento e disorientamento morale… Vuoi vedere che si è dimesso lʼassessore Sitta? Vuoi vedere che sʼè stufato di prendersi gli accidenti dei modenesi e ha rinunciato a risistemare piazza Roma? Accendo la TV e la verità mi colpisce come un diretto al mento… si è solo dimesso il (S)anto P(a)dre! E poi hanno il coraggio di dire “Non praevalebunt”… ma va là… prevalgono semper!

Booth o Boot?
Il candidato G., pur avendo preso lezioni di inglese, deve aver confuso la University of Chicago – Booth School of Business con il più prosaico nome boot che vuol dire “scarpa”, da cui il verbo to boot che il pratica vuol dire “essere cacciati con un bel calcio nel culo”. Mai fraintendimento linguistico fu più tragicomico. Poteva essere battuto solo nel caso (ma si tratta solo di una fantasiosa ipotesi) che un genio avesse raccontato di aver partecipato, sotto pseudonimo, allo Zecchino dʼOro, per poi scoprire che era vero. Ma non è possibile una roba del genere, non stiamo mica parlando di persone con problemi di quel tipo! è gente che si presenta per una carica pubblica, mica quaquaraqua qualunque!Oscar-Giannino-in-Milan

R.i.p. (Restituisco Imu, prometto)
Il candidato B., con grande fiuto elettorale, apre il suo mercato di voti mandando lettera di restituzione dellʼImu anche ai morti. I pensionati sʼincazzano pensando ad un malaugurio, i parenti invece si presentano per incassare il rimborso, giustificando i cari estinti per sopraggiunte complicazioni dellʼultima ora.

…Sarebbe terribile se fosse così… e infatti lo è davvero!
Roberto Saviano sulla rinuncia del Papa: «Mi dispiacerebbe se queste dimissioni, rese pubbliche ora e non dopo la formazione di un governo, fossero strategiche per la campagna elettorale: mostrare la fragilità della Chiesa per chiedere compattezza al voto cattolico. Sarebbe terribile se fosse così». Non saprei cosa aggiungere a tale altissima intuizione che lascia trasparire grande capacità di analisi politica e non solo… spiegate però al genio che se il Papa doveva aspettare la formazione del prossimo governo italiano per rinunciare, forse doveva cominciare a pensare allʼimbalsamazione.

Stiamo male!

Presidente, chi ha vinto?
Hanno vinto coloro che stanno male e che non si sentono rappresentati da questo sistema. Il 25% è rappresentato da coloro che non sono andati a votare, partito tendenzialmente in crescita di chi che ha perso completamente la fiducia, e l’altro 25% è il partito di Beppe Grillo.

In che senso ha vinto il partito di coloro che stanno male? E’ vero che tutti hanno esperienza diretta della crisi, ma è anche vero che c’è gente che è andata a votare l’ex premier Silvio Berlusconi, quello che – per essere benevoli – non è riuscito a traghettare l’Italia fuori dalla crisi, anzi l’ha lasciata in condizioni peggiori.
Il malessere c’è nella gente che non ha lavoro, fatica a pagare i mutui e le tasse, ma soprattutto nelle persone che in questa situazione vedono i propri rappresentanti politici inefficaci, lenti nelle decisioni, che usano risorse pubbliche in maniera impropria, ma anche che hanno comportamenti e stili di vita lontani da quelli della gente comune. Per questo non credono più in niente e hanno deciso che tanto con il voto non cambia niente. Poi c’è chi si è affidato a chi ha promesso un cambiamento radicale come Grillo: “mandiamo a casa quelli che se ne approfittano, e quelli che ci hanno condotti in questa situazione”.

Perché la gente non ha votato il Partito democratico? Che cosa è mancato al PD per essere scelto come partito su cui puntare?
Purtroppo è mancata una proposta che apparisse convincente agli occhi degli elettori.

Le primarie quindi non sono servite a niente?
Sono servite a mobilitare 3,2 milioni di persone che poi sono diventati soltanto 10 milioni al momento delle elezioni. Ciò mi fa dire che non è solo un problema di efficacia della campagna elettorale ma che c’è una forma partito che va modernizzata.

Il PD ha confermato la propria presenza nelle solite regioni come, ad esempio, l’Emilia o la Toscana.
Innanzitutto occorre registrare che anche in queste regioni ha preso piede il cosiddetto partito del malessere.

Forse il buon governo a livello regionale non basta?
Evidentemente non è sufficiente altrimenti anche nelle altre regioni l’opzione sarebbe dovuta andare a chi ha dimostrato di governare bene. C’è da dire che il buon governo è considerato dai più un diritto, una condizione minima da garantire da parte di qualsiasi partito. Va poi considerato l’impatto sull’elettorato delle scelte del governo Monti. Sia in un caso che nell’altro si è sottovalutato il malessere delle persone e la necessità di cambiamento. Vedremo nei prossimi giorni, quando i dati saranno ancora più precisi e si potranno fare paragoni anche con il passato.

Cosa occorre cambiare se si dovesse tornare a votare a breve?
Cambiare i leader e i criteri di selezione della classe dirigente. E riuscire a rappresentare e a dare risposta al malessere che si è presentato.

C’è questo malessere. Adesso chi è in Parlamento – persone elette – cosa devono fare?
Devono assolutamente trovare il modo di rappresentare questo malessere. Garantire la stabilità necessaria a fare le riforme che negli ultimi anni sono state lasciate nel cassetto. Fare bene e soprattutto in tempi rapidi. Essere credibili nei propri comportamenti e stili di vita.

Cittadini e politica? Chiedo aiuto all’angelo

candidatiSono in mezzo ad una cinquantina di giovani di 18-19 anni. Hanno avuto la cortesia di chiamarmi a parlare di partecipazione politica e accesso al lavoro. Ho qualche timore su cosa dire. Coi giovani non si scherza, bisogna essere pratici e colpire il loro interesse anche solo per un secondo. Penso tra me e me: com’è difficile il compito del genitore. Ma partecipare alla serata è un modo per mettersi in gioco, per fare un po’ di auto-verifica.

Ad un certo punto chiedo di esprimere un loro giudizio sulle risposte dei cinque leader alla seguente domanda apparsa su La Stampa: Che consiglio darebbe a un liceale che deve scegliere quale percorso universitario intraprendere?  

Berlusconi: «Valutare le proprie capacità e passioni senza guardare solo alle prospettive di impiego. Cercare piccoli lavori e studiare sodo». 

Bersani: «Studiare ciò che lo appassiona. Senza passione non c’è futuro». 

Ingroia: «Di scegliere assecondando il proprio talento, ognuno ha il suo. E di studiare, studiare, studiare». 

Giannino: «Puntare alto. Non scegliere l’università più vicina a casa ma la migliore, non la laurea più facile ma la più utile» 

Monti: «Valutare tra cosa realmente si vuol fare “da grandi” e quali facoltà danno maggiori occasioni di lavoro. Ma mai frenare i propri sogni». 

All’inizio non sanno chi ha dato la risposta e chiedo a loro di attribuirla ad uno dei cinque candidati, di commentarla e di dire se le indicazioni sono di una qualche utilità. Solo alla fine dico a chi appartengono le risposte. Per farla breve risulta che la prima e l’ultima potrebbe averle dette un imprenditore, la seconda un idealista, la terza puzza di dovere, la quarta richiama la meritocrazia. Non male. Continuando la cosa che però mi sorprende, forse non troppo, è che per i presenti le risposte sono generiche, per nulla utili, rappresentano la solita minestra.

Bene e a questo punto io che cosa dico su politica e lavoro? Chiedo l’intervento del mio angelo custode e racconto come passare da semplici tifosi a cittadini attivi in politica e nel lavoro utilizzando la comunicazione on line e quella off line. Alla fine mi dicono che sono stato meno pesante di altri. Non potevo sperare di meglio.

I progetti degli altri eroi / 3

modena candidato UDC torrini davide candidato sindaco MOCon il suo terzo posto nella lista della Camera, il segretario regionale dell’Udc Davide Torrini ha ottime opportunità di entrare in Parlamento.

Torrini, insieme all’ex sindaco di Finale Emilia Raimondo Soragni (quarto nella lista unica Udc-Monti al Senato), è il rappresentante del Centro all’ombra della Ghirlandina. Fisco, spesa pubblica, lavoro e legge elettorale tra i temi affrontati dal segretario Udc, che anche sulle alleanze ha le idee chiare.

Una volta eletto, quale nuova legge vorrebbe proporre in Parlamento? A quale proposta di legge vorrebbe lavorare direttamente?

Il Paese ha bisogno oggi di molti ed articolati interventi di riforma legislativa, anche a causa della colpevole latitanza dei Governi Prodi e Berlusconi. Tra i più urgenti ritengo che ci sia quello di una rimodulazione del carico fiscale che consenta di ridurre le imposte sul lavoro e sulla famiglia, al fine di agevolare, da un lato, la nascita di nuove opportunità di lavoro e la stabilizzazione di rapporti precari e, dall’altro, favorire una ripresa dei consumi delle famiglie che inneschi una spirale positiva sulla produzione.

Tutte le proposte che prevedono nuove spese o riduzione di imposte devono, però, essere accompagnate da provvedimenti che ne garantiscano la sostenibilità economica, al fine di evitare che la campagna elettorale si trasformi nel trionfo della demagogia e del populismo che hanno già pesantemente impoverito il Paese in questi ultimi anni.

In questo senso sarà necessario mettere mano da subito ad una grande revisione, riduzione e razionalizzazione della spesa pubblica, oggi vista come la grande zavorra che blocca l’Italia, affinché torni invece ad essere il motore dell’equità e dello sviluppo: ridurre i livelli istituzionali (eliminare le Province e procedere alla fusione dei comuni oggi raggruppati nelle unioni), razionalizzare quelli che restano (ridurre Regioni e Comuni) insieme a tutti gli enti di riferimento (prefetture, questure, camere di commercio, ecc.) è la prima grande riforma istituzionale su cui procedere da subito.

Parallelamente, e su questo mi piacerebbe impegnarmi direttamente per sfruttare la mia esperienza da consigliere comunale, è urgente mettere mano alla gestione dei servizi pubblici (sanità, sociale, istruzione, ecc.): occorre, da un lato, liberalizzare i servizi favorendo competizione e concorrenza e, dall’altro, bloccare il turn over e trasferire personale che esegue attività indirette (pianificazione, formazione, controllo, ecc.) verso la gestione diretta dei servizi, ampliando la capacità di risposta e riducendo la pesante burocrazia che grava su famiglie e imprese.

Da neo-parlamentare, quale legge vorrebbe vedere abrogata?

La legge elettorale. È assolutamente necessario ridare ai cittadini il potere di scegliersi i propri rappresentanti, reintroducendo le preferenze: questo riavvicinerebbe la politica alla gente, toglierebbe ai partiti questo potere smisurato sul Parlamento che ha pesantemente indebolito la nostra democrazia negli ultimi anni, esponendola ai facili attacchi dell’antipolitica e del populismo.

Adombrare sospetti sulla corruzione e sul voto di scambio, che vanno prevenuti e perseguiti con la legge, è solo una scusa per conservare questo sistema feudale che ci impedisce l’esercizio della buona politica che trova le sue radici in mezzo al popolo.

Come ha recentemente spiegato la Banca d’Italia in un suo bollettino, la metà più povera delle famiglie italiane detiene il 9,4% della ricchezza totale, mentre il 10% più ricco detiene il 45,9% della ricchezza complessiva. A suo parere, quali misure il Parlamento potrebbe adottare nei prossimi mesi per rendere più equo il sistema della redistribuzione dei redditi?

La prima mossa che ritengo assolutamente indispensabile è l’introduzione del quoziente famigliare: solo passando la tassazione dai singoli individui alla famiglia nel suo complesso si può iniziare un percorso che renda più equa la distribuzione delle ricchezza nel nostro Paese. A partire da questa necessaria rivoluzione fiscale si possono individuare aliquote e sgravi che non colpevolizzino i grandi redditi ma che consentano di ridurre drasticamente il numero delle famiglie che oggi vivono sotto la soglia di povertà.

Quali alleanze devono (o possono) essere fatte dall’UDC, dopo l’entrata in politica del premier “tecnico”?

Solo quelle e tutte quelle che consentono il perseguimento di un programma innovativo e riformista, capace di superare corporativismi e rendite di posizione, elementi che hanno frenato e stanno facendo sprofondare il nostro Paese: in questo senso temo poche o, forse, nessuna, considerando le posizioni di Sel e della Lega, di una parte del Pd a trazione Cgil e del PdL demagogo e populista che Berlusconi ci sta riproponendo.

Auguriamoci invece che dopo le elezioni qualcuno torni a guardare con realismo alle difficoltà e ai bisogni dell’Italia e non vanifichi i pesanti sacrifici che i cittadini hanno fatto per evitare di finire come Spagna e Grecia.