Il futuro della finanza

Il video della domenica: In occasione del settantacinquesimo compleanno di Mario Cavani, tra i fondatori di Banca Etica, al Centro Francesco Luigi Ferrari di Modena si è tenuto l’incontro “Il futuro della finanza: dove batte il nostro cuore“. Tra gli intervenuti, il Professor Luigino Bruni, Ordinario di economia politica all’Università Lumsa di Roma e Direttore del Comitato scientifico della Scuola di Economia civile. Il video che segue raccoglie due interviste a Cavani e Bruni su quello che ci aspetta dal futuro della finanza, sperando finalmente in una svolta etica.

Un banchiere a tutto campo

Si può essere banchiere anche senza avere il “pallino” di giocare alla roulette con i soldi dei risparmiatori. Si può essere banchiere ambulante spiegando alle persone che i soldi sono bene importante che hanno un valore in sé e possono assumere un valore ancora più importante se investiti nell’economia reale, nelle imprese attente ai lavoratori e allo sviluppo del territorio. Intervista a Massimo Rovatti, il nuovo banchiere ambulante “tutto campo” di Modena e Ferrara.

Musica: “An Awesome End” di Enemy Jack

Tutti devono guadagnarci… in banca

Banca Etica cambia “banchiere ambulante” per Modena e Ferrara, con Massimo Rovatti che raccoglie il testimone da Fabrizio Prandi. Ma cos’è Banca Etica? Ce ne parla Paolo Contini, referente Git di Modena

 

Trasparenza, equità, bene comune. Sono queste le tre parole chiave di Banca Popolare Etica, l’unica banca che privilegia l’interesse collettivo. Sabato 28 settembre il Centro culturale F.L. Ferrari ospiterà alle 17 l’incontro di presentazione di Massimo Rovatti, nuovo “banchiere ambulante” per Modena e Ferrara. Rovatti raccoglierà il testimone da Fabrizio Prandi, alla presenza della vicepresidente di Banca Etica Anna Fasano.

Una finanza nuova. La diversità di Banca Etica nel panorama bancario italiano ed internazionale sta nel cambio di destinazione dei finanziamenti, mirata esclusivamente all’interesse collettivo, dalla cooperazione sociale alla cooperazione internazionale, dalla tutela dell’ambiente alla promozione della cultura, passando per le energie rinnovabili e l’agricoltura biologica. «La sintesi di tutti i principi di Banca Etica è racchiusa in tre valori: trasparenza, equità e ricerca del bene comune. – spiega Paolo Contini, referente Git (Gruppo di Iniziativa Territoriale) di Modena – La trasparenza risponde alla domanda: cos’è più sicuro? La risposta di Banca Etica è che la sicurezza, impossibile da raggiungere in modo assoluto, è legata ad una maggiore trasparenza. Per quanto riguarda l’equità, è necessario premettere che Banca Etica non fa beneficenza e che la banca deve continuare a fare la banca, non può snaturarsi. I tre soggetti coinvolti, risparmiatore, banca e soggetto finanziato, devono guadagnarci. Il punto è – continua Contini – che se tutti si accontentano è possibile raggiungere un’equa distribuzione della ricchezza e limitare disparità troppo accentuate. Ed arriviamo così al terzo valore su cui si fonda Banca Etica, ovvero la ricerca del bene comune. Il profitto non deve essere un principio ispiratore, ma una conseguenza dell’attività finanziaria svolta. Le finalità degli investimenti di Banca Etica non sono strettamente legate al profitto, ma piuttosto all’ambito sociale ed ambientale. Questo necessita un’analisi più attenta, non solo basata su garanzie economiche, ma su considerazioni più variegate». Leggasi: non basta una calcolatrice per decidere se un investimento migliora la vita di tutti.

Il socio non riceve, costruisce. Banca Etica ha mosso i primi passi in Veneto e si è costituita l’8 marzo del 1999 per rispondere alle esigenze del terzo settore, quei soggetti definiti non bancabili, ad alto rischio, che nella maggior parte dei casi non ricevevano finanziamenti. «In Banca Etica – precisa Contini – il risparmio ha un’utilità sociale. Se compro dell’oro, il mio investimento non ha ricadute positive sulla società, mentre se contribuisco a finanziare un progetto di cooperazione sociale il mio risparmio, attraverso la banca, migliora la vita della comunità. Così si fa ripartire l’economia, non comprando un’auto al mese. In Banca Etica è diverso anche il ruolo del socio, che non è colui che riceve i dividendi, ma colui che partecipa alla costruzione della banca, perché ogni opinione viene ascoltata e valutata».

I numeri di Banca Etica. Nata su iniziativa di un gruppo di 20 soci fondatori, Banca Etica opera oggi su tutto il territorio nazionale con 17 filiali e una rete di “banchieri ambulanti”, offrendo ai propri clienti una gamma di prodotti e servizi che permettono una completa operatività bancaria (libretti di risparmio, conti correnti, bancomat, carte di credito, obbligazioni, mutui prima casa, prestiti personali, fondi d’investimento etici). Il capitale sociale di Banca Etica ammonta a quasi 46 milioni di euro, conferito da 38 mila soci. Sono circa 7 mila i progetti finanziati, per un totale di 770 milioni di euro, nei quattro principali ambiti di intervento: cooperazione sociale, cooperazione internazionale, ambiente, cultura e società civile. Nelle province di Modena e Ferrara Banca Etica conta 892 soci, che conferiscono un capitale sociale pari a 960 mila euro, come valore nominale (635 mila euro il capitale sociale nella sola Modena), mentre sono attivi finanziamenti alle imprese sociali per un valore complessivo di 6,5 milioni di euro ed alle persone fisiche per 800 mila euro.

Una polpetta avvelenata per la finanza creativa

Con i 13.640 miliardi di dollari spesi per tamponare la crisi economica globale potremmo coprire il fabbisogno alimentare e sanitario dell’intera popolazione mondiale per 150 anni. Invece sono stati dati alle banche dove vi sono dirigenti con stipendi milionari che applicano una scienza esatta: la finanza creativa. Ma la responsabilità non è solo di chi lavora in banca, è anche di chi ha un conto corrente. Le banche vendono polpette, i risparmiatori possono scegliere se mangiarle o no.
Su Note Modenesi la prima parte dello spettacolo “Pop Economix” prodotto da Banca Popolare Etica, Teatro Popolare Europeo e Il Mutamento Zona Castalia. Di Alberto Pagliarino, Nadia Lambiase e Paolo Piacenza. Proposto a Pavullo nel Frignano il 3 agosto 2013.

Terra equa e Terra futura

logo terraIntreccio di eventi all’insegna di solidarietà e sostenibilità tra Bologna e Firenze proprio in questi giorni.
La decima edizione di Terra Futuraavrà luogo nel capoluogo toscano, nello scenario della Fortezza da Basso, a pochi minuti dalla stazione di Santa Maria Novella, il 18 e 19 maggio, con il cuore nella Assemblea dei soci di Banca Etica che si terrà nella giornata di sabato 18. La cornice é una grande mostra convegno dedicata alle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale che in questi dieci anni ha dato a Terra Futura una fama internazionale.
Esperienze di agricoltura periurbana, sperimentazioni sul riciclo di pannolini, seminari di formazione, la prima tappa Toscana della carovana antimafia: ecco solo alcuni dei temi che animeranno alla Fortezza da Basso un’ampia gamma di proposte per nuovi modi di vivere, governare, lavorare. Articolati in 12 sezioni tematiche trovano spazio: tutela dell’ambiente, energie alternative, finanza etica, commercio equo, agricoltura biologica, edilizia e mobilità sostenibili, turismo responsabile, consumo critico, cittadinanza attiva, impegno per la pace, solidarietà sociale e partecipazione. Più di 500 aree espositive e 210 eventi culturali che vedranno la partecipazione di 800 relatori. Tra i progetti speciali di “Terra Futura” ecco la “Borsa delle Imprese Responsabili” e “L’arsenale delle buone idee” uno spazio che accoglie piccole realtà, gruppi di volontariato, cooperative sociali.
Sintonia stretta con gli eventi di Terra Equa che pochi km più a nord, per tutto il mese di maggio, stanno animando le città dell’Emilia Romagna nel percorso del festival regionale del commercio equo e solidale e che culmineranno il 25 e 26 maggio nella manifestazione conclusiva a Bologna, Palazzo Re Enzo.

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Da dove allegramente vien la crisi e dove va

DSCF3467In molti ricordano dove si trovavano o che cosa stavano facendo l’11 Settembre 2001, quando la notizia del disastroso attacco terroristico agli Stati Uniti fece il giro del mondo.
E il 15 Settembre 2008, dove eravamo? Questa data evoca l’immagine molto meno tragica di centinaia dei colletti bianchi e delle loro scatole di cartone che si riversarono nelle strade dopo aver perso il lavoro, ma il fallimento di Lehman Brothers è stato il segno evidente del fatto che il sogno americano era finito.

Della crisi, delle sue cause, del sistema finanziario insostenibile che inesorabilmente ha portato al tracollo globale narra la produzione teatrale di Alberto Pagliarino (Teatro Popolare Europeo) e Nadia Lambiase (Banca Popolare Etica) giunta al La Tenda di Modena mercoledì 10 Aprile e preceduta dall’assemblea dei soci di Banca Etica e dalla presentazione della campagna “Non con i miei soldi“.

Pop Economy è una brillante conferenza teatrale per non esperti, tratta con precisione e semplicità come dalla bolla dei tecnologici degli anni novanta si sia arrivati al buco nero delle banche americane. Intreccia i dati storici con le vite di tutti, i mutui subprime con le storie di chi non può permettersi di comprare una casa, la stretta creditizia con le rinunce quotidiane.

DSCF3548Se la domanda che ci viene posta dalla situazione internazionale è se oggi esista e sia pensabile una finanza al servizio dell’economia reale, la risposta potrebbe essere una scommessa, la proposta di una finanza etica e cooperativa sostenibile, che dia peso all’ impegno ambientale e all’humus culturale delle economie. O come dice Zamagni, la proposta di partire con una progressione delle coscienze.