#TRAMquilli

Laboratorio IIS “G. Luosi” – Liceo “Pico”

A.S. 2014-2015

Alla fermata del tram elettrico. Torino, 1908. È questo lo scenario in cui i sei ragazzi di età diverse, tutti iscritti al liceo Pico di Mirandola, hanno scelto come punto di partenza per dare vita al loro spettacolo. Quali sarebbero potuti essere gli argomenti di conversazione in quel momento? A partire da questa domanda, ha preso corpo una piccola drammaturgia abitata da personaggi tanto comuni quanto bizzarri: una casalinga, un timido fattorino, una centralinista, una giovane studentessa, un carismatico imprenditore e la sua cameriera, ognuno con i propri problemi e i propri sogni del cassetto. Con le loro voci, abbiamo cercato di riprodurre lo spirito di incauto ottimismo e fiducia nel progresso che caratterizzava i movimentati e controversi anni della Belle epoque. Lo spettacolo, nel finale, si chiude con una breve epilogo, dedicato ai giorni nostri: lo scenario è lo stesso, ma spostato in avanti di un secolo. È possibile scovare delle analogie? La risposta, stavolta, spetta al pubblico.

Per ulteriori informazioni visista la pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

PERSONAGGI

 

Maddalena Vincentini AS Jessica (Centralinista – Tecnologia e progresso)

Annamaria AS Martina (Filandaia – Marito soldato)

Sconsolata Casella AS Alessandra (Domestica Borghesan – Cabaret/Satira)

Vittorio Borghesan AS Riccardo (Imprenditore – Capitano d’industria)

Armando AS Annapaola (Fattorino – Comunicazioni di massa)

Caterina AS Chiara (Apprendista domestica – musica)

 

LINEE GUIDA

 

Scena 1

Si apre il sipario sono presenti già in scena Maddalena e Annamaria. Presentazione di Maddalena più intervento fallito di Annamaria.

Scena 2

Entrano da sinistra Borghesan e Sconsolata. Borghesan intervento su progresso e tecnologia, capitani d’industria. Intervento mancato Annamaria. Continua presentazione Borghesan, presentazione Sconsolata e identità e cultura dell’ Europa, Satira e Cabaret

Scena 3

Entra Caterina, presentazione e cantando canzoni d’amore.

Scena 4

Entra Tebaldo in ritardo, perde lettere, tema: stampa giornali poste.

Scena 5

Ripetizione del “Primo Quadro” in chiave moderna.

 

COPIONE

Primo Quadro

centraliniste

Maddalena: Carissimi Buonasera! Questa è una tipica panchina del 1908 e mi trovo a Torino. Mi chiamo Maddalena Vincentini e sono una centralinista. Sono in attesa del tram elettrico da tantissimi minuti in questo posto desolato dove non c’è nessuno.

Annamaria: Non è proprio desolato, perché ci sarei anche io…

Maddalena: ehm scusi e lei chi è?

(Annamaria fa per parlare ma viene interrotta per la prima volta da Vittorio)

Entrano Borghesan e Sconsolata dalla quinta destra.

Vittorio Borghesan: Scusate (al pubblico) sapete se è già passato il tram elettrico?

(Annamaria prova a rispondere)

No perchè sa… Io li costruisco.

Maddalena: (Sussurando ad Annamaria) li costruisce…

(Annamaria lancia uno sguardo di disaprovazione all’imprenditore)

Sconsolata Casella: (ironico) Sì, li costruisce, se mai… Li fa costruire!

  1. Borghesan: Scusate, la mia domestica. (Con fare militare) Vittorio Borghesan, nato il 14 Marzo 1853 a Treviso. Non avrò costruito un tram, ma ho costruito il mio impero di tram!

Annamaria:(Interrotta da Maddalena che la mette seduta)

Maddalena: Quindi lei è benestante?

V .Borghesan: Sì, ma non da sempre. Tutto cominciò nel 1879, quando partii dal porto di Genova per andare in Brasile. Lì feci la mia fortuna, le mie ricchezze mi portarono a girare il mondo.

(Annamaria guarda prima imprenditore poi Maddalena)

Sconsolata: Sì… Abbiamo capito, per non parlare dell’esposizione universale a Parigi, la visita al Royal Pavillion di Brighton, in Inghilterra; e la porta di Brandeburgo a Berlino, in Germania… Sono Sconsolata Casella domestica del signor Borghesan, classe 1865. Ho un marito che mi picchia, 3 figli disgraziati che lavorano in fabbrica. La vita fa schifo, gli uomini fanno schifo, il 1908 fa schifo. Ho finito.

Entra Caterina cantando.

Caterina: aaaah Enrico… (canticchiando “Tu Che mi hai preso il cuor”,si siede sulla panchina sospirando )

Sconsolata: (scocciata) Oh, eccone un’altra…

Caterina: (sospirando) ah, Enrico…

Sconsolata: Senti, non m’interessano le tue storielle d’amore, posso solo dirti che stai perdendo il tuo tempo e buttando via la tua giovinezza.

Caterina: Sono certa che anche lui mi ami… Pensa che l’altro giorno sono stata al Cinematografo con la mia padrona a vedere Romeo e Giulietta e mi pareva d’esser come loro: lui che guarda me, io che guardo lui e… aaaah Enrico

cine

Sconsolata: Sì, è una diavoleria il Cinematografo. Io ai miei figli faccio leggere il Corriere Dei Piccoli. Quella roba sì che è sana! E poi dietro l’amore c’è solo interesse (indicando Maddalena e Borghesan)

Maddalena: Quindi lei è stato a Parigi, ma non è la città dell’amore?

  1. Borghesan: Lei con chi vorrebbe andarci a Parigi? Io un’idea ce l’avrei…

Maddalena: (prendendogli il braccio) oh, lei così m’imbarazza.

Annamaria: Ah, io adoro i tessuti parigini, mio marito ha comprato delle stoffe da una certa Gabrielle Chanel, secondo lui farà carriera… Che bizzarria!

  1. Borghesan: I locali di Parigi sono meravigliosi, ma senza una donna… Meglio quelli di Torino con una buona compagnia. Anzi ne conosco uno che fa proprio al caso nostro… Con un bel bicchiere di Chiaretto…

Maddalena: (maliziosa) Oh, cialtrone!

Sconsolata: Che ci porta anche sua moglie?

(Maddalena si offende)

Annamaria: La moglie?!

  1. Borghesan: sì, ma non la tengo neanche in considerazione.

Sconsolata: come del resto i suoi figli.

Annamaria: ha dei figli?!

  1. Borghesan: 1… (sguardo di Sconsolata) … 2… 3

Sconsolata: 5

Caterina: Io vorrei almeno 10 figli, tutti con i suoi occhi…

Entra Armando cantando

Armando: (canticchiando “Tu che m’hai preso il cuore”, gli cadono le lettere – Caterina nota Armando) Maledizione, queste lettere mi cadono continuamente…

Scena in cui Caterina aiuta Armando a raccogliere le lettere e in cui le loro mani si sfiorano, presi da un brivido s’innamorano al primo sguardo, creando una scena topica (suggerito da Chiara)

Maddalena: eh scusate? no dico, siamo al ristorante? è una cena intima?

Caterina e Armando si ricompongono

Armando: nossignora, siamo stati semplicemnte rapiti dal gioco di corrispondenza amorosa, io gli occhi suoi, lei gli occhi miei…

Maddalena: ma se quella ama Enrico…

Armando: può amare chi vuole, ma si sa che il postino ama sempre due volte!

Caterina: scusa?

Armando: eh si due volte di più degli altri uomini

Caterina: aaaaah

Maddalena: bah sarà, a me sembra più un fattorino se vogliamo dirla tutta!

Vittorio: Concordo!

Armando: beh, certo ancora non sono un postino, devono ancora promuovermi, ancora sono un semplice e umile fattorino! Piacere Armando Olivucci, età 22, provenienza Vercelli…

Vittorio: si d’accordo, ma si quieti un poco!

Armando: scusi è che non sono bravo a parlare ho un sacco di difetti, mia mamma me lo diceva sempre, pace all’anima sua. Ma ora che lavoro nelle poste sarebbe orgogliosa di me. E’ vero sono solo un fattorino, ma se solo riuscissi a rimediare a quel mio brutto viziaccio…

Caterina: quale vizio?

Armando: E’ che mi vergogno troppo, non resisto, ogni volta che le stringo tra le mani non riesco a trattenermi…

Annamaria: che sarebbe? (sconvolta)

Caterina: eh scusa, di cosa parliamo?

Armando: eh beh….delle lettere, ovviamente! Appena le ho tra le mani, sono spinto da una voglia irrefrenabile di aprirle, sapete è una brutta malattia, si chiama: Epistofrenia, molto grave!

Caterina: Epistofrenia? Cioè, leggi le lettere degli altri?

Armando: eh si, Epistofrenia! (Perentorio)

Annamaria: ah si si, anche mio marito me ne ha parlato!

telefono

Vittorio: il fattorino ha ragione, durante i miei viaggi ho visto molti uomini afflitti da questo male, ma ho visto anche la soluzione: il telefono!

Sconsolata: Ecco il telefono, diavolerie! Un’altra invenzione per rovinare l’umanità!

Maddalena: rovinare? Ma lei sta scherzando? Semmai la salverà l’umanità! Il telefono è il frutto del progresso e soprattutto mi da uno stipendio!

Caterina: beh è anche romantico!

Armando: anche le lettere lo sono, sapeste quante lettere d’amore mi sono capitate tra le mani! Ad esempio, ne ricordo una, faceva più o meno così: “ Amore, come il miele. Sapore, come il cuore. Profumo, come il mare! Questo a te dico perché a te altro non direi che questo: il cuore sa di sale tanto quanto il mare sa di cuore!”

Maddalena è incredula, Annamaria è schifata, Vittorio non ha capito, Sconsolata si annoia e Caterina è in estasi!

Caterina: aaaaah Armando!!!!!!!

Maddalena: ma basta con queste smancerie, fosse almeno un postino!

Vittorio: infatti! Poveraccio!

Caterina: ma che c’entra, l’amore non ha limiti! Non ha classi!

Sconsolata: si, non ha età…

Caterina: l’amore è imprevedibile, impavido…

Sconsolata: Cieco!

Caterina: Ma è colpa mia se amo? Se amo amare l’amore? Io sono Caterina Tenerelli ho 18 anni ed è da quando ne ho 17 che sono innamorata! Innamorata del mondo, innamorata del destino, della musica! (riprende la canzoncina dell’inizio)

Maddalena: per dio basta! Abbiamo capito. Piuttosto questo tram perché non è ancora arrivato.

Vittorio: ma, io che m’intendo di tram sono sicuro che ci sarà stato un guasto al cacchio del vagone a prua!

Maddalena: quant’è colto!

Vittorio: me lo dicono tutte…! Anche le francesi e infatti l’ultima volta che sono stato al caffè de Montmartre…

Annamaria: oh ma basta con queste francesi, tedesche, inglesi, molto meglio le italiane! Sono Annamaria Marchetti, ho quarant’anni e vivo a Torino, ho un marito militare che amo (e che mi ama) ho sette figli meravigliosi, amo la vita e la lana che ci filo dentro! AMO IL 1908!

Sconsolata: si amore a parte, questa Scianella?

Vittorio: Chanel, prego!

Sconsolata: Chanel, piace tanto a suo marito, non è che oltre alle stoffe…

Annamaria: non è che oltre alle stoffe se ne torna a lavare i panni?

Tutti: uuuuuuuuuuuuh

tutti iniziano a discutere, finché non sentono lo sferragliare del tram elettrico – buio

 

Secondo Quadro

 

In scena ci sono Annamaria e Maddalena.

Maddalena: (scrivendo su Facebook uno stato) ke sbatti! Con tutti i money ke sgancio ci sarebbe un tram non messo da panico!

Annamaria: …fosse.

Maddalena: oh vecchia, hashtag tranquilla!

Vittorio: si infatti sciallatevi, piuttosto il tram? È già passato?

Nessuno lo guarda, entrano gli altri

Maddalena: oh tu che te la meni, sgonfiati: psss (ad Annamaria)

Annamaria: ei, lo vedi il ROLEX? Hashtag sfigate!

Vittorio: ma questo Tram è arrivato si o no?

Sconsolata: ma l’App non ce l’hai?

Vittorio: L’App?

Caterina: io ce l’ho l’App!

Sconsolata: bella vez, sbadilami un penta!

Vittorio: si ma il tram?

Tutti: ntz

Nessuno guarda Vittorio e tutti si mettono a giocare con il cellulare, facendo ognuno il proprio interesse.

Vittorio: ma insomma il Tram? (al pubblico)

VOCE ANNUNNCIO: si avvisano i potenziali passeggeri, che in data 20 maggio 2015 il servizio trasporti sarà soppresso causa sciopero del personale.

Imprecazioni generali

Viene proiettato l’hashtag #TRAMquilli

BUIO

Le vicende del buon Goffredo Cordero Pastrone

Laboratorio ITCG “A. Baggi”

A.S. 2014-2015

Dannunzianesimi, freudismi (con tanto di sofà e transfer), wrightismi (per sedicenti e seducenti aviatori), bettole di periferia, parecchio scotch, cilindri e divise militari, filmoni muti in lande esotiche: c’è tutto il campionario adatto per un varietà nel lavoro drammaturgico condotto dagli studenti dell’Istituto Baggi di Sassuolo. Mescolando casi e vicende della storia primo-novecentesca ai modelli testuali del varietà, in particolare Valentin e Kraus, si è lavorato su alcuni principi che regolano il cafè chantant: abbassamento del registro, dialogo diretto con il pubblico, riferimenti all’attualità (della belle époque, in questo caso).

Per ulteriori informazioni visita la pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

wright

COPIONE

Mi presento:sono Goffredo Cordero Pastrone, giovane (si fa per dire) aristocratico italiano, il classico “intelligentone” che farebbe di tutto pur di stare al centro dell’attenzione.

Una giornata così piovosa non la si vedeva dal mese scorso, momento dall’importanza immane per tutti gli italiani: 24 ottobre 1917, data che rimarrà impressa nella mente del popolo italiano. Quella sera decisi di andare al solito pub, come tutti i venerdì, ma quel venerdì non ero solo. Con me venne niente meno che il sergente Gorilla (Gorilla non arriva e Goffredo lo chiama in crescendo altre due volte), in realtà sono io a chiamarlo così perché ricorda una scimmia enorme … e furiosa … per via della sua mole d’altro mondo. Ci sedemmo sulle poltroncine che ci sembravano più comode (fanno finta di sedersi); l’unico problema era che non ne esisteva una migliore di un’altra poiché in ognuna di esse vi erano puntualmente mozziconi di sigarette, colonne di cenere e fiumi di rum adagiati delicatamente ovunque … e quindi stavamo in piedi.

Iniziai la serata ordinando uno scotch (Gorilla tira fuori uno scotch) … doppio (altro scotch) … no no, sono astemio … e invitando il Gorilla a prendere qualcosa che avrei pagato io successivamente (il Gorilla esce un attimo e torna con un calice di vino, lo sente poi ci sputa dentro e lo porge a Goffredo). Sorseggiavo la mia bevanda come the bollente, sì perché amo così tanto lo scotch che dopo ogni bevuta corro al bagno più vicino per buttarlo fuori, rimettendolo all’istante. Per provare a sembrare importante non solo a livello provinciale, decisi di raccontare al sergente un aneddoto che mi accadde tre anni or sono. Era una fredda mattina di un febbraio del 1914, quando mi soffermai sulla locandina in piazza Risorgimento qua a Lodi …

(Gorilla:- A lodi?? Goff:- sì, a Lodi Gor:- ma siamo a Modena! Goffredo fa un gesto infastidito e prosegue)

Mi balzò all’occhio immediatamente perché era grossa il doppio delle altre, forse il triplo. Al centro vi era un viso alquanto familiare per me medesimo dato che mi occupo di letteratura contemporanea oltre che di arte, scultura, pittura, qualsiasi settore riguardante l’arte. A queste dichiarazioni mi sopraggiunsero circa 3 litri di saliva del mio amico carissimo che scoppiò in una risata che coinvolgerebbe chiunque al solo sguardo. (Gorilla fa una risata finta e sputa addosso a Goffredo). Ritornando al manifesto sfarzoso, il soggetto aveva lunghi baffi (Gorilla se li pettina come se stesse parlando di lui) … e testa calva! (Gorilla si tocca imbarazzato i capelli); non poteva che essere lui, il poeta Gabriele D’Annunzio. Non feci in tempo ad ammirare l’incredibile cura con la quale il foglio pubblicitario fosse stato realizzato, che mi trovai a fianco quello stesso ritratto che stava poc’anzi di fronte a me. Il signor D’Annunzio cercava comparse per il suo film “Cabiria” che sarebbe uscito di lì a poco e purtroppo a uno dei ruoli di maggiore rilievo, ovvero Maciste, era già stata trovata occupazione, altrimenti non ci avrebbe pensato due volte a ingaggiare il sottoscritto. Mi invitò a provare e in questo modo potei conoscere diverse persone, anche più nobili di me, o forse no. Certo non potevo raccontare come nel set io fossi solo una comparsa parlante a monosillabi o limitata a dire “buongiorno Maciste”, così abbindolai il Gorilla riferendogli tante di quelle fandonie e fesserie, che credette per davvero che il vero Maciste fosse Goffredo il nobile, sì proprio lui! Roba da matti … neanche io darei mai un ruolo così importante a me stesso.

cabiria

Per il kolossal ci dirigemmo a Parigi, e dove se no? Il Vate fu molto ospitale con me e con tutti, tant’è che ci presentò anche la sua “amica del tempo libero”, come voleva puntualizzare abitudinariamente, di nome Samantha. Ebbi anche il piacere di conoscere George Melies, famoso prestigiatore francese che il giorno dell’inaugurazione del set cinematografico presentava un vestito assai bizzarro con un cappello al contrario e mocassini di un blu cobalto chiazzati di rosso. D’Annunzio era eccitatissimo all’inizio delle riprese e già dopo il primo giorno di prove offrì la cena a tutti. Provai a convincerlo dicendogli che l’avrei pagata io (sì, col portafoglio suo), ma insistette. Il film in sé raccolse un discreto successo ( a Marsiglia non sapevano neanche che fosse) e io tornai alla mia solita, “umile” vita di tutti i giorni.

Il mio compagno di bevute rimase a dir poco a bocca spalancata, merito anche della mia capacità di raccontare fandonie oltre ogni limite conosciuto dall’uomo. Sì, gli raccontai altre cose, ma questa è tutt’altra storia.

L’audacia che mi aveva aiutato fino a quel momento, se ne andò ben presto insieme all’effetto dell’alcol, così salutai il mio amico Gorilla e ognuno si diresse alla propria casa; chi per dormire e chi per riflettere sulla propria vita. Riflettevo proprio sulla mia esistenza, quando mi capitò inevitabilmente di giungere a un confronto con quella dell’uomo che avevo appena lasciato. Dovete sapere che egli, nel caso non l’aveste notato, non è proprio tutto a posto, spesso mi chiedo cosa ci faccia uno come me insieme a lui, pensate che pensava addirittura di essere un Dio, roba da matti! Sì, avete capito bene, spesso mi faceva notare di come fosse bravo in questo o quest’altro ambito e questo, secondo lui, giustificava il suo sentirsi un Dio. Fu in uno di quei tanti momenti che mi venne in mente un amico da presentargli, conosciuto agli inizi di questo frenetico secolo, l’austriaco Sigmund Freud, forse l’unico mio conoscente che si occupasse di psico-analisi….

(a questo punto Goffredo esce di scena ed entrano Freud e Gorilla)

F: Durante la guerra il mio studio era freddo. Scrivevo con le dita congelate nei mesi invernali: ogni idea di lavoro scientifico dovette essere abbandonata. Mancavano gli alimenti: niente carne, niente sigari. Pochi o nessun paziente. È strano che con tutto ciò io mi senta benissimo e che il mio animo sia sereno. Ciò dimostra quanto poco il nostro benessere interiore abbia bisogno di trovare una giustificazione nella realtà. Signore … cosa le fa pensare di essere un Dio?

G: credo che ogni essere umano in qualche campo sia così bravo da potersi sentire tale.

F: ma questo non va contro i suoi principi morali e religiosi? ad esempio l’umiltà?

G: certo che no … sono consapevole dell’esistenza del vero Dio, colui che ha tutte le risposte alle nostre domande.

F: quindi l’uomo, ogni qual volta abbia un dubbio, deve recarsi in chiesa?

G: beh no … anche la scienza può risolvere molti dei nostri quesiti

F: in questo caso allora possiamo considerare la religione come un accessorio, intendo che se già la scienza fornisce risposte più precise e sicuramente provate, allora la religione è, secondo me, soltanto un mezzo attraverso il quale l’uomo trova nient’altro che conforto.

G: non è quello che ho detto. Se l’uomo si accontentasse del come, allora non ci sarebbe bisogno di pregare un Dio che risponda al nostro perché. E se avessimo ogni risposta non ci affideremmo ne alla chiesa ne alla scienza.

F: quindi sta ammettendo comunque che, non solo la religione, ma anche la scienza deve avere una parte nella nostra storia e quindi non è solo Dio che risponde a ogni nostra domanda.

G: beh, immagino di sì.

F: allora non sei onnisciente.

G: no, non lo sono.

F: ma ogni dio è onnisciente.

G: suppongo di sì.

F: allora tu non sei un dio se non sei onnisciente.

G: beh, immagino di no.

F: e allora cosa ti fa credere di essere un dio ?

G: ma io credo che ogni essere umano in un qualche campo sia così bravo da sentirsi Dio.

F: ma questa mi pare di averla già sentita …

(escono di scena e rientra Goffredo, che riprende la narrazione come se non si fosse mai interrotta)

In this photo released by the Sigmund Freud Museum in Vienna former Austrian psychoanalyst Sigmund Freud is pictured in his working room in 1938. Austria and the world will be celebrating Sigmund Freud's 150th birthday on Saturday May 6, 2006. (AP Photo/Sigmund Freud Museum)
Sigmund Freud Museum

… Il primo incontro, non mi piace chiamarla “seduta”, fu anche l’ultimo: a Gorilla quell’austriaco dalla barba bianca e lo sguardo accusatore, non piaceva neanche un po’. Eh, il signor Freud: si dice che a sette anni fece, deliberatamente, la pipì nel letto di mamma e papà, non andava mai a letto prima dell’una, odiava la musica, collezionava reperti assiro-babilonesi, aveva una mania assurda, comprare libri, non possedeva più di tre vestiti, tre paia di scarpe e tre ricambi di biancheria! Ah, la cocaina per Freud era un ottimo rimedio, per curare una roba che lui chiamava neuroastenia: bah! E poi diceva che il malato a preoccuparlo di più era lui stesso.

Comunque, non voglio però che pensiate male, io e il sergente siamo legati da tempo e tra di noi si è creato un rapporto di reciproco rispetto, anche se spesso non è così evidente. È vero, siamo molto diversi, ma questo non ci impedisce di trovarci al pub ogni tanto e bere uno scotch … doppio. Siamo diversi, anzi lui è proprio il contrario di me, sapete quante volte gli ho proposto di fare un viaggio con me? Non ha mai accettato. Ma io mi sono divertito e lui lo sa, ogni volta colgo l’occasione per farglielo notare, per provare a convincerlo ancora, ma niente, è proprio testardo. Ah sì, viaggiare … come disse un tale vissuto molto tempo fa “il mondo è un libro e chi non viaggia ne legge solo una pagina”. I miei viaggi mi hanno permesso di fare cose, vedere luoghi e conoscere persone speciali, alcune anche parecchio strane. Il ricordo più recente è quello dell’ultima volta che vidi uno dei fratelli Wright, Orville.

Entra Orville in bicicletta.

O: Già, perché noi Wright, famosi per aver inventato l’aeroplano nel 1903, prima siamo stati dei grandi biciclettai. Nel 1892 approfittammo dell’esplosione di popolarità che la bicicletta conobbe negli Stati Uniti (la quale era dovuta principalmente all’invenzione della bicicletta di sicurezza, fondamentale per Goffredo) e aprimmo a Dayton un negozio che chiamammo Wright Cycle Exchange, e più tardi Wright Cycle Company: 18 dollari a bici, signore e signori, prezzi imbattibili! Comunque: fu grazie alla bici che conobbi Goffredo, il miglior pompista della scalata Magreta-Baggiovara.

G: Sì, ma sono tempi lontani! Io facevo riferimento all’incontro di circa due anni or sono, quando mi recai in America con mia moglie; Wilbur purtroppo è morto da ormai cinque anni: lui sì che era simpatico. Mentre Orville… ho ancora in mente quella volta che mi chiese di prestargli la mia consorte in cambio di un’ avventura sul suo aereo … che affare ho fatto!

(esce di scena e rientra subito con Orville Wright)

O: ciao Goffredo, stavo proprio pensando a te, o meglio dire a una cosa che ti appartiene.

G: ciao Orville … son disposto a tutto, basta che non si tocchi il mio patrimonio.

O: mi hanno invitato ad una festa, per gente intellettuale …

G: quindi mi vorresti invitare??!!

O: ehm … non proprio … siccome a queste feste sono tutti con la proprio ragazza, moglie … come disse il mio caro fratello “non ho abbastanza tempo per una moglie e un aeroplano” e infatti come ben sai non mi sono mai curato di cercare una ragazza …

G: vorresti chiedermi di far la tua ragazza??!!

O: non proprio, tu una donna la hai … e gli amici si aiutano a vicenda, quel che è mio è tuo e quel che è tuo è mio … giusto?

G:ehmmmm … si … tranne …

O: si ok ok tutto tranne il patrimonio.

G: bravo amico mio … sono un aristocratico, quel che dico lo mantengo … però cosa ottengo in cambio?

O:come ti ho già detto io ho bisogno di una donna … e tu la hai … son sicuro che tu sei in cerca di nuove avventure … e io ho un aeroplano.

G: quindi io e mia moglie dovremmo venire sul tuo aereo?

O: quasi … tu sul mio aereo e io … con tua moglie alla festa.

G: ah bene bene! Anche perché mia moglie sull’aereo non penso ci stia, sai, con quelle “chiappotte”!

O: però! Che classe mio caro!

G: eh ma Orville sai “quando ce vò ce vò “, come dice un mio caro amico romano.

O: giusta osservazione! Beh comunque, torniamo agli affari!

G: il mio patrimonio NON SI TOCCAAAAAA! Neanche una moneta, un centesimo, nulla di nulla!

O: non voglio toccare il tuo patrimonio! Vorrei toccare … su!

G: mmm siamo sicuri che vorresti toccare solo quello? La cosa non mi convince! Però pensando all’aereo … potresti anche regalarmelo suvvia! Cosa ti costa?

O: cosa mi costa?! Folle!

G: eddaaaaaaaai! Siamo amici … e poi cosa ti cambia? Un aereo in più, uno in meno …

O: certo! Una moglie in più, una in meno …

G: dai sono disposto a proporti uno scambio.

O: ah adesso si sono anche invertiti i ruoli?! Ho capito! Non vuoi altro che sbarazzarti di tua moglie eh?!

G: ma nooo … è che, sai un aeroplano alla fine è un aeroplano! E con un aeroplano non dovrei fare molta fatica a rimpiazzare quella lì!

O: quella lì è tua moglie Goffredo!

G: la vuoi sì o no?! E poi tu vuoi mia moglie, io voglio l’aereo … quindi … dai Orville! Poi l’hai detto tu che non puoi avere una moglie e un aeroplano … se vuoi entrare nella parte, mia moglie diventerà … tua moglie!

O: sì, in effetti hai ragione Goffredo!

G: affare fatto?!

O: affare fatto amico mio

FINE

 

Passato e Presente

Istituto Comprensivo “G. Leopardi”
A.S. 2014-2015

I ragazzi erano molto interessati agli aspetti della vita quotidiana del ‘900 e alle differenze con quella moderna: hanno perciò, fin da subito, scritto delle scene che comparavano le condizioni di viaggio, la cena e il fidanzamento nel 1905 e nel 2015. Insieme a loro poi abbiamo aggiunto a questo schema delle informazioni storiche riguardo la quotidianità novecentesca, e abbiamo imbastito la scena come se passato e presente si affrontassero su un ring, evidenziandone le inevitabili differenza ma anche le preoccupanti somiglianze. Con loro la maggio parte del lavoro si è basato sulla costruzione della scena e dei movimenti, in quanto lo spettacolo ha molti e rapidi cambi scena.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

ex2G Leopardi (3)

Copione

Il palco è diviso in due parti con un gioco di luci accese/spente.

I gruppi si alternano nel mostrare momenti di vita quotidiana nel passato e nel presente.

A sinistra del palco stanno: Gianluca, Valeria, Manuele, Marco, Isak, Matteo, Samuel, Sofia, Raffaele, Manuela, Laura; a destra stanno: Eleonora, Giulia, Beatrice, Hamza, Tosca, Martina

PRIMA SCENA

Entrambi i gruppi del primo round sono posizionati sul palco.

Isak entra e si posiziona in centro (dove rimane fisso): potrebbe avere una giacca e una cartellina, così che ad ogni round possa girare il foglio con scritto il numero e mostrarlo al pubblico.

ISAK NARRATORE: Signore e Signori oggi vedremo combattere su questo ring niente popò di meno che il nostro passato e il nostro presente! I Round: il viaggio. 1905

MADRE VALERIA , PADRE LUCA e FIGLIO MANUELE sulla carrozza trainata da un cavallo MARCO e guidata dal cocchiere GIANLUCA. La MADRE legge un libro, il PADRE un giornale, il FIGLIO si annoia e li infastidisce

COCCHIERE: Buongiorno messeri, vi informo che siamo in arrivo a Parigi. La carrozza è partita da Milano incirca una settimana fa e abbiamo accumulato circa 5 ore di ritardo. Grazie di aver viaggiato con noi.

FIGLIO: Quando arriviamo?

MADRE: Tesoro, abbi pazienza, stiamo per arrivare!

FIGLIO: Mi annoio..

PADRE: te l’ ho già detto, prova a guardare il paesaggio!

Il FIGLIO guarda fuori con un piccolo binocolo

PADRE: ah hai portato il binocolo che ti ho regalato eh? Pensa che è l’invenzione di un Italiano, tale Ignazio Porro… Il FIGLIO parla sopra il PADRE che continua a spiegare

FIGLIO: porro?? Madre….Ho fame!

MADRE: Prova a chiedere a tuo Padre se ha un pezzo di pane

FIGLIO: Padre, ha un pezzo di pane?

PADRE: …ottico e topografo, che nel 1850 trovò il metodo per associare due cannocchiali a prismi…

FIGLIO: Madre, ho sete!

MADRE: Alla prossima fermata potrai bere un po’ d’acqua dell’ acquedotto

FIGLIO: Sono scomodo! Questa carrozza è stretta! PADRE: Prova ad appoggiare la testa su tua Madre

FIGLIO: Ci sono delle buche!

MADRE: mi scusi buon uomo, per quanto ancora ci saranno queste buche?

Cocchiere: La strada è dissestata ancora fino alle porte della città, li poi hanno creato delle strade lisce e facilmente percorribili.

FIGLIO: Mi sento male..

MADRE: Tranquillo, tesoro

Il PADRE vomita

MADRE: sospirando. Visto? Te l’ ho sempre detto che non digerisci il porro!

Finita la scena rimangono fermi al buio e aspettano che si svolga la scena del presente Isak in centro:

ISAK: 2015

MAMMA GIULIA, PAPA’ HAMZA e FIGLIA ELEONORA comodamente seduti su un aereo:

il PAPA’ sonnecchia, la MAMMA è tesa, il FIGLIA ha in mano il cellulare ma non riesce a stare ferma. COMANDANTE GIANLUCA voce fuori campo, HOSTESSO TOSCA

COMANDANTE: Signore e signori ben venuti a bordo di “Vola vola airline”; vi informiamo che il viaggio da Milano a Parigi durerà all’ incirca un’ ora e venti minuti e che non ci dovrebbero essere turbolenze. Vi preghiamo di stare seduti e di spegnere i cellulari.

FIGLIA: Quando arriviamo?

MAMMA: Siamo appena partiti! Il viaggio dura poco più di un’ ora, abbi un po’ di pazienza.

FIGLIA: Mi annoio!

PAPA’: Prova a leggere qualcosa…perché non usi l’ applicazione dei libri sul cellulare? Così lo usi per qualcosa di utile!

FIGLIA: Non posso, il comandante ha detto di spegnerlo…Ho fame!

MAMMA: Aspetta, fra un po’ dovrebbe arrivare l’hostess.

FIGLIA: Ho sete!

PAPA’: Guarda, sta arrivando l’hostess!                        arriva l’hostess

HOSTESS: Gradite degli stuzzichini?

FIGLIA: Non mi piace! Mi scappa la pipì!

COMANDANTE: Signore e signori vi informiamo che è in arrivo una leggera turbolenza

HOSTESS: è in arrivo una turbolenza, si prega di restare seduti.

FIGLIA: ma che noia!!

PAPA’: Ti racconto io qualcosa di interessante: lo sapevi che il primo volo aereo fu compiuto nel 1903 dei fratelli Wright e durò solo qualche secondo?

FIGLIA: Beati loro! Almeno lì non c’era il tempo di annoiarsi.

PAPA’: non è mica così semplice la storia: l’ aereo non era per i passeggeri, ma era talmente leggero che il vento lo spostava… solo a pensarci mi viene la nausea.

FIGLIA: Mamma, non mi sento tanto bene..

PAPA’ Vomita

Finita la scena rimangono fermi al buio. Mentre Isak parla si fanno i due cambi scena. Hamza e Tosca escono da sinistra

NARRATORE: Nonostante il progresso raggiunto nell’ industria dei trasporti, un recente studio di settore certifica che… la nausea da viaggio è rimasta uno spiacevole effetto collaterale invariato nel tempo. Isak rimane in centro e gira il foglio della cartellina

ex2G Leopardi (6)

SECONDA SCENA

Lato passato: (Intorno ad un tavolo, o seduti per terra) MAMMA SOFIA , FIGLI MATTEO, SAMUEL, MANUELE E TOSCA; lato presente: MAMMA BEATRICE, FIGLIO MARCO.

NARRATORE: II Round: Una cena in famiglia. 1915

i FIGLI MINORI sono già a tavola

MADRE: a tavola!

Entrano il FIGLIO MAGGIORE GIANLUCA e il PADRE HAMZA

FIGLIO MAGGIORE: arrivo madre!

PADRE: buonasera

TUTTI: buonasera padre

MADRE: com’è andata nei campi oggi tesoro?

PADRE: quest’anno il raccolto è molto diminuito, dopo che mi hanno tolto del terreno per far passare la nuova Ferrovia dello Stato, sono davvero deluso ed arrabbiato. A voi com’è andata la giornata?

FIGLI: tutto bene

PADRE: cosa hai preparato, cara?

MADRE: ho preparato delle patate, con piselli e qualche legume.

PADRE: non c’è rimasta un po’ di carne?

MADRE: vado a vedere se ce n’è ancora… Sai, ho saputo che è arrivato dalla Nuova Zelanda il primo carico di carne di montone surgelata, ma purtroppo il frigorifero che serve per conservarla non è ancora arrivato in tutte le case.

PADRE: ah si! Il mio amico di Londra cucina i surgelati già da qualche anno. Certo, mi ha detto che per mantenerli freschi ha dovuto comprare anche un re-fri-ge-ra-to-re, ma mi ha assicurato che il sapore del cibo è ottimo e inoltre non deperisce…

MADRE: ecco… a proposito di deperire… la carne purtroppo è andata a male.

l a MADRE va a prendere della carne

MADRE: è rimasta solo questa, ma purtroppo è andata a male

FIGLIO MAGGIORE: bhe, speriamo che questi nuovi re-fi-ge-ra-to-ri arrivino in fretta anche qui da noi! Ci pensate? Potremo surgelare intere cene!

Finita la scena, come sopra. Isak al centro NARRATORE: 2015

MAMMA: è pronto..   è pronto.. è pronto!

FIGLIO: Uffa, arrivo Mamma! Ma non c’è niente in tavola!

MAMMA: Apparecchia! Non sono una serva.

Entra il PAPA’ LUCA

PAPA’: Buonasera!

MAMMA: come è andata a lavoro, oggi?

PAPA’: Bene, oggi abbiamo inviato alla NASA il nuovo carico di cibi liofilizzati e surgelati per gli astronauti sulla stazione spaziale internazionale. (Come se facesse lo spot) Più buoni, più sani, più stellari! A te, invece?

MAMMA: Tutto bene. Stamattina sono uscita per fare la spesa e mi sono dimenticata di avviare la lavatrice, ma con la mia nuova applicazione per cellulare “Lavatrice intelligente” ho potuto farla partire con un solo click! (Come se facesse lo spot) Lavatrice happy clean, così silenziosa che nemmeno la senti!

FIGLIO: forse non l’ hai sentita perché eri fuori casa!

PAPA’: E tu?! Come è andata?

FIGLIO: Bene

PAPA’: Che cosa avete fatto oggi a scuola?

FIGLIO: Niente! Solite cose con la Lavagna elettronica

PAPA’: Ancora con quel telefono!? Mettilo via, dobbiamo cenare!

Si siedono tutti a tavola

PAPA’: Che cosa hai preparato per sta sera?

MAMMA: (Come se facesse lo spot) Bastoncini di pesce, surgelati! Funghi, surgelati! Patatine, surgelate! E per finire, frutti di bosco, surgelati!

FIGLIO: Ma tutto surgelato!

MAMMA: Sono molto pratici. Pensa a quei poveri bambini di 100 anni fa che neanche li avevano! Quindi, evviva i surgelati!

TUTTI: Evviva i surgelati!

Finita la scena, come sopra: Isak al centro che parla e dietro i cambi scena. Beatrice esce da sinistra

NARRATORE: (come se facesse lo spot) Nonostante i progressi raggiunti nel settore alimentare e della conservazione dei cibi, dalle dispense di sale ai refrigeratori moderni, recenti studi hanno dimostrato che solo una cosa non è mai cambiata: il comando ai fornelli è rimasto esclusiva femminile!

ex2GLeopardi (2)

TERZA SCENA

Lato passato: PADRE RAFFAELE, MADRE MANUELA in scena, PRETENDENTI 1 ISAK in centro, 2GIANLUCA, 3 MARCO in quinta.

Lato presente: a sinistra tutti i ragazzi, a destra tutte le ragazze

NARRATORE : III round: Il fidanzamento. 1905

PRETENDENTE 1 ISAK bussa alla porta (lo fa dal centro palco dove è fisso da sempre)

PADRE: chi è che bussa a quest’ora

MADRE: deve essere quel ragazzo che vuole chiedere la mano di nostra FIGLIA

PADRE: quale ragazzo?

MADRE: quello che abita sull’argine del Po

PADRE: fallo entrare, ci parlerò io

MADRE apre la porta

MADRE: buona sera, prego

PRETENDENTE1: buona sera, sono Guglielmo Giovanni Maria Marconi, vorrei parlare con vostro marito. (Porgendo dei fiori alla MADRE) questi sono per lei.

MADRE: si accomodi

PRETENDENTE1: (stringe la mano al PADRE) buona sera

PADRE: si sieda,(camminando avanti e indietro)ho saputo che vuole chiedere la mano di mia FIGLIA

PRETENDENTE1: si signore

PADRE: e che cosa ha da offrire?

PRETENDENTE1: sono l’ inventore del radiotelegrafo, un efficace sistema di comunicazione con telegrafia senza fili via onde radio. Modestamente credo che la mia invenzione possa avere grandi sviluppi in futuro e di procurarmi una certa fortuna. PADRE: Ceeerto…. (a sé) aggeggi infernali senza futuro…

PRETENDENTE2 GIANLUCA bussa alla porta da sinistra

PADRE: e adesso chi è che disturba la nostra conversazione?

MADRE: deve essere l’altro ragazzo che vuole chiedere la mano di nostra FIGLIA

PADRE: chi è?

MADRE: quel forestiero che viene dall’ America

PADRE: fallo entrare, ci parlerò io

(MADRE apre la porta)

MADRE: buonasera, prego

PRETENDENTE2: buonasera, sono Walter Stanford Sutton, vorrei parlare con vostro marito, questo è un omaggio per lei MADRE: si accomodi

PRETENDENTE2: buonasera signore ( rivolto a PADRE che non ricambia il saluto ), buonasera (rivolto a PRETENDENTE1 che lo guarda male)

PADRE: ho saputo che anche lei vuole chiedere la mano di mia FIGLIA

PRETENDENTE2: (indicando PRETENDENTE1) ah perchè anche lui è qui per lo stesso motivo?

PADRE: sorvoliamo, lei che garanzie può offrire a mia FIGLIA?

PRETENDENTE2: sono un genetista, e dopo molte ricerche e studi ho scoperto che il patrimonio ereditario si trovi nei cromosomi. E vostra FIGLIA ha il patrimonio cromosomico più bello che io abbia mai visto (innamorato)

(PRETENDENTE3 bussa alla porta)

PADRE: chi è che ci disturba ancora?

MADRE: deve essere l’altro ragazzo

PADRE: un altro?????? fallo entrare

MADRE: buonasera, prego

PRETENDENTE3: buonasera, sono Karl Landsteiner, vorrei parlare con vostro marito. questi sono per lei MADRE: si accomodi

PRETENDENTE3 tenta di stringere la mano a PADRE e a PRETENDENTE1 e PRETENDENTE2, ma nessuno ricambia

PADRE: e lei cosa offre, sentiamo?

PRETENDENTE 3: Io sono un fisiologo e ho scoperto recentemente i gruppi sanguigni e sono certo che….

PADRE: (lo interrompe) cara, dato che tutti e 3 vogliono chiedere la mano di nostra FIGLIA, vai a chiamarla

FIGLIA LAURA entra

PADRE: Laura, conosci questi tre uomini? FIGLIA: forse, ci siamo visti alla fiera del paese

I 3 PRETENDENTI: ma come?

PADRE: e chi preferisci dei 3?

FIGLIA: ma, veramente nessuno

PADRE: Avete sentito? Ora potere uscire da casa mia

PRETENDENTE3: ma come?

PRETENDENTE2: pensavo che mi amassi

FIGLIA: ma come potrei? Un italiano, un americano ed un austriaco insieme, assomigliate a una barzelletta!

I pretendenti 2 E 3 escono tristi; Isak rimane al centro a dire la battuta

PRENTENDENTE 1: una curiosità, lor signori hanno mai sentito la storiella dell’ Italiano, dell’ inglese, del francese e del tedesco che giocano a risiko?? c’è da spanciarsi…

…Vabbè, 2015

Isak si unisce al gruppetto di ragazzi formatosi nel “lato passato” .

Le ragazze hanno formano un gruppo nel lato presente e parlano,

FIDANZATA BEATRICE entra da sinistra, passa davanti al gruppetto di ragazzi e lancia uno sorriso al FIDANZATO GIANLUCA

Fidanzato: oh jack, hai visto? Giulia mi ha guardato!! Secondo te le piaccio?

Amico: e io che ne so, chiedilo a lei no?

Fidanzato: eh sì che faccio mi avvicino e le dico: “senti ho visto che mi hai guardato, ma per caso ti piaccio?” Non mi tira per niente!

Amico: vabbè allora scrivile su whatsapp, no?

I gruppetti si allontanano, intanto FIDANZATA E FIDANZATO si staccano dal gruppo e si mettono di spalle l’ uno all’ altro. Inizia così uno scambio di baloons con le emoticons di whastapp, (tenuti da TOSCA E MANUELE) con reazioni collegate dei ragazzi.

Alla fine dello scambio si alzano, si girano lentamente e si guardano imbarazzati.

Fidanzato: bhe, io vado agli allenamenti

Fidanzata: si, io vado in centro con le mie amiche.

Fidanzato: ok…

Insieme: ci sentiamo su whatsapp!

Si girano e corrono verso i propri gruppi. Isak al centro,

nella cartellina ha l’ immagine della bomba di whatsapp che mostrerà alla fine della battuta

NARRATORE: nonostante i progressi nel campo delle relazioni interpersonali e delle comunicazioni, studi recenti dimostrano che le possibilità di fraintendimento tra esseri umani è rimasta invariata nel tempo…fino a catastrofiche conclusioni.

Tutti guardano la bomba spaventati, urlano ed escono.

Il cabaret del Gatto Nero

Scuola Media Istituto Comprensivo “A. Pacinotti”

A.S. 2014-2015

Ai ragazzi è subito piaciuto l’idea di conoscere il mondo del cabaret, come luogo di scambio informale ed incensurato di informazioni, sia luogo di divertimento ed esibizioni. Hanno quindi fatto delle ricerche sullo Chat Noir e immaginato cosa potesse succedere durante una serata di cabaret: dalle barzellette ai canti, dalle chiacchiere sulle nuove meraviglie della città alle notizie più sconvolgenti dal resto dell’ Europa. I ragazzi hanno poi brillantemente riassunto il tutto in un copione, ricercando anche una canzone incisa all’ epoca e riscrivendone il testo per adattarlo al loro scritto. Abbiamo fatto degli esercizi per aiutarli ad occupare gli spazi del palco e anche per aiutarli nella consapevolezza del proprio corpo.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri.

Pacinotti (2)

Copione

A scuola. Suona la campana, i ragazzi prendono posto. Entra la prof.

Prof: Oggi parliamo del cabaret, prendete appunti

Antonio: Ma non dovevamo parlare della Fabbrica del Spilamberto?

Prof: No, oggi la lezione riguarda il cabaret e la Belle Epoque.

L’impresario Rodolfo Salis, figlio di un venditore di bibite, vuole aprire un caffè letterario e artistico a Parigi e nel novembre del 1881 inaugura lo Chat Noir. Sceglie questo nome perché durante la ristrutturazione vede un gatto nero dipinto su un muro. Altri raccontano invece che il gatto nero fosse sul marciapiedi davanti al locale e presto ne divenne la mascotte.

Antonio: Ma c’era già la Fabbrica di Spilamberto?

Gli studenti: (contemporaneamente) Piantala! Cosa c’entra? Lascia continuare la prof! E basta!

Prof: Torniamo a noi… Il “Gatto nero” inaugura il genere del cabaret. Il cabaret é una forma di spettacolo che comprende musica, ballo, comicità e altre forme artistico-espressive. É importante sapere che…

Antonio: A Spilamberto c’è una Fabbrica di esplosivi che…

Studenti: (come sopra)

Intanto Filippo estrae un’asse di legno/spada laser e colpisce Antonio. Antonio tramortito cade a terra, (grande luce). Quando la luce torna normale Antonio si sveglia e si rialza nello Le Chat Noir.

A “Le chat noir”. Sul palcoscenico un trio di comici sta recitando uno sketch, uomini e donne sono seduti ai vari tavoli del locale.

1 tutto bendato, 1 zoppo e 1 con un occhio nero.

Bendato e Zoppo: Ma come sei messo! Cosa ti é successo questa volta?

Occhio nero: Eh! É una storia lunga e dolorosa! Ero appena stato assunto come “chef entremetier” al ristorante dell’hotel Ritz, gestito dal famoso chef Auguste Escoffier. Avevo quasi finito di preparare le uova sode per l’insalata Rèjane, seguendo la ricetta originale del maestro, avevo grattugiato il rafano, avevo preparato la panna chantilly e l’avevo condita con il sale. Mi mancava solo il riso, così ho chiesto a due colleghi vicini alla dispensa: “Ragazzi, mi serve il riso, mi date un pugno a testa?” e…. questo è il risultato. E tu? Come mai sei combinato in questo modo?

Z: Sentite un po’ cosa mi è capitato! Ieri sentivo male dappertutto, dalla punta dei capelli alle dita dei piedi. Fiducioso nei progressi della moderna medicina, ho deciso di andare dal dottore; mi ha informato di una nuova diavoleria medica, certi raggi X, scoperti da un tedesco, tale Wilhelm Röntgen. Mi ha detto che adesso è praticamente possibile fare una fotografia all’interno del corpo umano, così mi ha prenotato una visita dal radiologo. Risultato: niente di rotto.

O: E poi?

Z: Ricontrollando le lastre, per fortuna ha escluso: la peste,la lebbra e la gravissima tubercolosi!

O: Ah, ho letto del dottor Koch sul giornale, poco tempo fa…

Z: Pensa te, come cura preventiva contro altre malattie, il medico mi ha consigliato di lavarmi più spesso, dice che è per l’igiene…

O: Ah, la medicina di oggi! E allora?

Z: Mi ha detto che secondo lui avevo solo bisogno di calcio, così sono andato dal farmacista, gli ho chiesto il calcio e…… questo è il risultato! (intanto si indica la gamba)

O-Z: Invece tu cos’hai fatto? E’ una nuova moda o hai sbattuto contro un palo?

B: Non immaginerete mai cosa mi è successo ! Ho ancora il mal di testa! Ieri sono andato dal parrucchiere, il migliore, il più alla moda di tutta Parigi. Sono entrato, mi sono seduto sulla poltrona, ho fatto lo shampoo e mi ha infilato la testa sotto ad una nuova macchina per asciugare i capelli, un aggeggio gigantesco, collegato alla canna fumaria di una stufa a gas, che soffia aria calda. Dopo la piega mi ha applicato la nuova pomata Henkel, per fissare l’acconciatura e per finire in bellezza il parrucchiere mi chiede: “Vuole altro?” Io rispondo:”Vorrei solo qualche colpo di spazzola”. Il barbiere afferra la spazzola più grande e…..questo è il risultato!

O-Z-B: Andiamo a casa, va, e speriamo di non essere investiti da un treno!

Mentre i comici escono di scena, entra nel locale una coppia di giovani in luna di miele. Si guardano un po’ in giro, stupiti, poi si siedono ad un tavolo, continuando a parlare.

MARITO: Che impressione mi fa sempre questa metropolitana! Ma … (stupito) Caspita, che bel posto! Hai visto quanta luce c’è? È proprio una bella invenzione questa elettricità!

MOGLIE: Hai proprio ragione! Sono entusiasta di questa città! Le strade sono superbe con l’illuminazione elettrica! E pensare che a casa nostra, in campagna, usiamo ancora la lanterna e di notte non si può uscire…

Pacinotti (6)

(Vengono accompagnati ad un tavolo e si siedono)

MARITO: Prego cara, accomodati.

MOGLIE: Grazie tesoro… Grazie per le tue attenzioni e per questo viaggio! Che gioia quando siamo arrivati alla Gare de Lion!! Grande la stazione! E come era luminosa con tutte quelle vetrate!

MARITO: E quanta gente! Non me lo aspettavo proprio! Certo che qui a Parigi c’è sempre un gran via vai: chi va a piedi, chi in velocipede e c’è gente che addirittura pensa che un giorno potrà volare!

MOGLIE: E quelle diavolerie rombanti a 4 ruote? Da noi se ne vedono davvero poche, mentre qui se ne trovano in tutte le strade, che scorrazzano continuamente. In place de la Concorde, tra un po’ ci investivano!

MARITO: Già, sono pericolose, queste automobili, e come se non bastasse fanno davvero puzza! Però bisogna ammettere che sarebbe davvero un sogno averne una, che emozione sarebbe, con la velocità, il rombo del motore…

MOGLIE: E domani cosa visitiamo? Non voglio perdermi niente di questa meravigliosa Ville Lumière! Andiamo all’Esposizione Universale o alle gare di equitazione delle olimpiadi? Sono curiosa di vederle, perché De Coubertin ha fatto le cose in grande e quest’anno, per la prima volta, gareggiano anche le donne.

MARITO: Come desideri! Allora facciamo così, domattina andiamo alle olimpiadi e poi, nel pomeriggio, spettacolo al cinematografo dei fratelli Lumière, cosa ne dici?

MOGLIE: Wow! Ottimo! Per adesso, però, godiamoci la serata!

Ad un tavolino sono seduti tre uomini, vestiti di nero. Leggono il giornale con aria seria. In sottofondo si sente una melodia allegra.

Pacinotti (10)

Canzone: La risata

( musica dell’omonima canzone di Bernardo Cantalamessa, pubblicata nel 1895)

Strofa             Evviva il Novecento

che bello che sarà,

ciascun vivrà contento

e la guerra sparirà;

perché con altruismo

e collaborazione

non ci sarà egoismo,

né fame e distruzion.

 

Ritornello       La vita tante gioie ci darà ah ah ah ah

di luci e canti ride la città ah ah ah ah

La bici, l’auto il treno ma che belle novità

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

Uomo 1: 13 marzo1900. Durante la guerra anglo-boera, le truppe inglesi occupano Bloemfontein. Si impossessano della città e vi costruiscono un campo di concentramento per ospitare donne e bambini boeri. Moriranno in questo campo 28.000 donne e bambini.

Ritornello: La vita tante gioie ci darà ah ah ah ah

di luci e canti ride la città ah ah ah ah

La bici, l’auto il treno ma che belle novità

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

Uomo 2: 29 luglio 1900. A Monza l’anarchico Gaetano Bresci spara tre colpi di pistola al re Umberto I uccidendolo. Pochi secondi prima dell’attentato il re aveva detto: «Era molto tempo che non assistevo in mezzo al mio popolo a una dimostrazione di simpatia così cordiale»

Ritornello: La vita tante gioie ci darà ah ah ah ah

di luci e canti ride la città ah ah ah ah

La bici, l’auto il treno ma che belle novità

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

Uomo 3: 2 agosto 1900. Lo Scià di Persia sopravvive a un attentato durante unaa visita a Parigi. Lo Scià colpisce l’aggressore alla testa con un bastone, mentre il Gran Visir gli torce il polso facendogli cadere l’arma. L’attentatore, identificato come Francois Salson, ha affermato di avere anche tentato di assassinare l’ex presidente francese Perier, ma che la pistola aveva fatto cilecca.

 

Ritornello: La vita tante gioie ci darà ah ah ah ah

di luci e canti ride la città ah ah ah ah

La bici, l’auto il treno ma che belle novità

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

Uomo 1: 14 agosto 1900. In Cina è domata nel sangue la rivolta dei Boxer. Il “corpo di liberazione” occidentale, composto da tedeschi, austriaci, francesi, italiani, inglesi, russi, americani e giapponesi entra a Pechino, libera le legazioni assediate e pone fine con una repressione di inaudita violenza alla ribellione dei Boxer. L’imperatrice vedova Cixi fugge da palazzo.

Ritornello: La vita tante gioie ci darà ah ah ah ah

di luci e canti ride la città ah ah ah ah

La bici, l’auto il treno ma che belle novità

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

Uomo 2: 19 dicembre 1900. I lavoratori portuali di Genova scendono in sciopero contro lo scioglimento della Camera del Lavoro. Nei 5 giorni successivi lo sciopero si estende a tutti gli altri lavoratori della città, per rendersi solidali con quelli del Porto. In Italia è il primo sciopero generale.

Ritornello: La vita tante gioie ci darà ah ah ah ah

di luci e canti ride la città ah ah ah ah

La bici, l’auto il treno ma che belle novità

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

Uomo 3: 8 settembre 1900. Un uragano di categoria 4, originatosi al largo delle coste africane, si abbatte sulla città texana di Galveston. La tormenta infuria sulla città con venti che soffiano a quasi 200 chilometri orari, alzano onde di un metro e mezzo ma che arrivano fino a sei. Si calcola che in quelle ventiquattro ore siano cadute su Galveston 2 miliardi di tonnellate di pioggia. Ad oggi si contano più di 8000 morti.

Conclusione: La vita tante gioie ci darà ah ah ah ah

di luci e canti ride la città ah ah ah ah

La bici, l’auto il treno ma che belle novità

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

La bici, l’auto il treno ma che belle novità

ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah

Antonio, che va in giro curiosando tra i tavoli, sbadatamente urta contro una caraffa facendo rovesciare l’acqua. Scivola e cadendo si attacca alla prima cosa che gli capita tra le mani: il filo della luce. Prende una forte scossa e si risveglia in classe.

Prof: Finalmente ti sei svegliato!

Antonio: Ahh che mal di testa!

Prof: Come mai hai mal di testa?!

Antonio: Mi hanno colpito in testa e sono finito al tempo della Belle Epoque, al cabaret del Gatto Nero! C’erano tante persone, che bevevano champagne e ascoltavano musica, alcuni leggevano poesie, altri commentavano il giornale… e poi ho preso anche la scossa!

Prof: Si si certo! Vai al tuo posto!

Antonio: Ma prof…!

Prof: Dai! smettila e siediti!

Antonio: Si vabbè, vado a sedermi! (si siede sospirando) Ma perché non mi crede mai nessuno?

(Sipario)

 

La lente deformante del progresso tecnologico

Laboratorio Istituto Comprensivo “F. Berti”
A.S. 2014-2015

Protagonisti del racconto teatrale elaborato dagli studenti della Scuola Media Berti di Prignano sono le innovazioni tecnologiche e all’avanguardia che nascono nel periodo della belle époque e che rapidamente rivoluzionano le abitudini e gli usi della società dell’epoca.

Dalle rivoluzioni nate “buone”, che in un qualche modo migliorano la qualità della vita delle persone dei ceti sociali più elevati, con modelli accattivanti capaci di soddisfare tutti i gusti, come ad esempio l’introduzione della lavatrice elettrica che sicuramente per le donne è una grandissima conquista e che per l’uomo si traduce invece nell’avvento del formidabile trapano buca tutto “black & decker”; a quelle scoperte nate “buone” o comunque con un nobile fine ma che nell’imminente conflitto finiranno per svolgere un ruolo di distruzione e di morte.

Come porre rimedio a questi mali? Sempre con una strabiliante invenzione da primi Novecento………

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

4
Copione

CHIARA: (scrivendo con fatica) “Cara Sara, ho letto con molto piacere la tua ultima lettera. La tua calligrafia è diventata incredibilmente perfetta, ma come fai? Io faccio una fatica incredibile a scrivere bene…”

SARA: (scrivendo e parlando agevolmente) “Cara Chiara, ma in che secolo vivi? Scrivere a penna è una cosa da romantici, ormai si fa tutto più in fretta con la nuova…”

5GIULIA: Macchina da scrivere OLIVETTI M1! Invenzione sensazionale che cambierà per sempre il vostro modo di scrivere agli amici! Stanco di pennino e calamaio? Stufo delle macchie di inchiostro su tutto il foglio? OLIVETTI M1 risolve tutti i tuoi problemi! Schiacci un tasto e scrivi una lettera! Tiri una leva e vai a capo! Giri una rotella e il foglio è bello che pronto! Cosa aspetti, prezzo speciale per i primi 100 pezzi! Parola di Camillo Olivetti.

SARA: Garantisco io! Il ticchettio dei tasti si trasforma in una soave musica che aumenta il piacere della scrittura, favoloso!

CHIARA: Incredibile, ma come ho fatto fino ad adesso? Ogni volta per finire di scrivere una lettera mi ci vuole un pomeriggio, non sai che fame che mi viene!

EMANUELE: Fame? Qualcuno ha detto fame? Piacere, sono Frank Shailor!

CHIARA: Chi?

EMANUELE: Frank Shailor, per gli amici “Il Tosto!”. Anche voi non sapete che farvene del pane vecchio? Anche voi vorreste potervi preparare uno spuntino in pochi minuti? Da adesso potrete stupire tutti grazie al mio nuovissimo TOSTAPANE! Attaccate questa semplice scatoletta alla corrente elettrica e ZAC! In un solo battito di ciglia avrete del pane caldo e croccante pronto da mangiare! Provare per credere, anzi comprare per credere!

MARTINA: Va bene, va bene, io col tostapane mi sono fatta delle ottime bruschette, però a mangiare uno si sporca lo stesso, guarda qua il mio vestito per la serata è tutto macchiato!

NICOLA: Ohohoh, macchie! Inizialmente ci siamo ispirati a meccanizzare il processo manuale: le prime lavartici furono concepite come macchine atte a sfregare i panni simulando così la tecnica classica del modo più diffuso di lavare la biancheria. Le macchine così realizzate il cui movimento fu inizialmente manuale, a manovella, presentavano l’evidente svantaggio di provocare un’usura eccessiva dei panni, nonché risultati di lavaggio decisamente deludenti.

MARTINA: e questo che vuole? È venuto a farci la lezione di storia?! Il mio è un problema serio, tra poco devo uscire e guardi come è ridotto il mio vestito!

9th August 1946:  A woman taking washing out of a new British machine before replacing it with a receptacle holding the dirty dishes. The new Thor washing machine can wash both clothes and dishes, in separate compartments, and is much cheaper than its American counterparts.  (Photo by Harry Todd/Fox Photos/Getty Images)

NICOLA: Il punto è proprio questo signorina, io sono Alva Fisher e con la mia lavatrice a motore elettrico risolverò il suo problema e quello di tutte le massaie del mondo!

MARTINA: ma è bellissimo!

NICOLA: (credendo che il complimento sia rivolto a lui) Grazie!

MARTINA: no dico, è bellissimo lavare i panni così in fretta! Ci vorrebbe qualcosa di simile anche per farsi la messa in piega.

GABRIELE: Udite udite! Con il nuovo asciugacapelli non dovrete più fare fatica per asciugarvi i capelli, potete state comodamente sedute e in un attimo la vostra chioma sarà più asciutta che mai.

YOUNESS: Addio raffreddori da capelli umidi, comprate il nuovo asciugacapelli… e fatevi tutti belli! Per il primo lancio il prodotto è in offerta!

MARTINA: e lo posso anche mettere nel salotto di casa?

GABRIELE: certamente, forse in bagno sarebbe più appropriato, ma il cliente ha sempre ragione…

YOUNESS: L’asciugacapelli della Lindstrom & Smith Company si può installare su qualsiasi parete, basta fare due fori alla distanza di (mentre indica la distanza viene interrotto)…

AIMAN: BUCARE IL MURO!!! IL NUOVO TRAPANO “BUCATUTTO”! Comprate il nuovo trapano, fori su qualsiasi superficie! AHAHAHAHAHAHAH!

SARA: Aiuto ma chi è questo pazzo col trapano?

AIMAN: io sono Duncan Black, Blaaaaaack!!! TRAPANO!!!!

VANESSA: (entra di corsa a cacciare Aiman) Ma se ne vada! Signori, vogliate scusare questa spiacevole intrusione, decisamente fuori luogo. Se mi permettete vorrei invitarvi nel mio locale, c’è una novità molto interessante che vi costerà soltanto una piccola moneta. (musica).

FATIMA: (entrando trasognante) ma… da dove viene questa melodia armoniosa?

VANESSA: dal fonografo!

la lavatriceYOUNESS: fonocosa?

FATIMA: il fonografo alimentato a monete! Il Jukebox della Edison Glass Electric! D’ora in poi ballare alle feste costerà solo pochi centesimi! Metti la moneta, scegli la canzone, e parte la musica! Non vedrete l’ora di scatenarvi coi vostri amici!

PAOLO: Scateniamoci!!!! IL NUOVO TRAPANO “BUCATUTTO”! Comprate il nuovo trapano, fori su qualsiasi superficie! AHAHAHAHAHAHAH!

VANESSA: ma ce n’è un altro di questi scellerati? E lei chi è?

PAOLO: io sono Alonzo Decker, Deeeeecker!!! TRAPANO!!!!

FATIMA: ma che guastafeste, ha rovinato la serata con questo fracasso bestiale. E io che volevo passare tutta la serata a ballare…

YUNES J: Il mondo è pieno di pazzi signorina, cosa possiamo farci… Da parte mia la potrei accompagnare fino a casa.

GIULIA: guardi, io abito Prignano, è a 46km da qui

images 1YUNES J: E qual è il problema? Non dobbiamo mica andarci a piedi, ma useremo il mio gioiellino parcheggiato qui fuori, è un’automobile! Con questo prodigio della tecnica la riporterò a casa in men che non si dica! (partono in macchina)

AIMAN e PAOLO: BUCARE LE GOMME!!!

AIMAN: IL NUOVO TRAPANO “BUCATUTTO”!

PAOLO: Comprate il nuovo trapano, fori su qualsiasi superficie!

YUNES J: (disperato) Ma cosa fate, le mie ruote! Accidenti a voi, ma chi siete?

AIMAN: Duncan Black!

PAOLO: Alonzo Decker!

AIMAN e PAOLO: Blakc & Decker!!! (escono)

YUNES J: (disperatissimo, a Chiara) siamo spacciati!!!

ALESSIO: La soluzione la ho io signorina, venga con me! Siete stanchi di camminare, e di farvi male al sedere andando in macchina, con quelle strade piene di buche? Avete paura di incontrare Black&Decker sulla vostra strada? Provate il nuovo e utilissimo dirigibile! Vola! E potrete fare viaggi in posti impensabili!

GIULIA: io dovrei andare Prignano.

ALESSIO: e allora salga, decolliamo!

CRISTIAN: (entrando) ma fatemi il favore, quale dirigibile! (fa scendere Alessio e Chiara). Il mezzo di trasporto del futuro non è questo, ma è il carrarmato!

TUTTI: (sospiro di spavento) Cosa? Eh?

CRISTIAN: Ma si, il carrarmato! Vi siete stancati delle guerre con fucili e scontri faccia a faccia? Allora comprate il carrarmato, corazzato! Indistruttibile! Inarrestabile! Con un cannone… che spara… missili potentissimi!!!! La guerra sarà molto più rapida!

TUTTI: (coro voci sparse) ma come? Ma no! Dai, no! La guerra no!

GABRIELE: Io in guerra non ci voglio andare.

ALESSIO: In guerra ci si fa male!

SILVIA: Ma non abbiate paura, adesso abbiamo il CEROTTO! Funziona su qualsiasi ferita! Andare in guerra non è mai stato così sicuro! Taglietto sul pollice con la carta della lettera di chiamata alle armi? Usa il CEROTTO! Ginocchio sbucciato mentre prepari la trincea? Usa il CEROTTO!

GIULIA: ferita al braccio durante uno scontro all’arma bianca?

SILVIA e ALTRI 3: Usa il CEROTTO!

EMANUELE: pallottola sparata dal fronte nemico conficcata nella gamba?

SILVIA e ALTRI 7: Usa il CEROTTO!

CRISTIAN: ventre squartato da una cannonata?

TUTTI: Usa il CEROTTO!

FINE

Scuola Media Berti

Cabaret Psicanalitico

Liceo Classico “L.A. Muratori”

A.S. 2014-2015

Catalogo psicanalitico illustrato

Mentre tra le strampalate scoperte di inizio secolo appare la futuristica macchina miagolatrice – ovverosia spaventa topi) – tra i casi clinici più noti di Sigmund Freud, datati 1907, fa capolino un misterioso soggetto… conosciuto, in seguito, da tutti come l’Uomo dei Topi. Che ci sia un legame (naturalmente inconscio) tra i due fenomeni?

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Ovviamente questa possibilità – come potete ben capire – è da escludersi quasi del tutto… il “gioco” che ci apprestiamo a fare è però, quello di sovrapporre fobie ed invenzioni all’interno di una sorta di grottesco catalogo commerciale.

Scriveva Karl Kraus nella rivista satirica «Die Fackel»: «l’anima è stata espropriata dalla tecnica. Questo fatto ci ha resi deboli e bellicosi. E come facciamo psicologia? Applicando all’anima le nuove misure…»

Il mondo degli inizi del XX secolo sembra infatti – nel giro di una manciata di anni – diventare un “mostruoso catalogo” in cui tutto viene inventariato come un bene economico, dove anche le paure irrazionali ed incontrollabili dell’umanità (fobie nella nozione prettamente psicanalitica) diventano oggetti da poter commercializzare nell’epoca della massificazione della produzione industriale.

A fianco a questo, l’ombra perturbante della guerra sembra lentamente avvolgere la realtà… scolorando a poco a poco… le pagine patinate “dell’epoca bella”…

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Copione

Personaggi
Sigmund Freud
La Segretaria
La Pitocca ovvero la maniaca del gioco
GianPierLuigi ovverso Es-Io-SuperIo
Voce fuori campo ovvero la voce delle fobie
Le donne-radio

Segretaria (entra in scena e apre lo studio) Ahh queste chiavi! Non ci entrano mai in questo buco così piccolo! (va verso la scrivania e inizia a scorrere la lista degli appuntamenti) Dalle 10 alle 11.15 maniaca del gioco da azzardo… ah si: La pitocca! Dalle 11.30 alle 12.30 personalità multipla.. ah Sigmund fa fatica con una donna, figuriamoci con tre uomini! Avrà bisogno di me… (riordina la scrivania in modo buffo)

Entra Freud

Segretaria Buongiorno caro! Hai dormito bene?

Freud Si si come sempre… ha già guardato gli appuntamenti?

Segretaria Siii li ho guardati! Oggi hai due sedute molto intense ma io so che il mio Sigmund ce la può fare benissimo!

Freud Cosa le ho detto riguardo al suo atteggiamento informale?

Segretaria Si lo so scusii, è che con Lei sento che c’è un… intesa particolare che va oltre il rapporto lavorativo… lei capisce no?

Freud No non capisco, questa “intesa” la sente solo lei, e ora si dia un contegno e la smetta per favore con queste inutili moine…

Segretaria Certo certo signore mi scusi… mi scusi, ora mi metto a lavorare, se ha bisogno di me la mia… porta… è sempre aperta!

Freud Si lo so, ora torni a lavorare che mi devo preparare per le sedute.

Segretaria (verso il pubblico) Ah.. il suo sguardo è così… penetrante!

PRIMO CASO CLINICO: LA PITOCCA

Freud si sistema sulla sua poltrona, entra La Pitocca con mazzi di carte in tasca e fiches che le cadono da tutte le parti mentre cammina… goffamente cerca di raccogliere.

Freud Buongiorno, lei è la…(legge un pò confuso il foglio che ha tra le mani)La Pitocca?

Pitocca (in tono di sfida) Si sono io, e con questo? Mi sta sfidando?! Pensa che non sia degna di questo nome? Eh? Dai su giochi la sua carta su!

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Freud Ma no signora, stia tranquilla, volevo solo capire se era la paziente giusta… per favore si sieda, non si scaldi

Segretaria (tra se e se) Ci sono già io di bollente…

Pitocca Eh no, infatti non sono l’avversaria giusta per lei… lo sapevo… lei è troppo debole! Guardi che mano le gioco! Toh! Poker d’assi! Hai perso! Principiante!! (fa il segno di Loser e poi trionfante finalmente si siede)

Freud Si va bene signora… mi pare di capire il motivo per cui è venuta… mi spieghi meglio questo suo… disturbo…

Pitocca Eh, deve sapere che un giorno da piccola stavo giocando a carte con il mio caro adorato nonno e ho provato un emozione fortissima quando per la prima volta ho fatto la mia prima scopa!

Segretaria Qualcuno ha detto scopa? Oh finalmente questo lavoro si fa interessante!

Freud (scandalizzato) Segretaria! Per favore! Nessuno fa niente con nessuno, si sieda ed eviti queste scene a dir poco imbarazzanti…

Segretaria (offesa) Oh si, scusi… avevo capito male… una persona può capire male, non è un crimine…

Freud Si bene, mi pare di capire che questa ossessione ha origine nella sua infanzia… proprio come sospettavo… quindi passiamo avanti…

Pitocca Ah si? Passa? Beh allora tocca a me! Guardi qua incapace! Asso di coppe!

Briscola!!!

Freud Oh mio dio! Mi serve una pausa… volevo dire… è meglio se lei si riposi, la vedrò la settimana prossima e approfondiremo meglio il tema della sua infanzia e il rapporto con i suoi genitori! Arrivederci!

Pitocca Alla prossima partita mio caro Freud! Game over… Muahahah (esce urlando cose a caso e buttando carte ovunque)

Segretaria Sigmund… caro… intanto che lei si riposa prima della seconda seduta io ascolto un pò la radio che dopo tutto questo lavoro sono già sfinita! Lo so, lei sarà stupito perchè io di solito sono instancabile, ma oggi proprio sento la stanchezza… ah sarà il cambio di stagione che colpisce un po’ tutti… lei no ovviamente, lei non si fa abbattere da un insulso cambiamento climatico, lei è Sigmund Freud! Le ho mai detto quanto sono onorata di poter lavorare con un come lei?

Freud Si si me lo ha già detto milioni di volte! Accenda quella diamine di radio e stia zitta la prego!

Segretaria Si si scusi scusi la accendo subito… (tra se e se) che modi che modi…

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PRIMO QUADRO PUBBLICITARIO

Voce fuori campo E ora spazio ai consigli per gli acquisti gentilmente offerti dagli studi Freud.

Musica da cabaret

Voce fuori campo MISANTROPIA: dal greco μισανϑρωπα misantropo. Sentimento e atteggiamento di avversione nei confronti degli altri, caratterizzato dall’ostinato e talora morboso rifiuto di rapporti sociali e dalla mancanza di solitudine.

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Donna Radio_Isolator Stanco di essere socialmente attivo? Ti sale la misantropia quando vedi più di cinque persone alla volta?

Nessun problema, le industrie Freud vi presentano l’Isolator, un’utilissima campana che ti isolerà da ogni fastidioso essere umano! Acquistalo subito! Ai primi cinque telegrammi che riceveremo invieremo due biglietti per l’Esposizione Universale di Parigi. Ricordatevi, Isolator! Vi proteggerà anche da un conflitto militare mondiale! (in tono sarcastico) Ma tanto non succederà mai…

Musica da cabaret

Voce fuori campo IDROFOBIA: dal greco hydor acqua e phobos paura. Avversione anomala ed ossessiva per i liquidi in particolare l’acqua, generalmente causata da un trauma subito da piccoli con essa.

6

Donna Radio_Ombrello per sigari Ogni anno si spengono migliaia di sigari a causa della pioggia. Non restare indifferente… Compra anche tu l’ombrello per sigari, delle industrie Freud. Anche il nostro presidente, il rinomato dottor Sigmund Freud, lo usa, e si trova benissimo!

La segretaria spegne la radio

SECONDO CASO CLINICO: GIANPIERLUIGI

Freud è seduto nel suo studio dietro alla scrivania, entra GianPierLuigi.

Freud Prego, si sieda.

I tre si siedono

Freud: allora, lei è il signor…?

Tutti e tre: GianPierLuigi.

Freud Ebbene, GianPierLuigi, mi spieghi il motivo per il quale ha bisogno della mia consulenza.

Io Dunque, mi trovo qui perché… Perché…

Es Cosa aspetti? Sputa il rospo!

Super io Non ti preoccupare, prenditi tutto il tempo che ti serve. È sempre meglio ragionare sulle cose prima di dirle.

Es (irritato) sta zitto te! E tu, (rivolgendosi a Io) non perdere tempo. Siamo venuti qua per questo, no?!

Io (sotto pressione) State calmi, ora lo dico! Non mettetemi pressione!

Freud (incuriosito) Scusi, ma con chi sta parlando?

Io No, ecco, appunto, è di questo che volevo parlarle. Deve sapere che in quest’ultimo periodo, mi sento estremamente combattuto tra il dovere morale ed i miei istinti, al punto che è come se oltre a me ci fossero altre due persone che discutono incessantemente! Ogni cosa che faccio viene criticata e commentata, ormai non riesco neanche più a chiudere occhio!

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Super io Non mi sembra il caso di farne un dramma, alle volte le persone devono adeguarsi a delle situazioni che magari risultano sgradevoli.

Es Se tu la smettessi di fare il moralista del cazzo ogni volta che fa qualcosa, forse non saremmo su questo dannatissimo divano in un minuscolo studio con un vecchio che puzza di crauti ed una pazza isterica nella stanza accanto! (la segretaria ride istericamente) Mi serve una birra.

Super io Disapprovo! La birra, oltre ad essere dannosa per il tuo organismo, è la bevanda del demonio! Come è scritto nella Bibbia…

Es Oddio non ricominciare. Guarda che la tua cara Bibbia te la ficco…

Io State zitti tutti e due! (rivolgendosi a Freud) ora si rende conto della mia situazione Dottore? Io non ce la faccio più!

Freud Vedo..vedo.. Questa è quella che io chiamo Sindrome da personalità multipla. Il suo cervello sta cercando di riordinare la sua mente e in certi casi si deve dividere per organizzare meglio le cose e nel suo caso è diviso tra la coscienza, o più precisamente Super Io, e i suoi istinti che io chiamo Es. questo processo ė causato, la maggior parte delle volte, da un trauma, ė successo qualcosa di significativo prima che lei abbia avvertito queste “presenze”?

Io No, non mi sembra di aver avuto esperienze traumatiche, è successo tutto all’improvviso, non mi ricordo esattamente quando ė iniziato.

Es Ma cosa ci stiamo a fare ancora qui? Questo qua ė un incompetente che non ha futuro. Eventi traumatici? L’unica cosa di traumatico ė stata dover sorbirmi questo qua che parla solo di doveri doveri e buone maniere, ce ne possiamo andare? Dai, andiamo nel bar vicino a casa e divertiamoci un po’..

Io No dai non mi sembra il momento, magari lui può veramente risolvere la situazione…

Super io Questa volta mi trovo d’accordo con lui, non fidarti di questo “psicologo”, i problemi vanno affrontati da soli, chi fa da se fa per tre.

Segretaria O in questo caso, chi fa da tre fa per se!!! Hahahahahahaahah…

Freud Segretaria per favore, lei sa che non amo i suoi interventi a sproposito…

Segretaria Si scusi Sigmund… eh volevo dire… Dottor Freud.

Freud Si si beh continuiamo, è proprio sicuro che non sia stato soggetto ad eventi traumatici?

Io Si sono sicuro, dottore per favore deve trovare una soluzione, sento che sto per scoppiare…

Es e Super io Esagerato!!!

Io Sono così sovrappopolato che…

Super io Non vorrà mica dire…

Io Che… Ho costruito…

Es Si si, mi sa che lo dice Super io Oddio che vergogna…

Io Ho costruito…

Freud Ha costruito…?

Super io Ormai ė troppo tardi su dillo…

Es Dillo…

Io (scoppia e urla) Una multidoccia!!

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La Segretaria scoppia a ridere, confusione generale.

Io si copre la testa borbottando parole di vergogna, Es e Super io si mettono a litigare.

Freud Contegno, signori contegno!

Si zittiscono, la segretaria che continua a ridere.

Freud Anche lei!

Segretaria Si, scusi scusi…

Freud Vedo che la situazione ė drammatica, ho bisogno di tempo per ragionare su questo caso molto particolare, le do appuntamento la prossima settimana dove approfondiremo meglio le cause di questo problema, che secondo la mia opinione si possono situare nella sua infanzia… magari nel rapporto coi suoi genitori… eh si… e intanto prenda un sonnifero che la farà riposare un po’ e si faccia un doccia… ehm volevo dire… beh si ha capito, si riposi…

Io (imbarazzato) Grazie mille dottore, allora verrò settimana prossima…

Super io Si ora andiamo a casa, ci leggiamo un bel libro e ci riposiamo, la notte porta consiglio…

Es Sai cos’altro porta la notte? Belle ragazze nei locali, andiamo a divertirci un po’…

Litigando escono

Segretaria Ah Sigmund, anche oggi è andata, sono esausta, e lei? Vuole un massaggio alla schiena di quelli speciali?

Freud No, non voglio nessun massaggio, grazie. Ora penso proprio di andare verso casa e coricarmi.

Segretaria Coricarmi… che parolona… lei è così acculturato… beh mi sa che ora accendo un altro pò la radio intanto che termino le mie mansioni, a domani caro!

Freud (imbarazzato) Si… a domani arrivederci.

La segretaria accende la radio

SECONDO QUADRO PUBBLICITARIO

Voce fuori campo Consigli per gli acquisti sempre gentilmente offerti dagli studi Freud.

Musica da cabaret

Voce fuori campo ELIOFOBIA: dal greco elios sole e phobos paura. Paura persistente anormale e ingiustificata nei confronti di ogni fonte di luce in particolare il sole.

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Donna Radio_Occhiali veneziane Scienzati hanno scoperto che, nel 1910, la terra verrà distrutta dalla cometa di Halley. Non farti trovare impreparato all’ evento apocalittico del secolo! Acquista un paio di occhiali con veneziane! Ti proteggeranno da tutti gli anomali eventi atmosferici, come: maremoti, terremoti, eruzioni, tempeste, neve forte, acqua alta, la suocera in casa, la nebbia, il sole, la vita! Lontano dagli occhi, lontano dal cuore!

Musica da cabaret

Voce fuori campo GERASCOFOBIA: dal greco gerazo sto invecchiando e phobos fobia. Timore anormale e irrazionale dell ‘invecchiamento o dell’avanzare dell’età, i sintomi includono anche paura del futuro e il timore di dover dipendere dagli altri anche per le mansioni più minime.

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Donna Radio_Cappello calvizie Bell’epoque: si allunga la vita, si accorcia la tua chioma. Proteggi i tuoi preziosi follicoli cutanei, con l’aiuto del Cappello contro la calvizie! Un’ invenzione che ti farà perdere la testa, non i capelli!

Musica da cabaret

Voce fuori campo MUSOFOBIA: dal greco mis topo e phobos fobia. Paura nei confronti di topi e roditori in generale.

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Donna Radio_Macchina miagolatrice Hai paura dei topi? Ti svegli la notte perchè i essi ti mangiano i cavi del telefono? Hai provato tutti i tipi di trappole, ma il tuo Parmigiano Reggiano non è completamente al sicuro? Macchina Miao… quell’utensile che grazie a complicatissimi congegni interni miagolerà se si troverà in compagnia di roditori! Questo futuristico arnese è stato fondamentale per il Dottor Freud che lo ha utilizzato anche nel – famosissimo e complicatissimo – caso clinico dell’Uomo dei Topi. L’analisi è durata solo undici mesi. Il risultato è stato brillante… la psicanalisi e la macchina miao fanno miracoli… Il paziente è guarito… i topi spariti, ma questo non gli ha impedito di morire in una trincea piena di ratti nel 1914…

FINE

Fonte immagine di copertina: Stunning Portraits of Writers and Musicians Made From Their Own Words

Belle Époque

International School of Modena

A.S. 2014-2015

Il laboratorio sta sviluppando una drammaturgia che prevede il confronto fra due mondi, quello del 1915 e quello del 2015, sottolineandone le analogie e mostrandone le differenze. Il ritrovamento di una lettera scritta da un soldato in trincea sarà il punto di partenza per un approfondimento sui temi dei mezzi di comunicazione e le occasioni di intrattenimento. In scena prenderanno vita dei veri duelli fra il ballo del Can-can e quello della discoteca, fra le notizie strillate in strada dai venditori di giornali e quelle passate tramite WhatsApp e altri ancora.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

Copione

(Il ragazzo viene attirato dalla musica napoletana in soffitta.

Si toglie le cuffiette)

RAGAZZO    Cos’è questa musica? Oh! Ma cos’è questa? È una lettera? Ma chi l’ha scritta? Ah, il bisnonno durante la prima guerra mondiale!

(Legge la lettera)

RAGAZZO: Carissimi padri…

La vita qui nelle umide trincee è molto difficile, ma per fortuna io non sono ferito. Vi ringrazio molto per il pacco che conteneva il delizioso e appetitoso chilogrammo di zucchero.

La vita qui scorre lentamente.

Sapere di essere attaccati dal nemico, ti fa venire il batticuore, perché gli avversari sono a soli 300-400 metri da noi, ma ti fa anche pensare che stai salvando il tuo Paese.

Tutta la popolazione ci aiuta assai. Abbiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno. Dite a tutti che noi soldati siamo veramente grati a loro e io, sono molto grato a voi, la mia carissima famiglia di sempre.

Ho fatto conoscenza con uno della nostra città, si chiama Giovanni Goldone. Entrambi stiamo bene.

Certo la vita non è più come un tempo, con le uscite e gli spettacoli…

(Si sente lo strillone e finisce la musica napoletana)

STRILLONE Edizione straordinaria! Nuovo spettacolo Moulin Rouge! Imperdibile spettacolo con la grandissima e famosissima ballerina Jane Avril. Per la prima volta in scena!

UOMO           Uno per favore! (Compra il giornale)

STRILLONE Ecco a voi!

(Uomo paga)

STRILLONE Edizione straordinaria! Nuovo spettacolo Moulin Rouge!

UOMO           (Leggendo il giornale) Non ci poso credere! Fantastico! La meravigliosa.. Jane Avril! Non aspettavo altro! Andiamo tutti al Moulin Rouge, non possiamo perdere il primo spettacolo con Jane Avril!

 

(Scena can can)

Musica interrotta dalla suoneria dei messaggi WhatsApp

AMICO           (inviando il messaggio) Vieni all’inaugurazione della nuona discoteca stasera che balliamo la nuova canzone di Saint Motel!

RAGAZZO    My type! Certo, non aspettavo altro! (scrivendo la risposta) Ci vediamo stasera al Moulin Rouge, la nuova discoteca per ballare la mia canzone preferita!

1. Jane_Avril_by_Toulouse-Lautrec

(Scena discoteca Duello CanCan-My Type)

La suoneria di un cellulare interrompe la scena

MAMMA        Ma ti rendi conto di che ore sono? Ma che a ora pensi di tornare?

RAGAZZO    Ma sono all’inaugurazione del Moulin Rouge, è l’evento dell’anno!

MAMMA        È ora di tornare a casa, adesso!

RAGAZZO     Adesso arrivo. Esco subito! (Parlando agli amici) Devo andare. Ci vediamo domani.

AMICI             Ma di già?

RAGAZZO    Eh, di già

(suono macchina moderna)

MOGLIE NEL PASSATO   (prendendo per un orecchio luomo del giornale) Ma è un’ora che ti aspetto e tu sei qui a guadare queste ballerine!

UOMO           veramente io….

MOGLIE NEL PASSATO   Mi avevi promesso che mi avresti portato al cinema. Per la prima volta, ci sarà una proiezione di questo nuovo aggeggio! Tutte le mie amiche andranno!

UOMO           Il primo spettacolo al cinema! Chissà come funziona questo aggeggio? Ok! Andiamo!

3. foglio pubblicitario t. milanese 1900

(Scena del cinema)

SIGNORA 1  Sta per cominciare il primo spettacolo!

SIGNORA 2  Chissà come sarà! Però non sapevo che era un treno lo spettacolo!

(Proiezione del film Arrivo di un treno. Allarrivo del treno i personaggi del primo 900 scappano.Rimane solo il ragazzo, che sta guardando il video su youtube)

RAGAZZO    Chissà come si chiamava la canzone!

(Va su YouTube e cerca la canzone napoletana. Scrive “Tu ca un chiagne“)

(Il ragazzo comincia a ricopiare la lettera sul computer, mentre in scena appare il bisnonno soldato in trincea che scrive la lettera a mano. La lettura è continuata dal soldato, con la musica napoletana come sottofondo)

SOLDATO

Carissimi padri…

La vita qui nelle umide trincee è molto difficile, ma per fortuna io non sono ferito. Vi ringrazio molto per il pacco che conteneva il delizioso e appetitoso chilogrammo di zucchero.

La vita qui scorre lentamente.

Sapere di essere attaccati dal nemico, ti fa venire il batticuore, perché gli avversari sono a soli 300-400 metri da noi, ma ti fa anche pensare che stai salvando il tuo Paese.

Tutta la popolazione ci aiuta assai. Abbiamo tutte le risorse di cui abbiamo bisogno. Dite a tutti che noi soldati siamo veramente grati a loro e io, sono molto grato a voi, la mia carissima famiglia di sempre.

Ho fatto conoscenza con uno della nostra città, si chiama Giovanni Goldone. Entrambi stiamo bene.

Certo la vita non è più come un tempo, con le uscite e gli spettacoli…

(buio)

 

FINE

Una giornata all’Expo

Istituto Comprensivo “G. Leopardi”

AS 2014-2015

Questa classe ha voluto da subito ambientare il proprio spettacolo al tempo della prima esposizione universale, raccontando di un gruppo di amici che girano tra i padiglioni parigini e vedono le meravigliose invenzioni appena fatte, l’elettricità, il cinema, la mongolfiera, per poi concludere la loro gita al Mulin Rouge e scoprirne le bellezze. Con loro abbiamo lavorato molto sulle intenzioni di recitazione, in quanto la stesura del copione è stata molto veloce, e abbiamo fatto creare loro, come esercizio, dei tableau vivant in cui dovevano inserire più elementi possibili coerenti con il paesaggio francese.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio su Carissimi Padri…

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Copione

 

I  SCENA: la mattina

I ragazzi entrano sa sx.

Charlotte: oh ragazzi dobbiamo partire.

Charlie: si si l’expo non può aspettare.

Nicolas: cosa?

Charlie: hai capito bene l’expo.

Margot: ma come fai a saperlo?

Hugo: mamma mia Nicolas, non hai sentito che alla radio parlavano di una nuova invenzione!?

Margot: no, cosa? Charlotte: il giornale Margot: che cos’è?

Charlotte: è un ammasso di carta che ti racconta le news. Per esempio da qualche giorno non si legge altro che dell’ EXPO! E quindi noi ci dobbiamo andare per forza.

Hugo: perdersi questo evento sarebbe da pazzi! Qui c’è la creme de la creme dell’ innovazione mondiale!

Nicholas: crema? Quale crema? Si mangia???

Margot: ma no!!… dando un buffetto a Nicholas … la creme de la creme, vuol dire il meglio del meglio!

Nicolas: aaa! ma cos’è l’expo? e dove si tiene?

Charlie: oh santo cielo, l’expo è una grande o per meglio dire enorme esposizione mondiale delle innovazioni e delle attività caratteristiche di ogni paese…e quest’anno è qui!

Nicolas: dove?

: in Francia , a Paris! Ma tu lo sai dove abiti?

Charlie: oh Nicolas svegliati , quando si dice essere fuori dal mondo.. Ma non dovevamo andare al fiume?

Nicolas: sì però poi andiamo all’expo… lì ci sono più avventure!

Hugo: ok! Spostare!

Charlotte: Che bel panorama.. sembra di stare in un quadro.. (Proiezione)

Charlie: sì proprio vero Charlotte

Nicolas: che ne dite di andare su quel traghetto?

Margot: sì sì, ma ….. cos’è un traghetto?

Hugo: uff ,un traghetto è un “veicolo” che ci trasporta sull’acqua. Funziona a vapore, è una vera novità per spostarsi sulla Senna Nicolas: ok! allora andiamo!

Mentre salgono sul traghetto si accorgono che qualcosa non va, guardano in alto spaventati e seguono con lo sguardo la mongolfiera

Margot:oddio non c’è più il sole!

Nicolas:è vero!

Charlie:moriremo tutti! (dietro a Cecilia) Charlotte: aaah ecco è tornato!

Hugo:ma cos’è successo?

Charlotte:penso che sia stato quel pallone gigante in cielo!

Margot:ma cos’è?

Nicolas:non so chiedi a quel signore! (Nicola entra da dx)

Margot:mi scusi Monsieur,mi saprebbe dire che cos’è quell’affare ?

signore: si.. (indifferente e guardando davanti a sè)

Margot (perplessa, dopo una pausa): e cos’è??

Signore: è una mongolfiera….

Charlotte: che bello!

Signore: fu inventata dai fratelli Joseph e Jacques Montgolfier, e il suo primo volo avvenne il lontano 14 dicembre del 1782 . Il loro primo volo fu un disastro, l ‘aerostato volò per circa 2.000 metri, poi persero il controllo.

Nicholas: oh cielo! Vuol dire che rischia di sfracellarsi al suolo? (dietro ad Aurora)

Signore: ma no bambino; da allora la tecnica ha fatto passi da gigante, ormai il volo è un gioco da ragazzi! E chissà quante modi ancora inventeremo per volare!

Margot: che bello, mi piacerebbe provare…

Nicholas e Charlie prendono Margot in braccio…

Nicholas: per ora accontentati di noi ahahaa! (la spingono avanti) Hugo: ragazzi sbrigatevi, il traghetto parte!

Charlotte:è la prima volta che salgo sul traghetto.

Margot:anch’io!,ma ne avevano già parlato.

Charlotte:sì,ma vederlo dal vivo è una cosa … wow.

Charlotte e Margot si guardano intorno con gli occhi spalancati e la bocca aperta Hugo: smettete di sbavare, sù andiamo!

Capitano (Francesco entra da dx con Samantha): Madame e Monsieur il traghetto sta per salpare.

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Tutti si posizionano come durante le prove. Il Capitano tiene il timone. I ragazzi fanno finta di essere seduti e comodi. La gostess passeggia tra loro e scrive freneticamente le ordinazioni, concitata.

Hostess: gradite qualcosa?

Charlie: sì, gradirei un bicchiere d’acqua per cortesia

Capitano: alla vostra sinistra, signori, potete vedere il padiglione italiano, opera dell’ architetto torinese Carlo Ceppo. (proiezione)

Charlotte: ricorda Margot, Carlo Ceppo

La hostess crede che parli con lei

Hostess: sì, sì, il bicchiere pieno zeppo, va bene

Charlie: no signorina non diceva a lei…

Nicholas: io gradirei uno succo alla pesca!

Capitano: Il padiglione italiano costruito in legno e ferro ha uno stile che richiama la chiesa di San Marco a Venezia, con rosoni trilobati, fregi in mosaico, e basamento di marmi colorati ed è sormontato da cinque grandi cupole di bronzo dorato.

Margot: guarda Charlotte! Guarda che bello il padiglione dell’ Italia! Col bronzo dorato!

Hostess: un bicchiere di succo alla pesca col bordo dorato??

Margot: ma no, no….

Hugo: la interrompe anche io grazie ,gradirei un succo d’arancia

Hostess: (tra sé e sé) accidenti non capisco più nulla! Arrivano subito. Con sorriso tirato e denti stretti Capitano: madame e monsieur informiamo che mancano 2 minuti all’attracco!

Margot: di già?! su prepariamoci

Rumore nave: bhoom, bhoom! I passeggeri si alzano insieme. Al cenno verso la sua sx di Nicola fanno come se stessero cadendo

Capitano: Madame e Monsieur potete scendere! I ragazzi lo guardano storto

Charlotte: d’ora in poi dovremmo proseguire all’expo a piedi

Margot: oh no

Hugo: dai non sarà la fine del mondo! Ci sono tante cose da vedere

Charlie: allora incamminiamoci prima che faccia tardi Camminano in avanti esausti e trascinando i piedi

Nicolas: che noia ma quando arriviamo: ho fame,ho sete e ho male dappertutto

Charlie: ecco vedo una mega torre a punta

Charlotte: ma che imbec…

Hugo: noo si dice stupidino

Tutti si stringono sotto la torre guardando in alto e continuando a guardare per tutte le battute Charlotte:non è una semplice torre Charlie:in che senso?

Charlotte: è la Tour Eiffelle

Insieme: aaaahhhh

Charlotte: a molti parigini non piace ma per me è la bellissima. L’ ha progettata l’ ingegnere Gustave Eiffel ed è stata costruita in due anni proprio per l’ ultima expo…

Margot: speriamo non la demoliscano subito!

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II  SCENA: il pomeriggio

I ragazzi del tapis rouant si posizionano entrando da dx come nella prova Charlie: Guardate che bello l’EXPO!

Margot: Quanta fila!

Charlotte: Hai ragione Margot! Meglio muoversi!

I ragazzi guardano sbalorditi una fila di persone che si spostano senza camminare. A questo punto i ragazzi del tapis roulant si muovono strisciando i piedi in diagonale ed escono a sx.

Nicolas: (mentre li guarad)Che bello ragazzi! Siamo quasi arrivati alla biglietteriaaaaaaaa. Ma…. Come è possibile? Quelle persone scivolano sul pavimento!!

Passante: sono dei trottoir roulant! Coprono tutta questa strada per far spostare le persone dalla Station du pontes des invalides ai padiglioni. Salite anche voi, è veramente comodo e divertente!

Nicholas: e noi abbiamo camminato tutto questo tempo?!! Ma uffi!!

Margot: smettila di lamentarti e sali anche tu, arriveremo in un attimo così!

I ragazzi fanno trenino sul tapis roulant

Hugo: Guardate la’ in fondo, la bicicletta (indica)! Charlotte: Dicono che costi moltissimo

l ragazzi iniziano a girare per i padiglioni passeggiando come all’inizio

Nicolas: Qui c’ è scritto Campo di Marte, palazzo dell’ elettricità. E mi hanno detto che da qualche parte dovrebbero esserci delle fotografie in movimento!

Charlie: Dicono si chiami cinematografo ed è stato inventato dai frateli Lumiere Hugo: qualcuno non ha notato qualcosa di strano?

Nicolas: Cosa?

Hugo: L’elettricità!! (spalancando le braccia e girando su se stesso) Margot: Fantastico, hai ragione Hugo!

Hugo: Lo so che ho ragione, l’ho letto in quel cartello laggiù (indica, mostrando si non aver intuito nulla senza il cartello) . Thomas Edison ne utilizzò i principi per inventare la lampada a incandescenza

Charlie: chissà quante altre cose si possono fare con questa scoperta!

Charlotte: Adesso si è fatto tardi! Andiamo a cenare al Moulin Rouge

Nicholas guarda impaurito verso il muro dove si proietta il film del treno dei Lumiere Nicholas: e mi sa che ci conviene sbrigarci … correte, correte!!!

Charlotte: Nicholas ma che ti prende?!

Nicholas: quel… quel treno…. Ci sta venendo addosssooooooo!!!

Tutti si accorgono del treno, urlano e scapppano!

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III  SCENA: la sera

i ragazzi della scena prima escono a sx. CONTEMPORANEAMENTE i ragazzi della scena successiva entrano da dx (come se fossero altri amici che sono già al Moulin Rouge) Le ballerine/cameriere si posizionano in fondo a sx e chiacchierano tra loro.

Hugo: Oh! guardate che belle ragazze!

Charlie:wow che locale raffinato!come si chiama?

Nicolas:dai, ma tu non esci mai?Questo è il Moulin Rouge ed è il più famoso locale di Parigi!!! L’ hanno aperto solo l’ anno scorso e ormai tutta la bella gente ci viene

Hugo: (indicando con supponenza) più precisamente è un “caffè concerto”. Qui i suonatori suonano, i filosofi filosofeggiano, la gente ..

Nicolas: (Davide, come suggerendo) genteggia?

Hugo (fingendo di non sentirlo).. parla di politica.

Charlie: …e le ballerine ballano”

I ragazzi indicano le ballerine e si scambiano gomitate e risatine

Margot e Charlotte: (vezzose, a braccetto, spostandosi a sx) i maschi …tutti uguali!

Charlie: Sediamoci, il tavolo è libero.

I ragazzi fanno finta di sedersi comodi come per la scena del traghetto

(Cameriera:posso portarvi qualcosa ragazzi?

Nicolas: Oui merci madame. Una bottiglia di champagne!

Margot:e anche 5 bicchieri,grazie!

Charlie:per fortuna ci sono le ragazze!

Hugo:esatto!Saremo persi senza di loro.

Margot: ragazzi io mi sto annoiando!balliamo dai!

Charlotte: ma Margot lo sai che mi vergogno!!

Hugo: perché non andate a ballare con quelle ragazze?

Nicolas: sarebbe un bello spettacolo per tutti quanti.

Charlie: in fondo è un ballo semplicissimo; che deriva dal galop della qadriglia.

Margot: non se ne parla!

Charlie: dai solo per divertirci un po’

Charlotte e Margot si guardano per trovare nell’ altra un supporto, poi insieme

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Margot e Charlotte: va bene ma solo se venite anche voi!

I 5 ragazzi e le ballerine ballano sulla Musica del Can can , raggiunti daille ragazze della scena precedente e dalle altre comparse. Si scatenano ballando in gruppo e ridendo in modo scomposto e casuale, spostandosi verso il fondo.

La musica si abbassa. Proiezione tapis roulant. Da sx entrano, come se fossero sul tapis roulant, dei soldati fingendo un fucile con le mani,in fila. Inizialmente trascinano i piedi, da metà palco i loro passi diventano una marcia ed in questo modo escono.per tutto il percorso sono rimasti col viso rivolto al pubblico, sorridenti. Ogni tanto salutano. I ragazzi che ballano sul fondo sembrano non vederli.

Quando sono usciti i soldati, vediamo i ragazzi che continuano a ballare scomposti e a ridere. La musica si alza.

Buio

#SarajevoCabaret

Scuola Media Statale “G. Carducci”
A.S. 2014-2015

La drammaturgia scritta dai ragazzi della 3G delle medie Carducci si concentra sulla scintilla che ha fatto esplodere il primo conflitto mondiale: l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, ad opera del giovane attentatore patriota Gavrilo Princip. L’attentato viene raccontato da più prospettive, in un susseguirsi di battute e sketch da cabaret del primo novecento. Tre muse, direttamente dalla Grecia classica, aprono lo spettacolo cantando dell’attentato. È poi la volta del futurista Filippo Tommaso Marinetti, che esalta l’azione distruttiva e ribelle di Gavrilo, a cui si contrappone Sigmund Freud, interessato a ricercare le profonde motivazioni psicologiche che stanno dietro all’attentato. L’attenzione si sposta poi sull’arciduca, compianto dalla moglie Sophie e ridicolizzato da un gruppo di pettegole, superficiali come certi grandi uomini di quell’epoca. Dopo un componimento in rima recitato da tutti i personaggi, la chiusura spetta all’arciduca, involontario protagonista della vicenda, con la battuta finale pronunciata in punto di morte.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

carducci01
Copione

Le muse introducono il cabaret con la canzoncina da loro creata.

MUSE Noi siamo le muse…

 

Fu tanto tempo fa

Per l’arciduca erano guai

e per le strade bruta

della Serbia la follia!

E nel pericolo,

ognuno decideva per sé

e per le strade di Sarajevo

tutto andava giù (continua ragazza)

Ma un giorno Gavrilo sparò

Con i suoi fulmini

Colpì l’arciduca e lo spedì

All’ospedale con la sua mogliettin…

E lo sapete

L’unica importante verità

Ve la diciamo noi (si ragazza)

Gavrilo fece in tenera età

E se anche sembra

Impossibile c’è anche di più

Si fece stringere la giacca

Tutta intorno a lui

E sebbene fosse grasso e strano

Questa è la realtà!!!!!

 

Durante e dopo la canzone Gavrilo e FF mimano l’assassinio. I gruppi sono dislocati nello spazio scenico: I Marinetti e i Freud hanno una scatola che simboleggia una cassetta delle lettere. Iniziano a parlare i Marinetti.

MARINETTI

VALENTIN Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo,

MATTIA l’abitudine all’energia e alla temerità.

ALESSIO Il coraggio, l’audacia, la ribellione saranno elementi essenziali della nostra poesia.

LUDOVICO E Gavrilo Princip è un esempio di tutti questi valori Futuristi.

SAMUEL Quest’uomo giovane, armato, forte

ALESSIO è l’emblema della ribellione contro i soprusi alla sua nazione, contro i grandi poteri reazionari degli altri paesi.

VALENTIN Guardatelo come tira fuori lo strumento della discordia e come nel suo impeto dinamico, aziona questo prodigio della tecnologia.

MATTIA Lui è un proiettile lanciato a gran velocità contro la tediosa e impolverata burocrazia regnante.

ALESSIO Gavrilo fa esplodere la diplomazia,

LUDOVICO scatena l’ira dell’animo umano,

VALENTIN esalta la velocità del progresso!

LUDOVICO Tutto questo perché è per mezzo della guerra,

SAMUEL unica igiene del mondo,

MATTIA che possiamo ribaltare l’antica statica società e finalmente glorificare il patriottismo,

ALESSIO il militarismo,

VALENTIN il gesto distruttore dei libertari,

SAMUEL le belle idee per cui si muore…

carducci04

FREUD

DAVIDE ma basta, basta, basta! E che chiasso!

ALBERTO Ancora quello scellerato di Marinetti che continua imperterrito a credere che il Futurismo s’imporrà! Povero scapestrato!

JACOPO Il mondo è cambiato, le persone sono cambiate, ma lui è sempre lo stesso! Aaah dovevo immaginarlo,

ALBERTO comunque, avete continuato a elaborare le vostre teorie sul caso Princip?

SIMONE Sigmund con chi stai parlando?

ALBERTO Con me! (indicando gli altri Freud).

SIMONE Aaah (l’altro Freud lo prende in giro.)

DAVIDE Dicevo, il caso Gavrilo: quali pulsioni psicologiche hanno spinto questo giovanotto sbarbatello a commettere un atto così manifesto?

JACOPO Il mito di Edipo ad esempio, “l’uccisione del padre, per giacere con la madre”,

ALBERTO può aver motivato l’odio istituzionale nei confronti della figura del padre-stato, incarnata dal fisico saccente, pieno e ingordo di Francesco Ferdinando?

SIMONE Guardate il subconscio di Gavrilo come carezza il grilletto dell’arma, corrispettivo esterno della pulsione interna,

JACOPO al pari di come il neonato carezza…(viene interrotto)

DAVIDE Io mi concentrerei sulla conseguenza di ciò che l’inconscio ha creato:

SIMONE un fenomeno internazionale!

MARINETTI

LUDOVICO ma smettila, sei polveroso!

SAMUEL Stai sempre a studiare, tu e i tuoi libri!

FREUD

JACOPO ma come ti permetti?

ALBERTO Placa il tuo istinto parricida e datti una calmata!

MARINETTI

VALENTIN mmm, come mi fai adirare! Per esprimere il mio non statico dissenso distruggerò la parola,

ALESSIO eliminando la struttura linguistica ed esprimendomi con gesti dinamici di libertà e disapprovazione,

MATTIA ma soprattutto disapprovazione.

(I Marinetti mimano libertà, ma soprattutto disapprovazione facendo gesti e intonando una canzone rumorista, i Freud li guardano scocciati).

FREUD

DAVIDE ah sì, io invece affermo in piena coscienza del mio IO la potenza della struttura linguistica!

ALBERTO Cosa c’è di più efficace, istantaneo e sintetico di un singolo enunciato che ha forma testuale!

JACOPO Cosa c’è più efficace di un tweet?

(tutti i Freud si mettono in cerchio e uno scrive un tweet su un foglio. Tra i vari suggerimenti arrivano a una conclusione e imbucano la lettera, suono del tweet).

MARINETTI

(sentendo il tweet e prendendo il messaggio, leggono):

MATTIA un messaggio da @cucciolofreud56: datti una calmata e dormi un poco di più! #interpretazionedeisogni #1900 #complessodiEdipo

SAMUEL Edipo a me? (sbuffano tutti i Marinetti e si agitano come scimmie).

LUDOVICO Accetto la disputa perché lo scontro è positivo

VALENTIN e soprattutto perché la tecnologia mi piace! (si riuniscono i Marinetti a scrivere, suono del tweet dopo aver imbucato la lettera)

 carducci02

FREUD

JACOPO ha risposto. Messaggio da @andavoacentoallora76 che dice: Stro, anc, stic. Vaff, nzo, lo, lo. Zip, stic, stron, ma soprattutto, vaff… #interpretamiquesto #celapuoifare #iostocongavrilo

SIMONE Dobbiamo rispondere (i Freud Scrivono un altro messaggi, suono del tweet).

MARINETTI

(prendendo il nuovo messaggio)

ALESSIO messaggio ancora da @cucciolofreud56: qui si parla e si scrive, ma stai attento perché se mi parte il subconscio, sono cavoli amari! #maicongavrilo #subconscioforever (i marinetti scrivono un’altra lettera).

FREUD

(prendendo il nuovo messaggio)

DAVIDE nuovo messaggio da @andavoacentoallora76 che dice: noi esaltiamo il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, lo schiaffo e il pugno! Cit. Manifesto, studia! #fattisotto #freudnontitemo.

ALBERTO Ma questo è un affronto all’intelletto.

MARINETTI

LUDOVICO bim, bum, bam, voi siete un affronto! Chi dorme non piglia pesci…!

FREUD

JACOPO ma tua sorella non piglia pesci…

(Confusione generica e urli a distanza finché non arrivano le mogli)

carducci03

SOPHIE

GIULIA ma smettetela! Non vi vergognate a strumentalizzare così questa tragedia infame?

RIHEM Anch’io son stata assassinata quel giorno, assieme al mio amato marito Francesco Ferdinando

AURORA e voi non fate che speculare sulla sua morte per difendere le vostre filosofie!

FRANCESCA R. Per quell’importante visita a Sarajevo gli avevo allargato la sua giacca preferita di due dita,

GIULIA così che non si vedesse la pancetta che aveva messo su (dopotutto sapete, il cinghiale che gli cucino io alla domenica lo fa impazzire, e viene così buono solo usando un sacco di burro!).

RIHEM Aveva pure inaugurato il nuovo pettinino per i baffi che gli avevo regalato, era bellissimo!

FRANCESCA R E mentre passeggiavamo in macchina lungo le rive del fiume, in una giornata così soleggiata,

AURORA arriva questo squattrinato zozzone fanatico d’un serbo-bosniaco (prendono Gavrilo a borsettate) a rovinarci il pomeriggio con la sua pistoletta da quattro soldi.

GIULIA Un po’ di rispetto signori, quest’uomo ha causato due morti in un colpo solo!

PETTEGOLE

TUTTE AHAHAHAH,

ALESSIA ragazze guardate quella signora!

LETIZIA Ah ma si… Ma come si veste? E questa sarebbe la moglie di Franz Ferdinand? Ah, siamo messi bene…

MONICA OeMMeGi! Ma l’avete sentita? Due morti? Il primo giorno forse, ma dopo sai quanti ne sono arrivati?

ALESSIA Ciccia, ha scatenato la prima Guerra Mondiale, apri gli occhi!

SOPHIE

FRANCESCA R. no, no, questo non lo accetto! Signor Marinetti, Signor Freud, signore muse…io esco!

MUSE

CAMILLA ma no, ma no, stia tranquilla!

FRANCESCA M. E voi pettegole datevi una calmata!

PETTEGOLE

LETIZIA mmm, era carino però l’arciduca…

ALESSIA Nah a me non piace.. la duchessa sarebbe carina ma…le avete visto la pettinatura ?

MONICA sembra uno spaventapasseri con quel cappello enorme in testa! e per non parlare del vestito… uno schifo amiche mie!

LETIZIA Vogliamo commentare i gioielli? Non si possono guardare! Gli orecchini poi mamma mia veramente fuori moda!

ALESSIA E ora che ci penso sai chi li usava? Mia nonna nel 1850!

MONICA Povere noi… Ma non pensate che sia assurdo che a causa di questo banale delitto possa nascere una guerra?

LETIZIA Per la morte di questi due nobilucci da strapazzo mandare al macello tutti quei giovani baldanzosi?

ALESSIA Avessero almeno ucciso qualcuno vestito alla moda…

SOPHIE

RIHEM ma come vi permettete? Questi orecchini erano di mia zia!

PETTEGOLE

TUTTE e si vede!

SOPHIE

GIULIA si vede tua sorella…

(Confusione generica e urli a distanza finché non arrivano le muse)

carducci05

MUSE

EMMA calma signore, calma! Volete sapere davvero che cos’era in fondo il nostro amico Franz Ferdinand?

Francesco Ferdinando,

un uomo allo sbando

era di alto rango,

ma aveva una pancia da orango tango…

CAMILLA Durante la gita a Sarajevo,

ed io c’ero, lo vedevo

indossava una giacca spolverata,

ricucita e rattoppata,

FRANCESCA M. la pancetta era sparita

grazie ad un abile gioco di dita

ma il suo viso grassottello

suggeriva la presenza di un po’ di lardello.

EMMA Tutti lo acclamavano a gran voce,

ma BAM! (detto da Marinetti)… un suono atroce

superò ogni esclamazione

proveniva da una precisa direzione

FRANCESCA M. lo sparo di Gavrilo

della giacca ruppe il filo,

quel disperato attentatore

che lo colpì dritto al cuore.

L’arciduca cadde indietro (FREUD)

il suo sguardo ormai era tetro (SOPHIE)

la panzona sbatte a terra (PETTEGOLE)

e ci ritroviamo in…guerra!” (MARINETTI)

MUSE (accennando il ritmo della canzone)

ma un giorno Gavrilo sparò con i suoi fulmini

Colpì l’arciduca e lo spedì

Al cimitero con la sua mogliettin

E lo sapete l’unica importante verità?

(FF si trova al centro della scena, non sa a chi parlare, si guarda intorno e poi esclama)

FF GERRARD: io neanche ci volevo andare a Sarajevo!

(effetto sparo di Gavrilo)

In copertina: Sarajevo oggi. Foto di Antonio Poser.

 

 

Ritorno alla Belle Époque

“G. Leopardi”
A.S. 2014-2015

Abbiamo inizialmente deciso su quale aspetto della Belle Époque si volessero focalizzare, e all’ unisono hanno mostrato entusiasmo per le nuove invenzioni; abbiamo quindi chiesto loro di provare a scrivere qualche riga sull’incontro tra un bambino che fosse vissuto in quel periodo e loro, per vedere come avrebbero interagito l’uno con i ritrovati tecnologici dell’era dell’altro. Data la smisurata predisposizione per l’uso dei cellulari, abbiamo optato per dar loro da lavorare su quattro invenzioni: l’auto, l’aereo, il dirigibile e il Titanic, ed abbiamo chiesto loro, più che un confronto tra le epoche, di fare una ricerca specifica per ogni invenzione; reperito il materiale abbiamo creato il copione. Abbiamo fatto alcuni esercizi per aiutarli a costruire tutte le figure e le azioni corporee che si vedono nell’ esito, per esempio la catena di montaggio e l’aereo.

Per ulteriori informazioni si rimanda alla pagina del laboratorio sul sito di Carissimi Padri…

– EFFETTO SONORO –

le luci si accendono in assolvenza

Elena e Giorgia a sinistra, Eugenio e Valerio a destra. Giorgia è soprappensiero.

EUGENIO e VALERIO: (prima si guardano tra loro, poi guardano Giorgia) A cosa pensi?

GIORGIA: Al passato.

VALERIO: E… cosa pensi?

GIORGIA: Chissà com’era… il tempo che è passato.

EUGENIO: A chi vuoi che importi del passato. L’unica cosa bella del passato è… che è passato. Non sempre si può ricominciare daccapo.

ELENA: Tutto ciò che adesso è… hop! Basta un attimo… ed è già passato.

VALERIO: Le foglie ricrescono sempre nuove, non si possono far tornare indietro le lancette dell’orologio, non possiamo avere una seconda opportunità.

GIORGIA: (sospira) Solo in teatro la lavagna torna ogni volta pulita; ma oggi vanno tutti così di corsa, sempre in avanti, sempre più avanti…

Dai lati iniziano a entrare tutti, poco alla volta, attraversando il palcoscenico nella sua lunghezza. Sembrano automi silenziosi, una folla anonima e indistinta.

EUGENIO: Non c’è tempo per pensare al passato. Non si può fermare il progresso. (Eugenio e Valerio fanno un balzo in avanti) Un balzo in avanti! Ecco cosa ci vuole… ed esplorare il mondo del futuro. Più veloce!

VALERIO: Più veloce!

EUGENIO: Più veloce!

GLI ALTRI: ZANG TUMB TUMB – ZANG TUMB TUMB – ZANG TUMB TUMB

ELENA: Parli proprio come Filippo Tommaso Marinetti, che nel 1909 espone i principi base del Manifesto Futurista.

VALERIO: … Be’?

GIORGIA: Ma non si può sfuggire al passato…

EUGENIO: Basta andare sempre più veloce.

EUGENIO e VALERIO: Più veloce! (il gruppo accelera)

GLI ALTRI: RANRAN ZAAAF ZAAAF

ELENA: Che testa di rapa! Anche le verdure sanno che non si sfugge al passato… se capisci cosa intendo…

Tutti si fermano contemporaneamente, tutte le teste si voltano a guardarla.

VALERIO: … No, aspetta… non l’ha detto davvero… (le teste tornano al loro posto)

GIORGIA: E se invece potessimo tornare indietro? Pensaci! Se potessimo riavvolgere la nostra vita, come un nastro, e ricominciare daccapo? (inizia il rewind, lentissimo) E rivivere tutto di nuovo?

EUGENIO: Faremmo sempre gli stessi errori.

ELENA: Magari no, magari non li faremmo.

VALERIO: E dove ti piacerebbe andare, se potessi “riavvolgere il nastro”, sentiamo.

GIORGIA: Tornerei… nell’Europa della Belle Époque! (Valerio ed Eugenio si siedono in proscenio) Quando l’umanità sembrava sospinta verso il migliore dei futuri: con la fine dei conflitti, l’aumento del benessere, le scoperte farmacologiche e le nuove invenzioni che rendevano la vita più semplice e comoda… per tutti.

EUGENIO: (sarcastico) Ah, la Belle Époque… l’epoca in cui hanno inventato i “francesismi”! Ma non sai che è stata un’epoca piena di contraddizioni?

VALERIO: Sfavillante e sfarzosa da una parte e contraddistinta da tanto malessere e ingiustizie dall’altra.

ELENA: Ma… nel 1871 ha finalmente termine la guerra franco-prussiana, combattuta tra il secondo Impero francese e il Regno di Prussia… È l’ultima guerra che segna l’Europa!

EUGENIO: L’economia è in crescita, la produzione dei beni di consumo aumenta, la borghesia si arricchisce… lo so, lo so…

GIORGIA: E ci sono state moltissime nuove inv…

VALERIO: Moltissime nuove invenzioni… lo so, lo so, l’hai già detto.

ELENA: (prima si siede) Se sei così bravo e sai tutte queste cose saprai anche com’era quando… non so… quando l’industria ottiene il suo maggior successo nel campo dei trasporti…

British Army Baby

GIORGIA: Dato che ami così tanto la “velocità” conoscerai certamente l’evoluzione dei mezzi di trasporto durante la Belle Époque…

EUGENIO: GNE! STUMP! MAVAFF! (si alza e va verso il centro)

VALERIO: Ben detto: VAFF! (segue Eugenio)

EUGENIO: La velocità di cui parlo non è solo quella di un’auto in corsa…

VALERIO: … ma anche la velocità di produzione, grazie alla catena di montaggio…

EUGENIO: … introdotta da Henry Ford nelle sue industrie sin dai primi anni del ‘900.

Valerio ed Eugenio sono i primi ad alzarsi e a costruire la “catena di montaggio futurista” alla quale, poco alla volta, si aggiungono tutti gli altri.

EMMA: Questo nuovo modo di intendere la produzione seriale prende il nome di “fordismo”.

LARA: La prima automobile costruita con questo metodo è la «Ford Model “T”».

GIULIA: Realizzata da Henry Ford, meccanico di Detroit.

GIADA: Si dice che vinse persino una gara, stracciando gli avversari con una di queste… macchinette.

VINCENZO: Ma quali “macchinette”… la Ford «T» è una grande automobile e come tale ha bisogno di accessori…

EDOARDO: Pensate che il 23 Agosto del 1904 Harry De Weed inventa le catene antineve per automobili.

TUTTI: … (tutti si fermano e si zittiscono) Ad agosto?!

CHRISTIAN: Eh, forse non avevano ancora inventato le vacanze estive… (tutti lo guardano male) Che c’è? Che ho detto?

Dopo una breve pausa ricomincia la “catena di montaggio futurista”.

GIULIA: Immessa sul mercato, la Ford «T» è definita “l’auto per tutti”.

NICCOLÒ: Il successo è tale che ne vengono venduti più di 15 milioni di esemplari.

CHIARA: Anche se le possibilità economiche della popolazione non sono affatto sufficienti a equilibrare domanda e offerta…

MATTEO T.: Insomma tanto bella e tanto carina la macchinina, ma solo in pochi se la possono permettere.

YOUSSEF: “L’auto per tutti” un paio di…

SABRINA: … (interrompendolo bruscamente) Gomme! Abbiamo già parlato di pneumatici?

HILDA: Nella catena di montaggio ogni operaio fa un solo lavoro.

MATTEO M.: In questo modo si va più veloce e si producono più automobili.

NICOLÒ: Con grande risparmio di tempo e denaro.

SARA: Di anno in anno la produzione cresce e si pensa che niente possa cambiare questa epoca di progresso e prosperità…

SABRINA: (entusiasta) In definitiva possiamo dire che il lancio dell’automobile sul mercato è una vera bomba!

Come un’onda, provocata da Sabrina, la “catena di montaggio futurista” collassa su se stessa. Le onomatopee si interrompono. Silenzio. Solo Sabrina rimane in piedi, coprendosi la bocca con le mani. Giorgia, Elena, Eugenio e Valerio riescono ad allontanarsi prima di cadere insieme agli altri.

GIORGIA e ELENA: … (polemiche) Peccato che sappiamo tutti / come è andata a finire!

EUGENIO e VALERIO: (fanno loro il verso) … com’è andata a finire!

VALERIO: Ma che pessimismo!

EUGENIO: Quante storie per qualche piccolo inconveniente…

VALERIO: È il prezzo da pagare per il progresso.

EUGENIO: Pensa quanti alianti hanno fatto schiantare i fratelli Wright prima di perfezionare il loro aereo a motore.

VALERIO: Eppure è il risultato ciò che conta.

ELENA: (smorfiosa) Certo… è il risultato…

GIORGIA: (ironica) E immagino che adesso dovremmo gioire anche di quest’altra meraviglia della tecnologia…

VALERIO: (infastidito) Ehi, senti un po’… volare è utile! D’accordo?

ELENA: Certo. Ma atterrare è necessario.

GIORGIA: E come avrebbero fatto a “volare” i fratelli Wright, di’ un po’.

EUGENIO: Semplice: lavorando insieme e facendo gioco di squadra!


wright

– EFFETTO SONORO: FISCHIO D’INIZIO –

Tutti si alzano e si dividono rapidamente in squadre da tre per creare ognuna la propria versione di aliante.

EMMA: Le origini del primo aeroplano risalgono al 1900, quando i fratelli Wilbur e Orville Wright…

EDOARDO: … Terminano la costruzione del loro primo aliante a grandezza naturale.

SABRINA: Ma questo… non ha molto successo.

CHIARA: Così costruiscono nel 1901 un secondo aliante, di dimensioni molto più grandi e con ali lunghe il doppio.

SABRINA: Ma anche questo non ha successo.

GIULIA: (sbuffa) Allora nel 1902 i fratelli Wright decidono di costruire un terzo aliante prima di procedere nel tentativo di volare con un aereo motorizzato.

SABRINA: (entusiasta) E finalmente questo aliante… Ah, no… nemmeno questo ha successo.

VINCENZO: (sbotta) E dai!

GIULIA: Il loro primo velivolo motorizzato è battezzato col nome di “Flyer”.

SARA: I Wright progettano anche il motore e ne affidano la realizzazione al meccanico Charlie Taylor.

LARA: (lentamente) Finalmente il 17 dicembre 1903, pronto per un altro giorno di prove, Wilbur prende i comandi del Flyer…

NICOLÒ: Il velivolo decolla…

TUTTI: È incredibile!

SARA: Le prime centinaia di piedi sono tutte un su e giù…

NICCOLÒ: Ma dopo aver coperto trecento piedi…

MATTEO T.: … La macchina torna finalmente sotto controllo.

TUTTI: (divisi in due gruppi) Tuttavia / all’improvviso / la macchina comincia a beccheggiare di nuovo / e picchiando improvvisamente / colpisce il suolo / BOOOM!

Tutti gli aeroplani vengono distrutti.

YOUSSEF: (preso dall’entusiasmo) BOM! BANG! SBAM! STUMP! RATATATATATA!

GIADA: Ma che cavolo fai?

YOUSSEF: Scusate, pensavo di esservi d’aiuto con qualche onomatopea futurista.

SABRINA: Dlin Dlon! Comunicazione di servizio: non sei divertente!

VINCENZO: Io pensavo fosse diventato scemo.

HILDA: Ma… scusate, alla fine Wilbur si è schiantato oppure no?

CHIARA: La struttura viene gravemente danneggiata, ma la parte principale del velivolo non subisce alcun danno… e ovviamente nemmeno Wilbur.

CHRISTIAN: I due fratellini stimano di rimettere il Flyer in condizioni di volare al massimo in un giorno o due.

EMMA: Invece il Flyer non sarà riparato, e non volerà mai più.

HILDA: (preoccupata) Ma ci saranno altri Flyer… non è vero?

MATTEO M.: Sì, e la tecnica progredirà rapidamente.

EDOARDO: E anche la teoria, se è per questo… tanto che nel 1909 l‘impiego dell’aereo come fattore dominante di superiorità in guerra sarà teorizzato anche dall’italiano Giulio Douhet ma…

TUTTI: (rassegnati) Ma sappiamo tutti / com’è andata a finire…

EUGENIO: (taglia corto, infastidito) Be’, adesso basta! Mi avete annoiato con queste chiacchiere.

VALERIO: (richiamando l’attenzione degli altri) È ora di partire!

GIORGIA: Di partire?

ELENA: Come “partire”? E per andare dove?

VALERIO: Verso il futuro!

EUGENIO: Verso il progresso.

GIORGIA: Ma allora non avete imparato niente?

ELENA: La storia del Passato non vi ha insegnato nulla?

EUGENIO: Sì, che è già troppo tardi!

VALERIO: E che il treno non aspetta nessuno…

EUGENIO: E nemmeno la nave, se è per questo.

Immagine 1

– SIRENA NAVE IN PARTENZA –

Si dispongono tutti in un tableau vivant che richiama una foto d’epoca. Solo dopo il secondo suono della sirena iniziano a parlare, fieri e orgogliosi, del Titanic.

ELENA: Il Titanic è una nave di lusso inglese di fabbricazione irlandese.

SABRINA: Volete sapere il suo soprannome? (orgogliosa) L’inaffondabile!

EUGENIO: È il simbolo della Belle Époque perché è una nave grande, moderna e veloce.

NICOLÒ: È anche una nave per persone molto ricche.

VALERIO: Le cabine di prima classe sono le più eleganti di qualsiasi altro transatlantico al mondo.

HILDA: Il Titanic è la nave più grande mai costruita.

MATTEO T.: Lunga 269 metri.

CHRISTIAN: Larga 28 metri.

VINCENZO: Alta 53 metri.

YOUSSEF: E con un peso approssimativo di 50.000 tonnellate (come se avesse segnato un goal!).

SARA: Il 10 aprile 1912 parte dall’Inghilterra per il suo viaggio inaugurale.

MATTEO M.: A bordo ci sono 2223 persone; destinazione: America.

EDOARDO: È il primo viaggio del transatlantico: da Southampton a New York.

Pausa.

GIULIA: Ma sappiamo benissimo che il primo viaggio fu anche l’ultimo.

SABRINA: Il suo soprannome? (questa volta ironica) L’inaffondabile!

Scoppia il caos – Tutti iniziano a urlare:“UN ICEBERG!”. Si crea una barriera umana che impedisce il passaggio a tutti gli altri: braccia imploranti che si protendono verso il pubblico.

LARA: Il 14 aprile 1912, alle 23.40 – ora della nave – il Titanic colpisce un iceberg nel bel mezzo dell’oceano atlantico.

GIORGIA: Dopo 2 ore e quaranta minuti dall’impatto… la nave affonda.

NICCOLÒ: Portando con sé 1600 persone…

CHIARA: Compresi molti bambini di età inferiore a 12 anni.

EMMA: Soltanto poco più della metà dei bambini presenti a bordo riesce a salvarsi.

GIADA: La nave più grande e moderna del mondo… affonda.

SABRINA: (grave) E con essa affondano per sempre le speranze e i sogni della Belle Époque.

La barriera umana viene infranta. Tutti tirano fuori dei fazzoletti bianchi di stoffa e cominciano a salutare, sventolandoli verso il pubblico.

TUTTI: Perché poi / sappiamo tutti com’è andata a finire.

– CANZONE –

BUIO