E’ successo questa settimana: le polemiche su Vasco a Modena, la Cisl fa un bilancio del Jobs Act, retromarcia sul “Mostro di Pavullo”

Polemiche sul concerto di Vasco Rossi a Modena. Manca ancora un anno alla grande festa per i suoi 40 di musica che la rockstar di Zocca ha annunciato di voler celebrare il 1° luglio 2017 a Modena con un grande concerto al Ferrari, ma già è partito il solito balletto di polemiche. Qualche ambientalista ha manifestato preoccupazione per le sorti del parco che presumibilmente sarà invaso da decine di migliaia di persone. Il timore è che tutta questa massa di persone possa devastare l’area verde. Oltre naturalmente all’aumento del tasso di inquinamento dell’aria per le migliaia e migliaia di veicoli che convergeranno su Modena. Lapidaria la risposta del Sindaco Giancarlo Muzzarelli: “L’erba ricrescerà”.

In ER aumentano le assunzioni ma il Jobs Act non funziona. Ad affermarlo è stato il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna Giorgio Graziani che, per fare un primo bilancio della riforma del lavoro voluta dal Governo Renzi, non ha usato mezze misure: “Alla prova dei fatti – ha dichiarato – il Jobs Act non ha prodotto lavoro”. “Certo – ha proseguito Graziani – dopo sei anni di continuo calo, in Emilia-Romagna hanno ripreso quota le assunzioni a tempo indeterminato, tuttavia non dobbiamo nasconderci che le aspettative erano ben altre. Già i primi dati del 2016 dimostrano come tale crescita corra il rischio concreto di rivelarsi totalmente artificiosa e in gran parte dovuta agli incentivi: d’altro canto avevamo detto a più riprese che la riduzione di questi ultimi avrebbe fatto crollare anche le assunzioni”. “Servono investimenti e crescita, non solo nuove regole” ha concluso.

La festa del 25 aprile ha compiuto 71 anni. Alla celebrazione di quest’anno per la Festa della Liberazione, il Sindaco Muzzarelli ha raccontato un 25 aprile visto come punto di svolta non solo per la liberazione dall’occupazione nazifascista, ma anche per l’avvio del processo di emancipazione femminile nel nostro Paese: “Questi furono i primi vagiti di una giovane Repubblica parlamentare giunta quest’anno a compiere 70 anni che acquisì finalmente voce di donna con il suffragio universale femminile”. Non sono mancati nel discorso, riferimenti al presente, a un’Italia ancora incapace di ripartire dopo gli anni della crisi e perennemente afflitta dalla questione morale: “L’Italia – ha detto – ha bisogno di uno scatto morale, contro la corruzione, contro le mafie, contro l’indifferenza. E uno scatto morale è possibile se sappiamo rivivere gli ideali della Resistenza e della Liberazione”.

La Procura fa retromarcia sul caso dell’insegnante di Pavullo. Come dev’essere in uno stato di diritto, saranno i giudici – e non la piazza o i giornali sempre pronti a sbattere il mostro in prima pagina – a determinare eventuali responsabilità rispetto all’insegnante di Pavullo sospesa perché accusata di picchiare i piccoli a lei affidati. Intanto si registra un colpo di scena nell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Modena: derubricata l’accusa di “maltrattamento ai bambini”, ora si parla di “abuso dei mezzi di correzione”, rispetto ai quali, appunto, si pronunceranno i giudici. Lapidario il titolo della Gazzetta: “Botte all’asilo, l’inchiesta si sgretola“. In un caso come questo, e sempre pienamente fiduciosi che le conclusioni dell’inchiesta accerteranno la piena verità dei fatti, consigliamo sempre di vedere uno strepitoso film del 2012 del regista danese Thomas Vinterberg: “Il sospetto“.

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E’ successo questa settimana: il primo comune emiliano sciolto per mafia, i 40 anni di Vasco, la ciclabile di via Giardini

Il primo comune emiliano sciolto per mafia. C’è ancora chi pensa che in Emilia la mafia sia “infiltrata” e non “radicata”. Invece, come ha ribadito anche l’ultimo dossier del Gruppo Antimafia Pio La Torre e Rete, “Tra la via Aemilia e il West”, nelle nostre terre la presenza mafiosa è ormai ordinaria. Ed è davvero simbolico che il primo comune emiliano sciolto per mafia sia Brescello, nel reggiano, che è stato il mitico teatro delle avventure di Don Camillo e Peppone. Scrive Linkiesta nel pezzo, “La parabola di Brescello, da Don Camillo a don Nicolino“: “tra la metà degli anni ’80 e la metà degli anni 2000, le mafie sono arrivate e si sono adagiate sul Po con la complicità della politica locale. Lo hanno fatto in tutto il nord Italia e l’Emilia Romagna ne è uno degli esempi più lampanti, nonostante il primo scioglimento di un comune arrivi solo oggi, anno di grazia 2016”. Eppure in questi anni, cosa stava diventando la mafia in Emilia, lo hanno raccontato più volte – oltre alle inchieste giudiziarie – anche i giornali. E perfino degli studenti coraggiosi. Nel 2014, ad esempio, aveva fatto il giro d’Italia la video-inchiesta dei ragazzi della web-tv studentesca Cortocircuito di Reggio Emilia proprio su Brescello. Lo scioglimento però è arrivato solo ora. Due anni dopo.

Il flop del referendum sulle trivelle. Nonostante gli appelli di chi, come il meteorologo Luca Lombroso, aveva difeso a spada tratta le ragioni del sì senza alcun tipo di approccio ideologico, ma basandosi esclusivamente su considerazioni tecniche, il referendum sulle trivelle non è riuscito a raggiungere il quorum necessario, fermandosi al al 36,69% degli aventi diritto. A Modena, così come in tutta Italia (Basilicata esclusa, unica regione a superare di pochissimo il 50+1), i cittadini hanno scelto di disertare il voto. In tutta la nostra provincia l’affluenza alle urne è stata del 37,2% (per la cronaca, con 153.044 voti, il sì ha stravinto con 81,4 %). A Modena città i votanti sono stati il 38,30%. La nostra provincia è stata comunque quella che ha visto la percentuale più alta di votanti.

Vasco festeggerà 40 di musica a Modena. Il Sig. Rossi lo ha ufficializzato in un’intervista. “Vasco Rossi lo conosciamo tutti – ha detto il Sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli – è un artista unico in Italia, un poeta che anno dopo anno ha ottenuto sempre più successo senza mai perdere la sua anima, il suo entusiasmo e la sua genuinità. Modena festeggerà come merita una carriera unica. Nelle prossime settimane e mesi daremo più dettagli: sono molto felice e sono sicuro che la mia soddisfazione è quella di tutta la città per un appuntamento che sarà indimenticabile. Grazie Vasco!”.

La ciclabile di via Giardini non è a norma. Sono mesi che si registra lo scontento di moltissimi modenesi per come è stata realizzata la pista ciclabile di via Giardini. Non che qualcuno sia contrario di per sé, ma il fatto è che questa sembra proprio fatta male. In un’intervista a Giorgi Castelli, presidente della sezione modenese della Fiab – Federazione Italiana Amici della Bicicletta – la Gazzetta segnala che il progetto non è nemmeno a norma di legge. Se non tutta tutta, almeno in molti punti del tracciato. Come riporta il Ministero delle Infrastrutture e Lavori Pubblici rispetto alla larghezza delle piste ciclabili:  «Tenuto conto degli ingombri dei ciclisti e dei velocipedi, nonché dello spazio per l’equilibrio e di un opportuno franco laterale libero da ostacoli, la larghezza minima della corsia ciclabile, comprese le strisce di margine, è pari ad 1,50 metri; tale larghezza è riducibile ad 1,25 metri nel caso in cui si tratti di due corsie contigue, dello stesso od opposto senso di marcia, per una larghezza complessiva minima pari a 2,50 metri». Misura che nella ciclabile di via Giardini viene raramente rispettata.

 

È successo questa settimana: boom dei voucher, Maserati addio, elogio del dizionario babista

Lavori buoni o buoni lavoro? Introdotti in Italia con la legge Biagi del 2003, la normativa che riguarda i voucher subisce ulteriori variazioni con la riforma Fornero del 2012 e infine col Jobs Act che ha innalzato gli importi annui che è possibile percepire da un singolo lavoratore, ha aperto alla possibilità di una multi committenza, nonché liberalizzato il loro utilizzo in tutti i settori. Originariamente l’idea del legislatore era quella di contrastare il lavoro nero per le attività occasionali ma, come racconta la Gazzetta in un articolo che riporta la testimonianza di uno chef di 43 anni (quindi non siamo di fronte a qualcosa che riguardi solo i “giovani”), questa forma di retribuzione oggi finisce per ottenere il risultato opposto: favorire l’evasione fiscale e il precariato. Come ha fatto sapere l’Inps, nel corso del 2015 sono stati venduti 115,1 milioni di voucher di importo nominale pari a 10 euro, con un incremento del 66% rispetto al 2014, a conferma di una diffusione sempre crescente del lavoro accessorio.

Elogio del dizionario babista del giòren d’incò. Volete farvi un quadro cultural-antropologico di cosa siano oggi Modena e i Modenesi molto più approfondito di qualsiasi “certificata” indagine cultural-antropologica, condendo il tutto con un bel po’ di sane risate? Allora sappiate che non esiste niente di meglio del blog che, quando il vento dell’ispirazione tira pel verso giusto, Picca tiene sulla Gazzetta: Figadein. Gettato un piatto nel Panaro e l’altro nel Secchia del bilancino al quale devono attenersi quelle che lui stesso definisce le varie Pravde locali, sentite cosa scrive ad esempio della storica Accademia militare: “Potessimo entrarci noi mudnès in Accademia! Pensate a come sarebbe bello cazzeggiare nel cortile in primavera, mangiando un gelato e guardando le studentesse coi ginsini short che mandano i messaggini! Qualche panchina, un baretto, i cadetti che sorridono… Invece c’è questo muro, una reggia trasformata in muro che divide da sempre Modena in due: Modena togo e Modena lofi. E pensare che Vittorio Emanuele potrebbe essere il nostro boulevard dei Campi Elisi se solo potesse trapanare l’Accademia e sfociare in Piazza Roma. Non si può, c’è il muro. Perché l’Accademia è chiusa? Cosa ci sarà mai da nascondere? Testate nucleari? Ributtanti del Mak P 100 prigioniere nelle torri? Quadri del Guercino? Gatti di polvere? Niente da fare tutto il giorno (a parte l’Alzabandiera)?”. Vai Picca, Modena lofi è tutta con te.

Maserati: Stop alla produzione a Modena a fine 2016. E’ ufficiale, lo stabilimento di viale Ciro Menotti cesserà la produzione dopo 80 anni il 31 dicembre 2016. A fine anno, infatti, andranno fuori produzione le attuali Maserati GranTurismo e Maserati GranCabrio. L’azienda ha già informato i sindacali che gli esuberi previsti saranno 120. Per questi dipendenti non è previsto il licenziamento ma sarà loro proposto il ricollocamento in altre sedi, in Ferrari a Maranello, negli stabilimenti FCA di Termoli o Cassino. Agli esuberi verranno proposti anche incentivi alla pensione o un futuro collocamento nel polo di ricerca modenese di Maserati Corse. A Modena infatti dovrebbe restare operativo il reparto di ricerca e progettazione di Maserati. Il deputato modenese Davide Baruffi ha presentato un’interrogazione in Parlamento, perché, ha spiegato: c’è in gioco non solo il destino di un numero rilevante di lavoratori, ma di un pezzo dell’identità di Modena e del suo futuro produttivo». Ultima notizia sulla vicenda, è quella del saltato incontro previsto lunedì 18 aprile a Bologna fra la dirigenza aziendale, il presidente Stefano Bonaccini e l’assessore Palma Costi.

Volley femminile, Casalmaggiore campione d’Europa. La Pomì Casalmaggiore (cittadina di 15 mila abitanti nel cremonese) ha vinto la Final Four 2016 della Champions League di volley femminile. Le campionesse d’Italia si sono imposte in finale sulle turche del VakifBank Istanbul con il punteggio di 3-0. E’ la quindicesima volta che una squadra italiana si aggiudica il prestigioso trofeo. Cosa c’entra con Modena questa notizia? Che a guidare le neo campionesse d’Europa è il modenese Massimo Barbolini. In carriera, Barbolini ha allenato in giro per mezza Italia con puntate importanti anche in Turchia, ma a Modena lo si ricorda soprattutto per essere stato il vice di Julio Velasco sulla panchina della Panini, leggendario squadrone che vinse quattro scudetti consecutivi tra il 1986 e il 1989.

È successo questa settimana: i modenesi nei Panama Papers, il problema Maserati e la scuola che riapre

Panama Papers: c’è anche Modena. In tutto il mondo, più o meno, si sta parlando dei Panama Papers, i documenti che mostrano come i capitali vengano spostati nei paradisi fiscali. Nella lunghissima lista spuntano, capitolo dopo capitolo, anche alcuni nomi italiani. Ed era solo questione di giorni perché spuntasse anche qualche nome emiliano e modenese. Dopo Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente della Ferrari, l’Espresso ha pubblicato anche i nomi di altri tre personaggi del modenese presenti nei documenti: Augusto Pianesani, imprenditore di Vignola, Francesco Ortonovi e Friedrich Strafingher, imprenditori edili.

Dal 2017 stop Maserati a Modena? Con la fine della produzione della Gran Cabrio e la Gran Turismo lo stabilimento Maserati di Modena rischia l’esubero. Resterebbe solo la produzione dell’Alfa 4C, però non sufficiente per garantire l’occupazione a tutti gli operai. I sindacati parlano di situazione gravissima. La speranza è che ci sia un nuovo modello Maserati da produrre nello stabilimento Modenese. Al momento, però, non è ancora venuto fuori.

Inaugurazione della scuola colpita dal terremoto. Una piccola storia: 3 anni fa, nel maggio del 2012, il terremoto che colpì l’Emilia, danneggiò anche diverse scuole e asili. Uno di questi era l’asilo San Vincenzo de’ Paoli di Cavezzo. In questi anni i bambini hanno vissuto nei container, ma ora, dopo le donazioni e i lunghi lavori di recupero, la scuola riapre e domani 9 aprile c’è l’inaugurazione ufficiale.

Umarells a Mirandola. E se l’arte di guardare i cantieri, tipica dei cosiddetti “umarells” (espressione resa celebre dal bolognese Danilo “Maso” Masotti del blog dedicato agli umarells) fosse una “scuola di monitoraggio civico”? Ad esempio i pensionati che amano osservare i lavori potrebbero controllare che non avvengano abusi sul lavoro e che vengano rispettate le leggi sulla sicurezza. E’ uno degli spunti del progetto scolastico “Umarells a Mirandola”.

È successo questa settimana: crisi piccole imprese, la ciclabile di via Giardini e l’antenna di via Scaglia

Modena, vanno male le piccole imprese. “Il tessuto imprenditoriale del commercio al dettaglio continua ad assottigliarsi” scrive l’Osservatorio di Confesercenti Modena. Nei primi mesi del 2016 si contano oltre 200 piccole imprese in meno nel territorio di Modena. “E’ evidente che le politiche fin qui adottate, a partire dalla liberalizzazione degli orari, hanno favorito le imprese operanti su grandi superfici” – spiega la Confesercenti – “e stanno portando al progressivo impoverimento della rete dei negozi di vicinato, che deve invece essere componente fondamentale del tessuto urbano oltre che economico”.

Si è dimessa Federica Guidi. La ministra Federica Guidi, modenese, si è dimessa in seguito a un’intercettazione in cui parlava con il suo compagno e gli garantiva il via libera a un emendamento alla legge di Stabilità che favoriva i suoi interessi imprenditoriali. L’emendamento favoriva le aziende del compagno della Guidi ottenendo sub appalti per oltre due milioni di euro.

Sant’Eufemia, viaggio nel “Condominio dei disperati” di Modena. Nell’ex caserma di Sant’Eufemia, occupata, vivono 45 persone, tra cui 15 minori, 20 famiglie e 7 persone singole. Principalmente marrocchini e ghanesi, ma anche italiani. In questo articolo conosciamo le loro storie e le condizioni in cui vivono. Del problema della casa e degli sfratti abbiamo parlato più volte su Note Modenesi, recentemente nel nostro articolo “La casa? E’ un diritto per chi ce l’ha”

Si discute della via Giardini. In settimana si è parlato molto anche della situazione caotica della Via Giardini, in seguito ai lavori per la realizzazione della pista ciclabile. Sono in tanti a essere contro e c’è chi parla di “auto penalizzate”, come l’assessore Giacobazzi e il consigliere Pellacani. Mentre il consigliere Fabio Poggi ha ricordato come simili discussioni ci furono anche perl a ciclabile di viale Amendola, prima discussa e oggi accettata da tutti. Il centro del dibattito però non è l’opportunità o meno di fare la pista per le biciclette, ma il “come”, ovvero la progettazione e i tempi lunghi della realizzazione.

Duemila firme in Comune contro l’antenna di via Scaglia. Sono state presentate 2mila firme contro l’antenna telefonica installata solo qualche settimana fa in via Scaglia Ovest. Le firme degli abitanti sono state consegnate alla segreteria del sindaco Muzzarelli. Arpa e Ausl hanno dato l’autorizzazione all’installazione dell’antenna, rilevando “Valori [di impatto elettromagnetico] inferiori della metà rispetto alla soglia di attenzione”.

È successo questa settimana: l’Europa che non c’è più, il processo Aemilia, inaugurata la Casa di Fausta

L’Europa che non c’è più. In una settimana come quella che sta per concludersi, è difficile limitarsi a sintetizzare in poche righe “i fatti belli e brutti” accaduti a Modena. Perché ci sono tragedie come quelle di Bruxelles, e prima ancora di Parigi che, sebbene formalmente lontane da noi un migliaio di chilometri, ci toccano da vicinissimo. Bisogna convincersi che l’Europa come l’abbiamo vissuta fino a poco tempo fa, quella dell’Erasmus in cui i nostri ragazzi viaggiavano liberi da un paese all’altro (drammatici e imprevedibili incidenti a parte), quella dei voli low cost che con pochi euro ti portano per un weekend a Parigi o a Londra, non esiste più. Esiste invece un continente dove il terrore sta spargendo il suo mefitico veleno. Rispetto al quale, purtroppo, invece di reagire unendoci l’uno all’altro, tendiamo a rinchiuderci in nazionalismi esasperati e xenofobi che solo per scarsa lungimiranza possiamo pensare che un giorno non ci si ritorcano contro, affossando per sempre l’idea di una sola Europa, forte, unita, federata. Nonostante gli appelli alla ragione che, anche da Modena, arrivano da chi vede lontano e perciò ci invita ad andare oltre le proteste “di pancia” e all’indignazione “di piazza”, spingendoci a una reazione culturale, “di penna”. Davvero pensiamo che, rinchiuderci nelle nostre piccole sicurezze, limitando i nostri orizzonti ai confini del Secchia e del Panaro o poco più in là, potremmo scampare al naufragio collettivo che minaccia un interno continente?

Aemilia, al via il processo. Emilia terra di mafia, come racconta in maniera puntuale e dettagliata il dossier pubblicato giusto un paio di mesi fa, “Tra la via Aemilia e il west”. Un lungo documento che racconta come nella nostra terra l’infiltrazione mafiosa sia ormai ordinaria. Fortuna che, anche se la “malattia” ormai è in stato avanzato, abbiamo ancora molti anticorpi impegnati a reagire. Mercoledì scorso si è aperto a Bologna nell’aula speciale messa in piedi in via Paterlini, il processo contro i 147 imputati, 34 dei quali accusati di associazione mafiosa, finiti alla sbarra in seguito ai risultati dell’inchiesta denominata “Aemilia“.

Pesticidi, Modena in testa alla classifica dell’inquinamento. Legambiente Emilia-Romagna pubblica un dossier sulla presenza e l’uso dei pesticidi nella nostra regione definendo la situazione “preoccupante”. “I fitofarmaci – si legge nel documento – sostanze spesso molto dannose anche per l’uomo, si ritrovano in modo generalizzato e spesso massiccio nelle acque superficiali della regione, con un numero elevato di sostanze contemporaneamente. Una situazione di pressione ambientale e sanitaria che si somma all’emergenza dell’inquinamento atmosferico, che analogamente caratterizza la Pianura Padana”. L’elaborazione effettuata su dati regionali conferma una situazione allarmante: “si rintracciano presenze di pesticidi nella maggior parte dei campioni di acque superficiali analizzati, numerosi sono i superamenti dei limiti di legge e delle soglie cautelative, si riscontra la presenza di più principi attivi contemporaneamente (effetto cocktail)”. “I problemi maggiori – si legge ancora nel dossier – sono localizzati nella zona del modenese e del ferrarese. I superamenti del limite di legge per quanto riguarda la media annua di concentrazione di pesticidi totali si riscontrano infatti nel bacino del Secchia (MO) e in quello della Burana navigabile (FE). Ulteriori anomalie si rilevano nel bacino Po di Volano (FE), nel bacino del Reno (BO-RA) e in quello dell’Uso (RN)”.

Fausta ha trovato casa. Ad un anno di distanza dal 28 marzo 2015, data in cui era stata simbolicamente posata la prima pietra della struttura destinata ad accogliere i piccoli pazienti ricoverati presso il Dipartimento Materno Infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena, la Casa di Fausta è oggi una straordinaria realtà e un’eccellenza tutta modenese, proprio nel suo essere aperta all’ospitalità di bambini e bambine provenienti dalle diverse aree dell’Italia e del mondo. Voluta dall’Aseop, Associazione Sostegno Ematologia Oncologia Pediatrica Onlus, nel corso dell’anno l’iniziativa ha raccolto il sostegno e i fondi necessari per riuscire a completare l’opera in tempi brevissimi. La Casa di Fausta sorge in via Campi nei pressi del Policlinico. E’ costruita con i più moderni criteri antisismici, di bioedilizia e di risparmio energetico. E’ costituita da 13 appartamenti, una biblioteca, uno spazio ludico interno, un giardino, una palestra per la riabilitazione, due uffici, un magazzino. E’ inoltre dotata di sistemi informatici in rete con l’ospedale ed in particolare con lo Spazio scuola per consentire al bambino di proseguire il proprio percorso scolastico in diretta relazione con le insegnanti.

È successo questa settimana: un treno per Auschwitz, blitz nelle scuole, la querelle infinita di Sant’Agostino

Il treno per Auschwitz. Sono partiti mercoledì scorso dal campo di Fossoli circa 500 studenti per l’appuntamento annuale con la memoria. Un viaggio a ritroso nel tempo per studiare da vicino uno dei simboli degli orrori che hanno attraversato il Novecento: i campi di concentramento nazisti di Auschwitz e Birkenau, in Polonia. Un’iniziativa giunta ormai alla dodicesima edizione che di anno in anno permette ai ragazzi di toccare con mano il significato più profondo della parola “orrore”. Nella speranza che imparino a riconoscerlo anche quando si presenta nelle nuove forme contemporanee. Qui sarà possibile seguire giorno per giorno il viaggio dei giovani modenesi.

Polo di Sant’Agostino. Se ne discute ormai da settimane dopo l’annuncio il febbraio scorso della ripartenza dell’iter per la realizzazione del progetto di riqualificazione e rigenerazione dell’ex Ospedale. Ma il progetto originario, a partire dalle due famose torri disegnate da Gae Aulenti, è oggetto di numerose critiche. Questa settimana l’Associazione Amici di Sant’Agostino ha reso pubblico un documento dal titolo: Riflessioni e proposte sul progetto per il polo culturale nell’ex Ospedale Sant’Agostino. Un documento di 22 pagine che, al di là di come la si pensi, presenta delle proposte che meritano di essere analizzate con attenzione.

Blitz antidroga nelle scuole. La Municipale si presenta al Sigonio, al Cattaneo-Deledda e all’Ipsia Corni, schiera gli studenti lungo i corridoi e fa annusare tutti da un cane antidroga. La discutibile iniziativa fa parte di una “serie di controlli concordati in piena sintonia ed appoggio con le presidenze dei vari istituti scolastici modenesi”. L’obiettivo sarebbe “controllare, dare un segnale, rendere consapevoli i ragazzi dell’illegalità della droga”. Il metodo? Del tutto opinabile. Come i risultati del resto: praticamente nulli. Lungi dal sottovalutare il problema dello spaccio e utilizzo di droghe (e alcool) da parte dei ragazzi, crediamo che siano ben altre le vie per aiutarli a comprendere il danno e la pericolosità nell’utilizzo di stupefacenti (così come di alcool e sigarette che invece, socialmente, godono di molta più tolleranza). Come Note Modenesi intanto, cerchiamo di raccontare cosa significa avere 16 anni oggi a Modena: “Diego e i suoi fratelli” – “Aspirazioni, sogni e realtà di una generazione“.

Intervista di medio-termine al Sindaco. A giugno saranno esattamente due anni dalla vittoria di Gian Carlo Muzzarelli al ballottaggio del giugno 2014, il primo nella storia per Modena. Con leggero anticipo sui tempi, il quotidiano online ModenaToday ha intervistato il Sindaco per un primo bilancio su questi primo biennio di mandato. Una chiacchierata a 360° in cui Muzzarelli ha affrontato molti dei temi caldi del suo mandato: dalla sanità alla sicurezza, dalle opere pubbliche alla cultura. Al di là di come la si pensi sull’operato e risultati raggiunti dalla sua Amministrazione, non può che essere condiviso il messaggio finale lanciato dal primo cittadino: “La nostra è una città meritevole di essere amata e rispettata e, perciò, dobbiamo recuperare fino in fondo lo spirito, il coraggio e la capacità di raccogliere le sfide che ci contraddistinguono. Solo così potremo proiettarci positivamente nel prossimo futuro e dare un grande contributo alla ripresa del Paese”.

La saponetta della paura. Paura giovedì sera a Modena in via Viterbo. Una telefonata ai carabinieri ha avvertito di un cassonetto che “vibrava” e subito è scattato l’allarme bomba. Tre ore dopo sono arrivati sul posto gli artificieri che, analizzando un oggetto all’interno del cassonetto, si sono trovati per le mani una saponetta vibrante, un giocattolo sessuale insomma, che il proprietario o la proprietaria aveva buttato con le batterie ancora funzionanti. A dire la verità l’ipotesi di un “sex toy” si era diffusa subito, probabilmente perché i carabinieri sul posto si sono resi subito conto di cosa si trattasse. Ma la prudenza non è mai troppa. Per diverse ore le strade sono state chiuse e sui giornali e sui social network si parlava di una possibile bomba, mentre oggi i giornali hanno titoli che fanno sorridere (“Allarme bomba: era un vibratore” e così via). Meglio così. Ma l’episodio fa riflettere su quanta paranoia sia ancora presente nelle nostre vite, soprattutto dopo attentati che colpiscono molto a livello emotivo (Parigi soprattutto, Ankara in maniera minore, la Siria costante). La “saponetta bomba” rientra così in un più generale clima di insicurezza e paura, spesso sfruttato e alimentato dalla politica, di cui avevamo parlato nell’articolo Sicuri solo della paranoia.

È successo questa settimana: mafia, maltempo e i super ricchi modenesi

L’Antimafia: l’Emilia è un territorio infestato dalla cultura mafiosa. L’indagine Aemilia contribuisce sempre di più a capovolgere l’idea dell’Emilia regione-modello. La Direzione nazionale antimafia parla di una regione omertosa che ha “ha subito una profonda trasformazione e si presenta caratterizzata dai tratti tipici dei territori infestati dalla cultura mafiosa”. Ne avevamo parlato qualche giorno fa nell’articolo Storie di mafie, convivenze e malaffare in Emilia-Romagna.

Dopo l’acqua, il vento. Settimane di maltempo nel modenese – anche se oggi c’è il sole – con raffiche da 85 chilometri orari e pioggia che hanno colpito la Bassa modenese, case e imprese. Diversi i danni e gli interventi di vigili del fuoco e protezione civile, ma per fortuna nessun ferito. Maltempo che ha danneggiato in particolare l’agricoltura, come riportato da Coldiretti: “L’abbondante pioggia è caduta proprio nel periodo che coincide con l’inizio dei lavori in campagna e delle prime semine di meloni, cocomeri, cereali e barbabietole costringendo gli imprenditori a riprogrammare le operazioni colturali”. Secondo dati recenti sono 254mila le imprese emiliane a rischio di alluvioni e frane.

Ancora Salvini nel modenese. La visita del segretario della Lega Nord Matteo Salvini a Novi ha provocato diverse polemiche. Il leader leghista ha visitato i luoghi terremotati, andando a sostare sotto casa del sindaco Luisa turci e polemizzando sul fatto che la sua fosse stata ricostruita. Il Pd ha parlato di “intimidazione mediatica” e i cittadini di Novi non sembrano aver gradito la visita di Salvini, dal forte sospetto di strumentalizzazione e di “mossa da show televisivo”.

Tra i più ricchi del mondo ci sono anche due modenesi. Nell’annuale classifica di Forbes sui più ricchi del mondo compaiono due modenesi: Luigi Cremonini, l’imprenditore delle carni (patrimonio stimato 1,4 miliardi di dollari) e Piero Ferrari, figlio di Enzo, settore auto, con un patrimonio di un miliardo di dollari. Tra gli emiliani presenti anche i Barilla, con ben due miliardi di dollari. La classifica comprende 1810 miliardari, che messi insieme possiedono 6,48 trilioni di dollari. Di questi moltissimi sono ereditieri o ereditiere. Qui su Note Modenesi abbiamo parlato spesso di questa disparità enorme tra ricchi e poveri, sempre più accentuata, e soprattutto del fatto che sembra una tendenza destinata a continuare, con i figli dei poveri che resteranno poveri e quelli dei ricchi che diventeranno sempre più ricchi.

È successo questa settimana: approvato il bilancio comunale, Bottura e conferma irregolarità alla Castelfrigo

Approvato il bilancio comunale. Il consiglio comunale di Modena, dopo una seduta di 10 ore, ha approvato il Bilancio preventivo armonizzato 2016-2018. L’aula a dato il via libera alla manovra emendata, con il voto a favore di Pd, Sel e Fas, contro FI, Ap, M5s, CambiaModena. Astenuta Per me Modena. Approvati anche 19 emendamenti al Bilancio dei 28 presentati (due dei 28 sono stati ritirati in corso di seduta), e 8 ordini del giorno sugli 11 presentati. La maggior parte degli investimenti per i prossimi anni si concentrano nel settore della riqualificazione urbana, mobilità, istruzione, welfare e nel ripristino degli edifici colpiti dal terremoto.

Castelfrigo, caso chiuso? Anche se dopo aver tenuto banco per diversi giorni sulle prime pagine di tutti i giornali, oggi sembra apparentemente “risolta” la vicenda della Castelfrigo di Castelnuovo Rangone, potrebbe invece trattarsi della classica punta dell’iceberg che nasconde ben peggio. Il Ministero del lavoro, in seguito alle ispezioni nell’azienda, parla chiaramente di sfruttamento dei lavoratori e irregolarità. Problemi che riguardano non solo il settore carni (nel quale opera Castelfrigo) ma anche il settore ceramico e metalmeccanico, come denuncia la Cisl. Il caso dunque mette il dito nella piaga di una certa parte del sistema delle cooperative: “Da anni contrastiamo le aziende di tutti i settori che appaltano lavorazioni a cooperative ‘di comodo’, le quali hanno un costo per unità di manodopera inferiore spesso del 30-40 per cento a quello dei propri dipendenti diretti”, così il segretario generale della Cisl Emilia Centrale William Ballotta.

banana-342581_960_720 La mensa dei poveri di Massimo Bottura. Lo chef ha annunciato che, dopo l’esperienza del Refettorio Ambrosiano per l’Expo di Milano, aprirà entro l’anno una mensa per i poveri anche a Modena, così come in altre città italiane e del resto del mondo. “I cuochi hanno messo a disposizione la loro conoscenza per rendere visibile l’invisibile a tutti” ha dichiarato Bottura ricordando l’esperienza milanese. “E cioè che con briciole di pane, una banana considerata troppo matura, o un pomodoro non perfetto si possono trasmettere emozioni”.

Più smog, più malati. Anche a Modena, come altrove, ai picchi di inquinamento da polveri sottili corrisponde un aumento di visite al pronto soccorso o dal medico generico. E’ quanto emerso dall’annuale meeting internazionale sull’asma e sulla broncopatia cronico ostruttiva. Il pricipale nemico della salute respiratoria (e cardiaca) resta però il fumo di sigaretta.

È successo questa settimana: l’export modenese, l’incubo dei passeggeri bloccati nell’Intercity e il compleanno di Enzo Ferrari

Modena, l’export traina la ripresa del manifatturiero. Come spiega il Sole 24 Ore il manifatturiero modenese continua a essere il motore della ripresa lungo la via Emilia, trainato dall’export. «Modena resta la provincia più dinamica e reattiva della regione – conferma il direttore del Centro studi Unioncamere Emilia-Romagna, Guido Caselli – così come in generale l’Emilia sta andando meglio della Romagna, grazie alla locomotiva del manifatturiero e dei servizi legati alla manifattura, in netto recupero. Anche le previsioni Excelsior sull’occupazione indicano Modena come territorio con le prospettive migliori in termini di assunzioni per i primi tre mesi del 2016».

Sul Polo di Sant’Agostino deciderà il Consiglio Comunale. Sarà il Consiglio Comunale a decidere sul progetto di recupero del complesso di Sant’Agostino. A dirlo è il sindaco Gian Carlo Muzzarelli. “Invece di puntare alla digitalizzazione della Biblioteca Estense, una delle più importanti biblioteche storiche italiane, per renderla accessibile ad un pubblico larghissimo, si spreca denaro pubblico per foraggiare le lobbies del cemento” scrive l’associazione Amici Sant’Agostino. Il Comune, afferma Muzzarelli, dà la “piena disponibilità a integrare il progetto con la digitalizzazione dei testi, cogliendo una delle osservazioni emerse nel dibattito in questi mesi. E’ una prospettiva che non confligge in nulla con il progetto attuale e anzi lo arricchisce”.

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Quattro ore bloccati dentro un treno. Un Intercity con circa 150 passeggeri a bordo è rimasto bloccato tra Reggio Emilia e Modena per oltre 4 ore a causa di un guasto. Ai passeggeri comprensibilmente preoccupati il personale Trenitalia assicurava che mancavano “5 minuti” alla partenza, ma nel frattempo è diventato buio, e viaggiatori sono rimasti bloccati dentro i vagoni senza luce e riscaldamento. Verso le 19 un uomo è stato colpito da un attacco di panico: “Ha iniziato a sbattere la testa contro la porta”, riportano i testimoni, probabilmente a causa dello stress e della sensazione di claustrofobia. Solo alle 21 la situazione si è sbloccata e i passeggeri sono stati portati a Reggio Emilia.

E’ arrivato l’inverno, anzi no. Ormai si va verso la fine dell’inverno (tra un mese è primavera), ma la nevicata abbondante sul Cimone – un metro di neve – unita alle belle giornate di sole ha accontentato un po’ tutti. Luca Lombroso nel suo blog parla di weekend “del riscatto” per l’Appennino (suggeriamo anche la visione del video a fine post).

Due anziani in bici investiti da auto. Le temperature più alte del solito hanno portato molte persone a uscire di casa in bici. Come i due anziani investiti nel modenese, uno a Brodano di Vignola e l’altro in strada Scartazza. Entrambi sono gravi. Avevamo parlato da poco di come le strade – e la città – non siano ancora a misura di bici e della difficile convivenza tra auto e bici (e pedoni) nel nostro articolo “Cosa accadrebbe se usassimo tutti solo la bicicletta?”.

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Ieri nasceva Enzo Ferrari. Il 18 febbraio 1898 nasceva a Modena Enzo Ferrari detto Drake. E’ stato celebrato ovunque, ovviamente in particolare dai modenesi, e in modo simpatico anche dalla McLaren con un tweet che dice: “Oggi, nel 1898, nacque il grande Enzo Ferrari. Da sempre i nostri più grandi rivali”. Curiosità: si è sempre raccontato – e Ferrari in persona lo raccontava – che la nascita venne registrata con 2 giorni di ritardo (il 20 febbraio) perché, a causa di un’abbondante nevicata che bloccò le strade, i genitori non potevano muoversi. Oggi i dati ci dicono che non fu così, dato che l’abbondante nevicata non risulta da nessuna parte.

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