Una canzone a chi incontro sul mio cammino

“Ho iniziato a suonare la chitarra per noia, a 16 anni, durante una tediosa vacanza estiva con i miei genitori. Era il 1991, l’anno in cui uscirono capolavori come “Use your illusion” dei Guns n’ Roses, il “Black Album” dei Metallica, “Blod Sugar Sex Magic” dei Red Hot Chili Peppers, “Nevermind” dei Nirvana, “Ten” dei Pearl Jam, “Sailing the seas of cheese” dei Primus, e molti altri. Come si fa a non subirne l’influenza? Come si fa a non diventare musicisti? Dal 1997 al 2006 ho suonato come chitarrista in vari gruppi ma ho sempre sentito l’esigenza di esprimermi anche con le parole oltre che con lo strumento. Sarà stata l’influenza di mio padre che mi ha cresciuto con cassette di Paolo Conte, Lauzi e Jannacci. Così alla fine del 2006 mi sono messo “in proprio” e ho dato vita al mio alter ego musicale e cantautorale: Padre Gutiérrez”.

Mattia Tarabini, 42 anni, di Carpi, è socio di una ditta che realizza termoformatura e stampa su alluminio principalmente per il mercato farmaceutico. A tempo perso, scrive e suona canzoni. I suoi due album, l’EP “in sacrificio per voi” e l’LP “Il tempo stringe in vita”, sono simili a livello compositivo. Nonostante siano anche molto “suonati”, si tratta di lavori principalmente montati con l’aiuto del computer e grazie all’ausilio di basi e ritmiche elettroniche.
“Ho avuto però la fortuna di collaborare con musicisti e cantanti eccezionali come Enrico Pasini, Mario Sehtl, Davide Vicari, Gianluca Magnani, Elisa Meschiari, Valentina Medici, Andrea Mantovani e probabilmente ho scordato qualcuno. Tutti loro hanno dato più vita a questi album. Più di quanta sarei stato in grado di fare da solo”.

Foto di Mirko Martello
Foto di Mirko Martello

Dentro a questi dischi però ci sono soprattutto le parole. C’è sempre una ricerca dell’assonanza, della fluidità del testo senza perdere di vista il significato.
“Le parole sono importanti!”, mi verrebbe da gridare “morettianamente”. Oltre alle canzoni sono presenti alcuni intermezzi parlati: Io vado diritto, io vado diritto per la mia strada diritta, io vado diritto per la mia strada diritta finché qualcosa non va storto.

E c’è sempre qualcosa che va storto nel cammino dell’uomo. Come sottintende il brano “Beati gli afflitti” una vita perfetta e senza pene risulta anche poco interessante mentre è sempre meglio raccontar mille disgrazie che fan sempre molta presa.

“Molte volte sono le parole a nascere spontanee mentre provo ad appiccicarle ad una partitura musicale precedentemente scritta. Ed allora sono loro, le parole, che mi suggeriscono che storia raccontare o a quale sentimento dare fiato. Altre volte le parole stesse guidano la musica che poi andrà a comporsi sotto di esse. Quanto è bello veder nascere una canzone.
I temi sono spesso quelli dell’amore e della morte (ebbene sì, ho subito anche l’influenza di Dylan Dog) ma mi rendo conto che spesso mi soffermo ad approfondire il concetto del tempo che passa, della nostra caducità, del finito rispetto ad un incomprensibile infinito.

La felicità si consuma con l’età matura. No, non basterà avere cura della tua andatura

Cerco di stare in equilibrio fra il serio e il faceto. Mi piace affrontare temi cupi e pesanti ma a volte preferisco raccontarlo con un pizzico di ironia per sdrammatizzare. È importante prendersi sul serio quasi quanto lo sia ridere di se stessi”.

“Il terzo LP “Addio alle carni”, che Mattia ha appena finito di registrare, è un concept album sulla carne nelle varie accezioni del termine. Dal cibo fino alla lussuria, dal sostentamento al materialismo. La carne di cui siamo fatti, la carne che desideriamo fino ad abusarne finché non ne rimane più. Finché noi non ci saremo più.

Prendila con filosofia oppure prenditela con la filosofia se, finita la carne, anche lo spirito va via, come recita l’ultima traccia dal titolo “La carne è finita” strizzando l’occhio all’idea che non ci sia da far molto affidamento sull’esistenza di una vita dopo la morte.

“Addio alle carni” tratta vari argomenti: ad esempio, in “L’ultimo maiale sulla terra” si parla dei finti nemici che i politicanti e i mass media incitano a disprezzare fino a spingerci quasi volerli linciare. Quando poi si scopre che eran tutte “panzane” si pensa: Vuoi dire che è buono così come il pane? Vuoi dire che allora lo si può mangiare? E allora a morte il maiale. Poi ci sono momenti più leggeri come in “Nudo di Venere” che ha come protagonista un uomo innamorato della Venere di Milo.

“Della mia carne” invece  – spiega Mattia – è una piccola ballata dedicata al mio primo genito ed a quello che potrò dirgli quando crescerà perché la voglia di comunicare alla pari è tanta. “Ne ho raccontate di storie per farti dormire e so che mi chiederai come vanno a finire, prima o poi” recita l’unico ritornello”.

Come riesci a coniugare questa passione tra lavoro, famiglie e le mille difficoltà di tutti i giorni?
La nascita dei miei due figli ha rallentato molto i miei ritmi. Basti pensare che, per realizzare il mio ultimo disco ho impiegato 6 anni. Occorre ritagliare il tempo e incollarlo dove rimane un po’ di posto, fra le enormi pagine della responsabilità e del dovere.
Sono un musicista che si autoproduce. Non ho nessuno che mi faccia fretta. Con calma compongo, registro e, se tutto va bene, suono dal vivo le mie canzoni o le faccio ascoltare a chi incontro sul mio cammino.
Ho anche scoperto che il mondo della famiglia e della musica a volte si fondono, infatti una delle mie ultime canzoni piace molto a mio figlio più grande ed ha spodestato alcuni artisti mainstream sul suo lettore mp3.
La famiglia comunque è al primo posto seguita a ruota dalla mia passione per la musica.

In che rapporti sei con il territorio?
Nella provincia di Modena c’è stato e c’è tuttora un gran fermento artistico. Sono tanti i musicisti che stimo. Dai Rashomon a Emiliano Mazzoni, dai Tange’s Time ai compianti ERO, Dai Flexus ai Na Isna e ce ne sono molti altri. La mia poca vita sociale degli ultimi 4 anni non mi permette di valutare con precisione l’attività live della zona ma io penso che il nostro territorio abbia da offrire parecchie possibilità. Solo nel comune di Carpi ci sono vari locali che propongono musica dal vivo anche di realtà nostrane e con repertorio originale. Gli ormai affermati Kalinka e Mattatoio e i nuovi, ma già molto attivi, Appenappena Live e soprattutto l’ATP di Migliarina fanno programmazioni serratissime e di qualità.
Chi gestisce questi luoghi è assennato e assetato di belle proposte musicali. C’è inoltre la giusta attenzione verso l’artista che viene bene o male retribuito senza la pretesa che faccia arrivare interi pullman di pubblico. Forse sono troppo ottimista? Forse.

Cosa vuol dire fare musica nel 2017?
Vuol dire che devi capire che non c’è più trippa per gatti in termini di soldi e fama. Se pensi di fare successo partendo dal nulla e mantenerti con la musica puoi provarci ma la strada è ancora più lunga di quello che poteva essere un tempo. Puoi raggiungere più persone grazie a internet senza spendere molto ma saranno molto poche le persone disposte a pagarti per il prodotto che offri loro. Ormai la musica è vista come un’arte di cui si può usufruire gratuitamente e non sono nemmeno del tutto in disaccordo con questa visione. Nel 2017 un musicista dovrebbe facilitare l’ascolto del suo materiale con download il più possibile gratuiti. Tanto le piattaforme dei digital stores pagano una miseria, servono solo per avere un canale di visibilità in più. Bisogna suonare molto dal vivo. Valeva negli anni ’90 e vale ancora di più adesso perché con i dischi non si vende nulla.
Il lato positivo dei tempi moderni è che, per incidere un disco in maniera egregia, si spende molto meno e si raggiungono ottimi risultati facendo gran parte della produzione autonomamente coi vari programmi a disposizione. Inoltre, come ho già detto, è più facile diffondere il tuo lavoro grazie anche ai social network. Sarai anche una goccia in un oceano di proposte ma se riesci a crearti anche solo un piccolo circuito di persone che ti seguono le soddisfazioni sono tante.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *