Un amore lungo duecento anni

Se si fa una passeggiata nel centro di Modena, oltre alle numerose botteghe di cover di cellulari, a saltare all’occhio sono i super trendy, all’avanguardia, estremamente” cool” negozi di biciclette. Delle stanzine dai colori pastello con delle vetrate lucide e pulitissime, da cui si possono vedere esposte le biciclette più belle che uno si possa immaginare. Sellini ergonomici, design glamour, cestini variopinti, catene sinuose e non ci sorprenderemmo se vedessimo anche pedali laccati in oro. D’altronde, le bici a Modena sono un trend davvero intramontabile. Nella classifica delle città più sicure e bike friendly d’Italia, Modena si piazza orgogliosamente al terzo posto, con un indice di ciclabilità urbana di 3.05 (su un massimo di 5) e il 40 % di strade mappate. Il capoluogo emiliano viene preceduto da Torino, al secondo posto, e dalla cugina Reggio Emilia, al primo.

Insomma, di fronte a questi dati, cui aggiungiamo tenendoli per buoni quelli riportati dal Comune nel 2009 che rilevavano come alle 8.45 di mattina a Modena si registrassero 2.922 transiti di biciclette e che i modenesi, secondo Wecity (l’app che valuta l’indice di ciclabilità urbana delle nostre città), percorrono all’anno circa 50 milioni di km in bici, non ci stupiamo se questi mezzi di trasporto siano considerati alla stregua di pietre preziose, almeno da alcuni.

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Karl Von Drais
Karl Von Drais

A duecento anni dalla nascita della “Laufmachine”, la “macchina per camminare” – un veicolo con due ruote allineate, con quella anteriore sterzante, insomma l’antesignana della attuale bicicletta –  ideata dal barone Karl Von Drais nel 1817, sono davvero notevoli i cambiamenti e le innovazioni che questo comodo ed ecologico mezzo di trasporto ha subito nel corso degli anni. Prima veicolo a due ruote in cui non esistevano neanche i freni per cui bisognava frenare coi piedi, ora un sofisticato mezzo dotato di gadget di tutti i tipi, valido sostituto dell’automobile in città. Sì, perché muoversi in biciclette, oltre ad avere un impatto ambientale nullo, oltre a fare benissimo alla salute di chi la usa sistematicamente, facilita la vita anche a tutti gli altri, inclusi gli automobilisti. Non occupa parcheggi, snellisce il traffico e, di nuovo, non inquina. Amsterdam e Copenaghen, infatti, si attraversano i tempi decisamente brevi e il rischio di trovarsi imbottigliati nel traffico è molto inferiore rispetto ad altre capitali europee.

laufmaschine

Una scelta planet-friendly che dovrebbe essere condivisa da tutti, ma che, in realtà, non lo è ancora abbastanza. La stessa Modena, pur essendo, come detto, terza in classifica per quanto riguarda l’uso delle biciclette, è anche terza nella classifica regionale di automobili ogni 1000 abitanti. Secondo dati del Centro Studi Continental del 2014, Modena aveva 635 auto ogni mille abitanti, superando così di più di un centinaio la media europea, che, sempre nel 2014, era ferma a 487. Non proprio il massimo per una città così bike friendly. Una delle tante contraddizioni di cui abbonda il nostro tempo.

In copertina: uno scatto di Stefano Corso in Licenza CC

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