Storie dal Continente Vero

Storie dal Continente Vero

Stasera alle 19.30 andrà in onda la terza puntata di "Ciao mamma, vado in Africa", serie tv che racconta la storie di giovani italiani che hanno deciso di dedicare parte della propria vita all’Africa insieme a Medici con l’Africa Cuamm. Protagonista della puntata, il medico modenese Riccardo Conventi, impegnato nell'ospedale di Aber in Uganda.

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“Ciao mamma, vado in Africa”. Si intitola così la serie tv di cinque puntate da 25 minuti l’una, in onda alle 19.30 su Tv2000 in streaming su internet o sul canale 28 del digitale terrestre, che racconta le storie di giovani italiani che hanno deciso di dedicare parte della propria vita all’Africa, insieme a Medici con l’Africa Cuamm, l’Onlus che da quasi settant’anni si spende per la promozione e la tutela della salute delle popolazioni africane. Firmata dal regista Nicola Berti, sceneggiata dallo scrittore Marco Lodoli, “Ciao mamma, vado in Africa” andrà in onda fino a sabato 18. Girata in cinque paesi – Tanzania, Sierra Leone, Uganda, Mozambico ed Etiopia – la serie narra le diverse esperienze di nove giovani, tra medici, organizzatori e volontari, che hanno deciso di aderire al progetto di Medici con l’Africa Cuamm, nelle cui file sono si sono impegnati ben 1615 operatori, servendo 221 ospedali con 165 programmi.

“La serie ha un papà e una mamma – spiega a Redattore Sociale il regista Nicola Berti –. Il papà è un video che avevo girato qualche anno fa sulla base della canzone di Niccolò Fabi (testimonial del Cuamm dal 2009) “Sedici modi di dire verde“, pensando a quell’Africa che aveva conosciuto con il Cuamm. Avevo costruito su questa canzone un racconto di tre figure: tre giovani medici donne. La serie è un approfondimento di quel video. La mamma, invece, è il libro che aveva scritto l’ex direttore de La Stampa Mario Calabresi “Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa“, che ripercorrendo la storia dello zio fondatore di un ospedale in Africa, parla di tanti altri giovani che fanno scelte coraggiose, come quella di un giovane medico specializzando del Cuamm. Ho pensato dunque che sarebbe bello approfondire queste belle figure di medici che stanno facendo il percorso di specialità in Italia ma decidono di trascorrere almeno sei mesi del loro percorso di formazione in un progetto di cooperazione del Cuamm, supervisionati da un tutor”.

“Ho seguito i 9 protagonisti di questa serie nel loro lavoro quotidiano, nei momenti di svago, nel tempo libero per illuminare tutti gli aspetti di una scelta fatta da giovani che non hanno avuto paura di mettersi in gioco fino in fondo, in Africa” ha continuato Berti, al quale fa eco Marco Lodoli: “Tutti quanti abbiamo avuto almeno per un momento la tentazione di lasciare la nostra tiepida cuccia e di rimetterci in gioco, nel continente nero, nel continente vero”.

Riccardo Conventi
Riccardo Conventi

Esperienze forti dunque, diversissime dalla nostra e molto impegnative. Protagonista della puntata di stasera è il modenese Riccardo Conventi, trentunenne di Nonantola specializzando in Chirurgia. Dopo un’esperienza breve in Brasile come studente di medicina, Conventi decide che la sua strada è quella della Chirurgia. Trascorre un mese nell’ospedale di Angal (Uganda) dove lavora medico Cuamm. Dopo il matrimonio e il corso in cooperazione alla sede del Cuamm, a settembre 2015 parte per l’ospedale di Aber, sempre in Uganda, all’interno del Junior Project Officer (JPO) dell’Università di Modena – progetto che offre l’opportunità di svolgere almeno 6 mesi di formazione teorico-pratica in Africa agli specializzandi che intendono prepararsi per un futuro impegno di cooperazione sanitaria internazionale e affrontare le sfide della salute globale nel proprio paese – lasciando in Italia la moglie. Rimane ad Aber per 6 mesi e spera di poter tornare in Africa, magari insieme alla moglie.

Per aiutare l’attività di Riccardo, le cui competenze chirurgiche sono indispensabili in un contesto in cui anche una semplice infezione potrebbe diventare mortale, è possibile, tramite il sito del Cuamm, donare 80 euro, cifra che corrisponde ad un ricovero d’emergenza.

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Per contattare la redazione di Note Modenesi, scrivici a questo indirizzo mail.

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