Raccontare Modena attraverso le sue insegne commerciali

Raccontare Modena attraverso le sue insegne commerciali

Sono ben 9 milioni gli utenti di Instagram attivi in Italia. L'incredibile successo della app nata nel 2010 ha dato vita a un movimento mondiale, gli Instagramers, che si riuniscono in community. In quella modenese abbiamo scoperto Andrea Leonardi che con il suo account @modena.type raccoglie esclusivamente fotografie di insegne di esercizi commerciali o iscrizioni su targhe che si trovano a Modena e provincia.

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Ci ha spinto a riutilizzare, e ad apprezzare, il formato quadrato Polaroid, per poi decidere che le dimensioni non hanno importanza. Ci ha dato la possibilità di condividere una foto su tutti i social con un solo passaggio. Ci ha fatto credere di essere dei veri fotografi anche se in mano abbiamo solo uno smartphone, e lei è solo una applicazione con una manciata di filtri. Sto parlando di Instagram, l’app che in poco meno di sette anni ha cambiato il nostro modo di utilizzare lo smartphone e di intendere la fotografia.

Vi racconto in poche righe la fulminante storia della startup fondata da Kevin Systrom e Mike Krieger. Instagram fu pubblicamente rilasciato nell’App Store il 6 ottobre 2010. Nel 2010 era “solo” un app fotografica gratuita, per scattare e condividere fo-tografie. A disposizione dell’utente 16 filtri “magici” da applicare con un solo tocco. Niente passaggi complessi alla Photoshop. Un unico click e l’istantanea della quotidianità viene subito trasformata in una foto meravigliosa. Almeno agli occhi di chi l’ha creata. Un vero successo: dopo soli tre mesi raggiunse 1 milione di utenti registrati.

A marzo 2012 Instagram raggiunge 30 milioni di utenti e annuncia il lancio imminente dell’app anche sulla piattaforma Android. Il 4 aprile 2012, un giorno dopo il lancio su Android, aveva già registrato 1 milione di download. Qualche giorno più tardi Facebook compra Instagram per un miliardo di dollari. L’app continua a raccogliere successo e utenti. Il 26 aprile 2017 il blog ufficiale di Instagram ha annunciato di aver raggiunto i 700 milioni di utenti attivi al mese, 9 milioni solo in Italia. Ma cosa permette a questa app di distinguersi e di essere utilizzata da così tante persone?

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Volendo scomodare la psicologia, secondo Freud, la fotografia e l’immagine sono il prolungamento del nostro apparato psichico, con il quale guardiamo il mondo, lo viviamo e lo cataloghiamo. Molto più, quindi, di un semplice prolungamento della vista, come spesso si pensa.  Studiosi di psicologia evoluzionistica catalogando diversi giornali dal Novecento a oggi, hanno rilevato come le prime pagine sono dominate sempre dallo stesso genere di eventi: matrimoni, feste, locali e scene conviviali. I social media ricalcano questo schema. Instagram in particolare.

Anche se la vera protagonista di Istagram non è l’immagine in sé, ma l’istante che riesce a catturare. In questo senso la fotografia ne ha fatta di strada. Dalle lunghe pose a cui si era costretti dai dagherrotipi, fino all’attesa dello sviluppo del rullino fotografico, la storia della fotografia ha subito un’accelerazione importante. Un hic et nunc costante, che permette di condividere un qui e un adesso in tempo reale, a milioni di potenziali osservatori. Il desiderio di conservare i momenti belli attraverso l’immagine, mescolato al desiderio di ritrarre le cose con uno sguardo personale, tutto nostro, applicato alla tecnologia, hanno permesso ad Instagram di diventare ben più che una semplice vetrina. Il suo successo ha dato vita ad un movimento mondiale, gli Instagramers, fondato da Philippe Gonzalez nel gennaio 2011 a Madrid.

I gruppi di Instagramers nel mondo sono oltre 500 e in continua crescita. In Italia sono presenti 100 Community animate da circa 300 Community Manager a livello regionale e provinciale. La mission principale di Igersitalia e delle sue Community locali è promuovere il territorio e le sue eccellenze attraverso Instagram e gli altri media digitali.

Le principali attività che sviluppiamo in tal senso sono:

  • Visual Storytelling attraverso i canali social nazionali e locali
  • Challenge fotografici anche in collaborazione con destinazioni e brand
  • Meeting fotografici offline (Instameet e Instawalk) che coinvolgono un numero sempre maggiore di appassionati e professionisti interessati a condividere con il mondo, grazie al potenziale di Instagram e degli altri Social Network, le proprie opere (foto, video, stories) per promuovere il patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale del nostro Paese [dal loro sito]

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Anche Modena ha la sua community di Instagramers, che tra un Instawalk e una Invasione Digitale raccontano Modena in modo innovativo, a volte scoprendo luoghi dimenticati o fornendo un punto di vista diverso e non convenzionale della città.
Come fa Andrea Leonardi con il suo account @modena.type una piacevole scoperta nel panorama Instagram locale. Il suo account raccoglie esclusivamente fotografie di insegne di esercizi commerciali o iscrizioni su targhe che si trovano a Modena.
La cosa mi ha subito incuriosita e l’ho contattato per rivolgergli alcune domande, e ovviamente la prima domanda che gli ho fatto è stata come è nata l’idea di creare questo account.

«L’account Modena Type – mi ha risposto – nasce dalla fusione di due eventi importanti della mia vita. Lavoro come graphic designer, dopo aver conseguito una laurea in Arte e Design alla Libera Università di Bolzano. Mi sono specializzato nel disegno dei loghi e i “lettering” di queste insegne sono l’archetipo del logotipo moderno. Da qui nasce la mia passione (o deformazione professionale!) per la tipografia e le lettere.»

«La seconda ragione che mi ha spinto a creare questo profilo è stato un corso sul disegno delle lettere svolto nel 2015 con James Clough, un grandissimo esperto nel campo: di origine inglese, ha lavorato e vissuto prevalentemente in Italia, è docente al Politecnico ed ha sviluppato numerosi lettering nei più svariati campi (that’s amore Findus – supermercati Unes). Durante questo corso ho conosciuto il suo libro “l’Italia insegna” in cui sono raccolte decine di lettering ed insegne di esercizi commerciali sparsi per tutta italia. Tra questi vi sono anche l’insegna i Telesforo Fini ed alcune altre di Modena. Io sono partito a caccia di tutte le altre.»

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Come scegli le insegne da fotografare?
«Mi capita di trovarle per caso, mentre passeggio o girando la sera tra i locali. Ad esempio quella di Maserati l’ho vista dopo una serata all’Off. La prima foto pubblicata sul mio account, scattata al Caffè Canalino, l’ho vista dopo un aperitivo con amici, a locale chiuso, dato che di giorno non è tanto visibile. In altri casi mi vengono segnalate da qualche amico che ho stressato con questa fissa per le lettere!».

Cosa ti affascina delle insegne che hai deciso di fotografare?
«La cosa che trovo stupenda è l’estrema eleganza, la fantasia ed anche il minimalismo (dovuto alla mancanza di tecniche moderne) di queste opere. Date condizioni obbligavano i designer a lavorare sulle forme astratte delle lettere, sul colore e effetti decorativi molto basici e dovevano riuscire comunque a comunicare un’atmosfera, un approccio ed appunto un “carattere” alle scritte. Ciò rende quelle insegne un esempio di grande ispirazione sia dal punto di vista lavorativo di un designer/comunicatore sia culturale. Mi piace pensare che in molti casi vengono lasciate anche al passaggio ad un’attività nuova, perché le persone le rispettino per la maestria che esprimono nonostante il tempo. E perché in fondo sono anche belle.»

E forse è questo il vero motivo del successo di Instagram – al di là delle innovazioni tecniche – ed ha a che fare con le emozioni. Come diceva Neil Leifer: la fotografia non mostra la realtà, mostra l’idea che se ne ha.

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Marlene, all'anagrafe Marcella Acierno, laureata in Scienze della Comunicazione, ha un lavoro vero di cui non parla mai, preferendo essere definita Blogger e Web Writer. Ha collaborato con il portale Virgilio.it come local blogger, e con vari magazine on-line. Tutto quello che scrive finisce sempre sul suo blog personale.

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