Partire per ricominciare, lasciare tutto indietro e andare

Una donna toglie dalla sua borsa le chiavi di casa, della macchina, il cellulare; mette dentro una manciata di soldi, un pezzo di pane, un cambio di biancheria e se ne va. Prima con treno e autobus, poi a piedi, percorrerà la Francia del sud, la Spagna, il Portogallo, senza un punto d’arrivo prestabilito, ma con un unico riferimento: tenere il mare a sinistra, per essere certa di allontanarsi.

63E’ stata davvero una bella coincidenza di calendario chiacchierare proprio l’8 marzo con Luisa Pecchi – autrice del romanzo “Con il mare a sinistra” – parlando della storia di una donna che inizia un viaggio senza meta. E’ una coincidenza perché non parliamo solo di un romanzo, ma soprattutto di donne, con una donna che non ne smetterebbe mai di parlare con la passione di chi, scrivendo, sta raccontando qualcosa e, raccontandolo, sta trasmettendo emozioni e riflessioni. “Questo è l’obiettivo della letteratura: se leggendo si trova qualcosa che ti ricorda altro, che ti fa riemergere ricordi ed emozioni, allora questo diventa patrimonio dell’umanità. Sarà una cosa che appartiene a tutti. Scrivere è straordinario per questo!”

Luisa ha pensato questo romanzo qualche anno fa, l’ha lasciato e poi ripreso e da quello che avrebbe dovuto essere, forse, un racconto, ne è nata, invece, una storia più lunga. “Ho vissuto quello che Hemingway raccontava, cioè la gioia di alzarsi al mattino e scrivere e scoprire come la storia continuava. Questo romanzo parla di una donna che compie una scelta estrema, di grande rottura, molto rara nella vita reale. La sua condizione era insostenibile e lei, sposata, adulta, senza figli, ha deciso di partire per ritrovarsi. A volte c’è qualcosa che non va bene dentro una donna, qualcosa che uccide. La donna, però, ha un senso di fedeltà al focolare domestico che la porta a sopportare, a volte superare, questo senso di profonda insoddisfazione. Infatti, la famiglia è stata un punto di riferimento perché la donna ha sopportato di più; è stata capace di non mollare.

Luisa Pecchi
Luisa Pecchi

Me la sono immaginata senza figli, perché io ne ho due e non riuscivo a pensare di abbandonarli. Un uomo si può lasciare, perché le ragioni dell’unione vengono a mancare. Con i figli è molto più difficile. Io non ce la farei. Ma è vero che accade anche questo. Non credo che sia una condizione così rara. Insolito è il gesto estremo, infatti si potrebbe dire che è una nevrosi. Per rendere il personaggio più reale, le ho dato qualche segno autobiografico. Ad esempio è una musicista, come sono io. Però la storia è sua, di questa donna che parte per riflettere, senza nient’altro che qualche soldo in tasca. E ho provato a raccontarla da un punto di vista diverso da quello del narratore; sono le persone che lei incontra le narratrici del romanzo”.

Sembra una rivendicazione di grande libertà.
“Sì, in parte lo è. Ma non è contro qualcuno o qualcosa. E’ per cercare di nuovo la sua soddisfazione, la sua realizzazione. Il romanzo è stato pubblicato da Epika, una casa editrice di Bologna, diretta da Lorella Fontanelli, già da diversi mesi. E in questo periodo mi sono arrivati molti commenti di lettrici che dicevano “hai raccontato quello che ognuno di voi vive…”. Questa donna è consapevole di ogni piccola scelta che fa durante la sua strada e che la porterà a compiere le scelte più importanti.”

Il mare a sinistra immagino non sia solo un riferimento paesaggistico.
“L’idea del mare è stata una delle prime. Io non ho senso dell’orientamento e avere questo riferimento dà sicurezza. Partire da La Spezia e tenere il mare a sinistra, vuol dire farsi davvero un bel viaggio prima di tornare al punto di partenza. Così, senza pensieri di tenere la direzione, si ha tempo per riflettere e decidere.”

Luisa, hai presentato questo libro un po’ in giro per l’Italia e a Modena passi da un luogo insolito, la Bottega d’Oltremare, il negozio dell’equosolidale della nostra città. 
“Ci ero già stata prima di Natale e quando sono entrata l’ho trovato un posto incantevole, che scalda il cuore. La Bottega è quello che vuole essere, un luogo che vende cose di grande valore economico e sociale e così si presenta. A mio parere, per come sono messe le cose, le persone che curano la Bottega, la vetrina, sono tutti elementi che raccontano quello che fanno. Torno volentieri a parlare del mio libro. E’ stato un incontro davvero caldo.”

Chi deve leggere Con il mare a sinistra? Solo le donne, perché forse gli uomini si spaventeranno….?
“Io dico sempre che lo possono leggere le donne, ovviamente, per aumentare la loro consapevolezza di sé; ma anche gli uomini per capire meglio. Questi due approcci aiuteranno a rendere il mondo migliore”

Luisa, quali sono i progetti per il futuro?
“Adesso è la musica che occupa gran parte del mio tempo. Ho scritto in passato musiche da film e scrivo canzoni. Ora sono impegnata nella musica. E nella lettura. Perché la scrittura nasce dal leggere molto. E non è detto che prima o poi riprenda in mano questo personaggio”
C’è tempo in effetti, tenendo sempre il mare a sinistra…

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