“Modena? E’ la città delle opportunità”

“Se tutta l’Italia fosse come Modena, l’Italia sarebbe come la Germania”. Con questo esordio Tommaso Rotella, assessore della giunta Muzzarelli da giugno 2014 a maggio 2017, soddisfa ed esaurisce allo stesso tempo la curiosità di parlare con un uomo di Pescara che, a causa degli studi universitari, si trasferì sotto la Ghirlandina per rimanerci a lavorare e vivere e che ha svolto, appunto, anche un’importante esperienza amministrativa.
“La politica mi ha sempre appassionato e l’idea di provare a fare un’esperienza amministrativa mi ha sempre interessato. Ma non era un obiettivo primario, quanto una possibilità eventuale di provare un percorso di impegno in questa che è ormai la mia città”. Tommaso Rotella arrivò a Modena al termine del liceo, fatto nella sua città natale Pescara, scegliendo quasi per caso la facoltà di Giurisprudenza.

tommaso-rotella-1“Negli anni 90 era già una delle prima 10 facoltà italiane, così riconoscevano i vari report che aiutavano gli studenti nell’orientamento. Venni a visitare Modena e decisi di stabilirmi qui. Bologna era un città troppo grande e dispersiva per i miei genitori e a Modena scoprii tanti posti in cui si suonava dal vivo, con bellissima musica e tanti chitarristi. Anch’io suono, così il binomio Università e musica mi attirò qui. I primi due anni, infatti, ho suonato e ascoltato davvero tanta musica.”

Dopo la laurea Rotella si ferma a Modena, per il classico percorso di praticantato e lavoro, si fidanza e si sposa, inizia la sua carriera di avvocato tributarista e fiscalista, fino ad aprire uno studio con un altro socio in pieno centro a Modena. “Questa è stata la prima grande soddisfazione che mi ha dato Modena: l’opportunità di provarci. Modena è la città delle opportunità, con tantissime persone che lavorano ad alto livello, con spazi per poter avere delle idee e provare a realizzarle. Io credo che questa città abbia una costante propensione al miglioramento; ho viaggiato molto e viaggio tuttora per lavoro, mi sposto molto per l’Italia e all’estero e credo che solo Modena e Milano abbiano questa caratteristica”

L’idea di Rotella è stata poi confermata dai tre anni di assessorato. Con le deleghe relative alle attività economiche, al turismo, al commercio, all’agricoltura, all’artigianato, alle Pmi, alla cooperazione e alla promozione della città la conoscenza della nostra città è diventata ancor più profonda: “Ho conosciuto molta gente che chiedeva di incontrarmi non per domandare qualcosa, ma per dirmi cosa stava facendo e quali idee avesse per la città. Moltissimi giovani, moltissimi progetti, molte imprese e associazioni che sono il motore della ricerca del miglioramento e che garantiscono anche un controllo sociale importantissimo, che si prende cura del contesto in cui vive e lavora. Ho visto molta gente che spinge per fare cose, mettersi in gioco e contribuire a tutta la società. Questo credo che sia il modo migliore per vivere la propria città, perché non ci si può lamentare e protestare e poi presentare un esposto in procura alla prima cosa che si pensa che non vada. In questo il consiglio comunale di Modena è un ottimo esempio; avrà i suoi limiti, come tutte le cose, ma è ancora un luogo di richiesta e confronto”

Da questo insieme di deleghe, quale è stata quella più sorprendente?
“Tutte le deleghe e tutte le tematiche mi hanno dato qualcosa e mi hanno fatto imparare molte cose. Anche quella della Polizia Mortuaria mi ha fatto scoprire aspetti sconosciuti. Il culto dei morti e le evoluzioni di questo culto devono portare a pensare a strategie diverse per gli spazi ad essi dedicati; lo stesso cimitero di Modena è stata una scoperta: quante volte siamo andati a riaprire i cancelli, perché erano rimaste dentro persone che si era fermate fino a sera ad ammirare la parte monumentale!”

E quale è stata la sfida più impegnativa?
“Direi che la più entusiasmante, quindi anche impegnativa, è stata quella del turismo e della promozione della città. Abbiamo avviato dei progetti importanti, trovando un clima inizialmente abbastanza teso che si è trasformato pian piano in qualcosa di propositivo. Modena ha la sue possibilità e ora stanno crescendo, come dicono i numeri. E’ stato fatto il sito Visitmodena, un programma di eventi condiviso, sono stati aperti i posti più significativi, perché altrimenti tutto sarebbe stato vano. La Ghirlandina è davvero una bella soddisfazione: 40mila visite, automantenuta grazie ai biglietti venduti. Una cosa che non si vede spesso nei monumenti italiani”.

Tommaso racconta queste cose da vero modenese e, allo stesso tempo, svela a chi a Modena è nato e cresciuto aspetti che rischiano poi di perdersi nella scontata quotidianità. La valutazione davvero lusinghiera della città è a 360 gradi. “Anche nel pubblico sono stato davvero colpito della qualità del lavoro. Soprattutto ho trovato anche qui dedizione e voglia di migliorare”. Ma non è solo una considerazione monotona e incantata. “Bisogna essere consapevoli della complessità della società e dei conflitti che essa nasconde. Io ho affrontato il mio incarico con la tensione costante di avere di fronte una sfida difficile. L’amministrazione della cosa pubblica non è un’azienda da mandare avanti, il sindaco non è un amministratore delegato e gli assessori dei manager. Non può prevalere la strategia aziendale della sopraffazione per ottenere dei risultati in concorrenza. L’obiettivo è servire tutti gli interessi, in una esasperante ricerca dell’equilibrio e della decisione che soddisfi. Anche se non è sempre possibile, ma non deve mai smettere il tentativo di provarci.”

Poi però è arrivato un momento in cui l’incarico è terminato prima della sua scadenza naturale
“Il mio lavoro è cresciuto in questo periodo e mi ha messo davanti ad una scelta. Gestire due agende così fitte non sarebbe stato possibile né responsabile. Ho voluto continuare lo stesso rapporto di correttezza che fin dall’inizio abbiamo avuto io e il sindaco. Muzzarelli ha una passione straordinaria, mi ha dato molto politicamente e si è comportato con me sempre in modo chiaro e corretto. Abbiamo avuto i nostri scambi di vedute, ma è anche nato un rapporto personale, come ha detto lui stesso il giorno delle miei dimissioni. Così ho voluto essere altrettanto chiaro e onesto.”

Rotella ci regala un’immagine di Modena davvero importante e, allo stesso tempo, molto impegnativa. Il riconoscimento di un tessuto sociale complesso e impegnato, con potenzialità e possibilità vive e operanti è un livello da mantenere per vivere ogni cambiamento e ogni decisione. “Amministrare una città è raccogliere una sfida con problemi di elevata complessità e con obiettivi e soluzioni che devono raccogliere il più possibile ognuna di queste realtà. L’amministratore lavora per difendere tutti, non tiene una parte contro un’altra e si pone degli obiettivi razionali, con il valore più alto possibile.”

Se Modena è davvero un contesto così ricco ogni occasione persa o fallita per litigiosità sarà doppiamente pesante per tutta la città.

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