Modena, città dell’accoglienza: il progetto WelcHome

Nel rapporto 2015 dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) “Un mondo in guerra”, emergeva che le persone costrette a lasciare le proprie case a causa dei conflitti arrivassero a 60 milioni, superando il numero massimo di profughi al termine della seconda guerra mondiale, pari a 50 milioni. Una situazione quindi senza precedenti nella storia recente. Il rapporto 2016 dell’UNHCR evidenzia un ulteriore peggioramento: le persone in fuga al mondo sono cresciute in un solo anno di altri 5,8 milioni, superando i 65 milioni. Il 51% dei rifugiati a livello mondiale è costituito da ragazzi sotto i 18 anni, alcuni dei quali privi di famiglia. Dei migranti sbarcati in Italia nel 2016, il 15% è costituito da minori, la quasi totalità, circa 15.000, non accompagnati, in forte crescita rispetto agli anni precedenti. In grande maggioranza maschi, oltre l’80% ha più di 16 anni, oltre il 53% più 17 anni di età, provenienti da dall’Africa settentrionale (Egitto, Marocco), dal Corno d’Africa (Eritrea, Somalia), Africa sub-sahariana (Nigeria, Gambia,…), Albania e dai paesi asiatici (Pakistan, Afghanistan, Bangladesh). Accomunati dalla violenza vista e subita nel viaggio, specie in Libia, e dal trauma dell’attraversamento del Mediterraneo: l’anno 2016 è il più letale mai registrato, con oltre 3.100 persone morte da gennaio.

A Modena nel corso dei primo otto mesi del 2016 sono stati presi in carico 134 minori stranieri non accompagnati. Attualmente 113 di questi sono in accoglienza, 83 in comunità residenziali per minori, 29 in affido famigliare. I minori non accompagnati, per la condizione di particolarmente vulnerabilità, sono oggetto di particolare protezione sia dalle normative internazionali che nazionali, rispetto a rischio di sfruttamento, difficoltà nella regolarizzazione alla maggiore età, che richiede un progetto di integrazione solido. Per questi motivi lo strumento dell’accoglienza in famiglia può essere decisivo per questi ragazzi, per ricreare un contesto di buone relazioni e di crescita. Questa l’origine del progetto “WelcHome,accoglienza in famiglia” iniziato nell’ottobre 2015, promosso dal Comune di Modena, Assessorato alla Coesione Sociale, Sanità, Welfare, Integrazione
e Cittadinanza, insieme al Terzo Settore e le Associazioni di volontariato, con l’obiettivo di sperimentare forme innovative di accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati, minori stranieri non accompagnati, in contesti non istituzionalizzanti come le famiglie, italiane o straniere, residenti nella nostra città, integrando il sistema attuale, basato quasi esclusivamente sull’inserimento in comunità, gruppi appartamento e strutture per l’autonomia.

Martedì 28 marzo alle 20.30 l’esperienza di accoglienza in famiglia di giovani richiedenti asilo e rifugiati sarà raccontata da alcune delle famiglie che stanno partecipando al progetto. La serata si svolgerà nella sala Alfonso Bucciarelli presso la parrocchia della Beata Vergine Addolorata, in via Rangoni 26. Dopo il buffet di benvenuto e i saluti dell’assessora al Welfare Giuliana Urbelli, la giornalista Alice Benatti intervisterà le famiglie WelcHome.

A portare la loro testimonianza saranno Fausto e Grazia, due genitori con due figlie piccole, che dopo diverse esperienze di affido, dallo scorso settembre accolgono in famiglia Caterina, una sedicenne albanese con un progetto biennale che accompagnerà la ragazzina fino alla maggiore età. Edoardo e Pierina sono invece una coppia non più giovane che ha trascorso molti anni in Australia e conosce bene le difficoltà dei migranti a integrarsi in una realtà diversa. Da due mesi accolgono Hadi, un ragazzo afgano di 17 anni che frequenta un corso di italiano al Cpia, è inserito in una polisportiva cittadina, frequenta i laboratori scolastici all’ipsia Corni e fa volontariato. Anche Edoardo e Pierina racconteranno la loro esperienza, come Francesco e Linda, che abitano a Pavullo e hanno due figli ormai grandi. Dallo scorso settembre vivono con loro Akil e Tamur, originari del Pakistan, neomaggiorenni, con un progetto che intende accompagnarli all’autonomia. La famiglia li ha aiutati a trovare un lavoro, ad inserirsi nel mondo del volontariato, li ha sollecitati ad apprendere la lingua italiana e a frequentare una palestra. Sono riusciti, anche attraverso queste attività, a trovare amici italiani e ora stanno pensando, sempre con il supporto della famiglia, all’autonomia abitativa.

fuga

Nella stessa serata ci sarà inoltre modo di ascoltare la voce di alcuni ragazzi della parrocchia BVA che sono diventati amici di minori stranieri non accompagnati inseriti nel progetto WelcHome. La Parrocchia è infatti un punto di riferimento per le famiglie WelcHome della città e un luogo di socializzazione per i ragazzi che accolgono.
Infine, porterà la sua testimonianza anche Gias, pakistano neo maggiorenne accolto da una coppia di Modena dopo un’esperienza in comunità, che racconta: “Sono due esperienze molto diverse. In questa famiglia mi sento accolto, capito, aiutato. Con una famiglia alle spalle è tutto più facile: andare a scuola, frequentare gli amici e conoscerne di nuovi. Insomma, qui non mi sento trattato come uno straniero”.

A Emanuela e Raffaele, la coppia che lo ha accolto offrendogli anche la possibilità di frequentare un corso professionale per diventare cuoco, è stato chiesto che cosa cambierebbero nella loro città alla luce dell’esperienza che stanno facendo. “Vorremmo che cambiasse l’atteggiamento delle persone nei confronti di chi è straniero – hanno detto – A Modena ci sono circa cento minori stranieri non accompagnati. Ci sembra impossibile che in una città di 180 mila abitanti e 90 mila nuclei familiari non si riesca a dare accoglienza e amore a ragazzi come Gias”.

Il progetto WelcHome è dal Settore Politiche sociali, sanitarie e per l’integrazione in collaborazione con Amazzonia Sviluppo, Arci Modena, Associazione Porta Aperta, Associazione Servizi Volontariato Modena, Associazioni straniere e comunità religiose di Modena, Auser, Caritas Diocesana, CSI Modena volontariato, Consulta comunale delle Politiche Familiari Solidali e della Coesione Sociale, Forum delle Associazioni Familiari, Forum Terzo Settore, Insieme in Quartiere per la città, Noè, Oplà, Rete Famiglie per l’Accoglienza, Una Mano alla Città.

Fonte immagine di copertina: Pixabay

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