Ma l’homo oeconomicus ha ancora bisogno dei Classici?

“Li riconosci spesso quelli che hanno frequentato il liceo classico (non solo dagli occhiali che quasi sempre portano). Li riconosci dal modo di parlare e di scrivere: segno concreto che il greco è entrato dentro di loro, nel modo di vedere e di esprimere il mondo in italiano, e mai più ne è uscito”, scrive Andrea Marcolongo, autrice del bestseller “La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco“, giovane grecista ed ex ghostwriter di Matteo Renzi. Li riconosci dal fatto che non sono pagati, come spesso accade a chi si macchia di attività letteraria e come è accaduto alla macchina da discorsi di Renzi, che ha preferito lasciare Palazzo Chigi per sbarcare sul mercato editoriale, con le sue citazioni alla “generazione Telemaco”, e piazzare un libro sul greco al vertice delle classifiche di vendita. Effetto sorpresa per chi si è perso il dibattito sulla validità del Liceo classico e delle cosiddette “lingue morte”, alla moda almeno quanto il generale calo delle iscrizioni degli studenti.

Se, a livello nazionale, il 2017 si è aperto con una rivincita delle iscrizioni ai Licei, nulla si può contro i Tecnici in Emilia Romagna, dove gli studenti li hanno preferiti per il 35,8%. A Modena è toccata la polemica sulla fusione tra il blasonato Liceo Classico San Carlo, storica culla della classe dirigente modenese, e il Liceo Muratori, che ha fatto dell’indirizzo linguistico il cavallo di battaglia delle iscrizioni.

Ecco cosa pensano gli insegnanti del neonato Liceo classico e linguistico Muratori-San Carlo (rigorosamente in ordine alfabetico) degli effetti della fusione in città, della vitalità delle lingue morte e del valore degli studi classici nella formazione degli adolescenti.

Secondo i dati ufficiali a livello nazionale relativi alle ultime iscrizioni, abbiamo assistito a una vera rivincita del Liceo classico. Com’è la situazione a Modena? Il Liceo classico può ancora competere con i tecnici e i professionali?
“La attuale situazione del liceo classico nella nostra città rende difficile e forse non significativa questa valutazione”, afferma la Professoressa di Italiano e Latino Donata Ghermandi. “Nel 2016 il liceo Muratori ha completato la fusione con l’altro liceo classico cittadino, il San Carlo e, per la prima volta, le due scuole, diverse per tradizione, si sono proposte alla cittadinanza e si sono aperte alle nuove iscrizioni come unico liceo classico di Modena. La fusione fra due istituti produce inevitabilmente, soprattutto in una realtà piccola come quella modenese, un iniziale disorientamento, quindi noi ci aspettavamo una sensibile flessione nelle presenze. In realtà, i dati finora pervenuti non sono preoccupanti: il numero delle classi in entrata quest’anno è lo stesso di quelle in uscita. Se ci confrontiamo con altre scuole che hanno vissuto l’esperienza della fusione, siamo portati a non ritenere questi dati come definitivi, e confidiamo che nei prossimi anni anche a Modena si potrà parlare di rivincita del classico”.

"Rivali inconsce" di Lawrence Alma-Tadema
“Rivali inconsce” di Lawrence Alma-Tadema

Considerando la crisi economica e il conseguente aumento della disoccupazione in Italia, quali argomenti possono essere usati, oggi, per avvicinare le persone agli studi classici?
“Negli ultimi decenni, e sempre più velocemente di anno in anno, il mondo è profondamente trasformato nelle sue modalità di scambio e di comunicazione”, nota la Professoressa di Italiano, latino e greco Silvia Macchioro. “Oggi viviamo in un mondo globale dove nella quotidianità ci dobbiamo rapportare con la diversità. Studiare le lingue e la cultura greca e latina, che sono da un lato antropologicamente diverse ma che rappresentano anche le radici della nostra identità culturale, ci aiuta a comprendere meglio noi stessi come persone e come individui storici e insieme ci insegna a riflettere con rispetto sulla percezione dell’Altro. Le culture trasmutano l’una nell’altra e la carta vincente del Classico è proprio la sua dimensione umanistica, se vogliamo che si incontrino e che non si scontrino. Anche l’homo oeconomicus ha bisogno dei “Classici”, checché se ne dica. Di recente ho incontrato due ex studenti di tanti anni fa (ora sposati e genitori e in visita nella scuola con il figlio di III media che sperano scelga il Liceo Classico) e il padre mi ha poi scritto – tramite Linkedin – “Altro che chiacchiere… se vuoi parlare con gli uomini e non con le macchine… occorre che ti prepari a parlare con loro!” . E’ VERO.
E l’esercizio della traduzione non solo rafforza le competenze linguistiche trasversali ma abitua all’uso preciso del linguaggio settoriale, abitudine che è necessaria in tutte le discipline e attività. Inoltre, la traduzione richiede un procedimento che ha le stesse caratteristiche del procedere scientifico: formulare ipotesi, elaborare strategie, procedere per prove ed errori con pazienti successivi tentativi di verifica. Tradurre richiede la logica della matematica ma richiede più intuito e sensibilità culturale ed, ancora una volta, umana”.

Come giudica la “retorica” sulla difesa del Liceo classico molto diffusa ultimamente sulle pagine dei giornali? In particolare, sono stati utilizzati testimonial d’eccezione come gli imprenditori Adriano Olivetti e Steve Jobs, che ritenevano molto importante assumere umanisti oltre che ingegneri. Il Liceo classico ha bisogno di essere difeso secondo lei?
“Il liceo classico ha bisogno di essere difeso da chi ritiene il Latino e soprattutto il Greco materie “inutili””, aggiunge la Prof.ssa Ghermandi. “A cosa serve il Greco?” Quante volte mi sono sentita rivolgere questa domanda!) e, in parte, anche dai nostri ministri che da anni ormai “riformano” la scuola con una sola idea-guida, ridurre il numero delle ore per ridurre i costi. Non tutto quello che appare immediatamente “utile” ha il potere di sviluppare la mente. Chi si avvicina alla educazione ed alla cultura con la logica economica del risultato subito spendibile ( “mi insegna un mestiere”/ “mi procura uno stipendio”) confonde due cose molto differenti: la formazione professionale e la formazione della persona, che ha tempi lunghi e deve essere del tutto disinteressata. Adriano Olivetti, certo senza pensare al bilancio, assumeva poeti ed intellettuali per la biblioteca e la rivista della sua azienda per proteggere l’humanitas dell’ambiente di lavoro, per impedire che impiegati e operai venissero alienati del loro essere persone. Il liceo classico forma persone (almeno, cerca di farlo): ragazzi e ragazze che, studiando, diventano consapevoli delle proprie vocazioni e dei propri limiti, giovani cittadini con idee e progetti per il futuro, con gli occhi aperti sul mondo. Io credo che oggi ci sia molto bisogno di giovani capaci di guardare lontano, oltre l’orizzonte limitato dei social, del divertimento a tutti i costi, degli obiettivi immediati. Qualcuno ha regalato alla mia nipotina (2 anni) una felpa con la scritta Another day to be rich and famous: forse è davvero il caso di correre ai ripari”.

"Saffo e Alceo" di Lawrence Alma-Tadema
“Saffo e Alceo” di Lawrence Alma-Tadema

Che tipo di studenti, oggi, preferiscono il Liceo?
Risponde la Professoressa di Italiano, Latino e Greco Caterina Monari: “gli studenti che oggi preferiscono il classico sono ragazzi curiosi, generalmente predisposti a cogliere e a far propri il fascino e il potere della parola. Sono attratti dalle “storie” di vario tipo: racconti, miti, leggende, romanzi o narrazioni di argomento propriamente storico. Spesso sono buoni lettori, altri amano il cinema, qualcuno conosce il teatro. Utilizzano una vasta gamma di strumenti di comunicazione e di espressione e non si limitano al mondo multimediale, ma coltivano personali passioni che vanno dalla fotografia al disegno, dalla recitazione alla musica. Anche l’attività sportiva è per molti un modo complementare (e necessario) di esprimersi. Partecipano attivamente alle conversazioni avviate in classe dal docente, sono disposti a lavorare in gruppo e si lasciano sollecitare anche da proposte didattiche che esulano dalla routine. Quando sono invitati a riflettere, sanno ascoltare e provano a mettersi in gioco. In genere hanno un buon rapporto con l’istituzione scolastica, sono disponibili al dialogo educativo, ma sono anche esigenti nei confronti dell’ offerta formativa che si propone loro. Per dare buoni risultati, come del resto i loro coetanei, chiedono attenzione, pazienza, entusiasmo, comprensione”.

Quali sono i valori aggiunti che guadagna un adolescente che sceglie di dedicare molte ore agli studi classici?
“La maggioranza dei miei alunni”, conclude la Prof.ssa Ghermandi, “anche quelli che scoprono e amano moltissimo la bellezza della letteratura (questo è un primo “valore aggiunto” da non sottovalutare, oggi c’è molto bisogno di educare alla bellezza) da sempre sceglie facoltà scientifiche: medicina, ingegneria, geologia, statistica, farmacia, informatica. Non è un rifiuto, al contrario molti di loro sanno fin dall’inizio che non frequenteranno Lettere e Filosofia. (E’ interessante notare che questo cambiamento di rotta non riguarda i diplomati di indirizzo scientifico e tecnico, sebbene molti atenei abbiano istituito da anni corsi di alfabetizzazione di Latino per favorire iscrizioni di ogni provenienza). Io credo che questi ragazzi, che abbandonano le discipline umanistiche e affrontano all’università percorsi diversi, a volte studiando da zero materie per loro del tutto nuove, verifichino più di altri, su sé stessi, il valore aggiunto della loro preparazione. E’ venuta a trovarmi a scuola Anna, alunna della mia ultima Quinta che sta facendo il primo anno di Chimica, ha superato i primi esami ed è molto soddisfatta della sua scelta. Le ho chiesto quali difficoltà incontra e in che cosa si sente “più forte” dei suoi compagni di corso. Mi ha detto che si è resa conto di saper studiare, cioè affrontare un manuale da sola, organizzando il lavoro e inquadrando la disciplina in modo sistematico. In particolare, è avvantaggiata dalla abitudine mentale al confronto con fenomeni e argomenti complessi, dalla necessità di approfondire per capire davvero, di porsi domande e cercare risposte. Chi dedica molte ore agli studi classici guadagna questo valore aggiunto: è autonomo, attivo e consapevole nei confronti dello studio e lo sarà, in futuro, sul posto di lavoro. Sarà l’addetto che, posto di fronte a un problema, lo esamina e, se non ha la soluzione, sa dove o come cercarla, se non capisce una domanda o un passaggio chiede spiegazioni, è disposto a faticare per raggiungere un risultato, ma quando fa un passo avanti lascia alle sue spalle ordine, chiarezza e coerenza”.

"Aspettative" di Lawrence Alma-Tadema
“Aspettative” di Lawrence Alma-Tadema

Nell’ultimo periodo, i Licei hanno scelto di aprire le loro porte con le cosiddette “Notti”. Come si sono svolte queste iniziative a Modena e che riscontro hanno avuto?
“Il liceo classico e linguistico Muratori-San Carlo ha proposto “La notte dei Misteri”, nella sede di Viale Cittadella”, precisa la Prof.ssa Silvia Macchioro: “dagli antichi riti greci per Demetra, Dioniso e altre divinità alla multiculturalità di oggi la parola “mistero” è stata il filo rosso di letture, conferenze, proposte didattiche e creative, incontri sportivi e gastronomici, esperienze visive e sensoriali. In particolare, abbiamo avuto incontri con filologi e archeologi, oltre a varie proposte a cura di studenti e professori, come un recital con vari brani dalle letteratura greca latina e contemporanea, un altro recital in inglese e uno spazio per la musica che ha proposto una performance su Jim Morrison “dionisiaco” e la danza delle Tarantate. Inoltre, una serie di allestimenti e presentazioni, con Lucrezia Borgia, Pico della Mirandola e Dario Fo fino al Capodanno Cinese, al Cantico dei Cantici ed all’ aula trasformata in sacro giardino per ospitare gli Dei, tra piante ed essenze profumate. L’iniziativa, come già quelle dell’anno scorso, ha avuto un ottimo riscontro in termini di partecipazione sia di alunni e genitori sia di amici e visitatori esterni ed ha segnato con una atmosfera decisamente gioiosa e positiva un terreno di lavoro ora pienamente comune per le due sedi”.

Come risponde a chi sostiene che la traduzione da una lingua complessa abbia lo stesso valore sia che si tratti di latino e greco sia di una qualsiasi altra lingua moderna?
A rispondere è la docente di Italiano, Latino e Greco, nonché Vicepreside della sede San Carlo, Rita Ferrari. “Venerdì 10 febbraio a Bologna si è tenuto l’incontro dal titolo significativo Il latino come lingua straniera: tavola rotonda sulla certificazione linguistica, in cui si è siglato il Protocollo d’intesa tra l’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia-Romagna e la Consulta Universitaria di Studi Latini. Esso prevede la collaborazione dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna (sedi di Bologna e Ravenna), dell’Università degli Studi di Ferrara e dell’Università degli studi di Parma per promuovere lo studio delle discipline classiche con l’istituzione, anche in Emilia-Romagna, della Certificazione linguistica della lingua latina. Chi studia il latino può così valorizzare e testare quanto studiato con modalità attuali. Per salvaguardare una formazione classica fondata sulla capacità di analizzare linguisticamente i testi classici e comprenderne l’importanza, è necessario un costante aggiornamento sulla didattica delle lingue classiche: la certificazione è una stimolante prova di competenze che, a giudicare dalle esperienze già in atto in altre regioni, suscita interesse ed entusiasmo negli studenti. In quest’ottica la conoscenza della grammatica latina, ma anche di quella greca, è propedeutica all’apprendimento di molte altre lingue, delinea il profilo del discente come multitasking e abile nel problem solving con un valore aggiunto rispetto a qualsiasi lingua moderna: la lingua e la cultura classica permettono, infatti, di conoscere le nostre radici e di comprendere il cambiamento nel presente attraverso il paradigma dell’idem et alius, dell’uguale, ma insieme del diverso. Siamo lontani da Atene e Roma e nello stesso tempo vicini; ciò permette di avvicinarsi ad un’altra cultura con un potente e distaccato approccio critico che non esclude passione e curiosità”.

“È al greco che torniamo quando siamo stanchi della vaghezza, della confusione; e della nostra epoca”, aveva ragione allora Virginia Woolf, ma sarà il tempo a dire se il Liceo classico vincerà la battaglia per la sua sopravvivenza in questa epoca di lingue vive su contenuti in fin di vita.

Immagine di copertina: “Una lettura di Omero” di Lawrence Alma-Tadema (fonte: Wikiart)

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