L’urlo silenzioso degli innocenti

L’urlo silenzioso degli innocenti

Tra quelli seguiti a vario titolo dai servizi sociali, sono 100 mila i minori in Italia vittime di violenza sessuale, psicologica o trascuratezza grave. Ma il fenomeno è solo la punta dell'iceberg, i casi "sommersi" sono sicuramente molti di più. E' quanto emerso dagli Stati Generali sul maltrattamento dei minori in Italia tenutisi a Bologna la scorsa settimana. Migliore la situazione in Emilia-Romagna, con 1760 casi accertati.

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Secondo uno studio della Bocconi di Milano, i danni provocati dagli abusi suoi minori in Italia, danni che necessitano di cure mediche e assistenza psicologica, programmi di intervento e di protezione pesano sul bilancio pubblico per una cifra di circa 13 miliardi di euro. Un’enormità. Ma, mai come quando si parla di bambini, sottolineare il costo economico di un fenomeno ha il senso di renderne fino in fondo la gravità. Lo studio è del 2013 ma è assai probabile che il dato possa essere considerato ancora valido se, nella due giorni degli Stati Generali sul maltrattamento  dei minori in Italia tenutasi a Bologna la scorsa settimana – un evento organizzato da CISMAI, Coordinamento italiano dei Servizi contro il maltrattamento e l’abuso all’infanzia – è emerso il numero agghiacciante di oltre centomila minori, tra quelli attualmente in carico (a vario titolo) ai servizi sociali, vittime di varie forme di abusi. Un dato che non corrisponderebbe nemmeno a quello reale, effettivo: i bambini in condizioni di bisogno ma che, per vari motivi, non entrano nella rete dei servizi, sarebbero molti di più. Secondo una stima dell’OMS, almeno nove volte tanto. Le categorie più esposte sono le bambine e gli stranieri, con maggior frequenza al Centro e al Sud che registrano, rispettivamente, 259,9 e 273,7 casi ogni 1000 minori contro i 155,7 del Nord. Infine, il 47% dei bambini e delle bambine in carico ai servizi è vittima di gradi variabili di trascuratezza materiale e affettiva, percentualmente, la forma di maltrattamento più diffusa.

Decisamente più contenuta la situazione in Emilia-Romagna dove – come segnala il report 2016 (ma i dati si riferiscono al 2014) del Sisam, l’Ente regionale preposto al tema – i minorenni in carico ai servizi sociali erano 55.141, «7,7 ogni cento minorenni residenti»: 1.760 di questi avevano subito «violenza sessuale, psicologica o trascuratezza grave, circa 2,5 ogni mille minorenni residenti e il 3,2% del totale dei minorenni in carico». Una situazione migliore rispetto al quadro nazionale che però non deve far abbassare la guardia, tanto più in una stagione come questa di profondi mutamenti sociali e di gravi difficoltà economiche per molte famiglie, con tutte le tensioni che possono derivare e che, spesso, proprio all’interno della cerchia familiare trovano primariamente sfogo.

Il Convegno bolognese si è chiuso con la lettura dei 10 punti individuati dal Cismai come priorità che la politica, le istituzioni e gli operatori, dovranno affrontare al più presto. Tra questi, l’invito urgente “che lo Stato si doti di una legge organica sulla prevenzione che metta a sistema le misure su questa materia, le azioni e gli interventi da porre in atto per contrastare efficacemente il maltrattamento”. Invito raccolto dalla deputata PD Sandra Zampa, vicepresidente della Commissione bicamerale infanzia e adolescenza, che nel corso del convegno ha presentato una proposta di legge volta a istituire presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri l’Ufficio nazionale per la prevenzione del maltrattamento sui bambini. Un ufficio il cui compito primario sarebbe di coordinare politiche e interventi, formazione del personale sociale, sanitario, scolastico e giudiziario. La proposta di legge propone inoltre di istituire un Fondo nazionale per la prevenzione del maltrattamento sui bambini, con una serie di interventi “mirati a informare e a diffondere una nuova cultura dei diritti del bambino fondata sulla consapevolezza che la società tutta deve essere coinvolta a tutela dell’infanzia”.

Fonte immagine di copertina: Piattaforma infanzia

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