“L’arte? E’ la più grande forma di ribellione che esista”

“L’arte? E’ la più grande forma di ribellione che esista”

Luca Ispani, poeta modenese tradotto in Inghilterra, Australia, Stati Uniti e Messico, mi racconta che scrivere poesie nel 2017 è un atto d’amore e di dolore verso se stessi e verso il mondo che ci circonda, è un dovere civile e rivoluzionario insieme. E cosa c’è di ancora più rivoluzionario che leggerla, la poesia, nel 2017?

0
CONDIVIDI

“La mia idea di poesia è sempre stata quella di denunciare il malessere e il disagio che i miei occhi potevano incontrare o che i libri e i giornali mi facessero conoscere e approfondire. La poesia è l’urlo di chi non può avere la voce per farlo. Viene letta da tante persone fortunatamente ma non saranno mai abbastanza se non insegniamo alle giovani generazioni che l’arte è la più grande forma di ribellione che esista”.

Luca Ispani, classe 1979, originario di Monfestino, abita a Rami di Ravarino con sua moglie Elisa e uno staffordshire bull terrier di nome Liam che tra poco compie sette anni.

“Lavoro a Nonantola come dipendente di un’azienda che produce aceto balsamico ormai da 11 anni. Tuttavia appena posso scappo con la mia famiglia a Monfestino, l’unico vero posto che io possa definire davvero “casa” e dove penso di aver prodotto nella calma e nel silenzio i miei scritti migliori”.

Luca Ispani

Luca ama scrivere, in particolar modo poesie. “Questa passione è nata in modo molto naturale. Ho sempre letto molto fin da bambino, ho avuto problemi di salute che purtroppo mi hanno tenuto in ospedale diverso tempo e in modo assolutamente involontario da leggere sono passato a scrivere. Già a 8 anni vincevo a Vicenza, dove ero ricoverato, un premio in collaborazione con una radio locale e l’ospedale che mi aveva in cura. Da lì, grazie anche ad insegnanti che assecondavano questa mia passione ho iniziato ad approfondire autori e a leggere tantissima poesia.
Ho partecipato negli anni a vari concorsi arrivando sempre finalista e portandomi a casa tre primi posti. Particolarmente significativo è stato il premio “Alessandro Tassoni” che mi ha visto finalista con due poesie: una sul morbo di Alzheimer e una sulla Terra dei fuochi”.

Luca è stato tradotto in Inghilterra, Australia, Stati Uniti e Messico e pubblicato su riviste e blog come The last american vagabond, SimplyArt, Desinformémonos e non ultimo Art everywhere “con il quale – ci spiega – sto accordandomi per esibirmi in qualche locale a Dallas in Texas nel 2019. In Italia ho sempre seguito la scena underground, scena che mi ha parecchio influenzato fin dalle mie letture e ho fatto parte di diversi collettivi come Bibbia d’Asfalto e Poetineranti …”

Ispani ha partecipato a svariati festival e reading pubblici e nel 2016 è arrivato a collezionare oltre 250 apparizioni in buona parte della nazione. “Da un anno circa collaboro con il collettivo “Alka-Seltzer” con cui mi trovo benissimo – prosegue Luca – Anche loro amano portare la poesia in giro e su questo ci siamo intesi subito”.

Luca ha una raccolta poetica in uscita “Urlare il nulla ” prefazionata da una delle sue poetesse preferite, un punto di riferimento a livello nazionale: Vera Bonaccini; negli anni ha messo insieme anche diversi scritti su Modena e sui capoluoghi e frazioni dell’Appennino, frutto delle storie sentite sui monti che gli piacerebbe mettere insieme in un altro nuovo libro.

“Mi ritengo un poeta di strada, in questi anni ho letto ovunque e quando ho avuto occasione di pubblicare qualcosa, ho fatto diverse opere di beneficenza. Nel 2013, in seguito al terremoto, ad esempio, ho pubblicato una piccola raccolta auto prodotta dal titolo “Solitudine del tempo” con l’intento di raccogliere fondi per un canile danneggiato dal terremoto e per aiutare un’associazione che si occupava di patologie neuro degenerative. Sono riuscito a vendere 365 copie e a fare buone donazioni”.

ispaniluca

Luca ha lanciato un progetto artistico molto interessante: Grungeart, da lui definito un continuo work in progress.
“Da quando hanno iniziato ad invitarmi ai festival e alle kermesse di letteratura ho notato con sempre maggiore interesse quanto sia penetrante la potenza del verso se contaminato con altre forme d’arte come l’arte visiva, ad esempio, e la musica.
Nel 2008 dopo l’ennesima dimostrazione decisi di muovermi anche io in questa direzione. L’unico modo che avevo per farlo era creare un progetto con artisti in grado di comprendere quanto la contaminazione sia importante.

Per questo dopo una serie di ricerche ho scelto di ripercorrere il movimento grunge degli anni ’90 perché molto adattabile alle tematiche dei miei testi e ho scelto musicisti che, come me, amano particolarmente questo genere di musica e questa formula di presentazione. Grungeart infatti è un continuo work in progress fatto di cut up formati da testi recitati e cover, alternanze, accompagnamenti specifici per i brani performati con la voce narrante e ci sarà l’arte visiva che inizieremo a sviluppare a breve.
Ad accompagnarmi in questo splendido viaggio c’è mio fratello cantante Simone Ispani, il bassista Gabriele Grazia, il chitarrista Alberto Sechi e il batterista Brian Chiossi.

Abbiamo già delle date certe dove inizieremo a esibirci come il 9 aprile al giardino Perla Verde di Nonantola nell’ambito della festa di primavera mentre il 17 giugno saremo in piazza della Repubblica a Serramazzoni e il 25 al Wild Rover pub di Manzolino (Castelfranco E.). Aggiorneremo a mano a mano il tutto sulla nostra pagina facebook Grungeart, vi aspettiamo!”.

CONDIVIDI
Giornalista pubblicista e addetta stampa, collaboro a diverse testate, locali e non. Scrivendo poesie sono arrivata a scrivere articoli, due mo(n)di diversi per rispondere alla mia passione per l'evoluzione del circostante. Tra versi e numeri di battute da rispettare, scrivo ciò che vedo e sento attorno a me, mi racconto, vi racconto.

NESSUN COMMENTO

Rispondi