L’algoritmo diventa arte, e si chiama A.N.N.A.

L’algoritmo diventa arte, e si chiama A.N.N.A.

A.N.N.A. è un'installazione immersiva realizzata dal collettivo modenese Delumen presso la Sala dei Cardinali della Fondazione San Carlo. La tecnica usata, il mapping procedurale. Il risultato, le luminescenze dello spazio profondo nello spazio di una sala. Con l'aiuto prezioso dell'affresco che ne decora il soffitto e di una pedana-specchio. Si potrà visitare dal 20 aprile fino al 5 maggio, "a testa in su o a testa in giù".

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FSC Modena - Sala dei Cardinali

Il 20 aprile alle 18:00 inaugura presso la Sala dei Cardinali della Fondazione San Carlo l’installazione A.N.N.A, un’opera immersiva che dialoga in modo del tutto nuovo con lo spazio in cui è allestita, gli affreschi dipinti sul soffitto e lo spettatore. Chi salirà lo Scalone sotto lo sguardo vigile dei ritratti di collegiali illustri, al termine della Galleria d’Onore si troverà davanti uno spettacolo inedito. E forse, all’inizio, avrà un po’ di vertigini.

L’installazione è curata da Antonella Battilani e realizzata dal collettivo modenese Delumen. Formatosi nel 2013, è composto da una squadra di programmatori, musicisti, tecnici ed esperti in comunicazione, e ha all’attivo lavori in Italia e all’estero, dalla Germania a Dubai. Menti creative ed eterogenee che lavorano a braccetto con le nuove tecnologie, i membri di Delumen sono specializzati nell’intrattenimento artistico audiovisivo. Per questo motivo, A.N.N.A si inserisce in modo naturale all’interno dell’ultimo tema trattato nel ciclo di conferenze della Fondazione San Carlo: la presenza della tecnica nel mondo contemporaneo. (Ne avevamo parlato anche noi nell’articolo dedicato all’automa F.A.C.E, oggetto di uno degli incontri presso la Fondazione).

FSC Modena - Sala dei Cardinali
FSC Modena – Sala dei Cardinali

Con A.N.N.A vanno in scena le implicazioni che la tecnica può avere nel mondo dell’arte. E’ sufficiente dimenticare quell’iniziale senso di vertigine e avventurarsi nel mezzo della Sala dei Cardinali, sopra la pedana-specchio posta sul pavimento. A quel punto, ci si trova dentro l’installazione e si può guardare in basso o in alto. La sensazione è quella di essere immersi in un fluttuare di fili luminosi, macchie d’inchiostro, bolle di colore e nidi fosforescenti. E ancora, impulsi intermittenti che si muovono a branchi come acciughe dalla pancia brillante, sinapsi che diventano vortici viola, abissi accelerati. L’affresco spunta a tratti, si ricompone, si frantuma, si modella e rifà capolino. A ritmo di musica.

Lumiscenze di uno spazio dilatato nello spazio di un soffitto

Raoul Battilani
Raoul Battilani

Il segreto di A.N.N.A si chiama mapping procedurale. Ce lo spiega Raoul Battilani, art director di Delumen: “Abbiamo campionato l’affresco, i suoi colori e i suoi contrasti fra chiari e scuri grazie a un algoritmo che abbiamo scritto. Lo abbiamo ricostruito con la stessa tecnologia del mapping per le proiezioni architetturali. Però, quando si fa un mapping architetturale la struttura è passiva: siamo noi che decidiamo cosa dire, creando i contenuti in base all’architettura della struttura. Con il mapping procedurale, invece, l’affresco è attivo: ci ha dato lui le tonalità del suono, il tema, i colori, le cromie e tutto il resto”.

Fra le pieghe delle vesti che sbucano dalle architetture dipinte, fra le nuvole, il cielo e la prospettiva scorciata, l’affresco ci parla e rivela un sé nascosto, la sua rete neurale artificiale. Che fra l’altro dà il nome all’installazione: A.N.N.A significa infatti Artificial Neural Netwok. Continua Raoul Battilani: “Abbiamo creato l’algoritmo basandoci sulle connessioni della rete neurale, cioè il nostro processo legato a un’idea. La prima fase è l’input, quindi i recettori e le sinapsi che si attivano nel momento in cui abbiamo un impulso. Poi c’è la fase nascosta di creazione. Infine l’output, il risultato”. Queste fasi corrispondono anche alle tre parti in cui si articola A.N.N.A: la prima molto astratta, la seconda in cui l’affresco comincia a emergere e l’ultima in cui il colore diventa protagonista.

E l’ultima “A” di A.N.N.A? È il tocco finale, la pedana-specchio. Riflettendo il soffitto affrescato della Sala dei Cardinali, riflette anche il turbine delle sue immagini segrete dilatando lo spazio in modo ancor più illusionistico. Ovviamente, sullo specchio si può camminare. Anzi, si deve. “Non è stato facile trovare il vetro adatto, resistente e temprato al punto giusto, – conclude Raoul Battilani – ma il risultato permette allo spettatore di essere attivo”. E di immergersi testa e piedi dentro una magica sinestesia.

FSC Modena - Sala dei Cardinali

Per conoscere A.N.N.A

L’installazione A.N.N.A sarà visitabile fino al 5 maggio, dal lunedì al venerdì, dalle 16:00 alle 19:00.
Si prevedono aperture speciali secondo gli stessi orari il 22 aprile (con visita guidata a cura di Patrizia Curti alle 17:00) e il 29 aprile (con incontro con Raoul Battilani alle 17:00). L’installazione rimane chiusa il 25 aprile e il 1 maggio.

Tutte le immagini sono di Studio 129.

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Nata a Modena, si è laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Pisa. Lavora come autrice e copywriter collaborando con agenzie di comunicazione, enti culturali e giornali.

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