La qualità del servizio ferroviario in Emilia-Romagna

La qualità del servizio ferroviario in Emilia-Romagna

Una mobilità pubblica che incida davvero sull'uso compulsivo che in Italia abbiamo dei mezzi privati deve essere efficace ed efficiente. Come è la situazione del servizio ferroviario nella nostra regione? Complessivamente buona, dice un rapporto di Legambiente. Ma la maggior parte dei treni (oltre il 70%) ha più di 15 anni, dato che ci pone lontani dagli standard europei.

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Torniamo sul tema della mobilità dopo la pubblicazione di due articoli che hanno dato il via a un interessante dibattito sui social. Nel primo – Il trasporto pubblico da “welfare per poveretti” a investimento di rigenerazione urbana – l’ingegnere modenese Claudio Borsari, impiegato a Londra in una società che si occupa di pianificazione dei trasporti, puntava l’attenzione su un modello ideale – ma fattibile – di mobilità che renda l’auto privata inutile. Anzi, addirittura un peso per chi la possiede. Nel secondo pezzo – Il trasporto pubblico e i non luoghi a Modena – Roberto Olivari, pure lui ingegnere e modenese, pure lui impiegato a Londra (ma al Ministero dei Trasporti), segnalava come in Italia il trasporto pubblico sia segnato da sempre da un vizio di fondo: “Il patto con i cittadini prevede la fornitura di un servizio il più delle volte scadente, ma a prezzi stracciati”.

Un’affermazione tutto sommato confermata da un servizio pubblicato proprio oggi dal Post di Luca Sofri che paragona il servizio ferroviario italiano a quello di altri paesi europei. In sintesi: i nostri biglietti costano meno che nella maggior parte dei paesi europei e viaggiare è molto sicuro, ma ci sono meno servizi e molti più ritardi. “I più recenti dati dell’Unione Europea sul prezzo dei biglietti ferroviari nei diversi paesi membri – si legge nel pezzo – sono quelli dello Study on the prices and quality of rail passenger services pubblicato nell’aprile del 2016. I treni italiani sono molto più economici non solo di quelli britannici, ma anche di molti altri paesi europei: e questo vale non solo per i treni a breve percorrenza ma anche per quelli a lunga percorrenza e ad alta velocità”. Di contro però, sempre lo stesso report segnala che “tra i paesi con grandi reti ferroviarie, la Germania e l’Italia sono quelli in cui ci sono più ritardi sui treni a lunga percorrenza: in entrambi i paesi meno del 75 per cento dei treni sono puntuali. Ma i ritardi italiani e quelli tedeschi sono diversi: in Germania un treno è considerato in ritardo se raggiunge la stazione d’arrivo dopo 5 minuti e 59 secondi o più rispetto all’orario previsto, in Italia la soglia è 15 minuti. Nel 2014 solo in Ungheria e in Slovenia i treni regionali e locali sono stati più in ritardo che in Italia”.

Questo il quadro generale. Se limitiamo il nostro orizzonte alla sola Emilia-Romagna la situazione complessiva è complessivamente positiva, con qualche ombra. Secondo l’ultimo report ti Trenitalia sul “Trasporto regionale 2016” pubblicato il dicembre scorso su Pendolaria.it il sito di Legambiente dedicato “ai treni regionali e locali, al pendolarismo ed alla mobilita’ urbana, per contribuire a creare un trasporto ferroviario regionale e locale moderno, per città meno inquinate e più vivibili” la nostra regione presenta trend positivi per quanto riguarda le voci “puntualità” e “affidabilità dei mezzi” e uno molto positivo per quanto riguarda la “regolarità” (cioè la percentuale di cancellazioni) del servizio offerto. Il confronto con il biennio precedente al 2016,evidenza il miglioramento di quasi tutti i dati:

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L’Emilia-Romagna nella quale si muovono circa 200 mila persone ogni giorno – segnala sempre Legambiente – è anche tra le regioni che nel periodo preso in esame, dal 2010 al 2016, ha effettuato meno tagli ai servizi (-3,9%) a fronte di un aumento delle tariffe del +19,1%. Per dire, nello stesso periodo, il Piemonte ha tagliato l’8,4% dei servizi con un aumento delle tariffe pari al +47,3%. In questo quadro tutto sommato positivo, un’ombra costituisce l’età media del materiale rotabile, 17,7 anni con il 70,5% dei treni vecchi di più di 15 anni. Percentuale che vede la nostra regione al quarto posto – dopo Molise, Sardegna e Calabria – per presenza di treni non proprio nuovissimi. Inoltre, il report del 2015 “Nuovi treni per città più vivibili, lo studio di Legambiente, con il contributo di Ansaldo Breda“, si rivela che addirittura il 38,2% hanno oltre 20 anni di età, treni troppo vecchi e lontani dagli standard europei.

Treni2016

In copertina: il Minuetto in uno scatto di Luigi Rosa in Licenza CC.

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1 COMMENTO

  1. quello che l’analisi del servizio fornito non dice è che il principale problema è proprio il servizio fornito. Modena è da sempre penalizzata dalle scelte che vengono fatte a Bologna, nel disinteresse o apatia dei nostri rappresentanti. innanzitutto nessuna infrastruttura nel nostro territorio è interessata da interventi atti a potenziare e velocizzare il servizio, anzi in alcuni casi interventi non finiti o fatti alla “giudaboia”, tipo il raddoppio non completato tra Modena e Soliera sulla Verona, hanno avuto l’effetto assurdo di rallentare il servizio. e quanto a servizi offerti…la nostra ferrovia regionale (Sassuolo) è stata quella più penalizzata dai tagli del 2010-2011, e il servizio sulla Modena-Verona è stato troncato a Mantova in favore di un cadenzamento orario lentissimo (un’ora e un quarto per arrivare a Mantova, quando in macchina in meno di un’ora si è a Verona) facendo perdere attrattività alla linea che infatti ha iniziato, e poi continuato, a perdere utenza appena modificato il servizio. alla liberazione della Bologna-Prato-Firenze dai treni rapidi non è seguita l’istituzione di un servizio regionale veloce per Firenze (a cosa serve avere un treno ogni venti minuti, tra regionali e FrecciaBIanca, per la riviera e 4-5 treni al giorno appena per Firenze?). e poi è diventato impossibile andare a Genova senza fare DUE cambi, o a Torino senza prendere l’Alta Velocità (a Reggio Calatrava…), e anche il collegamento su Milano è peggioratissimo (o si va in FrecciaBianca con lo stesso servizio che fino a pochi anni fa facevano gli interregionali, ma pagando il triplo, o ci si impiegano 2h40’…).

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