Il segreto dell’Antoniano e del suo piccolo coro

Sono passati solo un paio di mesi da quando nel modenese si è festeggiata la vittoria nella scorsa edizione dello “Zecchino d’oro” della piccola pavullese Chiara Masetti con il brano “Quel bulletto del carciofo” che già si lavora alla nuova edizione – la sessantesima – che andrà in scena a fine novembre. Tra i sedici giurati della commissione che ha scelto tra quasi cinquecento proposte le dodici canzoni che parteciperanno all’edizione 2017 dello storico festival della canzone per bambini, quest’anno c’era anche la giornalista del mensile Vita Sara De Carli. Di questa sua esperienza De Carli ha raccontato in un bell’articolo pubblicato sulla versione online della rivista “Cosa c’è sotto le canzoni dello Zecchino d’Oro“.

Sara De Carli
Sara De Carli

Un titolo un po’ furbetto, per la certa qual dose di ambiguità dalla quale ci si potrebbe aspettare chissà quali “losche” rivelazioni. In realtà – racconta la giornalista – quel che “c’è sotto”, è quasi meglio di quel che “c’è sopra”; della serie: “forse non tutti sanno che…”. Già, perché chi non conosce la lunga storia di questo festival andato in onda in televisione per la prima volta il 24 settembre 1959, potrebbe pensare a una variante solo un po’ agé di programmi come “Little big Show” di Mediaset, spettacolo condotto da Gerry Scotti che vede esibirsi in tv bambini tra i 4 e i 12 anni “con un talento speciale”, o “Kid’s Got Talent” su Sky, con Claudio Bisio a presentare la versione italiana di questo format internazionale in cui i bambini (non in una gara ma in una semplice esibizione) mettono in scena sul palco le proprie qualità.

Lo Zecchino però è altro, “significa scoprire un mondo che va ben oltre lo Zecchino, a cominciare dai pranzi in mensa, accanto a chi vive in strada e qui ogni giorno siede alla stessa tavola con operatori, dipendenti e volontari, in un momento di condivisione autentica” scrive De Carli. Nell’universo bolognese dell’Antoniano, il festival è solo una componente – anche se di certo quella dotata di maggior visibilità – di un’impresa sociale “con dei prodotti culturali che discendono a cascata dal mondo musica (lo Zecchino, le canzoni e poi negli anni i cartoni, le trasmissioni, il teatro, i laboratori per i bambini…) a pagamento, e dei prodotti sociali (dalla mensa in giù) gratuiti, finanziati con quanto proviene dalla musica e con il fundraising”. Una visibilità, quella del marchio “Zecchino d’oro”, ulteriormente accresciuta quest’anno dalla presenza come ospite del Piccolo Coro “Mariele Ventre” dell’Antoniano nella terza serata del Festival di Sanremo dove – per festeggiare i suoi primi sessant’anni – si è esibito in un medley di alcune fra le più note canzoni della storia dello Zecchino.

Ma “le luci di Sanremo – continua De Carli – il viaggio del Piccolo Coro in Cina, i numeri da capogiro di visualizzazioni delle canzoni dello Zecchino d’Oro su Youtube (lo Zecchino è da mesi il secondo artista più visualizzato in Italia, dopo J-Ax e prima di Vasco Rossi) non sono un altro mondo: sono lo stesso mondo delle 521 persone che si sono rivolte al Centro di Ascolto, delle 700 che hanno goduto dei 34.497 pasti distribuiti alla mensa, dei 150 stranieri che ogni settimana partecipano a uno dei 13 laboratori attivi, alcuni gestiti proprio da persone che sono passate da quello stesso percorso, così che il laboratorio stesso diventa già esperienza di integrazione, delle 25 persone che hanno trovato una casa al Centro San Ruffillo. Tutti calcano gli stessi corridoi, tutti si incrociano giorno dopo giorno e così le differenze diventano famigliari e le note di compongono in un’armonia: forse è questo il segreto dell’Antoniano e del suo Piccolo Coro”.

Dal 1991 i ricavi economici della manifestazione sono devoluti ad opere di bene, attraverso una speciale raccolta di fondi chiamata “Cuore dello Zecchino d’Oro” (“Fiore della solidarietà” fino al 2012) il cui motto è “Aiutateci ad aiutare”. Lungo ed emozionante l’elenco dei “fiori della solidarietà” sbocciati in Italia e nel mondo in venticinque anni grazie allo Zecchino e agli eventi ad esso correlati: dalla costruzione nel 1991 di tre scuole elementari e vaccinazione (vaccino polivalente) di 50.000 bambini a Shelabunia e Khulna, Bangladesh, alla costruzione di una scuola materna a Betlemme, Palestina intitolata a Mariele Ventre e frequentata da cristiani e musulmani, a opere destinate alla condizione degli anziani in Italia e tanto altro ancora.

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Da segnalare inoltre, il “pezzetto forse meno noto dell’Antoniano”: Antoniano Insieme, un Centro Ambulatoriale di Medicina Fisica e Riabilitazione che offre servizi di prevenzione, diagnosi e riabilitazione ai bambini in età evolutiva affetti da diversi tipi di fragilità. Il Centro rappresenta una realtà di supporto alle famiglie che spesso si trovano nella difficoltà di trovare una risposta dalle istituzioni e hanno bisogno di un aiuto di carattere psicologico per affrontare ed accettare le fragilità del proprio figlio. Grazie ad una équipe specializzata in ambito riabilitativo con operatori qualificati in psicologia, neuropsichiatria infantile, logopedia, fisioterapia, psicomotricità, e musicoterapia è al fianco delle famiglie ogni giorno. Nell’ultimo anno sono stati in tutto 234 i bambini seguiti, 3350 le ore di logopedia effettuate, 260 quelle di psicoterapia, 950 di musicoterapia e 1050 di psicomotricità.

Infine, è del maggio scorso l’avvio del progetto dell’apertura serale della storica mensa dell’Antoniano attiva dal 1954, grazie alla collaborazione di Food for Soul, iniziativa ideata da Massimo Bottura, chef numero uno al mondo, che mira a costituire un senso di dignità intorno alla tavola: la mensa è ora aperta a cena ogni lunedì accogliendo famiglie con bambini in difficoltà della città di Bologna. Un’altra componente dell’universo legato allo Zecchino che, nel 2017, si arricchirà di un nuovo tassello, come ha spiegato a Sara De Carli, Mauro Picciaiola, responsabile Ufficio Raccolta Fondi di Antoniano Onlus: “Stiamo pensando anche a un progetto di housing sociale, con percorsi di inserimento lavorativo e di microcredito per famiglie in difficoltà. Sarà la novità del 2017”.

Immagine di copertina: selezioni nazionali Zecchino d’oro. 

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