I Citytrees puliranno l’aria inquinatissima delle nostre città?

I Citytrees puliranno l’aria inquinatissima delle nostre città?

Da lunedì viene collocato a Modena il primo di sei citytree, pannelli biotecnologici inventati da una start up tedesca che svolgono la funzione di centinaia di alberi, contribuendo a ridurre l'inquinamento dell'aria. Bellissimo esperimento. Ma - avverte il meteorologo Luca Lombroso - occhio a non illuderci che "scappatoie tecnologiche" ci evitino l'obbligo di attuare soluzioni ben più significative (e drastiche) rispetto al riscaldamento globale.

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Dopo Oslo, Dresda, Honk Hong e diverse altre città, anche Modena avrà presto i suoi “alberi cittadini”. Da lunedì prossimo, 8 maggio, verranno installati anche da noi dei “Citytrees” – sei in in tutto – pannelli biotecnologici con tecnologia IoT (acronimo dell’inglese Internet of things) nati con l’obiettivo di “mangiare” lo smog in ambito urbano, filtrandolo e abbattendolo: impresa quanto mai indispensabile in pianura padana, notoriamente tra le aree più inquinate d’Europa (leggi: “L’inquinamento dell’aria non è un’emergenza, è una costante“). Si tratta in pratica di un pannello verde all’interno del quale sono piantati del muschio e altre piante particolari che agiscono positivamente sulla qualità dell’aria. I sei pannelli saranno collocati in alcune strade a forte percorrenza di Modena, nell’ambito di un progetto “City Tree Scaler” promosso e finanziato da Climate-Kic, “una comunità dell’innovazione” con sede a Londra (ma con “filiali” in varie città europee, tra cui Bologna) che riunisce più di 180 soggetti pubblici e privati – tra università, enti di ricerca, imprese e amministrazioni – organizzati in 12 hubs presenti in 10 paesi europei. Nata nel 2010, Climate-Kic ha tra i propri obiettivi diffondere la conoscenza, promuovere l’innovazione nella sfida ai cambiamenti climatici e favorire la creazione di una società “zerocarbon”.

citytree

Il primo pannello sarà collocato in viale Verdi, all’altezza della fermata dell’autobus più vicina a via Emilia est. I tecnici del settore Ambiente e Mobilità del Comune di Modena stanno effettuando i sopralluoghi per individuare le altre postazioni idonee, alcune a ridosso del centro storico, dove nei prossimi giorni saranno collocati gli altri citytrees. Il pannello “City tree”, vincitore di vari premi, è ideato e realizzato dalla start up tedesca Green city solutions con l’obiettivo di effettuare una sperimentazione sull’efficacia di filtri verdi biotecnologici (i Citytrees appunto) nel ridurre l’inquinamento atmosferico in ambiente urbano e diminuire gli effetti dell’isola di calore. Secondo quanto dichiarano gli ideatori – spiega il sito Startup Italia – “nei pressi dell’installazione (circa 50 metri) si viene a creare una sorta di area libera dallo smog. City Tree rappresenta dunque la soluzione ideale per le amministrazioni urbane interessate a offrire nuovi spazi sostenibili, a costi accessibili. Una combinazione unica di Internet of Things e piante. La tecnologia infatti è dotata di wi-fi, schermi digitali e sistemi di monitoraggio”.

Il Comune di Modena si è proposto come partner per la sperimentazione attraverso l’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile (Aess) di cui è socio fondatore e che è a sua volta affiliata a Climate-Kic. Il progetto prevede una campagna sperimentale di monitoraggio degli effetti sulla qualità dell’aria e sulla riduzione dei gas serra prodotti dall’installazione di sei Citytrees in strade a “effetto canyon” (lunghe, strette e intensamente trafficate, come viale Verdi) o caratterizzate da alti flussi di traffico dell’area urbana di Modena. I pannelli sono strutture autoportanti lunghi 3 metri, alti 4 e profondi 60 centimetri che supportano specifiche colture di muschio e piante vascolari che “divorano” polveri sottili (Pm10), biossido di azoto e ozono producendo, secondo i risultati dei test di laboratorio effettuati finora, lo stesso effetto di 275 alberi ma utilizzando meno dell’1 per cento di spazio. Secondo gli sviluppatori questo enorme filtro vegetale è in grado di rimuovere dall’aria circostante 240 tonnellate di CO2.

Secondo Green City Solutions, un solo Citytree svolge la funzione di 275 alberi
Secondo Green City Solutions, un solo Citytree svolge la funzione di 275 alberi

La campagna durerà fino alla fine del 2018 e le misurazioni saranno effettuate dai ricercatori di Isac-Cnr dell’Area della ricerca Cnr Bologna e Lecce con il coordinamento di Proambiente, consorzio di ricerca di Bologna applicata e sviluppo tecnologico formato da Cnr, università di Ferrara e aziende private che è partner del progetto.

Tutto bene quindi? Certo! Si tratta di un esperimento di notevolissimo interesse, ci mancherebbe. E tuttavia, avverte il meteorologo Luca Lombroso commentando l’iniziativa sul suo profilo Facebook, “sicuramente piantare alberi e aumentare il verde è un’ottima cosa, ma non illudiamoci di risolvere i problemi con scappatoie tecnologiche. Ricordo un numerino, per compensare le emissioni di un’auto, circa 1-2 tonnellate all’anno, servirebbe non un albero ma un ettaro (circa) di foresta tropicale e circa il doppio alle medie latitudini. Non credo poi servano pannelli biotecnologici, basterebbe tenere bene il verde esistente e meglio ancora aumentarlo, mentre la vera soluzione, la sappiamo, è ridurre le auto in circolazione a vantaggio di mobilità sostenibile e spostamenti a piedi e bicicletta, coibentare meglio tutti gli edifici, nuovi ed esistenti, produrre energia elettrica solo da fonti rinnovabili, ridurre la quantità di rifiuti, migliorare la gestione agricola e soprattutto degli allevamenti”.

Insomma, il messaggio è chiaro, Lombroso segnala un pericolo tipico di quest’era di grande sviluppo tecnico: ossia la convinzione di potere disinteressarci fino all’ultimo istante dei pericoli del riscaldamento globale perché tanto – sul filo di lana – la tecnologia sarà in grado di trovare la soluzione a qualsiasi problema salvando, se non la capra (la terra), almeno i cavoli (noi umani). Una follia. “Ricordo – conclude Lombroso – che in base a uno studio pubblicato su Science per rispettare gli accordi di Parigi dal 2020/2021 non dovrebbero più essere vendute auto a motore termico e dal 2030 dovrebbero sparire tutte dalla circolazione per far posto a veicoli elettrici (ma meno di oggi, e ricaricati a rinnovabili). In poche parole dire: CIAO FOSSILI”.

In copertina: un city tree installato a Jena, in Germania (Fonte immagine: Magazine MN).

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