Gionata che amava Davide come se stesso

Gionata che amava Davide come se stesso

Oggi è la giornata internazionale contro la omotransfobia. Il portale gionata.org raccoglie i contributi dei gruppi cristiani LGBT. Di omosessualità e fede abbiamo parlato con Angelo, del gruppo "In cammino" di Bologna: “Anche se alcuni vescovi ci negano le chiese per pregare, noi proseguiamo la nostra strada di proposte. Ora gruppi scout e parrocchie ci cercano e parlano con noi. Anche il vostro vescovo di Modena, quando era ancora un sacerdote in Romagna, ha partecipato a uno dei nostri incontri”.

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“Quando Davide ebbe finito di parlare con Saul, l’anima di Gionata si era già talmente legata all’anima di Davide che Gionata lo amò come se stesso. Saul in quel giorno lo prese con sé e non lo lasciò tornare a casa di suo padre. Gionata strinse con Davide un patto, perché lo amava come se stesso. Gionata si tolse il mantello che indossava e lo diede a Davide e vi aggiunse i suoi abiti, la sua spada, il suo arco e la cintura”
(da
Sam. 18, 1-4)

Oggi, 17 maggio, si celebra a livello internazionale la giornata contro l’omotransfobia e ogni altra forma di discriminazione e di odio. Questa data è stata scelta perché è il giorno in cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità tolse l’omosessualità dall’elenco delle malattie mentali. Un buon anniversario, una buona data da ricordare. Ma solo un primo passo, primo di tantissimi ancora da fare.

Le cronache, italiane e straniere, ci dicono che l’omofobia è rimasta radicata nei pensieri e nei comportamenti di molte persone, causando anche fatti di cronaca nera molto pesanti.

Si cerca di richiamare l’attenzione comune su un tema un po’ trascurato, ma presente, perché è impossibile che esista qualcuno che non abbia una qualsiasi idea sull’omosessualità o sulle svariate tematiche gender. Il fatto è che, spesso, queste idee si formano in contesti intrisi da luoghi comuni, distanti dalla realtà, perché la realtà di cui parlano e pensano non l’hanno mai incontrata.

Proprio l’incontro è uno dei primi obiettivi dei tanti gruppi di cristiani LGBT, cioè di persone omossessuali, lesbiche, bisessuali e transgender, che vivono la loro fede cristiana con grande difficoltà e molto coraggio, perché proprio a questa fede si richiamano per aprirsi. “C’è molta politica e ideologia anche in questi ambienti. La nostra fede non è stata inizialmente ben accolta nemmeno da altro gruppi di omosessuali, come l’ARCI Gay. Ma ora finalmente i tempi stanno cambiando e qualcosa migliora sempre”. Angelo, del gruppo In Cammino di Bologna, trasmette molto ottimismo nel presente e nel futuro vicino, perché “giornate come il 17 maggio servono proprio ad aumentare gli incontri, la condivisione, il conoscersi. E conoscendosi cadono molti pregiudizi.”

I gruppi di cristiani LGBT sono sparsi un po’ per tutta Italia; i più vicini a Modena sono a Bologna e Reggio Emilia. Il sito www.gionata.org – portale su fede e omosessualità – raccoglie i contributi di questi gruppi e mette in rete molte riflessioni. Inoltre, pubblica le notizie che arrivano un po’ da tutta Italia, compreso una mappa con date e luoghi delle veglie organizzate e aperte a tutti.

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A Bologna il gruppo In Cammino organizza un incontro di preghiera per le vittime dell’omotransfobia e di ogni discriminazione, nella parrocchia di S. Bartolomeo Della Beverara, la sera del 18 maggio. Il tema di quest’anno è tratto dalla lettera di Paolo a Romani: ”Benedite coloro che vi perseguitano, benedite e non maledite” (Romani 12,14). Un coraggioso messaggio di dialogo e incontro, che supera i rancori di tante piccole e grandi umiliazioni. “Per fortuna – racconta Angelo a Note Modenesi – a Bologna i fatto violenti di omotransfobia sono davvero scarsi, quasi nulli. Ma sono gli atteggiamenti e le parole che spesso feriscono di più. Una battuta, una frase, un atteggiamento mostrano il pregiudizio che esiste verso gli omosessuali. Gli adolescenti poi sono molto duri. E’ un’età molto portata a questi atteggiamenti, ma anche molto esposta al pregiudizio. Noi cerchiamo occasioni di incontro per sradicare questa intolleranza. Quest’anno quattro parrocchie di Bologna ci hanno chiamato a parlare nei loro gruppi giovanili. Forse quattro parrocchie su quattrocento è un numero percentualmente ancora molto basso, ma intanto sono quattro! I capi scout o gli animatori ci cercano e questo era impensabile poco tempo fa.”

Questi cristiani, credenti a praticanti si ritrovano abitualmente insieme, a pregare e cercano di aprirsi al mondo che hanno intorno. La stessa scelta del versetto di questa giornata 2017 è un messaggio di grande disponibilità al dialogo. Così commenta uno dei gruppi di Reggio Emilia, che ha fatto la Veglia nella chiesa Regina Pacis lo scorso 14 maggio: “Il Versetto che è stato scelto quest’anno e che unisce le tante veglie di preghiera che si celebreranno anche nei giorni precedenti e successivi al 17 maggio è un esortazione che Paolo rivolge ai suoi interlocutori nel capitolo 12 della lettera ai Romani: Tutte le volte che siamo stati oggetto di pregiudizi, offese, insulti, violenza, discriminazione solo perché ci trovavamo in un periodo di fragilità fisica od emotiva o perché donna o migrante o gay, lesbica o transessuale, ci siamo sentiti nei confronti dei nostri aggressori soli ed indifesi, esattamente come Gesù davanti ai sommi sacerdoti e ai soldati romani, che poi lo hanno condannato e ucciso. L’esempio che Gesù ci ha lasciato è però un esempio di perdono, non di vendetta nei confronti dei propri aguzzini, non opponendo nessuna resistenza ma anzi accogliendo fino all’ultimo le persone che gli avevano fatto del male.

Pura follia, follia evangelica è l’esempio di Gesù e quello che ci esorta a fare l’apostolo Paolo quando ci invita addirittura a benedire coloro che ci insultano e ci maltrattano. Pregare e sperare perché queste persone possano aprire il loro cuore all’amore, possano imparare ad amare invece che odiare o aggredire e proprio attraverso il nostro comportamento cristiano: ad imitazione di Cristo, possano riflettere e convertirsi”.

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Le città italiane dove si svolgono queste veglie sono davvero tante ed ogni realtà vive la propria spiritualità in contesti anche molto diversi. “Al Sud la situazione è più pesante, gli atti di omotransfobia sono più frequenti, così come l’emarginazione. Però aumentano le chiese che accolgono le nostre veglie, i sacerdoti sono meno diffidenti”. Angelo dice che a Bologna, anche con vescovi più conservatori dell’attuale, si sono sempre trovati degli spazi e nel tempo è aumentato l’interesse. Il vescovo attuale ha già incontrato alcuni piccoli gruppi. Il papato di Francesco ha migliorato una situazione molto delicata e complessa. “Noi proseguiamo la nostra strada di proposte, alle quali crediamo molto. Ora, gruppi scout e parrocchie ci cercano e parlano con noi. Anche il vostro vescovo di Modena, quando era ancora un sacerdote in Romagna, aveva partecipato ad un incontro di cristiani LGBT.” Certo non è sempre stato così e non lo è dappertutto. Il grande paradosso in cui si mettono le curie e i vescovi che negano le chiese per le veglie è quello di impedire a dei credenti di trovarsi a pregare: un “vietato pregare!” davvero sconcertante. Ma l’ottimismo di Angelo ci parla di importanti cambiamenti.

“Del resto l’omotransfobia è un problema degli eterosessuali, non di certo delle nostre comunità. Noi cerchiamo di farlo superare, condividendo la preghiera e la fede comune”.

Tutte le immagini sono tratte da Progetto Gionata

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Nasco il giorno della festa della donna del 1968. Oggi sono marito e padre, figlio e fratello, amico e frequentatore di edicole. Gioco a calcio e lo guardo per TV; faccio qualche fotografia, leggo e scrivo. Frequento il commercio equo e solidale, un ottimo e concreto modo per non essere complice di disuguaglianza e sfruttamento, di sostenere l’economia reale e essere un consumatore consapevole. Sono un credente incredulo, nell'ordine, di Gesù, del Modena e dell'Inter, dell'amore e della gioia di giocare insieme, a qualsiasi età Osservo e ripenso alle cose che succedono, ci vivo dentro e, a volte, ci scrivo.

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