Fin che Gigetto va, lascialo andare

Fin che Gigetto va, lascialo andare

Da domenica scorsa il criticatissimo "Gigetto", il fatiscente trenino che da anni fa avanti e indietro lungo la storica linea Modena-Sassuolo (inaugurata nel 1883) è stato finalmente aggiornato nella sua versione 2.0. Eppure, continua a non piacere a alla stragrande maggioranza dei modenesi che mai mollerebbero l'autovettura privata a favore di questa - potenzialmente interessantissima - metropolitana di superficie.

0
CONDIVIDI

Non c’è italiano che non si sia mai lamentato di Trenitalia. Ed a ragione. Per quanto immorale e deleterio per la natura umana, il sentimento di puro odio che si può sviluppare per Trenitalia è davvero (quasi) sempre giustificato. Le biglietterie non funzionano, il treno è in ritardo, è sovraffollato, l’aria condizionata è impiantata, le finestre sono rotte, hai bisogno di andare in bagno? Quello nel tuo scompartimento non funziona. Poco male, mi sposto nell’altra carrozza e ne cerco un altro. Non funziona neanche quello. Li passo tutti, uno è un lago di piscio, un altro è intasato, allora vado fino a fondo treno, ormai con la vescica in fiamme, arrivo finalmente nell’ultimo bagno del convoglio, sono a qualche centimetro dalla maniglia, allungo la mano, alzo gli occhi gonfi di speranza e gratitudine e vedo uno sgualcito foglio A4 attaccato con qualche pezzetto di scotch alla superficie ruvida della porta ingrigita dallo sporco con scritto sopra “guasto”.

Sì, Trenitalia è una realtà distopica che merita tutto l’odio de-umanizzante che una persona possa provare verso un’azienda che dovrebbe fornire un servizio pubblico ed efficiente. Anche la creatura più virtuosa di fronte a certe manifestazioni di mal funzionamento si abbandona ai sentimenti più degradanti e degradati che possa sperimentare e che forse nemmeno sapeva di avere. E non si tratta di qualunquismo o di grillismo, ma di osservazioni figlie di una navigata esperienza sul campo, di anni e anni di treni in ritardo, dove di fronte a tante delusioni non c’è nemmeno più lo spazio per l’ironia, per l’umorismo, per la pacca tra amici (quando si viaggia in compagnia) in cui ci si dice, ma va beh, prenderemo il prossimo. E nemmeno un serafico atteggiamento zen è quasi più possibile, anche se forse, ad oggi, sembra essere l’unica cosa da fare per rimanere in pace con se stessi.

Anche Modena è al centro di una piccola bufera per le vicende legate ad un treno. Non si tratta di Trenitalia, ma di TPER e FER, l’azienda trasporti che opera sul territorio regionale dell’Emilia Romagna. Che c’entrava Trenitalia quindi, direte voi. Poco o niente, ma non importa, era comunque un’occasione buona per parlarne male, e sarebbe stato da fessi lasciarsela sfuggire.

Tornando a noi, lo storico treno Gigetto, treno TPER tratta Modena-Sassuolo, è stato da domenica scorsa rinnovato con un convoglio che ha l’accattivante nome di Flirt, emilianizzato da ETR 350, un mezzo dalla linea sensuale e all’avanguardia, dotato di un impianto di aria condizionata funzionante, di sedili confortevoli, di schermi con l’infografica del viaggio, di bagni pronti per l’uso, di wi-fi (funzionante: lo abbiamo testato). Un segno di speranza, forse. Qualcosa che offre una valida alternativa ai servizi macilenti di, lasciatecelo dire di nuovo, Trenitalia. Potenzialmente, vista la quantità di fermate ravvicinate le une alle altre, una metropolitana di superficie a tutti gli effetti lungo una tratta storica (è attiva dal 1883) come la Modena-Sassuolo.

Nella gallery qui sotto: Gigetto 1 e 2.0:

Anche se sono ancora molte le cose che non funzionano, come ad esempio le biglietterie inesistenti a Baggiovara (ma i titolari dell’edicola dell’ospedale smentiscono: “i biglietti da noi ci sono sempre“) e non solo, il nuovo Gigetto non è assolutamente paragonabile ai disservizi di…. Tuttavia, sembra che il popolo non sia comunque contento. O almeno non tutto il popolo. Facebook, come al solito, fa da megafono alle istanze di gruppi di persone più o meno numerosi. E anche riguardo a Gigetto, molti sentono il bisogno di dire la loro. Molto democraticamente, esistono quindi due pagine che toccano la questione, quella pro e quella contro. Quella pro, “SalviamoGigetto” dall’atteggiamento piuttosto misurato, si spende decisamente a favore di Gigetto, del suo recente rinnovo, ma ne evidenzia allo stesso tempo i difetti. “Un miraggio?????…no…per fortuna è reale…silenzioso, moderno, con display e avvisi vocali…solo una pecca: sovradimensionato. Con due o tre carrozze sarebbe più che sufficiente…ma si vede che la gestione certi calcoli non li fa, visti i precedenti anche, si procede per tentativi…mah…speriamo inizino a guardarci meglio…”. Oppure ancora, ecco un intervento con una frase piuttosto concisa ma eloquente: “Lo risolviamo subito il problema dei biglietti o aspettiamo 10 anni?”.

La pagina contro, “Odio Gigetto”, nonostante il nome poco moderato, è anch’essa abbastanza misurata, e anche un pelo più ironica. E’ nata dalla volontà di alcuni automobilisti di sopprimere il povero Gigetto per via delle soste ai passaggi a livello, e da chi ritiene che Gigetto sia un treno completamente inutile, costoso e sempre vuoto, insomma uno spreco in tutti i sensi, che per di più da ora correrà anche la domenica, diventando così “vuoto 7 giorni su 7”. Il gruppo “Odio Gigetto” ha dichiarato guerra al gruppo “Salviamo Gigetto”, come commenta il signor Giuseppe Russo: “Stare a commentare su questo gruppi è sicuramente divertente ma non aiuta a cambiare le cose. Commentate anche sul gruppo “Salviamo Gigetto…”. Ridiamo, ma senza esagerare. Le cose importanti vanno cambiate per davvero! La partecipazione è una cosa seria. Non mancano i dissidenti, che commentano “Basterebbe togliere qualche corriera e il treno sarebbe pieno, se il problema è quello, la verità è che ci tira il culo stare fermi al passaggio a livello.” Forse sì, forse no.

Certo è che i modenesi amano la loro automobile con cui, se potessero, si sposterebbero anche dal bagno alla cucina. Pur non trattandosi di Trenitalia, Gigetto risveglia comunque un arcobaleno di sentimenti interessanti “Un treno politico che serve a trasportare gente che non lavora e non paga tra la stazione di Formigine Modena e Sassuolo. ….affare sicuram è quello che commerciano fuori da queste… un argomento delicato che apre le vene a noi e chiude sempre di più gli occhi a chi non vuol vedere…….meglio parlare di belle serate. ……” oppure “Mi sembra una tratta MORTA i poli scolastici sono da tutt’altra parte di Modena i tunka non pagano ecc a qualcuno GIOVERÀ. …”.

Certo, se ci dovessimo trovarci su Gigetto insieme a questi commentatori che, per fortuna, Gigetto non lo prenderanno mai, saremmo comunque costretti a preferire un qualsiasi mezzo Trenitalia, e a portarci dietro anche i nostri amici “tunka” (come “simpaticamente” qualcuno nei commenti su Facebook definisce i nordafricani), ovviamente tutti senza pagare il biglietto. E comunque, niente, anche i convogli Trenitalia costringono gli automobilisti a fermarsi ai passaggi a livello. Non c’è verso: la soluzione migliore potrebbe essere solo quella del teletrasporto, che, non perdiamo la speranza, prima o poi arriverà.

CONDIVIDI
Alice Norma Lombardi è nata nel 1991. È cresciuta a Vittorio Veneto e ha studiato a Modena. Ama Tolstoj.

NESSUN COMMENTO

Rispondi