Emilib, a Modena la biblioteca (digitale) diventa sempre più bella

Emilib, a Modena la biblioteca (digitale) diventa sempre più bella

Nei poli bibliotecari di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza viene applicata per la prima volta la nuova interfaccia di MLOL, una piattaforma innovativa da cui è possibile consultare le collezioni delle biblioteche: dagli ebook alla musica, dai film ai giornali e molto altro. Non solo un'innovazione tecnologica, ma un nuovo modo di pensare, per esempio, il prestito dei libri. Che distano dall'utente solo il tempo di un click.

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Dal 30 gennaio 2017, nei poli bibliotecari delle città di Modena, Reggio Emilia, Parma e Piacenza, MLOL (MediaLibraryOnLine) – il primo network italiano di biblioteche pubbliche per il prestito digitale – ha cambiato faccia (e struttura) evolvendosi in Emilib. Una nuova interfaccia appunto, ma soprattutto un sistema innovativo che ragiona in modo trasversale fra le varie referenze presenti a catalogo, con una logica a «scaffali aperti». Ne ho parlato con l’imprenditore Giulio Blasi, inventore di MLOL che mi ha spiegato le nuove funzionalità pensate per l’utente, nella nuova versione, letteralmente distante solo un click dall’ebook che vorrà leggere o dalla cartina storica che vorrà consultare.
Una nuova sfida, in perfetta sintonia con i dati registrati dal mercato. Stando a uno degli ultimi report dell’AIE, infatti, la lettura da dispositivi digitali è in netta crescita: nel 2016, il 10% della popolazione dichiarava di leggere da dispositivi digitali; solo l’anno precedente era l’8,9% e nel 2012 scendeva all’1,7%.

Giulio Blasi
Giulio Blasi

Cos’è MLOL?
MLOL nella versione che qui prende il nome di Emilib è una piattaforma nuova che abbiamo sviluppato e che andiamo ad applicare in tutta Italia e a tutti i nostri clienti, in modo gratuito. È un’evoluzione che nel tempo faremo per tutti quanti. Ci sono moltissime novità tecniche. Modena – assieme a Reggio Emilia, Parma e Piacenza – è dove questo nuovo modello è stato applicato per la prima volta.

Il catalogo, quindi, si amplia?
Certamente, si amplia in varie forme. La cooperazione analogica fra le varie biblioteche esiste già ed è di fondamentale importanza. Nel polo milanese, per esempio, se prenoti un libro in un comune te lo consegnano fisicamente nella biblioteca di un altro. Il prestito interbibliotecario però ha un costo enorme. Invece, la cooperazione digitale non ha alcun costo: due biblioteche possono cooperare anche in poli opposti del mondo, con notevoli vantaggi economici: se si deve comprare un libro, lo si compra una volta sola, e non due. Invece di replicare gli acquisti, si può moltiplicare il numero di titoli accessibili.

Da dove proviene il catalogo? Ogni quanto viene aggiornato?
Il catalogo è un mix. Alcuni metadati provengono da Informazioni Editoriali, altri invece direttamente dagli editori. Siamo connessi in tempo reale: ogni 24 ore aggiorniamo l’intero catalogo.

Qual è l’architettura del nuovo portale?
Abbiamo due servizi che sono per le biblioteche e che le biblioteche forniscono gratuitamente agli utenti: MLOL (di cui un esempio è Emilib), e MLOL Scuola, un servizio specifico, con una struttura e regole leggermente differenti, che diamo alle scuole italiane. Poi ci sono due siti che vanno direttamente agli utenti: MLOL Plus e Open MLOL. MLOL Plus è un servizio a pagamento – il 65% dei ricavi va alle biblioteche – ed è limitato alla consultazione degli ebook. Open MLOL invece è un portale completamente gratuito, in cui tutti possono accedere e registrarsi senza pagare nulla.

Quali sono gli utenti-tipo di MLOL Plus?
Il servizio si rivolge fondamentalmente a tre tipologie di utente. La prima comprende quegli utenti che hanno la tessera della biblioteca in un luogo dove c’è MLOL, ma hanno bisogno di più ebook di quelli che la biblioteca gli offre. Poi ci sono le persone che in Italia vivono dove non c’è MLOL e quindi, attraverso questo sistema, noi riusciamo a rendere vantaggioso per le biblioteche offrire il servizio agli utenti fuori territorio. Infine, gli italiani all’estero: possono prendere in prestito tutte le novità editoriali come se avessero una biblioteca a pochi passi.

Disponibili anche le versioni in pdf di moltissimi quotidiani e riviste, italiani e stranieri
Disponibili anche le versioni in pdf di moltissime riviste e quotidiani, italiani e stranieri

MLOL Scuola, invece, com’è organizzata?
È un servizio limitato alle biblioteche scolastiche. Il problema delle biblioteche scolastiche è che, oltre ad avere fondi limitati, hanno poco spazio: con queste premesse, riescono a comprare pochissime novità editoriali all’anno. Le biblioteche digitali consentono agli studenti, agli insegnanti e alle famiglie un accesso a tutta la produzione libraria corrente, con livelli di spesa per scuola dell’ordine delle centinaia di euro l’anno. La questione cambia quindi radicalmente. Fra l’altro, sono tantissime le scuole che stanno aderendo al servizio.

Come funziona il prestito di un ebook?
Ci sono svariate modalità. Da un lato abbiamo il modello “libro fisico”: one copy one user. Il libro va in prestito a un utente alla volta. Se arriva un secondo utente, il libro può essere prenotato. All’opposto di questo modello ce n’è un altro che non dà alcuna limitazione, ma la biblioteca ha dei costi per ogni prestito. Se i fondi ci sono, e quindi se l’editore viene compensato per il servizio, non c’è un limite al numero dei lettori ‘in contemporanea’ di un libro.

Sul vostro blog leggo anche: «Nuove modalità di ricerca e metadati arricchiti». Mi metto ora nei panni dell’utente. Entrando all’interno di questo nuovo portale, che tipo ricerche si possono fare?
I metadati dal nostro punto di vista, usando una metafora, sono come gli scaffali aperti. Nelle biblioteche tradizionali, gli scaffali erano in un certo senso chiusi: se sapevi quello che stavi cercando con precisione, lo trovavi. Altrimenti, nulla. Immaginiamo che uno non sappia cosa sta cercando: gli “scaffali aperti” distinguono i thriller dai gialli, i fantasy per ragazzi dai fantasy per adulti e così via. Per noi i metadati sono questo. Quello che abbiamo fatto è stato arricchire tutta questa sezione attraverso il sistema di filtri presente sulla parte sinistra della schermata. È stato applicato sia alla collezione commerciale MLOL, sia per quella “open”.

È anche stato previsto un sistema di monitoraggio del comportamento in tempo reale dell’utente?
Certo: stiamo anche lavorando moltissimo sugli analytics, il “tempo reale” del sito. Questo ha già portato a un traguardo importante, nonostante sia solo all’inizio: l’ordinamento dei risultati per popolarità. Prima avevamo diverse top list, adesso abbiamo la top list del catalogo integrale, che funziona in modo “trasversale”. A qualunque livello di generalità, si può sviluppare un ordinamento per popolarità: è possibile dunque sapere cosa viene più preso in prestito su MLOL. Questo riguarda tutte le tipologie multimediali: dalla musica alle gallerie iconografiche. Volendo, si può impostare la top list dei titoli che contengono nel titolo la parola amore, per esempio.

Anche tanti portali di ecommerce si stanno orientando in un’ottica trasversale nelle ricerche interne del sito. Se qualche anno fa, principalmente, le ricerche venivano fatte solo per categoria merceologica, oggi l’utente può interrogare l’intero catalogo. Digitando Anna Karenina, troverà non solo libri, ma anche film.
Con una differenza sostanziale, però. I sistemi di e-commerce, giustamente, hanno come obiettivo l’ottimizzazione della vendita: ordinamento per popolarità significa ordinamento per acquisto. Nel nostro caso è una logica di prestito e consultazione. È possibile utilizzare utilmente delle tecnologie del marketing digitale anche per le biblioteche, laddove quindi non si deve vendere nulla? La nostra risposta è assolutamente sì!

La pagina di accesso a Emilib
La pagina di accesso a Emilib

Un esempio?
Se un e-commerce ha il problema di massimizzare le vendite delle scorte di magazzino, una biblioteca potrebbe avere come esigenza quella di massimizzare il prestito delle opere disponibili in quel momento.

Sempre nell’ottica di una maggiore soddisfazione del fruitore, ovviamente.
Esatto. Non deve prenotare, non deve aspettare eccetera. Un altro ‘classico’ tema delle biblioteche è questo: fare l’80% dei prestiti con il 20% del catalogo. Un altro obiettivo di ottimizzazione potrebbe essere quello di allungare la “coda” dei titoli consultati. Questi sono tutti esempi di obiettivi non commerciali che una struttura pubblica, o qualsiasi struttura che non ha obiettivi di e-commerce, può mettere in piedi. Per noi la faccenda dell’ordinamento per popolarità e quindi il monitoraggio in tempo reale di quello che succede è il primo passo per una serie di servizi che implementeremo nel corso dell’anno. E sono resi possibili proprio da questa nuova piattaforma su cui ci muoviamo.

Si parla anche di 560.000 risorse ad accesso libero…
Certo, si possono prendere in prestito senza limiti. Puoi prenderle tutte e 560.000 lo stesso giorno. Su quel tipo di contenuto non c’è nessun tipo di limitazione né costi per la biblioteca. Alle risorse “open” si può accedere direttamente, anche senza fare il login. Col login, chiaramente si hanno dei servizi in più, tipo “Invia MLOL Reader”: in questo modo viene inviata anche l’applicazione di lettura. La collezione open per noi è importantissima. Ne coordina la struttura Andrea Zanni.

Uno potrebbe chiedere: come mai quelle 560.000 sono ad accesso libero, mentre le altre no?
L’accesso al file, ovviamente, va regolato. A volte non è semplice spiegarlo alle persone. Se si desse la possibilità a 10.000 utenti di accedere contemporaneamente allo stesso libro di un certo editore, quell’editore sparirebbe dalla faccia della terra nel giro di poche ore. Questi sono alcuni dei paradossi del digitale…

Una delle specificità del vostro lavoro è quindi la gestione dei rapporti con gli editori, giusto?
Noi lavoriamo con una tipologia di licenza assolutamente specifica con gli editori. Dobbiamo contrattare con loro modalità precise di interazione fra utenti e libro, costi e spese e via dicendo.

Alcuni anni fa si sentiva spesso dire: «Carta addio!». E ci si aspettava che l’ebook avrebbe soppiantato il buon caro libro cartaceo. Ultimamente, sta aumentando invece la consapevolezza che sono proprio due oggetti diversi.
Io non ho mai creduto nell’ipotesi di sostituzione geometrica del cartaceo. Quello che è decisivo non è tanto il formato, ma il modo produzione. Il libro è comunque digitale, in quanto la carta è un output del digitale stesso, tanto quanto l’ebook. Il digitale non è interessante tanto come nuovo formato o supporto, ma come modalità utilizzata per produrre il documento, in senso lato. L’ebook ha molto successo fra i lettori forti, e non è assolutamente vero che i giovani siano più propensi alla lettura dell’ebook. Il problema non è il supporto quindi, ma la forma-libro.

 

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Nato a Carpi nel 1985, ha studiato a Parma e al Politecnico di Milano, dove si è laureato in Architettura degli Interni con una tesi sui nuovi spazi per l'arte. Ora, è nei nuovi spazi del web che lavora, occupandosi di comunicazione e social media marketing. Da sempre ama raccontare tramite la scrittura quello che osserva e vive. E si è accorto che, spesso, la realtà è davvero il film più riuscito.

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