Datemi l’ausilio giusto e solleverò il mondo

L’arte di arrangiarsi. Sono spesso le situazioni di bisogno e di necessità che ci spingono a trovare nuove e più adattative soluzioni ai problemi della quotidianità; si rende a questo punto necessaria una più specifica e notevole capacità che potremmo definire creatività. E tale è anche quella di chi, a seguito di un infortunio più o meno grave, tenta di trovare le soluzioni più disparate per facilitare la vita a se stesso, ad un congiunto o ad un amico, vittima di inabilità fisica. Le soluzioni più originali per superare a livello pratico i limiti imposti da un handicap sono spesso realizzate artigianalmente: un fai-da-te a basso costo. Che però in qualche occasione va oltre la dimensione privata talora per essere presentata in qualche manifestazione dedicata proprio alla scoperta di nuovi ausili e/o strumenti per abbattere le barriere della menomazione.

Di notevole rilievo e giunto ormai alla terza edizione il Concorso Ausili creativi, organizzato dall’Ospedale imolese di Montecatone insieme a vari partner, che nasce con lo scopo di dare spazio a chiunque sia in grado di fornire idee e soluzioni alternative valide che aiutino a vivere la disabilità nella quotidianità; il tutto meglio se in modo semplice ed economico in modo da raggiungere un sempre più ampio numero di utenti, e se “di necessità si fa virtù” è il motivo per cui sono quasi sempre gli stessi disabili, parenti od amici, a cimentarsi nella ricerca o nell’ideazione di strumenti atti allo scopo.

Il vincitore dall’ultima edizione di questa lodevole iniziativa si chiama Slobodan Miletic, fondatore di RehabVenture, una piattaforma digitale dove le persone forniscono informazioni relative alle proprie condizioni e ai propri desideri e trovano una struttura riabilitativa o ospedaliera più adatta a loro, ma soprattutto ideatore di Reed, un tutore di plastica in grado di stabilizzare le dita di una persona tetraplegica mentre utilizza il computer, lo smartphone, il tablet e le altre apparecchiature che funzionano con il touchscreen, prodotto che gli ha permesso di aggiudicarsi il premio. Lo chiamo al telefono su appuntamento. Mi risponde una voce giovane e cortese in un italiano ancora insicuro. Mi dice subito che è contento che si parli di lui, del suo impegno per cercare di migliorare la vita di chi l’ha vista cambiare più o meno improvvisamente, come successe a lui nell’agosto di cinque anni fa mentre viaggiava sulla sua moto.

Il Dr. Cavina, Presidente e Amministratore delegato di Montecatone premia Slobodan Miletic. Fonte immagine: Disabiliabili.net
Il Dr. Cavina, Presidente e Amministratore delegato di Montecatone premia Slobodan Miletic. Fonte immagine: Disabiliabili.net
Slobodan ha 30 anni, è originario della Bosnia dove fino al 2012 lavorava come programmatore presso il Ministero delle Finanze. Nell’agosto di quell’anno un gravissimo incidente cambia radicalmente la sua vita: giorni di coma, 15 mesi di ospedale ed una diagnosi di tetraplegia. Accanto a lui allora come oggi la fidanzata, attuale moglie, Bojana, con la quale decide, per necessità di cure migliori, di trasferirsi in Italia, a Nonantola, nella provincia Modenese, dove già risiedeva da tempo la sua famiglia di origine.

Qui la lunga riabilitazione presso l’Ospedale di Montecatone lo ha fatto riflettere su cosa avrebbe potuto “fare anche per gli altri”. Uscito dal Centro si è trovato al “buio”: abituato ad usare quotidianamente computer e strumenti tecnologici il primo passo è stato appunto l’invenzione di Reed.

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Ma Slobodan accenna solo a questo suo dispositivo. In realtà mi accorgo che è molto più ansioso di informarmi che ora è molto concentrato sull’avvio al più presto – forse già nel settembre prossimo – della sua azienda start-up Rehabventure di cui non manca di spiegarmene il significato anche letterale: “Rehab” che sta per riabilitazione + “venture”, avventurarsi in italiano o che abbrevia il termine inglese adventure, spiegandomi che la riabilitazione è una vera e propria “avventura”. Rehabventure  si propone come una piattaforma web che ognuno potrà consultare per la ricerca di centri e strutture specializzate nella riabilitazione di persone vittime di traumi di varia natura, con l’ambizioso e lodevole intento di fornire all’utente una sorta di “guida” nella scelta del percorso più idoneo da effettuarsi a seconda del tipo di disabilità e relativa riabilitazione, utilizzando sinergicamente tutti i potenziali servizi a disposizione; tutto ciò cercando di creare una rete attiva di medici-operatori-pazienti-parenti-amici che sia in grado di fornire tutto il sostegno fisico e psicologico necessario durante il lungo cammino riabilitativo.
E finisce col parlarmi appunto di viaggi Slobodan. Delle tante cose che ha in mente di fare: gli piace viaggiare e progetta di farlo. Mi dice che ancora Bojana e lui non hanno figli ma stanno pensando anche a questo più importante ed infinito “viaggio” verso una nuova vita! Tanti auguri Slobodan!

Barbara De Marchi

Immagine di copertina, il Reed. Fonte: Superabile

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