Addio a Giorgio Boschini, maestro di giornalismo

Addio a Giorgio Boschini, maestro di giornalismo

E' mancato ieri uno dei maestri del giornalismo modenese, Giorgio Boschini. Giornalista dal 1964, nel suo ultimo libro pubblicato nel 2014 “Tutti i particolari in cronaca” ripercorse sessant'anni di vicende modenesi entrate nella storia della città e, in qualche caso, dell'Italia intera. I funerali si terranno domani, 23 marzo alle 14.30, nella chiesa di S.Agnese.

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Se ne è andato Giorgio Boschini, “gran giornalista e persona cara e per bene. Un maestro per tanti, ora che si può dire senza che ci sgridi”. Così, con poche e sentite parole, il presidente dell’Associazione Stampa modenese Roberto Righetti ha ricordato il grande giornalista ottantunenne, mancato ieri. “Boschini – ha proseguito Righetti – ha sperimentato diversi linguaggi del giornalismo (dalla carta stampata alla radio e alla televisione) e ha pubblicato libri con Modena nel cuore. Fin quando ha potuto, ha continuato a scrivere, lucidamente, piano nei toni e ficcante nell’efficacia, raccontando e disambiguando la realtà che osservava. Mai avaro di consigli per i più giovani, sapeva porsi come esempio “naturalmente”, senza fare della sua competenza ed esperienza un gradino che alza la cattedra”.

boschini2Boschini, fu collaboratore della Gazzetta di Modena quando ancora si chiamava Gazzetta dell’Emilia, collaboratore de “Il Giorno” e responsabile della redazione modenese de “L’Avvenire d’Italia”, infine corrispondente Rai dalla fine degli anni Sessanta. Più piccolo di quattro fratelli educati ai valori propri di un cattolicesimo profondo e autentico, Boschini nacque a Modena nel 1936 e divenne giornalista nel 1964. Nel suo ultimo libro “Tutti i particolari in cronaca” edito nel 2014 per Il Bulino, ha ripercorso sessant’anni di vicende editoriali modenesi, dal 1945 al 2005 raccontando, in 24 gustosi capitoli, “della rivalità tra Gazzetta di Modena e il Resto del Carlino, la parabola dell’Unità, le televisioni private e le radio della provincia. E poi le visite del Papa, l’epopea di Enzo Ferrari, l’avvento di internet e i moti del ’68, passando per il caso Di Bella, l’assassinio di Marco Biagi, il primo modenese sullo Shuttle, la rapina della mala del Brenta alla Pinacoteca Estense e centinaia di altri fatti di cronaca”.

boschini“Quello di Boschini – scrisse il collega Stefano Aurighi presentando all’epoca per la prima volta il libro – è un viaggio dettagliatissimo della nostra storia, che – attraverso la lente privilegiata delle redazioni dei giornali – narra i cambiamenti di una provincia e, di riflesso, di un’intera società. Nessun tratto nostalgico nella narrazione, al contrario, Boschini mantiene lo sguardo lucido per ricordare con la dovizia del cronista una quantità immensa di episodi che ha potuto catalogare grazie agli archivi delle redazioni e all’Archivio di Stato. Ecco quindi la prima tipografia semiclandestina di Don Zeno Saltini in una canonica di Carpi, in cui veniva stampato il giornale della parrocchia, per passare poi alla narrazione dei crimini del dopoguerra. Appare poi Guglielmo Zucconi – che dalle colonne della Gazzetta di Modena irritava non poco la proprietà editoriale – per arrivare all”eccidio delle fonderie e al passaggio generazionale degli operai che – poco alla volta – imboccano la via dell’imprenditorialità diffusa”.

“Da Enzo Ferrari (e il suo rapporto con i figli) alle prime rivoluzioni nelle redazioni, dalle sentenze sul divorzio al terremoto del ’96, da Monsignor Santo Quadri e Mario Del Monte a braccetto in corso Duomo alla scoperta del figlio di Palmiro Togliatti ricoverato in una clinica (lo scoop fu di Antonio Mascolo e Sebastiano Colombini), passando per Comix, Modena Mondo, La Voce, Nostro Tempo, gli uffici stampa degli enti pubblici e delle associazioni di categoria e tante altre testate, 245 pagine che raccontano un mondo – come suggerisce il titolo – ricco (ricchissimo) di particolari”.

Ma “dietro gli aneddoti, le vicende, le fasi storiche e i tanti colleghi ricordati – ha proseguito Righetti nel suo commosso ricordo di Boschini – di quelle pagine resta un’idea che oggi ci suona come un lascito: l’informazione, anche a livello locale, forse oggi soprattutto a livello locale, non è un lusso per la democrazia e per la libertà, ne rappresenta una garanzia. Non ci può essere corretta informazione senza la mediazione giornalistica, senza il lavoro quotidiano di tanti colleghi che raccolgono le notizie, le verificano, le contestualizzano e le raccontano permettendo ai cittadini di formarsi un’opinione. Insomma, non esiste l’informazione senza il giornalismo. E questo Giorgio ce lo ha insegnato”.

In copertina: Modena negli anni Sessanta. Fonte immagine: rete civica Monet

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