A Modena, scuole d’infanzie aperte a luglio

“Nelle prime due settimane di luglio 2017, fino a venerdì 14, a Modena nei nidi e delle scuole d’infanzia comunali sarà attivato un servizio di prolungamento estivo, rivolto ai bambini che già frequentano le strutture, garantendo la disponibilità fino al 50 per cento degli utenti”. Così il Comune di Modena presenta la nascita di un progetto a cui si lavorava da mesi e che ora vede la luce con tante aspettative e prospettive di sperimentazione.
L’idea dell’assessorato alla Istruzione dell’assessore Gianpietro Cavazza era nata da un’indagine, che era stata fatta presso i genitori dei bimbi dei nidi e dell’infanzia comunali, ai quali era stato chiesto di mettere in fila le esigenze maggiori per la gestione della propria vita familiare. L’indagine aveva origine dalla consapevolezza che le famiglie dei piccoli alunni dell’infanzia e del nido fossero diverse da quelle degli anni precedenti: ritmi e organizzazione familiare presentavano caratteristiche nuove. E così è emerso dalla ricerca.

Gianpietro Cavazza
Gianpietro Cavazza

Le necessità emerse hanno riguardato un allargamento degli orari e del tempo di apertura degli asili, una maggiore coincidenza del servizio con le esigenze lavorative, minori rette e tempi di inserimento più ristretto. “Le richieste avanzate hanno espresso le esigenze di maggiore flessibilità che oggi hanno le famiglie composte da due genitori che lavorano e che vivono orari e ritmi molto intensi, portando una complessità di gestione più alta rispetto al passato.”  Cavazza, assessore all’Istruzione e vice sindaco del Comune di Modena introduce così la genesi di un progetto sperimentale, che dopo i primi due anni avrà un primo bilancio e che potrebbe essere l’inizio di nuove forme di gestione dei servizi per l’infanzia. “Oggi le famiglie sono in contesti lavorativi molto più flessibili e questo si ripercuote all’interno dell’organizzazione familiare e, soprattutto, sulla donna. Spesso ci sono tante difficoltà a far coincidere i tempi del lavoro, con quelli della cura dei figli. Abbiamo voluto iniziare un percorso che vada incontro, in modo aperto e interattivo, a queste esigenze e dare un contributo di aiuto”.

Il Comune ha, quindi, iniziato una complessa riorganizzazione del servizio: sono state abbassate di circa il 10% le rette, sono stati ridotti i tempi dell’inserimento dei bimbi e si è affrontato il tema della disponibilità del personale scolastico, docenti educatori e ausiliari per allargare l’apertura estiva. L’accordo trovato ha riguardato i tempi, cioè le prime due settimane di luglio, i riconoscimenti economici e la progettazione educativa del servizio. E’ prevista la presenza di personale docente e non docente, che durante l’anno è stato impegnato nello stesso servizio, permettendo così la continuità ininterrotta con quanto fatto da settembre. Questo è l’elemento qualificante di maggior rilievo, ottenuto con la disponibilità del personale degli asili e offerto alle famiglie con costi proporzionati al periodo di allungamento e in linea con le rette dell’anno. Di fatto saranno ampliate le opportunità del minore, che continuerà ad avere una proposta qualificata per passare il proprio tempo e costruire la propria crescita e resterà al centro dell’interesse e delle attività estive. Le iscrizioni, che apriranno a marzo, saranno riservate ai bimbi frequentanti e in ogni asilo ci saranno il 50% dei posti disponibili, rispetto a quelli dell’anno scolastico. Negli istituti in cui sarà raggiunto il numero minimo previsto, sarà attivato il servizio. In caso di richieste superiori ai posti disponibili si userà la graduatoria di ammissione già attivata ad inizio anno.

Fonte immagine: Anthony Knuppel (LIcenza CC)
Fonte immagine: Anthony Knuppel (Licenza CC)

Il punto centrale della proposta è il tentativo di conciliare i servizi a nuovi scenari familiari e lavorativi. Riuscire a far coincidere le chiusure degli asili con quelle dei posti di lavoro dei genitori è impresa assai ardua; tuttavia, il tentativo di allargare l’offerta e garantirla qualificata è l’inizio concreto da parte del Comune di rispondere ai propri cittadini, tenendo al centro le famiglie. “Ci rendiamo conto che questo è un piccolo passo, ma sappiamo che è un inizio – continua l’assessore Cavazza – Certamente questa sarà un’azione efficace se tutti i soggetti coinvolti risponderanno. Non si può pensare di risolvere le complesse esigenze familiari solamente con l’aumento dei servizi. Sarà anche il mondo del lavoro che dovrà garantire flessibilità reale ai propri dipendenti e cercare soluzioni che migliorino la qualità della vita, dentro e fuori i propri stabilimenti e i propri uffici. La sfida è proprio questa: coinvolgere tutti i soggetti interessati”
E’ indubbio che i cambiamenti del mondo del lavoro hanno stravolto non di poco le vite delle famiglie. Dilatazione di orari, ritmi sostenuti, richieste di prestazioni professionali qualificate ed intense faticano a convivere con la gestione dei figli e con l’aumentata consapevolezza dell’azione educativa che occorre esercitare per la loro crescita. L’apertura estiva degli asili potrebbe essere un caso pilota per dare vita a risposte concrete, dopo tante riflessioni e condivisioni sul tema. Potrebbe essere che tra 2 anni il bilancio porti ad uno stravolgimento del progetto. Quello che appare iniziato è un percorso che non potrà fermarsi, se non sostituito da alternative altrettanto concrete e mirate.
La notizia è che si andrà all’asilo anche per una parte di luglio e questo grazie al concerto di disponibilità attorno al quale il Comune, il personale scolastico e le famiglie hanno trovato un primo punto condiviso.

Immagine di copertina (in licenza CC) di Kevin Jarret

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