500 euro per una notte spericolata

500 euro per una notte spericolata

Il concerto per i 40 anni di carriera di Vasco Rossi rappresenta una sfida epocale per Modena che dovrà accogliere 200 mila persone. Alcune delle quali, pur di esserci, disposte a spendere cifre folli acquistando il biglietto nei siti di secondary ticket. Attualmente per i posti in prima fila si trovano biglietti a più di 500 euro, ma con l'approssimarsi del concerto i prezzi sono destinati a salire. Sul fenomeno, osteggiato in tutti i modi dal Komandante in persona, abbiamo sentito un esperto che da anni opera nell'organizzazione di eventi musicali.

0
CONDIVIDI

Il fenomeno del secondary ticketing, ovvero il mercato secondario per la vendita dei biglietti degli eventi dal vivo, con variazioni incontrollate sul prezzo, sta facendo parlare di sé con i toni dell’emergenza nazionale e il megaconcerto per i quarant’anni di carriera di Vasco Rossi, che si terrà a Modena il primo luglio 2017 potrebbe non essere esente da speculazioni.

Fin dalla notte dei tempi degli eventi live, il bagarinaggio è apparso un’attività inevitabile, soprattutto se riferita a uno scambio di biglietti tra privati: chi non ha mai incontrato la figura mitologica del bagarino napoletano mentre attendeva l’apertura dei cancelli di un evento sportivo o musicale? Qualcuno, rimasto a secco di biglietti, si è recato sul posto in anticipo apposta per trovarlo e qualcun altro si è reinventato bagarino dell’ultim’ora lui stesso pur di rivendere il biglietto in più, spesso dovendo fare i conti col dialettofono monopolio ufficiale. In un reportage del 2014, apparso sulle pagine de Il Giornale, “Una notte insieme ai bagarini“, l’ultima data del tour del rocker di Zocca allo Stadio Olimpico ha offerto l’occasione per denunciare una realtà apertamente tollerata dalle forze dell’ordine che, a pochi metri dai bagarini, stavano a guardare.

cover_vasco2
Il re del rock italiano

Solo ultimamente se ne parla con i toni dello scandalo, ovvero dal recente spostamento della vendita secondaria sui siti di bagarinaggio on line, cosa che ha trasformato un’attività illegale ma tollerata, per un piccolo giro d’affari, in una truffa a danno dei consumatori di enormi dimensioni, denunciata dal servizio de Le Iene lo scorso novembre, in riferimento alla più grande multinazionale musicale: Live Nation. Secondo la iena Viviani, fatture alla mano, la società organizzatrice di eventi venderebbe i biglietti non solo a TicketOne, canale ufficiale di vendita, ma anche ai siti di bagarinaggio che, beneficiando della sparizione dei biglietti sui canali ufficiali e della maggiorazione incontrollata del prezzo, rivenderebbero una gran quantità di biglietti, con un ritorno del 90% allo stesso organizzatore.

Quello che i fan, che hanno visto volatilizzarsi in pochi minuti i biglietti dei loro artisti preferiti non sapevano, e che invece era ben noto da tempo agli operatori del settore, era l’esistenza di software programmati per l’acquisto meccanico di quantità tali di biglietti da far registrare l’immediato sold out per poi ricomparire a prezzi moltiplicati su siti come Viagogo.it, diffidato dalla Siae proprio in relazione all’evento “Vasco Modena. Modena Park”, perché aveva dichiarato di essere in possesso di biglietti da mettere in vendita. Solo negli ultimi mesi, a causa della protesta montante, cominciano ad essere richieste delle tutele per i fan, che hanno scelto di ripiegare sui bagarini ormai 3.0, e ultimamente persino sul deep web, da parte delle Associazioni a difesa dei consumatori e dal governo stesso: il Ministro Franceschini ha presentato alla Camera un emendamento alla Legge di Bilancio per infliggere multe fino a 180 mila euro a danno del bagarinaggio illegale on line.

Biglietti in vendita su viagogo
Biglietti in vendita su viagogo

Vasco Rossi, seguito da Ferro, Giorgia e Mengoni, è stato tra i primi a prendere le distanze da Live Nation, suo storico organizzatore, in seguito ad accuse lanciate dall’amministratore delegato a carico degli stessi artisti che, secondo lui, sarebbero a conoscenza, anzi richiederebbero un meccanismo del genere pur di guadagnare di più; salvo rimangiarsi, dopo poco, il riferimento ad artisti italiani. L’organizzazione del ModenaPark 2017 è passata, così, nelle mani della bolognese Best Union, supportata dal circuito di vendita Vivaticket, che ha assicurato la massima correttezza e l’estraneità totale al fenomeno del bagarinaggio on line. “Pur essendone totalmente estraneo, Vasco Rossi, nell’ottica della trasparenza che lo ha contraddistinto in tutti questi 40 anni di Fronte del Palco, ha coerentemente scelto la “resistenza” e, forzatamente, il “cambiamento”. Punto e a capo”, si legge nel comunicato ufficiale.

Il costo dei biglietti su Vivaticket
Il costo dei biglietti su Vivaticket

Incontriamo un esperto che opera nel settore dell’organizzazione di eventi musicali da oltre un decennio con base a Modena, che preferisce restare nell’anonimato e che è anche un appassionato fruitore di eventi musicali, per parlare del fenomeno del secondary ticketing e dell’organizzazione del concerto di Vasco Rossi a Modena previsto per il primo luglio 2017.

Il fenomeno del bagarinaggio è da sempre tollerato. Perché solo oggi è salito alla ribalta delle cronache?
La questione è esplosa grazie a Facebook che è un volano pazzesco di umori positivi o negativi. Le lamentele degli acquirenti a prezzi maggiorati si sono amplificate per questo. Oggi i mega concerti muovono numeri talmente grandi di ragazzi che sono utenti di Facebook che generano un movimento spaventoso di informazione. Io credo che sia dovuto solamente a questo. È sempre esistito, fuori ai concerti e fuori agli stadi, e secondo me, ci sarà sempre. Alla fine se io compro un biglietto e, per un caso, non posso andare all’evento, penso che sia normale cercare di rivenderlo. È una legge dell’economia. Se c’è la domanda, se c’è qualcuno disposto a pagare un prezzo superiore a quello di vendita, perché non devo approfittarne? È che adesso questa cosa è diventata macroscopica.

È diventata un’emergenza nazionale al punto che gli artisti stessi si sono sentiti in dovere di intervenire ufficialmente. Tanto più che è emersa una sostanziale differenza tra mercato secondario tra privati e bagarinaggio industriale.

Sì, gli artisti hanno dovuto prendere le distanze perché, se il mercato tra privati non si può evitare per legge, il servizio de Le Iene ha portato finalmente allo scoperto un fenomeno riguardante la multinazionale Live Nation, che non ha sorpreso nessuno di noi addetti ai lavori. Tra l’altro tutto è partito da una talpa interna. Ecco, anche in questo campo l’onestà fa la differenza. Pensa che è buona norma, tra noi che organizziamo eventi artistici, acquistare (talvolta anche senza nessuno sconto) i biglietti per i nostri stessi spettacoli. È un campo in cui la trasparenza paga. Non è stato il caso di Live Nation.

Le prime proteste hanno coinvolto artisti del calibro di Bruce Springsteen, che ha visto l’impennata clamorosa del costo dei suoi biglietti del concerto di San Siro sui circuiti secondari, dopo il sold out on line sul sito di TicketOne. Caso ancora più eclatante quello dei Coldplay. Altroconsumo ha sperimentato l’acquisto di due biglietti per il concerto milanese del 3 luglio, nella prevendita riservata agli iscritti al sito di Live Nation e ai possessori di American Express, e ha dimostrato la malafede della vendita on line con sold out (di 70 mila biglietti!) dopo solo qualche minuto e la vendita immediata sui siti alternativi fino a 2000 euro.

Sì io, come utente privato, ho beneficiato di uno dei canali privilegiati di acquisto in prevendita, cioè quello riservato ai possessori di American express, e sono riuscito ad acquistare il biglietto per i Coldplay. Anche qui ci sono state molte proteste sul web ma io credo che ciascuno abbia la libertà di vendere tramite il canale che preferisce. Lo scontento è esploso a causa dell’immediato sold out e si è capito subito che il fenomeno non poteva essere gestito da utenti “normali”, ma doveva essere un fatto meccanico. Chi è che rischierebbe di comprare dieci biglietti a 90 euro l’uno per poi sperare di rivenderli sul mercato secondario? Il meccanismo non è ancora scardinato. Da qualche giorno, TicketOne, il maggiore operatore del settore, è nuovamente nell’occhio del ciclone per la vendita dei biglietti per il concerto di Ed Sheeran, che ha suscitato un mare di polemiche tra i fan.

Cosa pensi dell’assegnazione di un monopolio per la vendita dei biglietti on line? È stata avviata un’indagine anche a carico di TicketOne.

Sono favorevole. Non si tratta di una scelta ma della necessità di servirsi dell’operatore più grande e più efficiente del settore. Nel caso di TicketOne, si ha a disposizione una piattaforma che funziona piuttosto bene ed è anche il canale più conosciuto tra i ragazzi. Si stanno affacciando adesso altri operatori, ma sono ancora piccoli e non hanno ancora alle spalle una struttura adeguata a rispondere a una domanda così elevata.

Sei chiaramente favorevole alla nuova politica di trasparenza sul ticketing?

Assolutamente. Un mercato pulito fa bene a tutti. Gli artisti possono essere gravemente danneggiati, non tanto economicamente perché i biglietti alla fine sono venduti lo stesso, quanto nella loro immagine, e questo non vale solo per l’Italia. Il fenomeno è sviluppato anche in America, per esempio, anche se non raggiunge la portata del caso italiano. Io, per primo, ho comprato i biglietti per certi eventi in America sul mercato secondario, ma non si è ancora aperto un caso per cui parlare di software che comprano i biglietti in automatico. Il problema è che c’è sempre una domanda: se un ragazzo è disposto a spendere 300 euro per un biglietto e non c’è sotto il dolo per cui non si passa proprio dai canali ufficiali, è chiaro che il mercato lo asseconda. Anzi, approfitto per fare un appello: sono disposto a rivendere volentieri i miei biglietti dei Coldplay e anche di Vasco pur di avere un biglietto di Ed Sheeran!

Veniamo al concerto di Vasco. Cosa pensi dell’organizzazione di questo evento?

È una sfida spaventosa. Per i cittadini, prima di tutto, perché piangeremo lacrime amarissime, secondo me! Arriverà un’orda di barbari almeno dal giorno prima e spero andrà via non più tardi del giorno dopo, speriamo anche rimanendo il più possibile ai margini della città. È un evento che, per partecipanti, è superiore al numero di abitanti di Modena. Io vedo che il Comune sta già lavorando molto alacremente, per esempio stanno cercando dei privati disposti a dare in concessione i terreni per fare dei parcheggi. È una cosa che è stata presa molto seriamente per fortuna e, se organizzata con le migliori intenzioni, potrebbe non comportare grandissimi rischi. Tuttavia, sono sempre possibili le speculazioni. Anche sugli alloggi vige la legge di mercato. C’è gente che non sa dove andare a dormire e la ricettività di Modena è minuscola. Se io ho quattro posti letto e trovo dei “dementi” che mi danno 150 euro a posto letto, ma perché non glieli devo affittare? Vedremo, anche qui, che cosa si inventa il Comune. Per quanto riguarda l’organizzazione dell’evento in sé, posso dire che è un concerto da 200 mila persone e che anche dal punto di vista tecnico ci saranno tante cose a cui pensare. È una cosa che non tutti sanno, ma gli organizzatori hanno la responsabilità penale se succede qualcosa. Mentre città come Milano sono abituate ai numeri dei grandi concerti, Modena non lo è. Ci vuole coraggio a farlo ma, d’altra parte, il futuro è di chi ha coraggio.

Negli ultimi anni, Modena è finita totalmente in secondo piano sul versante degli eventi musicali. Sono ormai passati i tempi mitici in cui c’erano i concerti dei Pink Floyd.

È una questione puramente economica: oggi l’economia non gira più come prima e tutti ne hanno risentito a vari livelli. Anche a me hanno raccontato dell’epoca di splendore che, purtroppo, è finita. Resta, bisogna dirlo, una città in cui si vive bene rispetto a tante altre realtà e il concerto di Vasco ha comunque una ricaduta positiva a livello di immagine e quindi di turismo. Basti pensare che siamo sui giornali di tutta Europa. Sarà un trauma terrificante, penso che molti modenesi andranno via in quel weekend ma ben venga tutto.

Tu andrai al concerto?
Ho il biglietto ma sono ancora in dubbio. 200 mila persone che si muovono fanno paura.

CONDIVIDI
Penso, insegno, scrivo, vivo. Non sempre nell’ordine.

NESSUN COMMENTO

Rispondi