150 anni di quel “sicuro navicello che solca limpida e placida onda”

28Il 12 giugno 1867, con atto del notaio Benucci, viene costituita la Banca Popolare di Modena. Siamo ancora in pieno Risorgimento, con l’Italia appena nata, in un clima fecondo per la nascita e diffusione di Banche popolari, come strumento per promuovere il credito a favore delle classi lavoratrici. In questo ambito si delinea il progetto di creazione della Banca Popolare di Modena, voluta dal gruppo dirigente della locale Società Operaia di Mutuo Soccorso. Il primo bilancio viene approvato nel 1870 a pochi mesi dalla presa di Roma con la breccia di Porta Pia. La sede della nuova banca è nel palazzo Fabrizi, in corso Canalgrande, angolo via Emilia centro. Fin qua potrebbe essere la cronaca di uno dei tanti istituti di credito, nati in una qualsiasi città italiana, che ripercorre le proprio origini per arrivare a spiegare di essere oggi parte di una grande banca, con una sede prestigiosa in una grande città italiana, o estera. E’ già accaduto ad altre banche modenesi e va bene così, perché questo è il corso delle cose.

Invece, questo è l’incipit di una storia che la BPER ha prodotto in occasione delle celebrazioni dei 150 anni di vita di una banca che oggi è la sesta in Italia come dimensioni, che ha scelto di restare nella piccola città in cui è nata, Modena. Proprio in città la Popolare, così la chiamano ancora i modenesi, ha voluto celebrare il compleanno, offrendo alla cittadinanza tre giorni di eventi (10-12 giugno) e allestendo una mostra, presso la chiesa di San Carlo, aperta fino al prossimo 9 luglio.

Un’immagine che la BPER fa sua per descrivere la propria storia è presa ancora dai documenti storici dei suoi primi decenni di vita ed è quella del , descritto nel 1899 per presentare ai soci un altro anno di buoni risultati di gestione. Una navigazione che ha seguito una rotta sicura, capace di superare indenne le più terribili tempeste, come testimoniato dalle parole della relazione del bilancio 1930: “La crisi economica che si è verificata in quasi tutta Europa e che ha, anche in Italia, cagionato dissesti di organismi già ritenuti forti e sani sotto ogni aspetto, può dirsi che non abbia avuto ripercussione sul nostro Istituto”.

Questa rotta economico-navale subì una prima sostanziale accelerazione nel secondo dopoguerra, quando la Banca divenne “attore principale nel processo di ricostruzione dell’economia locale dilaniata dal conflitto e favorì il boom industriale e artigianale di una delle provincie più povere del Nord, favorendo lo sviluppo dell’economia dei distretti.”
Il legame con il territorio non è una cosa scontata per aziende di questa portata, ma Modena è ben abituata, perché non sono poche le realtà economiche che sono cresciute anche a livello mondiale e che hanno tenuto radici e legami saldi all’ombra della Ghirlandina o nella nostra provincia.

“Un punto fermo di questi 150 anni di storia sono i valori: il rapporto con le persone e la vicinanza al territorio. La storia di BPER Banca racconta infatti questi legami forti; l’istituto è nato in una piccola città dove lo spirito imprenditoriale ha sempre animato le persone. E proprio dall’attenzione al rapporto con le imprese è arrivato lo stimolo a crescere, ad attrezzarsi per migliorare prodotti e servizi e a competere ad armi pari con i più importanti Gruppi bancari. Grazie al rapporto virtuoso con la loro banca – prosegue la sintesi storica prodotta dalla popolare – molte piccole imprese sono cresciute, fino a diventare eccellenze assolute sui mercati internazionali. Questo è avvenuto prima a Modena e in Emilia Romagna, poi via via in ambiti più ampi ed estesi al territorio nazionale, in cui l’istituto ha operato con le stesse modalità di dialogo e attenzione che l’hanno caratterizzato dalla nascita. BPER ha sempre rispettato i valori che animarono nel 1867 un gruppo di cittadini modenesi nel progettare una banca in grado di agevolare il ricorso al credito, rivolgendosi a un ambito sempre più vasto di fasce sociali, mantenendo le persone sempre al centro.” La Popolare è indubbiamente entrata a far parte del tessuto sociale della città, non solo attraverso il rapporto con le imprese e i cittadini, ma anche dando lavoro a migliaia di famiglie della città, creando, almeno nei primi tempi, anche un orgoglioso senso di appartenenza. Ecco perché è nata la scelta di aprire alla città le proprie celebrazioni, offrendo appuntamenti di spettacolo e cultura economica, confermando che Modena resta comunque la “capitale” della banca.

I dubbi non sarebbero infondati, perché la Popolare inizia fin dalla fine degli anni Sessanta vi a superare i confini provinciali con l’apertura di alcune filiali nelle provincie limitrofe e con l’acquisizione di alcune piccolissime banche locali. Nel 1983 la Banca Popolare dell’Emilia, nata dalla fusione della Banca Popolare di Modena e della Banca Cooperativa di Bologna, muove i primi passi da banca regionale, proclamando orgogliosamente che ognuna delle sue filiali – diffuse essenzialmente nelle provincie di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Parma – avrebbe mantenuto “l’identità propria di una banca locale, secondo la tradizione del credito popolare”.

Il 1 maggio 1992 la Banca Popolare di Modena diventa Banca Popolare dell’Emilia Romagna: gli sportelli aumentarono del 37%, i dipendenti del 21%, il patrimonio del 16% e il nuovo Istituto compì l’ultimo passo per accreditarsi come banca regionale. Non passa molto e nel 1994 parte il progetto di costituzione di un Gruppo bancario federale con l’acquisizione di numerose banche locali in varie zone d’Italia, delle quali venne preservata l’autonomia, insieme con il radicamento territoriale. Tale modello resta fino al piano industriale 2012-2014, quando la politica dell’Istituto si indirizza verso una semplificazione adeguata alle nuove esigenze di mercato, per arrivare nel recentissimo 2015 all’adozione del nuovo Piano industriale 2015-2017 e nella ridefinizione del brand e del nome stesso dell’Istituto, diventato appunto BPER Banca.
Oggi BPER è presente in 18 regioni con circa 1.200 filiali, oltre 11.000 dipendenti e 2 milioni di clienti.

A dimostrazione dell’attaccamento a Modena restano anche le numerose presenze che la BPER afferma in città, attraverso sponsorizzazioni e patrocini negli ambiti dello sport, della cultura e dello sviluppo del territorio, fino ad arrivare a quello che ormai in città tutti chiamano “l’Evento”, il concerto di Vasco del 1 luglio.
In contemporanea ai cambiamenti e agli sviluppi che questa storia narra, restano le radici e la volontà di mantenerle, per dire che Modena può essere una città con il tessuto adatto ad ospitare un istituto di credito di dimensioni nazionali. Dopo 150 anni si può dire che la Popolare c’è ancora.

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