Un’estate da Superhumans

Mancano meno di 72 ore alla cerimonia che darà il via alla XXXI edizione delle Olimpiadi moderne che quest’anno si terranno per la prima volta nella storia in Sudamerica, a Rio de Janeiro. Prepariamoci a lunghe notti insonni: a causa del fuso orario, per gli appassionati europei, i Jogos da Olimpíada comporteranno una serie di levatacce non da poco. Per dire, la cerimonia di apertura si terrà all’una di notte di venerdì (in pratica, sabato mattina), ora italiana.

Gli atleti emiliano-romagnoli qualificatisi nelle varie specialità sono 25. Tre i modenesi: in testa, naturalmente, il plurimedagliato nuotatore carpigiano Greg Paltrinieri, campione del mondo in carica e detentore del record mondiale nei 1500 m, alla sua seconda Olimpiade dopo Londra 2012. Insieme a lui, il triatleta Davide Uccellari e il pallanotista Alessandro Nora. Complessivamente, cercheranno di guadagnarsi almeno una delle poco meno di 1000 medaglie a disposizione (306 a testa per per oro a argento, qualcuna in più per il bronzo) nei 28 diversi sport, 10.700 atleti di 206 nazioni. Inoltre, per la prima volta in assoluto ci sarà la nazionale dei rifugiati voluta dal Comitato Olimpico Internazionale – dieci atleti originari dal Sud Sudan, Congo, Siria, Etiopia – che gareggeranno sotto la bandiera del Cio stesso. Gran finale previsto per il 21 agosto con la cerimonia di chiusura.

Fine dei Giochi? Nient’affatto. Perché a Rio, il villaggio olimpico e gli impianti sportivi rimarranno aperti per ospitare la quindicesima edizione dei giochi estivi dedicati ad atleti con disabilità, le Paralimpiadi, con inizio previsto per il 7 settembre e chiusura il 18. Quest’anno, ad affrontarsi nelle 23 discipline paralimpiche, saranno oltre 4.300 atleti provenienti da 176 Paesi del mondo.

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Dalla nostra regione, saranno 11 gli atleti impegnati nelle varie discipline, 7 uomini e 4 donne. Tra queste, la campionissima Cecilia Camellini, classe 1992, alla sua terza Paralimpiade. Prima a Pechino 2008 e poi a Londra 2012, in cui ha collezionato rispettivamente due medaglie d’argento e due d’oro e due di bronzo, la modenese è una delle atlete più importanti del nuoto paralimpico, con un pedigree notevole che conta 2 record mondiali nei 100 metri stile libero, 3 europei, 11 nazionali.

E proprio a Modena inizia la carriera stellare della Camellini, formiginese d’origine, che inizia ad allenarsi a soli 3 anni presso la piscina dei Vigili del Fuoco della nostra città. Cieca dalla nascita, ha fin da giovanissima raccolto un’innumerevole quantità di premi, partecipando a soli 15 anni a III Giochi Mondiali dell’IBSA, la federazione internazionale dello sport per ciechi, dove vince portandosi a casa due ori, un argento e un bronzo. A Rio concorrerà con stile e dorso, dichiarandosi pronta ed agguerrita, seppur con le stesse sensazioni di sempre: “Sarà la mia terza esperienza ad una Paralimpiade dopo l’esordio assoluto a Pechino nel 2008 e i trionfi di Londra, ma le emozioni sono identiche a quelle della prima volta.”

Accompagnata dal suo allenatore Ettore Pacini, in Brasile si presenterà partecipando ai 100 dorso il 9 settembre, il giorno dopo ai 400 stile, per chiudere infine con i 50 e i 100 stile il 12 e il 15 settembre. Una campionessa con i fiocchi, che non solo eccelle nello sport, ma anche negli studi. La Camellini è infatti a pochi passi dal concludere la laurea magistrale in Psicologia clinica presso l’Università di Bologna, dopo una triennale da 110 e lode. Alla luce anche della sua scelta universitaria, non sorprende come la ragazza dia prova di una sensibilità particolare verso questioni delicate: proprio insieme Ettore Pacini, la Camellini si è sempre battuta perché lo sport paralimpico ottenesse la giusta considerazione. D’altronde, sembra che alcuni progressi siano stati fatti, e che le battaglie di atleti come la nostra Camellini abbiano portato a dei risultati. Lo spot promozionale delle Paralimpiadi di Rio contribuisce a tutto questo. Un trailer di 3 minuti che ha avuto immediatamente un enorme successo, contando su Youtube – nel momento in cui scriviamo – oltre 3 milioni di visualizzazioni.

Sulle note della canzone “Yes we can” di Sammy Davis Jr., nella versione di un gruppo di musicisti disabili, il video è una scoppiettante celebrazione di ogni disciplina sportiva eseguita da atleti disabili, senza far mancare un tocco di ironia. Con un cast di circa 150 persone, tra cui 40 atleti paralimpici, 16 musicisti e 53 non atleti, il video mostra anche persone con disabilità alle prese con le faccende di tutti i giorni, dal lavarsi i denti al fare la spesa. “Noi siamo i Superuomini (o superumani, più correttamente)”, questo lo slogan scelto dal canale che ha prodotto il trailer, l’inglese Channel 4. Dan Brooke, responsabile del marketing e della comunicazione di Channel 4, ha dichiarato che con questo spot l’intento era proprio di rendere le Paralimpiadi mainstream, sfruttando anche un estetica ispirata al carnevale brasiliano. L’immagine fresca, briosa e estremamente positiva che hanno deciso di trasmettere sembra infatti aver funzionato, raccogliendo consensi e condivisioni.

Un passo importante che segna una nuova fase nella concezione di discipline che ancora da molti sono considerate poco. Mark Atkinson, presidente esecutivo di Scope, associazione che si occupa di garantire uguali opportunità alle persone disabili, dichiara che, purtroppo, il 62% delle persone con disabilità subiscono ancora oggi trattamenti diversi per via delle loro menomazioni.

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Un dato che preoccupa, perché la percezione delle persone disabili nelle comunità rimane per buona parte traviata da pregiudizi, ma ciononostante i segnali di un miglioramento ci sono. A cominciare dallo spot delle Paralimpiadi di Rio, alle battaglie giornaliere di atleti come la modenese Cecilia Camellini, e di tutti gli altri. Fare le cose in modo diverso non significa farle in modo “sbagliato”, e soprattutto non significa che non si possano fare. Ad un certo punto dello spot delle Paralimpiadi, un ragazzo in sedia a rotelle viene scoraggiato da quello che sembra essere un dirigente scolastico, che guardandolo tra il divertito e il canzonatorio, gli sussura: “no, non puoi.” Nella sequenza successiva lo stesso ragazzo urla “Sì, posso”, mentre gioca ad una partita di basket. Un messaggio forte e vincente che, speriamo, rivoluzioni finalmente il modo di vedere i “superumani” da parte di tutti gli “umani”.

Tutte le immagini sono tratte dal video: We’re The Superhumans | Rio Paralympics 2016 Trailer.

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