Undicesimo: non sprecare pane e companatico

Undicesimo: non sprecare pane e companatico

Da lunedì prossimo, grazie alla partnership con Food for Soul di Massimo Bottura, l'Antoniano Onlus di Bologna offrirà una sera alla settimana (per ora) alle famiglie che frequentano il Centro d'ascolto una cena cucinata da un grande chef. Un progetto nel segno della solidarietà e del recupero del cibo che sprechiamo ogni giorno: nel mondo infatti finiscono nella spazzatura 1,3 miliardi di tonnellate di alimenti ogni anno. Ecco perché si moltiplicano le iniziative per arginare questi sprechi assurdi. Dall'India alla Germania, ecco ad esempio come funzionano i "frigoriferi di strada".

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A Bologna, a partire da lunedì prossimo 9 maggio, il Centro d’ascolto di Antoniano onlus attiverà un nuovo servizio rivolto a famiglie e bambini presso la mensa di via Guinizelli: una cena a settimana realizzata ogni volta da uno chef diverso – appartenente alla rete di Chef to Chef Emilia Romagna (circuito che riunisce cuochi, imprese di ristorazione, produzione e distribuzione regionali per favorire l’evoluzione della gastronomia del territorio) – che utilizzerà quello che troverà in cucina per preparare una cena speciale baciata dal tocco di un grande cuoco.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione con Food for Soul – il progetto culturale ideato dallo chef Massimo Bottura che mira a costituire un senso di dignità intorno alla tavola, attraverso l’apertura o la ristrutturazione di refettori in giro per il mondo, promuovendo valori di arte e bellezza, di solidarietà comunitaria e recupero di cibo, spazi e persone. La partnership dello chef modenese con l’Antoniano rappresenta il secondo tassello di un percorso cominciato l’anno scorso con il Refettorio Ambrosiano realizzato a Milano in occasione di Expo, quando Food for Soul ha ristrutturato un teatro abbandonato nel quartiere Greco per dare vita a una mensa per i poveri.

La quantità di cibo sprecata nel mondo. Fonte: Onu
La quantità di cibo sprecata nel mondo. Fonte: Onu

“L’obiettivo di questo nuovo servizio – spiegano da Antoniano Onlus – è quello a lungo termine di creare un modello di mensa diverso, più accogliente e familiare, dove vengano messi in tavola pasti equilibrati e qualitativamente migliori 365 giorni l’anno, per aiutare le persone che vivono in situazione di disagio a recuperare la propria dignità anche in questo aspetto della propria vita”.

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Bottura e Antoniano a parte, si moltiplicano nel mondo le iniziative rivolte a un recupero delle enormi quantità di cibo che la nostra società spreca ogni giorno. Complessivamente sono 1.3 miliardi le tonnellate di alimenti che finiscono nella spazzatura ogni anno, mentre sono poco meno di 800 milioni le persone che vivono condizioni di denutrizione. Insomma, al solito: si tratta di redistribuire meglio l’enorme ricchezza – alimentare in questo caso – che riusciamo a produrre nel pianeta. Anche perché, senza andare troppo lontano, in Italia e in Europa il welfare sta vivendo una stagione di profonda crisi, soggetto a continui tagli che ci stanno portando ad adeguarci a uno dei modelli peggiori che esistano in Occidente: quello americano. Ecco allora che le iniziative private cercano di compensare questa progressiva discesa verso una società in cui solo chi è meglio attrezzato – economicamente, culturalmente e socialmente – può aspirare a un futuro di benessere.

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A Berlino ad esempio, come racconta Wired, già da due anni sono attivi due “frigoriferi di strada” in cui i tantissimi turisti che frequentano la capitale tedesca e i berlinesi stessi lasciano del cibo, ottimo, che per vari motivi non sono riusciti a consumare. E chi ne ha bisogno, prende. “Tutti – si spiega nell’articolo – possono donare o prendere in maniera anonima e senza nessun passaggio burocratico. L’intenzione è quella non solo di aiutare i più bisognosi, ma di sviluppare una coscienza sociale che si batta contro gli sprechi del cibo. Secondo il Tagesspiegel in Germania circa 82 kg di cibo commestibile  a persona viene buttato ogni anno nella spazzatura”.

Frigorifero di strada in India. Fonte: Keblog
Frigorifero di strada in India. Fonte: Keblog

E’ di pochi giorni fa la notizia che qualcosa di analogo la proprietaria di un famoso ristorante a Kochi, in India: “Un giorno – racconta Fanpage in un articolo – la proprietaria del ristorante notò una donna fuori dal ristorante cercare avanzi di cibo nella spazzatura per acquietare la sua fame. Da lì si accese la lampadina e nacque Nanma Maran, o Albero della Bontà: un frigorifero dove tutti possono inserire i propri avanzi alimentari e aiutare le persone bisognose. L’innovativo frigo è aperto 24 ore su 24, sette giorni alla settimana e sempre accessibile, senza alcun blocco, per chiunque abbia bisogno di mangiare ma non può permettersi di comprare del cibo”. Stessa cosa accade anche in Brasile.

Da noi esiste S-cambia cibo, iniziativa bolognese che ha tentato di seguire un modello leggermente diverso. Funziona così: “Fotografa quello che vuoi condividere, inserisci le informazioni necessarie (data di scadenza, caratteristiche principali) e condividilo sulla piattaforma. Il tuo ARS (alimento a alto rischio spreco) comparirà geolocalizzato sulla mappa della città. Ci sarà sicuramente nelle vicinanze qualche scroccone interessato, che potrà contattarti privatamente per gli accordi su luogo e momento dello scambio…Et voilà: il gioco è fatto!”. per chi fosse interessato, hanno anche una pagina Facebook.

Fonte immagine di copertina: Food Navigator.

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