Una «baracchina» di libertà

Una «baracchina» di libertà

Un parco pubblico, una vecchia «baracchina» per i gelati, un amministrazione sensibile e un gruppo di famiglie con figli disabili in cerca di autonomia: dalla combinazione virtuosa di questi elementi è nata a maggio l'associazione "Magicamente liberi", che durante l'estate ha gestito, genitori e ragazzi insieme, una piccola attività commerciale a Marano sul Panaro. Al termine della stagione, è tempo di fare un bilancio dell'esperienza.

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Serata alla baracchina

Prendete una vecchia «baracchina» per i gelati, piazzata in mezzo a un parco pubblico nel cuore di un paese alle pendici dell’Appennino. Prendete un’amministrazione sensibile e intelligente, che anziché affidare quel luogo alla gestione di un privato (come fanno in genere tutti) decide di utilizzarlo per qualche progetto di utilità sociale. Metteteci poi un gruppo di famiglie con dei figli disabili, che da un po’ di tempo medita su nuovi progetti e percorsi di autonomia per i propri ragazzi. Aggiungeteci, infine, una rete di servizi attenta e competente, la generosità di molte persone, il sostegno della cittadinanza: ed ecco nascere, in tempi brevissimi, l’associazione di promozione sociale di Savignano sul Panaro «Magicamente liberi», formata da alcuni genitori di ragazzi disabili del territorio, pronta a prendere in gestione, per la stagione estiva, la «baracchina» del «Parco delle bocce» di Marano (così chiamato perché, in effetti, c’è una vecchia pista per giocare a bocce, ora non più utilizzata). Un progetto che mira a incrementare il grado di autonomia dei ragazzi coinvolti, facendogli sperimentare – sebbene in un contesto organizzato e «protetto» – la sfida di gestire, in proprio, una piccola attività.

La sindaca di Marano, Emilia Muratori.
La sindaca di Marano, Emilia Muratori.

«Avevo in mente già da un po’ di tempo un progetto di questo tipo» ci racconta il sindaco, Emilia Muratori. «La “baracchina” era sempre stata data in gestione a degli operatori privati, a cui l’affittavamo a prezzi bassissimi per tutto il periodo estivo. L’ultima concessione era però scaduta alla fine dell’anno scorso, e non era più prorogabile, per cui avremmo dovuto fare un nuovo bando. Allora in giunta abbiamo iniziato a domandarci che cosa fare. Il nostro ragionamento è sempre stato quello di non concedere quello spazio ad associazioni di volontari, perché l’abbiamo sempre visto come un’opportunità di lavoro. Ma è anche vero che il nostro obiettivo, in realtà, è quello di garantire un servizio pubblico alla cittadinanza, ravvivando al contempo il parco e mantenendo un presidio nella zona». E un parco di quel tipo, piccolo, facilmente raggiungibile, in un contesto urbano, si prestava perfettamente al tipo di progetto che aveva in mente il sindaco.

«Come assessore alle politiche sociali dell’Unione Terre di Castelli», prosegue Muratori, «ho partecipato a diversi incontri del Tavolo permanente delle disabilità, un luogo che permette la conoscenza reciproca tra servizi, volontari e familiari del distretto socio-sanitario di Vignola che devono rapportarsi tutti i giorni con i temi della fragilità e non-autosufficienza. Una delle ultime sfide che è stata lanciata riguarda l’autonomia, soprattutto abitativa, ovvero percorsi che consentano alle persone con disabilità di raggiungere, un giorno, la possibilità di “staccarsi” dalle famiglie, specialmente i genitori. È un tema all’ordine del giorno per il settore del welfare, soprattutto dopo l’approvazione della legge “Dopo di noi”. Un primo step di questo progetto è stato quindi un seminario pubblico, il 18 febbraio scorso, rivolto a operatori, volontari, familiari e persone con disabilità per spiegare cos’è l’autonomia. E durante la pausa caffè, parlando con alcuni genitori e operatori, ho buttato lì questa idea della “baracchina”, che è stata accolta subito con entusiasmo».

La "baracchina" di Marano
La “baracchina” di Marano

«La cosa, effettivamente, è nata un po’ per caso, davanti alla macchinetta del caffè» ci conferma sorridendo Sandro Vacondio, presidente dell’associazione, «ma tutta quest’esperienza sembra frutto di coincidenze fortunate. Il sindaco di Marano aveva a disposizione quella “baracchina”, e noi genitori avevamo appena iniziato a ragionare sul tema dell’autonomia. L’opportunità era perfetta per iniziare a sperimentare qualcosa di più concreto». Dopo qualche incontro tra amministrazione e genitori per capire con precisione di cosa c’era bisogno, e dopo un sopralluogo al parco per constatare le condizioni dell’edificio, si è avviato l’iter per l’apertura. «Ci siamo seduti intorno a un tavolo con l’Azienda pubblica di servizi alla persona “Giorgio Gasparini” di Vignola, che gestisce il centro socio-riabilitativo per disabili, il Servizio di inserimento lavorativo e il laboratorio occupazionale “cASPita!”, l’amministrazione, i servizi sociali dell’Unione e il Centro servizi per il volontariato, e abbiamo iniziato a istruire tutte le pratiche burocratiche. Era indispensabile fondare un’associazione di promozione sociale, perché una onlus non può dedicarsi al piccolo commercio, e quindi non avremmo potuto battere nemmeno uno scontrino». Il passo successivo è stato poi quello di sistemare la «baracchina»: pulire l’interno, sistemare il bancone del bar, portare i frigo per le bibite e i gelati, procurarsi la macchina del caffè e tutto quanto occorre per mettere in piedi un esercizio. «Per fortuna il comune ci ha aiutato splendidamente: ha incaricato una ditte edile di eseguire i lavori di ristrutturazione più importanti, e molti altri artigiani di Marano hanno dato una mano gratuitamente. Una falegnameria, per esempio, ha aggiustato il bancone senza chiedere nulla in cambio. Senza questa generosità non ce l’avremmo mai fatta ad aprire».

serataallabaracchina

Alla fine, dopo tanta fatica, arriva il giorno dell’inaugurazione. «All’inizio abbiamo dovuto prenderci le misure» dice Sandro, «anche perché nessuno di noi aveva esperienza in questo settore, quindi abbiamo tutti dovuto un po’ imparare. L’Asp garantiva l’apertura al pomeriggio, con l’aiuto di un volontario dell’associazione e avvalendosi anche di un paio di persone che provenivano dal Servizio di inserimento lavorativo. Noi genitori, invece, c’eravamo la sera». Le cose da fare erano, ovviamente, tante e tutte diverse. «Dovevamo spazzare, tirare su le foglie, servire i tavoli e sparecchiare quando i clienti se ne andavano» raccontano Davide ed Enrico, due ragazzi che hanno lavorato alla «baracchina» e che ci riferiscono entusiasti tutte le loro mansioni. «Abbiamo anche imparato a fare il caffè» dicono soddisfatti per questo nuovo obiettivo raggiunto. Ma in effetti, l’attività alla «baracchina», che può essere vista come una sorta di «aula decentrata», e servita moltissimo ad alcuni di loro per fare dei grandi passi avanti nell’acquisizione di abilità e competenze: «Alcuni ragazzi», ci dice Sandro, «non sapevano ancora far di conto. Quando, durante il servizio, hanno capito che per battere uno scontrino era necessario conoscere le basi della matematica, si sono applicati immediatamente per imparare. E adesso sanno usare perfettamente un registratore di cassa».

Un’esperienza positiva, sotto tutti i punti di vista, sia per l’amministrazione che per i ragazzi e i loro genitori: «Noi siamo molto soddisfatti», afferma il sindaco Muratori, «e speriamo davvero che questa avventura possa proseguire. Adesso ci ritroveremo per valutare attentamente come è andata e per aggiungere i dettagli che ancora mancano, ma per noi non c’è alcun problema a rinnovare la convenzione anche per il prossimo anno». «Anche noi siamo stati felicissimi di quest’esperienza», dicono i genitori dell’associazione. «Vediamo i nostri figli iniziare, lentamente, un percorso che può aiutarli ad acquisire maggiore autonomia. Abbiamo già dei progetti per la prossima estate, ma con il comune stiamo pensando di organizzare qualcosa anche per Natale, e trasformare la “baracchina” in una sorta di “Casetta di Babbo Natale”. Vedremo».

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Sono nato a Vignola nel 1985. Dopo la laurea in Scienze della comunicazione a Bologna ho conseguito un master in Editoria all'Università Cattolica di Milano. Ho lavorato fino al 2015 per le Edizioni Dehoniane e attualmente collaboro con diverse case editrici e riviste, tra cui Il Regno. Mi interesso di temi legati a cultura, legalità e politica. Dal 2014 sono consigliere comunale a Vignola.

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