“SibilaRonzaScoppia!”: la Serata Futurista di Modena in mostra

“SibilaRonzaScoppia!”: la Serata Futurista di Modena in mostra

2 giugno 1913: Modena è protagonista di una tumultuosa Serata Futurista al Teatro Storchi. In questa occasione viene presentato per la prima volta al pubblico lo "Scoppiatore" inventato dal pittore Luigi Russolo, uno strano strumento "Intonarumore" non ancora brevettato, ma che sarà il primo passo verso la musica elettronica. La mostra "SibiliaRonzaScoppia!", presso il Museo Civico di Modena fino all'8 gennaio 2017, ci racconta questa storia curiosa.

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Prima di diventare famoso per il referendum che portò all’abolizione della monarchia e all’istituzione della repubblica in Italia, il 2 giugno fu famoso per qualcos’altro. Qualcosa di piccolo, se inquadrato nel turbinio della Storia, e certo meno lapidario di un cambio nella forma di governo nazionale. Per la verità non fu che il tassello di una precisa temperie sociale, artistica e culturale, ma servì a mettere sul piatto una stramba invenzione che lasciò impronte negli anni a venire. Stiamo parlando del 2 giugno 2013, quando il Teatro Storchi di Modena accolse una tumultuosa Serata Futurista. Ospiti speciali: il fiammeggiante papà del Futurismo, Filippo Tommaso Marinetti in persona, e Lo Scoppiatore, il primo Intonarumori creato dal pittore Luigi Russolo che lo presentò in anteprima proprio sul palco modenese.

E’ questa serata movimentata il cuore della mostra “SibilaRonzaScoppia!” allestita presso il Museo Civico di Modena. Curata da Cristina Stefani, è stata inaugurata nei giorni del Festival Filosofia sulla scia del tema “Agonismo”. Nel suo significato di “lotta”, “rivalità”, tanto fisica quanto intellettuale, l’ “agòn” greco trova infatti facile casa presso i Futuristi: noti provocatori, teste calde, interventisti, lanciati verso la modernità e tesi a scardinare ogni forma di passatismo, creativi energici e antagonisti in equilibrio “sul promontorio estremo dei secoli” senza sapere del buio acquattato dietro l’angolo. Ma soprattutto, inventori di spunti nuovi in pittura, in letteratura e… sì, anche nella musica.

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Torniamo al 2 giugno 1913, al Teatro Storchi, in una Modena poco sensibile al futurismo della prima ora. “SibilaRonzaScoppia!” parte proprio dalla cronaca della serata, che ripropone anche in un bel video d’animazione targato Intersezione. “La Gazzetta dell’Emilia” è una delle preziose fonti per ricostruire la serata in questione, e ne racconta i momenti con quella prosa di una volta che ti fa proprio sembrare di essere lì. Lo Storchi è gremito d’intelleghenzia modenese, studenti e curiosi, mentre sul palco si alternano le declamazioni dei nostri futuristi. Prima Marinetti con i consueti cavalli di battaglia. Poi il musicista Balilla Pratella che legge il “Manifesto Tecnico della Musica Futurista”, ma con una vuslèina ben poco comprensibile. Il pubblico diventa presto irrequieto, rumoreggia, i toni si alzano. Rientra Marinetti per declamare alcune poesie futuriste (fra cui “La fontana malata” di Aldo Palazzeschi), ma ormai la platea è un subbuglio di fischi e urla. Da provocatore, Marinetti interrompe la lettura per declamare “La Vispa Teresa” a sancire così la natura superificiale e “poco futurista”del pubblico modenese.

futuristaDopo di lui, nel climax del tumulto, entra in scena Luigi Russolo. Inizialmente il pittore spiega a parole lo scopo del suo primo Intonarumori: riprodurre i gradevoli suoni della modernità, nel caso dello Scoppiatore i rumori prodotti dal motore a scoppio. Poi, lo strumento viene portato sul palco. Come racconta “La Gazzetta dell’Emilia”, “si tratta né più né meno di uno scatolone di cartone, ad una faccia del quale è applicata una specie di tromba pure di cartone che rassomiglia molto all’imbuto di un fonografo… passatista”, e continua: “l’apparizione del famoso Scoppiatore è accolta da risate omeriche e da grida violentissime. Voci: “Al manicomio!”.” Nonostante il tumulto, lo Scoppiatore viene avviato tramite una manovella e lo spazio del teatro è subito invaso dal rumore di automobili in corsa. Il pubblico protesta, non si tiene più, la serata termina. O meglio, termina allo Storchi, ma continua in strada, con risse e scompigli fra il Caffè Boninsegna e il Caffè Nazionale fino a tarda notte. In perfetto stile futurista.

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Dalla cronistoria della Serata, la mostra prosegue con una panoramica sul terreno culturale in cui Luigi Russolo matura l’idea degli Intonarumori (allo Scoppiatore seguono infatti il Gracidatore, il Ronzatore, l’Ululatore e tanti altri) e soprattutto su ciò che avviene dopo il 2 giugno 1913. L’invenzione di Russolo è infatti la prima possibilità di sintetizzare suoni e rumori, il primo passo verso un’utopia: il concetto di musica elettronica. Nel 1914 gli Intonarumori vengono regolarmente brevettati e in altri ambiti musicali si fa strada l’idea di inserire rumori moderni fra le partiture. Lo fanno per esempio Erik Satie e Jean Cocteau nel balletto “Parade” del 1916, con costumi e scene – fra l’altro – firmati Pablo Picasso.

Proseguendo su questa linea, nel 1924 Russolo costruisce anche il Rumorarmonio, una specie di pianoforte a muro con pedali capaci di attivare più Intonarumori alla volta: un’invenzione che darà la stura alla concezione dei primi veri e propri sintetizzatori. La scia delle sue invenzioni quindi sopravvive, e prosegue oltre le invenzioni stesse. La ricerca personale di Russolo, infatti, si esaurisce nel corso degli anni ’30 e tutti gli Intonarumori vengono distrutti in un bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale.

Eppure, per finire, la mostra propone nel suo spazio centrale proprio un insieme di Intonarumori in “carne e ossa”, alcuni dei quali funzionanti. Si tratta degli esemplari ricostruiti nel 1977 dal docente di conservatorio Pietro Verardo in occasione di una mostra dedicata a Luigi Russolo e all’Arte dei Rumori presso la Biennale di Venezia. Le fonti per la ricostruzione, avvenuta in 6 mesi di duro lavoro, sono state fotografie, il brevetto stesso, lettere di Russolo e i ricordi preziosi di suo nipote Bruno Boccato che da piccolo assistette alla costruzione degli originali.

La mostra “SibilaRonzaScoppia!” è aperta fino all’8 gennaio 2017 secondo i seguenti giorni e orari: dal martedì al venerdì (9:00 – 12:00), sabato, domenica e festivi (10:00 – 13:00 e 16:00 – 19:00). Giorni di chiusura: i lunedì non festivi.

In copertina: Luigi Russolo e Ugo Piatti con gli Intonarumori, 1916.

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Nata a Modena, si è laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Pisa. Lavora come autrice e copywriter collaborando con agenzie di comunicazione, enti culturali e giornali.

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