Quell’Italia che non smette di donare

Quell’Italia che non smette di donare

Venerdì prossimo verrà lanciata ufficialmente la seconda edizione del Giorno del Dono 2016, organizzata dall'Istituto italiano della donazione presieduto dal modenese Edoardo Patriarca: " Il Giorno del dono nasce per celebrare i valori della solidarietà e della sussidiarietà ed è dedicato a tutti coloro che non si sono fatti fermare dalle difficoltà e che ogni giorno lavorano per il bene comune".

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Nel suo celebre Saggio sul dono Marcel Mauss teorizza che il triplice obbligo di dare, ricevere e ricambiare – le tre fasi in cui si articola l’atto del dono – costiuisce il fondamento del legame sociale delle società arcaiche, e da lì fino alle nostre: uno scambio che sta a fondamento della morale. dall’antichità ad oggi il dono continua ad essere praticato proprio perché intrinseco alla costituzione stessa delle relazioni sociali, delle comunità. In Italia, secondo i dati Istat sono circa 5 milioni le persone che donano tempo attraverso il volontariato e circa 5 miliardi le risorse economiche donate alle Organizzazioni Non Profit (ONP) affinché vengano impiegate nelle cause sostenute. In Italia esiste l’Istituto italiano della Donazione, presieduto dal modenese Edoardo Patriarca che, dall’anno scorso, organizza la Giornata del dono, diventata legge dall’anno scorso.

Venerdì 10 giugno alle ore 10:00, presso l’Auditorium Assolombarda di Via Pantano 9 a Milano, in occasione del convegno “L’Italia che dona”, verrà lanciata ufficialmente la seconda edizione del Giorno del Dono 2016, svelando programma, strumenti e protagonisti dell’iniziativa nazionale che ancora una volta vuole valorizzare il dono in tutti i suoi aspetti culturali, sociali ed economici.

“All’evento – spiega Patriarca – parteciperanno  i rappresentanti del mondo della società civile, delle imprese, del Terzo Settore, tutti a testimoniare l’impegno verso un cambio culturale che mette al centro la gratuità come spinta per l’avvio di relazioni sane e positive, alla base di una società democratica aperta e responsabile. Il Giorno del dono – prosegue – non è il giorno del buonismo né tanto meno un giorno dedicato alla sola raccolta fondi. Il Giorno del dono nasce per celebrare i valori della solidarietà e della sussidiarietà ed è dedicato a tutti coloro che non si sono fatti fermare dalle difficoltà e che ogni giorno lavorano per il bene comune: cittadini, organizzazioni di terzo settore, imprese virtuose. Ricordiamo che in Italia operano quasi 5 milioni di volontari, cittadini attivi che hanno deciso di impegnarsi, di rimboccarsi le maniche per assumersi delle responsabilità, personali o di gruppo, per fare qualcosa per il bene collettivo: questo è un miracolo silenzioso che accade ogni giorno. Noi vogliamo raccontare chi, in questo momento così faticoso per il Paese, non si è arreso a sconforto e cinismo, non ha voluto rannicchiarsi su se stesso ma, al contrario, si è posto, ancora una volta, al servizio dell’altro”.” Patriarca aprirà i lavori presentando lo stato dell’arte sulla seconda edizione del Giorno del Dono.

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