Professione comparsa: in fila al casting di Netflix fra sogni dorati, clichés...

Professione comparsa: in fila al casting di Netflix fra sogni dorati, clichés e fughe di notizie

Modena è stata scelta per una grande produzione Netflix e sarà il set della serie “Master of none” le cui riprese inziano il 22 agosto. Al ristorante “Secchia rapita” si sono tenuti i casting per reclutare 400 comparse. Siamo andati ai provini con l'intenzione di conoscere da vicino il “popolo delle comparse” e abbiamo finito per conoscere la trama delle puntate girate a Modena, nonostante l'embargo totale degli addetti ai lavori

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Da grande volevo fare la rockstar non la stella del cinema. Suonavo in una punk garage rock band. Non avevo talento, non volevo farne un mestiere, all’inizio lo facevo per l’amor della femmina. I miei idoli erano i Ramones, i Sonic Youth e GG Allin. L’immaginario puerile rock era quello della gola bagnata dal whisky e la voce rotta dal tabacco nero, niente di molto intelligente. Insieme ad altri capelloni della mia età tutti cresta e tatuaggi, piercing al naso e cicche in bocca, puntavamo a girare in tour le taverne sudate della mia città natale, scroccare da bere ad oltranza, sputare sulla folla, praticare stage diving fra riff scadenti e fuori tempo e distorsioni pseudo psichedeliche. Una fuck you attitude che degenerava spesso in tafferugli con i gorilla della sicurezza che sbattendoci fuori giuravano di “farcela pagare” se avessimo rimesso piede nel locale. Mai sognato quindi di fare l’attore e in fondo non ci ho mai creduto davvero alla carriera musicale conscio che la musica, come la letteratura, non ammette la mediocrità.

casting-netflix2Eccomi al ristorante la “Secchia rapita” all’interno dell’albergo Canalgrande a fare la fila con un modulo in mano con sopra scritte le mie generalità, una fotocopia della mia carta d’identità e un’altra del codice fiscale. Niente curriculum vitae, nessuna oppurtunità per valorizzare le competenze in campo attoriale che non ho. Tanto meglio. Con me, il pomeriggio del 27 luglio alle 16,00 ci sono un centinaio scarso di aspiranti comparse. “Netflix sbarca in Italia e sceglie Modena”, così i quotidiani locali annunciavano i provini che la prestigiosa casa di produzione specializzata in serie di alta qualità ha indetto in centro a Modena, spalmati su due giorni, 26 e 27 luglio. In palio c’è la partecipazione alla seconda stagione dell’acclamato “Master of none” – dall’espressione inglese “Jack of all trades, master of none”, letteralmente “capace in tutto, maestro di niente”, insomma, persone capaci di fare un po’ di tutto, senza riuscire a fare niente davvero bene –  che quasi nessuno ha visto fra gli aspiranti figuranti. “Non conosco la serie in questione ma apprezzo molto altri prodotti di Netflix come House of Cards o Narcos”, dice Giovanni, studente modenese di 20 anni.

casting-netflix3Servono 400 comparse per scene evidentemente di massa. Il riserbo è massimo, quasi paranoico, fra gli addetti del casting, appaltato alla 360 Degrees film di Venezia. La trama è sotto embargo ed è impossibile sapere a cosa serviranno queste comparse. Nella hall ci sono alcune facce da hipster americani, vestiti casual, cappellini da baseball, ray ban sul naso, barbe bionde e incolte che parlano ad alta voce un inglese biascicato d’oltreoceano. “E’ il protagonista della serie”, bisbiglia qualcuno dietro di me. C’e’ Aziz Ansari con alcuni membri della troupe e della produzione americana. Ansari è l’ideatore e il personaggio principale della serie. Con gli altri americani si gode la città e effettua gli ultimi sopralluoghi. Gli addetti al casting sono nervosi: divieto di fare le foto, fuori i giornalisti. Un collega protesta ma quelli della 360 degrees sono irremovibili.

casting-netflix4-rosanna-davide2Rimango in coda, consegno il modulo e le copie dei documenti e esco fuori ad aspettare che il mio nome venga urlato da una delle addette del casting. Per puro caso mi imbatto in una coppia di ragazze, una di origini senegalesi e l’altra russa, Hawa e Rebecca che escono dal provino e ancora sotto l’effetto dell’adrenalina mi dicono entusiaste “è andata benissimo, ci hanno fatto i complimenti e detto che eravamo perfette per la scena del matrimonio”. Quale scena del matrimonio? chiedo. Tutti gli sforzi di segretezza degli addetti evaporano in un nano secondo sotto i colpi delle perfette veline e di un fotografo dalla gola profonda. Prima di tornare in fila altri universitari prestati al casting mi raccontano che nella prima serie il protagonista Dev (Ansari), un attore che si barcamena a Manhattan fra mille lavoretti e nessuna vera occasione di sfondare, decide di partire per l’Italia, attirato (guarda caso) dalla cucina e dalla sua passione per la pasta. Mettendo insieme i pezzi torna un po’ tutto: Modena cartolina d’Italia per gli americani, emblema della gastronomia italiana e mondiale, Bottura dietro l’angolo, i tortellini, la dolce vita nella città museo d’Emilia. Con tanti saluti all’embargo della produzione mi immagino che Dev trovi anche l’amore nella sit-com, e che lo trovi esattamente fra il 22 agosto e il 2 settembre, le date in cui si girerà presumibilmente la scena del matrimonio di Dev innamorato a Modena.

Impossibile non collegare il cibo e Modena al cuoco Bottura, sorta di semi Dio, leggenda vivente in città celebrato in maniera quasi religiosa. Certo non si girerà la scena del matrimonio con 400 comparse all’osteria francescana a meno di sventrarla. Le piazze non mancano a Modena ma non è escluso che si giri anche sui dolci colli dell’Appennino. Insomma ogni cliché sull’Italia è ipotizzabile. Quando la troupe degli americani mi passa accanto ho voglia di complimentarmi con il protagonista, dirgli almeno “allora vecchio Dev, così ti sposi?”. Ma torno diligentemente nella mischia.

casting-netflix-indoorLa mischia. Gli aspiranti figuranti, i 15 minuti di popolarità, forse qualcosa di meno. E’ impossibile fare un identikit delle centinaia di postulanti. Quasi tutti non avevano nessuna esperienza di recitazione. “Io ho fatto scuole di teatro a Padova, Roma e Milano”, mi dice con una smorfia Maria Chiara, modenese di 30 anni, guardando un po’ schifata la concorrenza. Una concorrenza variegata: c’era la panettiera sotto casa, la barista del mio bar preferito in Sant’Eufemia, il figlio di un carrozziere sulla via Emilia che conosco. Persone prevalentemente sotto i 30 anni: una signora anziana esce depressa dalla zona dei provini “non mi hanno fatto neanche partecipare, ho 72 anni”, dice con gli occhi rossi. In linea con la sensibilità di molte produzioni europee e americane probabilmente anche in “Masters of none” non esistono i vecchi, non si muore più perciò l’età dei figuranti non deve superare i 70 anni (e non deve essere inferiore ai 18 anni). L’atmosfera, nonostante l’afa, è tutto sommato rilassata, familiare in senso stretto. Non esiste un popolo delle comparse a parte un nucleo hard core di cui parleremo alla fine. Al provino c’erano i padri che accompagnavano i figli, le madri con le figlie, le zie con i nipoti, sorelle e fratelli, cugine e cugini, amichetti e conoscenti. Tutto molto modenese: una scampagnata fra amici più che una corsa all’oro. C’erano ragazze che fra un acquisto e l’altro di fine saldi, ancora con le buste delle compere, erano in fila con il loro modulo fra le dita affusolate e abbronzate:”Che fai oggi? Andiamo da H&M e poi al casting di Netflix?”.

troupe-americani-netflix-Aziz-AnsariLa fila scorreva veloce, nessuna ressa. Uscendo le giovani si interrogavano su quale gelateria scegliere per prendere una granita ghiacciata. A livello prettamente statistico le poche persone over 50 presenti al casting hanno maggiori possibilità di essere prese, così un ragazzo si lascia sfuggire irrispettosamente: “I vecchi li prendono di sicuro perché ce ne sono di meno, ieri hanno preso una vecchia, brutta”.
Le ragazze, 20enni nella media, vestite con abiti leggeri di colore chiaro mettevano in risalto la loro abbronzatura. Ma non erano provocanti, solo un po’ lolite e un po’ vamp. Tanti, in generale, gli universitari attirati dal “mondo dello spettacolo” più che dai soldi di un lavoro sulla carta facile.
Di per sé la selezione dura non più di 2 minuti, il tempo di scrivere su una lavagnetta il proprio nome e numero di cellulare e posizionarsi con la medesima davanti al petto (“come una foto segnaletica”, urlava un’addetta) di fronte all’obiettivo del fotografo che già ti chiama per nome e ti da del tu come se fossi un suo compagnone: “Bravo Gaetano, ora sorridi”, dice.

casting-netflix-madre-figliaSe un popolo dei casting esiste troviamo la sua degna rappresentante in Rosanna accorsa in mattinata da Bologna per i provini. Rosanna è appassionata di teatro, ha una cinquantina d’anni e gira l’Italia per i casting di figuranti e comparse. Il massimo a cui può aspirare, sostiene, è qualche micro-parte di due battute:”Partecipo a tutti i casting che trovo, mi butto, indistintamente; lo scorso gennaio ho partecipato alle riprese di “The young pope” a Venezia (ndr: la nuova serie di Sorrentino per Sky). Interpretavo una suora, un ruolo in costume importante”, spiega. Rosanna non ha mai smesso di crederci ma confessa che il lavoro di comparsa non può essere la prima fonte di reddito per nessuno. “Anche se quando ci chiamano veniamo pagati bene: pagano a giornata, la base parte da 100 euro, più appari e parli più ti pagano, e se si tratta di una parte in costume il compenso aumenta”. Accanto a lei c’è Davide, arrivato da Verona per i provini: “Anche io ho partecipato come figurante in “The young pope”, facevo il padre benedettino, appena ho saputo del casting, ovvero questa mattina, mi sono fiondato a Modena, faccio la guardia in un museo”. Questa cosa dei custodi veronesi non molto dedicati al loro lavoro non suona nuova: la città veneta è stato l’anno scorso teatro di un clamoroso furto di opere d’arti. Chissà se Davide stava facendo un provino.

Alle 17,00 i portoni del ristorante la “Secchia rapita” si chiudono, le selezioni sono finite. Come nelle migliori favole urbane tutti si immaginano per un secondo di poter pronunciare, sospirando, la frase cliché fra qualche anno, in una qualche intervista di una qualche autorevole rivista di gossip: “Tutto è cominciato per caso, ho accompagnato la mia migliore amica al casting e hanno finito per scegliere me per la parte, ciao mamma ti voglio bene”.

Foto di Gaetano Gasparini.

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Gaetano Josè Gasparini è nato e cresciuto a Bruxelles da padre italiano e da madre peruviana. Consegue la laurea a Trieste, specializzandosi in studi islamici che approfondisce viaggiando a lungo in Medio Oriente. Parla e scrive fluentemente in cinque lingue. Viene dal mondo delle radio comunitarie e del giornalismo online. Dal 2015 gestisce il sito internet di informazione http://comislamicapc.it/ legato alla Comunità Islamica di Piacenza con cui ha realizzato tre documentari sull'Islam in Italia.

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