Presto in tavola ci ritroveremo Lambrusco spagnolo?

Lo scorso novembre Paolo De Castro, ex ministro dell’agricoltura ed attualmente coordinatore della commissione agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento europeo, ha reso noto che “Tutti i vini che prendono il nome dal vitigno, come Lambrusco, Vermentino e in parte anche il Sangiovese, rischiano di essere tolti dalla lista dei vini protetti nell’Unione europea in quanto la Commissione europea vorrebbe sostanzialmente liberalizzarli”.

A tali preoccupanti parole hanno fatto seguito numerose proteste degli oltre undicimila produttori modenesi e reggiani, che insieme alle imprese vinificatorie negli ultimi decenni hanno investito molto per proteggere la denominazione di origine. In Spagna, alcuni produttori hanno già tentato di registrare all’ufficio brevetti governativo, “Oficina española de Patentes y Marcas”, i marchi Lambrusco Antico Casato e Lambrusco Emilia Canottieri ma dopo le serrate proteste partite dal Consorzio del Lambrusco, tali registrazioni per adesso, non sono avvenute.

Per fare chiarezza sulla situazione e per meglio comprendere quali siano i reali rischi che potrebbero impattare sul nostro territorio, abbiamo intervistato Ermi Bagni, direttore del Consorzio Marchio Storico dei Lambruschi Modenesi che ha spiegato a Note Modenesi cosa sta succedendo a Bruxelles sulla denominazione “Lambrusco”.

Dott. Bagni, la Commissione Europea potrebbe togliere dalla lista dei vini protetti quelli che non riportano nel nome un riferimento geografico, tra cui il nostro Lambrusco. Cosa comporterebbe, in termini economici e culturali, tale liberalizzazione e la legittima produzione in altri Paesi?

Ermi Bagni
Ermi Bagni

Dal maggio 2015 la Commissione DG Agri dell’Unione Europea è impegnata a rivedere il sistema delle attuali regole che governano il comparto, nel rispetto del principio dell’allineamento normativo tra comparti agricoli e con l’esigenza, nell’occasione, di renderlo più semplice e conforme alle aspettative dei produttori e dei consumatori. Nel corso di tali lavori si è via via manifestata l’intenzione della Commissione di stravolgere l’attuale quadro normativo che nulla ha a che fare con la semplificazione anzi, al contrario, si manifesta il fine non dichiarato di liberalizzare l’utilizzo dei vitigni indicati nell’allegato TAB XV, parte B), del Regolamento CE n. 607/2009, nel quale figura il Lambrusco. Dal 1° maggio 1970 con il riconoscimento delle DOC “Lambrusco di Sorbara”, “Lambrusco Salamino di Santa Croce”, “Lambrusco Grasparossa di Castelvetro”, tutte legate al nome di vitigno Lambrusco si è generata una costante crescita produttiva grazie all’impiego di importanti risorse economiche e professionali con un sensibile miglioramento del valore commerciale del Lambrusco che prima di tali scelte veniva quotato al pari del vino da tavola con scarsa soddisfazione per l’intero sistema produttivo.

Si può quindi affermare che i produttori hanno interpretato la Denominazione di Origine come un mezzo innovativo di programmazione economica del territorio in grado di elevare la qualità della produzione vitivinicola, dare visibilità internazionale ad una filiera che ha delle grandi potenzialità dal punto di vista imprenditoriale ma, soprattutto garantire il consumatore sull’origine del prodotto. Sul piano economico, la liberalizzazione del di vitigno Lambrusco, significa impoverire un territorio che da 45 anni ha fatto investimenti nelle attività produttive e in risorse umane e sfruttare l’appeal commerciale del vino italiano più esportato nel mondo secondo solo allo champagne. Sul piano giuridico/legale la Denominazione di Origine è riconosciuta proprietà intellettuale dello Stato membro dell’Unione Europea in quanto le produzioni vitivinicole di pregio e di creare Valore Aggiunto a beneficio dell’intera collettività: la liberalizzazione del nome di vitigno per designare vini varietali rappresenta quindi una violazione dei diritti umani acquisiti.

Cosa significa che i Vini in questione dovranno diventare Varietali e non più Territoriali?

Significa che ad esempio il Lambrusco può essere presentato al consumo senza il legame con la Denominazione di Origine in quanto sarà sufficiente dimostrare che è stato ottenuto da uve Lambrusco coltivate al di fuori dei territori da cui ha avuto origine, ha acquisito fama e diffusione commerciale.

Vitigno di Lambrusco
Vitigno di Lambrusco

Si susseguono nell’ultimo periodo quasi quotidianamente dalla Commissione Europea all’Agricoltura, notizie discordanti, riguardo talune garanzie di non liberalizzazione dei nomi dei vitigni fuori dalle attuali zone di produzione. Cosa c’è di vero?

La notizia delle rassicurazioni fatte al Ministro Martina dal Commissario Hogan, non ha fermato l’azione del Ministro stesso e dei parlamentari italiani i quali hanno ribadito che l’attuale quadro normativo ha consentito il consolidamento e la valorizzazione delle produzioni DOP e IGP.

Per rafforzare tale motivazione i viticoltori hanno ribadito che il Lambrusco ancor prima di essere il nome di una famiglia di vitigni identifica un territorio definito dal quale ha avuto origine: lo sviluppo degli investimenti fondiari e tecnologici effettuati dalle nostre imprese in modo continuativo per oltre 45 anni, tutti finalizzati alla produzione di Lambrusco a Denominazione di Origine DOP e IGP hanno creato un valore aggiunto che si estrinseca nella capacità socio economica del territorio. La filiera vitivinicola del Lambrusco è supportata da una molteplicità di imprese: 8.000 aziende viticole, 20 cantine cooperative, 48 aziende vinicole, tutte caratterizzate da un’ampia base di operatori specializzati, un distretto manifatturiero in grado di sviluppare e diffondere commercialmente una produzione apprezzata sui mercati nazionali ed esteri in quanto il Lambrusco DOP e IGP da oltre 40 anni è il vino italiano più esportato nel mondo.

Quali azioni, politiche e non solo, si stanno intraprendendo per tutelare e salvaguardare le Denominazioni a rischio?

Fonte: Lore & Guille (Flickr: Lambrusco) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons
Fonte: Lore & Guille (Flickr: Lambrusco) [CC BY 2.0], via Wikimedia Commons
Il Ministro Martina e i parlamentari impegnati in sede comunitaria hanno ricevuto dai produttori e dalle imprese del comparto manifatturiero legato al LAMBRUSCO un fermo parere contrario alla proposta della Commissione Agricoltura dell’Unione Europea di modificare la normativa in vigore per autorizzare la produzione di vini varietali con il nome di vitigno Lambrusco il quale è legato alla tradizione e all’esclusività di un territorio che ha avuto la determinazione e la capacità di valorizzare un prodotto vitivinicolo non riproducibile al di fuori della zona dove lo stesso ha avuto origine e acquisito chiara fama. Ci sono tutti gli elementi – conclude Bagni – per un impegnativo confronto politico a Bruxelles.

 

Fonte immagine: "Il Resto del Carlino
Fonte immagine: “Il Resto del Carlino

Approfondendo la vicenda, abbiamo rilevato che un orizzonte differente invece si prospetta per il Pignoletto, due anni fa infatti un Sindaco creò un’omonima località geografica le cui colline si estendono dalla valle del fiume Secchia a quella del torrente Sillaro. Non più solo un vitigno, ma una specifica località nel Comune di Monteveglio. Il Sindaco Daniele Ruscigno nel 2013 ha così affermato “C’era il rischio concreto che il vino-simbolo dei nostri colli potesse essere prodotto in tutti i Paesi del mondo: dall’Australia alla Slovenia, dove vengono già segnalati impianti di Pignoletto. Così in sintonia con i rappresentanti dei produttori abbiamo ribadito e sottolineato la territorialità del nostro vino, perimentrando e segnalando i confini della località ad antica vocazione vinicola”. Dalla delibera comunale si legge “territorio compresa tra Pravazzano e Cà Nuova del Tenente, su via Volta, Piana-Cà Patrizia, su via Invernata, Cà De Fonsi, su via Campomaggiore, e Ghiaia, su via Pravazzano, dove da secoli si coltiva la vite che produce queste uve preziose”.

francobollo_PignolettoI produttori (ricordiamo che in Emilia-Romagna vengono prodotti più di un milione di ettolitri di Lambrusco per una produzione enologica a denominazione che vale oltre 500 milioni di euro ), continuano a ripetere che sul territorio abbiamo varietà di vite storicamente autoctone e faticano a comprendere perché il Lambrusco, che è uno dei vitigni più antichi d’Italia ed è prodotto solo nelle province di Modena e Reggio Emilia, debba diventare di tutti.

Il confronto sul destino del Lambrusco sta entrando nella fase decisiva, lo scorso 30 gennaio 2016 presso la Cantina Emilia Wine nel comune di Arceto, si è tenuto un importante incontro dal titolo “Lambrusco nel mondo. Una distintività da difendere, un distretto da valorizzare” in cui si è ampiamente discusso sul futuro del nostro vino, a cui hanno partecipato il ministro delle politiche agricole Maurizio Martina, Leana Pignedoli vicepresidente Commissione Agricoltura del Senato, Davide Frascari Presidente del Consorzio Tutela Vini Emilia; Paolo De Castro Commissione Agricoltura Parlamento Europeo, Alessio Mammi sindaco di Scandiano, Alberto Borghi sindaco di Bomporto, Simona Caselli Assessore Agricoltura Regione Emilia-Romagna.

E’ oggettivo a tutti che il lambrusco, vino legato alla nostra cultura e testimone prezioso d’identità radicata, sarebbe certamente diverso se trapiantato in altro luogo, poiché si perderebbero proprietà inconfondibili legate ai profumi e sapori emiliani. Auspichiamo dunque che la grande mobilitazione a cui stiamo assistendo, possa confermare e rafforzare i principi sanciti dalla normativa comunitaria sulla tutela delle Denominazioni di Origine, e venga quindi respinta la proposta di liberalizzare la menzione “Lambrusco” per la presentazione di vini varietali.

AGGIORNAMENTO: Tipicità, l’UE grazia il Lambrusco e in Emilia si festeggia. Annunciato il ritiro dell’atto che sganciava il nome del vino dal proprio territorio di origine, consentendo la produzione da quei vitigni anche il altrei paesi. Soddisfazione per la politica locale. Fonte: ModenaToday.

Immagine di copertina by Marco Carboni [GFDL or CC BY-SA 4.0-3.0-2.5-2.0-1.0], via Wikimedia Commons.

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