Paralimpiadi: un grande tris per l’Emilia

Paralimpiadi: un grande tris per l’Emilia

Si è conclusa ieri a Rio la quindicesima edizione dei giochi paralimpici estivi. E' stata una grande edizione per l'Italia che ha portato a casa 39 medaglie. Benissimo anche gli atleti emiliani. Zanardi, Camellini e Ghiretti ci hanno regalato complessivamente cinque medaglie: due ori e tre argenti.

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Probabilmente, sono state le Paralimpiadi con maggior seguito mediatico di sempre. Le imprese sportive di Alex Zanardi, della fiorettista Beatrice Vio o della centometrista Martina Caironi, solo per citarne alcuni, hanno inorgoglito tutti gli italiani. Bilancio più che positivo per i nostri atleti che hanno portato a casa complessivamente 39 medaglie (10 ori, 14 argenti e 15 bronzi) piazzandosi al nono posto nella classifica generale. Era dall’edizione del ’72 (che si tenne ad Heidelberg, non a Monaco di Baviera come avrebbe dovuto essere) gli azzurri non entravano nella top ten del medagliere. Le 39 medaglie non rappresentano il record assoluto di medaglie vinte (ad esempio a Roma nel 1960 ne vincemmo 80 piazzandoci al primo posto del ranking), ma se si tiene conto che le Paralimpiadi sono diventate davvero universali allargando enormemente la rappresentanza dei paesi (sono stati ben 176 a Rio contro i 164 dell’edizione precedente, Londra 2012, e i 146 di Pechino 2008) solamente nelle ultime edizioni, ecco che un simile risultato assume tutt’altra luce. E il risultato brasiliano batte di gran lunga tutti quelli registrati da Sydney 2000 in poi.

Cecilia Camellini
Cecilia Camellini

Tra la pattuglia degli undici atleti emiliani volati in Brasile, sono stati tre i medagliati. Menzione speciale va ovviamente al campionissimo bolognese Alex Zanardi che ha portato a casa ben tre medaglie bissando così i successi di Londra 2012: un oro nella cronometro della categoria Handbike5, un argento nella prova in linea, e un altro oro in staffetta insieme al genovese Vittorio Podestà e al barese Luca Mazzone. Da quando l’ex pilota di Formula 1 gareggia nella handbike, ha vinto otto medaglie d’oro nei campionati mondiali e sei medaglie olimpiche. Non si è ripetuta ai livelli di Londra la modenese Cecilia Camellini (allora furono due ori e due bronzi), ma il suo argento nei 400 stile libero è comunque uno straordinario successo per un’atleta che in carriera ha fatto letteralmente incetta di medaglie di ogni colore tra Paralimpiadi, Mondiali ed Europei. Infine, la nuotatrice parmigiana ventiduenne Giulia Ghiretti si è aggiudicata l’argento sui 100 rana, stabilendo anche il nuovo record italiano della categoria in 1’50”58.

Giulia Ghiretti
Giulia Ghiretti

Insomma, non si può che essere soddisfatti, considerato anche il fatto che le Paralimpiadi potevano anche saltare, messe a rischio dal flop finanziario delle Olimpiadi a Rio. Come racconta il sito calcioefinanza.it in un articolo dello scorso agosto, l’avventura olimpica brasiliana ha generato un buco previsto di 100 milioni di dollari che dovrà essere tappato dalla finanza pubblica di uno stato già in profonda crisi economica. Un buco che poteva mettere a rischio le stesse Paralimpiadi che condividono lo stesso budget. La speranza è che almeno queste, concluse ieri, migliorino il quadro d’insieme, anche se manca ancora un bilancio economico per una valutazione finale. Complessivamente, i costi per la sola organizzazione dei Giochi sono stati pari a 4,8 miliardi di dollari, il 56% più del budget secondo uno studio della Oxford University. La media dello sforamento nella storia delle Olimpiadi dal 1960 è del 151%. Cifre che mettono pesantemente in discussione l’interesse economico di un Paese di organizzare una manifestazione di queste dimensioni.

In copertina:Alex Zanardi. 

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