Nella vita faccio i giochi

Nella vita faccio i giochi

Recentemente, ho conosciuto una ragazza che nella vita fa i giochi. Proprio così. Ha studiato per giocare, o meglio, per fare giocare. “La passione per i giochi è un "tarlo" infantile – mi racconta - Mi sono sempre divertita a creare giochi e giocattolini, soprattutto da piccola. Ed oggi eccomi qui, a progettare i sistemi che rendono un gioco giocabile”. E' milanese, ma facendo ogni anno tappa fissa qui a Modena per il festival del gioco, non potevo non intervistarla.

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“Un giorno, durante una lezione di matematica, ero alle elementari, stavo ascoltando la maestra mentre creavo l’ennesimo animaletto-mangia-carta sotto il banco. A un certo punto, lei mi si avvicinò, dicendomi: “Ile, so che tu non hai problemi nel creare i tuoi giochi e ad ascoltare contemporaneamente la lezione. Ma ti chiedo di continuare nell’intervallo, perché mi stai distraendo tutti i tuoi vicini di banco!”. E in effetti, guardandomi intorno, mi accorsi che i miei compagni erano tutti lì che fissavano la mia creazione in carta. Il fascino del gioco è davvero forte. Recentemente ho avuto occasione di incontrare le mie maestre ed è stato divertente non vederle meravigliate della mia scelta lavorativa”.

Ho conosciuto Ilenia a Modena, in occasione di Play: Festival del gioco. Il mondo del gioco è incredibilmente vasto e Modena rappresenta una realtà molto importante in questo ambito, soprattutto per quello che riguarda il gioco da tavolo.

Ilenia Nacci
Ilenia Nacci

“Ci sono giochi di tutti i tipi e per diverse fasce d’età, a differenza del pensiero comune. Esistono infatti tantissimi giochi creati, non solo per i bambini, ma anche per gli adulti e gli anziani. Gli obiettivi sono sempre diversi, esiste un filone educativo molto interessante, che utilizza questo approccio per insegnare cose. Per esempio esistono giochi che spiegano come formare personale infermieristico, o che permettono di costruire un team di lavoro. Modena è un centro molto importante soprattutto per quello che riguarda il gioco da tavolo. Io sono socia di Play Res, associazione modenese che si occupa di promozione del gioco sano e diffusione ludica su diversi fronti e sempre a Modena c’è la più grande fiera del gioco da tavolo italiana, Play: Festival del gioco, oltre ad altre realtà piuttosto grandi e interessanti”.

Ilenia Nacci, 26 anni, è laureata in Design della Comunicazione al Politecnico di Milano, e da quest’anno studia alla Digital Bros Game Academy dove si sta specializzando in game design per videogiochi.

“Nel frattempo lavoro come game designer collaborando su progetti di diversa natura, dai giochi di carte alle game app. La passione per i giochi è un “tarlo” infantile. Mi sono sempre divertita a creare giochi e giocattolini, soprattutto da piccola. Poi crescendo ho passato fasi alterne in cui volevo creare videogiochi e fare chimica o psicologia. Alla fine ho optato per il design della comunicazione dove ho avuto la fortuna di seguire il corso di Game Design di Maresa Bertolo. Era già da qualche anno che avevo riscoperto il mondo del gioco da tavolo e, dopo quel corso, decisi di voler rendere il game design una carriera. O, almeno, ero intenzionata a provarci! Ed eccomi qui, a progettare i sistemi che rendono un gioco giocabile. A capire le strutture da costruire a monte, le regole di un gioco e le sensazioni da far provare al futuro giocatore. Vivere di giochi non è affatto facile e mi reputo ancora in una fase di “assestamento” in questo senso. Il mio vantaggio, se così si può definire, è il fatto che mi piace spaziare: dal gioco da tavolo al videogioco, passando per tutte quelle esperienze che non rientrano nelle due categorie, come i giochi urbani. L’importante, per me, è progettare giochi! Di conseguenza il ventaglio di possibilità diventa più ampio (anche se ugualmente difficile).

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Qual è per te la parte più interessante del tuo lavoro?
Del mio lavoro amo tantissimo il problem solving: capire come far funzionare le cose, trovare soluzioni creative, trasformare un’idea in un prodotto finito.
Inoltre adoro l’ambiente: in Italia non siamo tantissimi a lavorare in questo mondo ed è sempre bello il clima che circonda i team di sviluppo (sia nel mondo del gioco da tavolo che nel videogioco). E poi, è un lavoro talmente stimolante e in continuo sviluppo che non ci si annoia mai!

Perché giocare, anche da adulti, è importante secondo te?
Il gioco fa parte della natura umana e animale. La continua sfida con sé stessi e con gli altri è un aspetto importantissimo nella vita di ciascuno e nel gioco questa dimensione emerge chiaramente. Il gioco stimola il giocatore a riflettere su come risolvere certe situazioni, aiutandolo ad approcciarsi in maniera diversa ai problemi di tutti i giorni, anche se inconsciamente. Inoltre c’è un aspetto sociale da non sottovalutare assolutamente. Nei giochi da tavolo questo è più evidente ma anche nel videogioco lo si trova in diverse varianti, ed è uno degli aspetti a mio parere più affascinanti legati al mondo ludico.

Amando spaziare nel mondo del gioco, mi è capitato di fare progetti per aziende che volevano trasmettere concetti più educativi – conclude Ilenia – Col mio team ho realizzato un paio di app che trattano la sicurezza informatica. Sto anche lavorando ad altri progetti più legati alla parte educational, ma per ora, essendo dei work in progress, preferisco non sbilanciarmi molto. Ma sicuramente anche questo aspetto del game design è molto interessante, come interessante è anche la parte che tratta argomenti “sociali”.

Attraverso il gioco è possibile stimolare i pensieri delle persone e dibattiti, affrontando temi non sempre “comodi” e questa cosa la trovo molto potente.

E’ possibile indurre un cambiamento nelle persone, nelle aziende, in un’intera città, facendoli giocare. Basta solo mettersi in gioco!

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Giornalista pubblicista e addetta stampa, collaboro a diverse testate, locali e non. Scrivendo poesie sono arrivata a scrivere articoli, due mo(n)di diversi per rispondere alla mia passione per l'evoluzione del circostante. Tra versi e numeri di battute da rispettare, scrivo ciò che vedo e sento attorno a me, mi racconto, vi racconto.

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