Minori in affido: ecco cosa si sta facendo in Regione

Minori in affido: ecco cosa si sta facendo in Regione

Ieri in Regione, via libera a un primo provvedimento-lampo per l’aggiornamento della direttiva che riguarda sia l’affidamento familiare, sia il collocamento in comunità dei ragazzi in condizione di necessità. A Modena sono complessivamente 411 i minori temporaneamente fuori dalla famiglia d’origine. In Emilia-Romagna la soglia di attenzione delle istituzioni verso i diritti dei minori è alta, ma nel resto del Paese la situazione è molto più sfumata: gli ultimi dati sulle dimensioni del fenomeno forniti dal ministero competente risalgono a quasi 4 anni fa.

0
CONDIVIDI

Sono 411 a Modena i minori temporaneamente fuori dalla famiglia d’origine (senza la presenza della madre) affidati a famiglie o a strutture residenziali. 88 di questi sono Minori stranieri non accompagnati, bambini o ragazzi – per lo più maschi – che si trovano in Italia privi di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per loro legalmente responsabili in base alle nostre leggi. In tutta la Regione invece, i minori in affido sono 2.569 (di cui 579 MSNA), pari al 3,6 per mille dei residenti minorenni. Di questi, 1.225 sono in affidamento familiare a tempo pieno e 1.334 in comunità residenziali, nelle quali peraltro si registra una significativa presenza di minori stranieri non accompagnati.

Grafico età dei MSNA (dato nazionale, al 31 dicembre 2015, dal "Report di monitoraggio del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali")
(Fonte: “Report di monitoraggio del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali“)

Sul tema è tornata ad occuparsi ieri la Regione dopo aver approvato, solo pochi giorni fa, la legge “Modifiche legislative in materia di Politiche sociali, per le giovani generazioni e abitative conseguenti alla riforma del sistema di governo regionale e locale”, che tra le numerose misure su casa, giovani e migranti, contiene anche quella sugli affidi. Ieri, appunto, la commissione “Politiche per la salute e politiche sociali” ha dato il via libera a un primo provvedimento-lampo per l’aggiornamento della direttiva che riguarda sia l’affidamento familiare, sia il collocamento in comunità dei ragazzi in condizione di necessità. In particolare, il provvedimento interviene sulla composizione del nucleo regionale per la valutazione dei progetti sperimentali e la formazione degli adulti che accolgono bambini e ragazzi in affido. Ora il provvedimento andrà al vaglio della Giunta.

Leggi anche: “Adozioni in Italia, un labirinto tra burocrazia e business“.

“Sono contenta- ha commentato Elisabetta Gualmini, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna e assessore al welfare- che al centro delle nostre azioni ci sia sempre la tutela dei minori e la difesa strenua dei loro diritti. L’affido temporaneo sia in famiglia che in comunità è una risorsa preziosa che riflette la generosità delle famiglie emiliano-romagnole e che spesso risolve tante situazioni di disagio”.

I dati dell'affido in ER (fonte: Regione Emilia-Romagna)
I dati dell’affido in ER (Fonte: Regione Emilia-Romagna)

Nella legge recentemente approvata, per quanto riguarda gli affidi, viene definita una gerarchia dei soggetti cui possono essere affidati i minori: al primo posto le famiglie, poi i nuclei mono-genitoriali, quindi le strutture residenziali. Ovviamente la decisione resta al giudice, che può disporre destinazioni diverse a seconda dei singoli casi.
Il progetto di legge si allinea così alla normativa statale, mentre al momento quella regionale parifica le famiglie alle strutture residenziali. Sempre ieri, si è anche riunita presso l’assessorato regionale al welfare il tavolo tecnico di confronto, composto da rappresenti degli enti locali e del terzo settore, per ragionare sull’affido familiare in termini di dimensione del fenomeno e proposte di miglioramento.

C’è da notare, che mentre i dati relativi alla presenza dei minori stranieri non accompagnati in Italia è aggiornato al 31 dicembre 2015 – come da Report segnalato nella didascalia del grafico qui sopra – i numeri complessivi sui minori in affidamento in Italia raccolti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, risalgono al dicembre 2012. un mancato aggiornamento che rende impossibile il confronto tra la nostra regione e le altre, nonché ovviamente, col dato nazionale complessivo. Un “buco” che andrebbe immediatamente riempito proprio perché, concernendo minori per di più in situazioni di difficoltà, un costante monitoraggio della loro situazione e un puntuale coordinamento degli interventi è un imperativo a cui uno stato civile non può sottrarsi per alcun motivo. E non basta, in questo caso, la soddisfazione per il buon lavoro effettuato dalla nostra Regione.

Fonte immagine di copertina.

CONDIVIDI
Per contattare la redazione di Note Modenesi, scrivici a questo indirizzo mail.

NESSUN COMMENTO

Rispondi