Letture indipendenti da dietro la telecamera

Letture indipendenti da dietro la telecamera

“A Modena c’è una proposta culturale solida e di alto livello, anche se a volte ho l’impressione che ci sia poca propensione all’apertura verso forme di collaborazione trasversali e innovative, alla creazione di una vera propria rete di interscambio culturale". Valentina Arena, giovane regista e videomaker modenese, ci racconta la sua passione per il cinema indipendente e per la promozione della cultura attraverso lo strumento video.

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“Le iniziative si rivolgono a tanti specifici target e spesso non viene sentita l’esigenza di unire le forze per ottenere risultati di impatto ancora maggiore. Ho riscontrato una maggiore carica propositiva nei luoghi di provincia, dove la scarsità di offerta culturale fa sì che le proposte esterne vengano accolte con entusiasmo, e dove di operatori fanno di tutto per allargare e potenziare il proprio raggio d’azione”.

Valentina Arena
Valentina Arena

Valentina Arena, 32 anni, originaria di Sestola, vive a Modena e si occupa di scrittura, regia e montaggio video (cortometraggi, documentari, video istituzionali), a cui affianca l’attività di organizzazione eventi e laboratori. Appassionata di arte e cultura in genere, da anni approfondisce temi legati al femminismo e alle pari opportunità, per tradurli in modalità espressive.

“Ho capito abbastanza presto che mi interessava il linguaggio video, e che volevo farne il mio lavoro, e da allora mi sono mossa in quella direzione – ci racconta Valentina – Per mia esperienza in Italia non c’è un modo solo e “giusto” per cercare di lavorare nel settore, e quindi mi sono inventata un percorso con studi universitari a tema, corsi di alta formazione, workshops e soprattutto iniziando a realizzare cortometraggi autoprodotti. Lavoro in maniera indipendente più per necessità che per scelta, anche se amo molto la libertà espressiva che questo comporta. Ma è un percorso anche lungo, impegnativo, instabile e discontinuo: richiede una dedizione solida che, finora, non mi è mancata”.

Al riparo degli alberi” è il suo ultimo documentario, terminato alla fine del 2015 e la cui promozione è ancora in corso. Racconta quattro storie di Giusti tra le Nazioni, ovvero non ebrei che, durante la Seconda Guerra Mondiale, non esitarono a mettere a rischio le loro vite pur di salvare uno o più ebrei.
“Il linguaggio è pensato per essere scorrevole e fruibile sia dagli adulti che dai ragazzi, anche grazie ai momenti di animazione creati da Riccardo Sivelli.

Al riparo
Al riparo

Il progetto – spiega Valentina – è nato in maniera spontanea da una circostanza casuale, ed io l’ho sottoposto subito all’attenzione dell’Istituto Storico di Modena che l’ha “adottato” proponendosi come ente capofila, e dimostrandosi una realtà realmente aperta a contributi ed energie esterne. Oltre a loro, di grande importanza è stato il contributo del Museo Ebraico di Bologna per la selezione delle storie e i contatti.

Il progetto è stato sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Carpi e Mirandola, e alla sua diffusione hanno contribuito anche altre realtà del territorio: Emilbanca, BCC Alto Reno, Comune di Pavullo, di Sestola, Associazione Lev Chadash di Milano.
Io mi sono occupata della scrittura, della regia e del montaggio del documentario, oltre che dell’organizzazione delle riprese e dei contatti con tutte le persone coinvolte. Ma ovviamente non è stato un percorso solitario: in tutte le tappe di questo percorso, infatti, durato tre anni, sono stata supportata da bravissimi professionisti: Alberta Alessi e Anna Pattuzzi in scrittura, Marco Ferri alle riprese, assistito da Marco Chiusole, Davide Giancaterino per l’audio in presa diretta e Giovanni Frezza per la post-produzione audio, il già citato Riccardo Sivelli che ha creato la grafica e le splendide animazioni, Sergio Altamura che ha composto e interpretato tutte le musiche, Corrado Iuvara che si è occupato della color correction. E poi tutte le persone che abbiamo incontrato e intervistato, estremamente disponibili a mettersi in gioco e a dedicarci il loro tempo: spesso si è trattato di incontri umanamente molto importanti per me e per la troupe.

Kore
Kore

In “Al riparo degli alberi”, il nostro territorio è stato fonte di ispirazione in maniera evidente per Valentina: “ogni persona intervistata porta con sé le specificità del posto a cui appartiene, e dove grande risalto è dato ai luoghi e alla loro trasformazione nel tempo. Ma anche quando ho realizzato opere più astratte (e la maggior parte dei miei cortometraggi lo sono) ho riportato un vissuto legato a filo doppio all’ambiente nel quale sono cresciuta, e l’organizzazione pratica delle riprese mi ha sempre portato al coinvolgimento di persone, mezzi, enti e collaboratori propri del territorio”.

Cominciando dalle cose più recenti, nel 2015 Valentina ha realizzato il cortometraggio “Kore” nel corso di una residenza artistica in Sicilia: un percorso alla scoperta e alla valorizzazione della ricchissima realtà siciliana.

Kore
Kore Backstage. Foto di Pietro Milici.

A Modena ha lavorato con la sede modenese dell’UDI (Unione Donne in Italia) per la realizzazione del cortometraggio di apertura del loro sito: “Le mie committenti conoscevano e apprezzavano il mio lavoro e mi hanno dato carta bianca, per questo sono molto legata al risultato finale. Andando invece più indietro mi piace citare “La Forza non Basta”, spot indipendente contro la violenza sulle donne realizzato nel 2012: è stato finanziato tramite una riuscita campagna di crowfunding che ha visto, tra i tanti, la partecipazione del Centro Documentazione Donna di Modena. Lo spot nasceva con l’obiettivo di contrastare l’idea che la violenza di genere dipenda da una presunta debolezza delle donne: mi accorgo, quando lo diffondo, che il messaggio viene sentito come ancora attuale e importante.
E per ultimo non posso non citare “Vetro”, che risale al 2011: è stato il mio primo cortometraggio realmente ambizioso, un progetto molto impegnativo per cui ho lavorato tanto e al di fuori di qualsiasi circuito istituzionale, e che ha visto la nascita di collaborazioni durature.
Attualmente – conclude Valentina – Sto lavorando a diversi progetti multidisciplinari che proporremo tramite l’associazione di cui sono fondatrice, Insolita: laboratori per adolescenti e un percorso di arte partecipata per coinvolgere attivamente i cittadini nella creazione di contenuti”.

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Giornalista pubblicista e addetta stampa, collaboro a diverse testate, locali e non. Scrivendo poesie sono arrivata a scrivere articoli, due mo(n)di diversi per rispondere alla mia passione per l'evoluzione del circostante. Tra versi e numeri di battute da rispettare, scrivo ciò che vedo e sento attorno a me, mi racconto, vi racconto.

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