L’Emilia è già smart, ma si può fare ancora molto

L’Emilia è già smart, ma si può fare ancora molto

Mentre oggi si conclude la tre giorni di «Modena Smart Life», l'iniziativa che ha fatto di Modena la temporanea capitale italiana del digitale, la scorsa settimana sono arrivati i risultati dell'Icity race 2016, il rapporto annuale che fotografa la situazione delle città italiane nel percorso verso città più intelligenti. Un rapporto che vede l'Emilia primeggiare con il secondo posto di Bologna, e Modena nella top ten.

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In Emilia Romagna si vive bene. L’Icity race 2016 (il Rapporto annuale realizzato da ICity Lab per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso verso città più intelligenti, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili) colloca la nostra regione al secondo posto della classifica delle città italiane più smart, grazie alla città di Bologna che sale sul podio essendo una città ospitale, ben servita, sicura, che rispetta l’ambiente, insomma dove la gente che viene rimane e non se ne va. Un ottimo traguardo per gli emiliani, secondi soltanto a Milano che rimane al primo posto grazie ai suoi 60 punti in più.

Così ha dichiarato dopo una sua indagine sulla qualità delle città la società organizzatrice del Forum PA, incontro in cui a Roma si discutono collaborazioni tra pubblica amministrazione e imprese ma non solo. L’FPA quindi parla chiaro, l’Emilia è Smart. In linea con il macrocosmo europeo, la patria dei tortellini e dello gnocco fritto ha dato prova di essere intelligente e in sintonia con lo spirito innovativo del continente, diventando amatissima da chi la vive tutti i giorni.

Bologna al secondo posto nella classifica generale e prima per Smart Governance, Parma terza per la vivibilità, e Ferrara seconda in fatto di legalità. Modena entra fra le prime dieci nel rating complessivo, e insieme a Piacenza, Padova, Trento e Ravenna gioca un ruolo fondamentale nel costituire un collegamento tra i poli più massicci. La rete dei centri urbani del Nord quindi diventa forza trainante per tutto il paese, coltivando innovazione e tecnologia e accumulando un ricchezza notevole, a differenza invece del Mezzogiorno, che rimane più isolato.

Ma quali sono nello specifico i fattori che permettono di formulare una valutazione sulla qualità della vita delle città?

L’indagine FPA ne prende in considerazione sette mutuando i termini dal vocabolario inglese: Economy, Living, Environment, Smart mobility, People, Governance, Legality.

Milano primeggia in quasi tutti i settori, ma in quello Economy sembra essere assolutamente imbattibile. L’attrattiva del capoluogo lombardo compete con capitali europee come Parigi e Londra, visti la quantità di investimenti economici europei, innovazioni e startup di cui la città di prende carico. Proprio a Milano si registra il numero più alto di brevetti. A giocare un ruolo importante per le menti brillanti del Paese è anche Trieste, che si colloca al terzo posto. In Friuli Venezia Giulia infatti si rileva un buon numero di imprese ad alta conoscenza.

Il nostro futuro sarà sempre più digitale, una rivoluzione epocale che migliora la vita di tutti, ma che va anche governata. Un'immagine dalla serie tv "Black Mirror".
Il nostro futuro sarà sempre più digitale, una rivoluzione epocale che migliora la vita di tutti, ma che va anche governata. Un’immagine dalla serie tv “Black Mirror“.

Le torre degli Asinelli e Piazza Maggiore svettano invece al secondo posto per il Living. La qualità della vita sembra essere davvero apprezzabile in una città come Bologna che, da sempre e soprattutto grazie alla sua famosa Università, incanta italiani di ogni angolo dello stivale. Nonostante l’atmosfera da grande città, Bologna mantiene infatti quella dimensione umana che consente ai cittadini di vivere serenamente gli stimoli, talvolta eccessivi, di un centro urbano importante. Grazie anche alle piccole metropoli in crescita come Modena, l’abitante nativo o adottivo dell’Emilia Romagna si sente sempre a casa senza sentirsi costretto. Un piccolo neo per Bologna è la scarsa attenzione ai servizi smart, ma buone opportunità di lavoro e una forte personalità urbana compensano qualche mancanza.

L’environment, ovvero la sostenibilità ambientale, non sembra essere una priorità per i centri emiliani, nonostante tutto il Nord si faccia notare per una cura particolare nella gestione dei rifiuti e degli spazi verdi. Ma se l’Emilia va in fondo classifica per il verde, troneggia sulle altre regioni per Smart Mobility. Muoversi tra Modena e Piacenza è facile ed economico. Il tappeto stradale è infatti ben costruito, e dentro ci mettiamo anche la strategica ed antichissima Via Emilia. Ma non solo automobili, i capoluoghi di provincia emiliani eccellono anche per servizi interni alle città, come bikesharing, piste ciclabili, trasporti pubblici. Fuori dal podio invece per quanto riguarda il livello di istruzione e l’impegno civile. Nonostante sia comunque ad un ottimo livello, l’Emilia Romagna, Modena inclusa, viene scalzata da Milano e Firenze, che si giocano l’oro, e a seguire Trieste e Roma.

La nostra regione torna a brillare però per la Governance, che a Bologna è davvero Smart. Un buon governo, un buon funzionamento dell’amministrazione pubblica e la buona capacità gestionale diventano fattori di punteggio. Ed un’altra città emiliana a raggiungere l’eccellenza in fatto di legalità. Ferrara, come si è detto, è uno dei centri urbani più sicuri d’Italia, salendo addirittura di 10 punti rispetto al 2015.

Insomma, un buon piazzamento su diversi fronti per l’Emilia Romagna, che dimostra di essere una regione attenta al benessere dei suoi cittadini e sempre con lo sguardo rivolto avanti.

In copertina, rielaborazione di un’immagine di Ravenshoe group.

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