La mafia si combatte anche attraverso la memoria

La mafia si combatte anche attraverso la memoria

Intitolate alle vittime di mafia Barbara Rizzo, Giuseppe e Salvatore Asta e Giuseppe Tizian, alcune aule delle medie Lanfranco e dell'Istituto Fermi. Le due scuole hanno partecipato al concorso lanciato dall’associazione Avviso Pubblico, “Il silenzio è dolo – Siamo l’Italia che sceglie il coraggio” volto a favorire la diffusione la cultura della legalità costituzionale e della cittadinanza responsabile.

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Sono stati l’Istituto Tecnico Industriale “Fermi” e le medie “Lanfranco” ad aderire al concorso lanciato nel dicembre scorso  dall’associazione Avviso Pubblico, “Il silenzio è dolo – Siamo l’Italia che sceglie il coraggio”, rivolto ai ragazzi e alle ragazze delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado di tutta Italia con l’obiettivo di favorire la diffusione la cultura della legalità costituzionale e della cittadinanza responsabile.

Il concorso richiedeva agli studenti di esprimersi con diversi linguaggi (foto, video, disegni, poesie, ecc.) su temi quali il coraggio della parola, della comprensione, della denuncia, della partecipazione, della responsabilità rispetto a chi preferisce mantenere il silenzio, partendo da esempi ed esperienze virtuose incarnate da alcuni testimoni individuati dall’Associazione, sia in Italia che all’estero, capaci di suscitare in loro un coinvolgimento attivo ed uno stimolo concreto alla partecipazione civica, sia a scuola che nella comunità in cui vivono. Ad ogni scuola che partecipante al concorso veniva inoltre chiesto di intitolare un’aula o uno spazio qualsiasi, in una data compresa tra lunedì 2 e lunedì 23 maggio 2016 (anniversario della strage di Capaci), ad una vittima innocente delle mafie o del terrorismo, liberamente scelta.

Ecco perché l’aula magna della scuola media Lanfranco sarà intitolata alle tre vittime di mafia della strage di Pizzolungo dell’aprile del 1985 in cui persero la vita la giovane mamma Barbara Rizzo, allora trentenne, e i suoi due gemelli di 6 anni Giuseppe e Salvatore Asta. La cerimonia si svolgerà il 24 maggio alla presenza dell’assessore alla Promozione della cultura della legalità Andrea Bosi e di Margherita Asta, figlia e sorella di due delle vittime.

Al concorso ha partecipato anche l’istituto Fermi che sabato scorso, 14 maggio, ha intitolato l’aula di informatica alla memoria di un’altra vittima innocente di mafia, Giuseppe Tizian, padre del giornalista Giovanni. Alla cerimonia commemorativa intervengono il vicesindaco di Modena assessore alla Scuola Gianpietro Cavazza, Federico Lacche di Libera Radio Bologna e Maurizio Piccinini di Libera Modena.

Il Fermi, con le classi quinta D e quinta G, hanno partecipato al concorso con un lavoro dedicato a “Pio la Torre: Il silenzio è dolo, noi denunciamo le mafie”. Gli studenti delle Lanfranco (classi terza E e terza G), invece, oltre a scattare fotografie e a produrre un video, hanno anche dato colore e messo in versi il coraggio realizzando disegni e poesie sul tema “Il silenzio è dolo: noi denunciamo le dittature”.

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