In Emilia-Romagna musei senza più barriere

In Emilia-Romagna musei senza più barriere

In Italia, solo poco più della metà (51,17 per cento) dei 4.588 musei e istituti similari è pienamente accessibile a persone con disabilità. Ecco perché nei giorni scorsi la Regione Emilia-Romagna ha varato linee guida che disegnano un modo nuovo per favorire l’accesso agli oltre 500 siti presenti nel nostro territorio, attraverso l’abbattimento e il superamento delle barriere architettoniche. E non solo.

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Secondo quanto riporta l’Istat, in Italia, quasi un comune su tre ospita almeno una struttura a carattere museale: un patrimonio diffuso quantificabile in 1,5 musei o istituti similari ogni 100 kmq e circa uno ogni 13 mila abitanti. Complessivamente, sono 4.588 i musei e gli istituti similari, pubblici e privati, aperti al pubblico, con la Toscana a vantarne il maggior numero (550), seguita dall’Emilia-Romagna (440) e dal Piemonte (397). Nel 2015 sono stati quasi 43 milioni i visitatori che hanno visitato il nostro patrimonio museale, record assoluto di sempre.

musei

Purtroppo però – scrive il sito specializzato Disabili.com – ancora oggi non sono molti i musei italiani che hanno predisposto soluzioni valide per l’accessibilità dei loro spazi e la fruibilità e delle loro raccolte agli utenti disabili. E così un momento che poteva rivelarsi piacevole si trasforma in una frustrante odissea tra rampe infinite di scale, bagni stretti, vetrine troppo alte, pannelli esplicativi concepiti per docenti universitari, nessun ausilio per non vedenti. Complessivamente, solo il 51,17% dell’immenso patrimonio museale del nostro Paese è pienamente accessibile a persone con disabilità. Un problema che la Regione Emilia-Romagna ha deciso di affrontare (e, ci si augura, risolvere) per i 500 musei ospitati sul nostro territorio. E’ infatti di pochi giorni fa il varo da parte della Giunta regionale delle linee guida che disegnano un modo nuovo per favorire l’accesso, non solo fisico, delle persone con disabilità, attraverso l’abbattimento e il superamento delle barriere architettoniche.

Musei quindi da vedere, udire, annusare, gustare, toccare e comprendere attraverso percorsi speciali da realizzare o adeguare a partire proprio dal confronto tra chi promuove l’offerta culturale e chi vuole fruirne. E’ questo l’obiettivo delle “Linee guida per il godimento del patrimonio museale dell’Emilia-Romagna per le persone con disabilità”, approvato dalla Giunta regionale. Un documento che contiene vincoli e proposte per rendere la visita ai musei regionali un’esperienza ricca e completa non solo per le persone con disabilità, arricchendo così le sedi museali stesse e favorendo le comunità che le ospitano. Un nuovo approccio che fa dell’inclusione la principale chiave di lettura in coerenza con la legge 18/2009, che recepisce la convenzione Onu sui diritti per le persone con disabilità e che vuole superare i gap sensoriali, motori e cognitivi dell’offerta museale.

Una delle sale storiche del Comune di Modena.
Una delle sale storiche del Comune di Modena.

Il documento approvato dalla Giunta consolida e conferma la sperimentazione in atto delle Linee guida dell’Istituto per i beni artistici culturali e naturali insieme all’Ufficio scolastico regionale già attivo in nove ambiti della regione: una collaborazione tra musei e scuole che, oltre a promuovere l’inclusione delle persone con disabilità, determini per tutti un arricchito accesso al godimento del rilevante patrimonio dei nostri musei inscindibile dalla cultura e dal territorio che l’hanno generato.

Le linee guida sono state elaborate e promosse dall’Istituto per i beni artistici culturali e naturali della Regione (Ibacn) grazie ad un’ampia collaborazione e confronto con le direzioni Cultura, formazione e lavoro e Sanità e politiche sociali e, a livello nazionale e locale, con le associazioni delle persone con disabilità e i principali soggetti del mondo dei musei, fra i quali il ministero dei Beni culturali e il Comitato nazionale italiano dell’Icom (International council of museums).

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