Il teatro va in fabbrica

Il teatro va in fabbrica

Domenica 4 dicembre a partire dalle ore 15.30 appuntamento con la rassegna Colloqui di futuro, promossa dall’associazione Amigdala a #OvestLab, in via Nicolò Biondo 86. La giornata è dedicata alle relazioni tra arte e lavoro e intende connettere ospiti locali e internazionali per promuovere una rilettura del territorio del Villaggio Artigiano, storico luogo modenese dove l’artigianato ha toccato punte di eccellenza non solo a livello cittadino.

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Il 4 dicembre, presso l’ex Officina dismessa #Ovestlab in via Niccolò Biondo 86, l’associazione teatrale Amigdala propone tre eventi, che indagheranno la relazione tra arte e lavoro in una prospettiva originale ed inedita.

Amigdala nasce nel gennaio 2005 dalle menti delle due attrici e artiste Alice Padovani e Federica Rocchi. Sono quindi 11 anni che l’associazione organizza eventi che mischiano teatro ad arte contemporanea, e in questo caso, ad artigianalità.

Il 4 dicembre infatti, Padovani e Rocchi hanno ideato una giornata all’insegna della valorizzazione di un importante spazio modenese, ovvero il Villaggio Artigiano, esempio di eccellenza modenese in fatto di produzione artigianale. L’iniziativa nasce nel 2010 e si concentra su delle attività di riqualificazione del quadrante occidentale cittadino, favorendo lo sviluppo di imprese creative che conservino lo spirito artigianale che caratterizza il villaggio stesso.

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Proprio attraverso il teatro, ma non solo, Amigdala offre un’interessante varietà di momenti, che partono dalle 15:30 del pomeriggio per concludersi intorno all’ora di cena.

A inaugurare la giornata sarà una visita guidata insieme al fondatore del Villaggio Artigiano, Ermanno Salvalai, che condurrà il pubblico nelle officine SEA, raccontandone storia e lavoro. Le Officine SEA sono un’importante realtà modenese che dal 1955 opera nel settore della lavorazione del ferro e della carpenteria, per poi concentrarsi in particolare sulla realizzazione di betoniere.

Ma non finisce qui, infatti alle 17:30, Amigdala ritorna alla sua natura primigenia proponendo uno spettacolo teatrale basato sui ricordi dell’attrice Paola Tintinelli, che narra la sua infanzia tra schiocchi e rombi di macchine. L’artista ricostruisce il proprio passato sulla base dei suoni della fabbrica in cui lavorava il padre, operaio metalmeccanico. A mettere in scena l’opera sarà la compagnia teatrale toscana Astori Tintinelli, fondata peraltro da Tintinelli stessa e il compagno, Alberto Astorri.

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A chiudere la giornata è invece l’incontro con la poetessa slovena Barbara Korun, premiata proprio quest’anno dalla Casa della Poesia. Korun nasce a Lubjana nel 1963 e studia letteratura nella capitale slovena. Ha lavorato come drammaturga, e all’oggi ha pubblicato quattro libri, tradotti anche in lingua inglese, mentre in Italia è uscito “Voglio parlare di te notte. Monologhi” nel 2014. Oltre all’attività letteraria, Korun lavora anche nel sociale, come volontaria nei campi profughi sloveni.

La giornata organizzata da Amigdala si colloca dentro alla rassegna Colloqui di futuro, che si conclude proprio con il 4 dicembre. L’ottica dell’associazione è quella di creare una nuova modalità di guardare all’avvenire, in una chiave insolita che coniuga diversi linguaggi, proprio partendo dal presente stesso, rileggendone la trama. Il recupero di spazi dismessi, strade e molto altro offrono lo spunto su cui poi elaborare una riflessione ben più profonda, che consenta a chi vive l’esperienza di assimilare un’attitudine di apertura e non di rifiuto, nonostante le difficoltà di un’epoca storica, quella in cui viviamo, che vive profonde spaccature e crisi.

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