Il paese che non può sorridere

C’è una parte del paese che non può sorridere perché si vergogna dei propri denti. O perché, semplicemente, non dorme la notte per il dolore. Nell’autunno scorso abbiamo scritto un articolo dal titolo Cosa succede se devo curarmi i denti e non posso farlo? Se in teoria in alcune regioni, come l’Emilia-Romagna, le cure ai denti sono coperte dal servizio sanitario nazionale, nella realtà dei fatti – come avevamo dimostrato – non è così semplice, tanto che la maggior parte delle persone preferiscono ancora rivolgersi ai privati. Se per gli altri specialisti (ortopedici, oculisti, eccetera) si può facilmente accedere al servizio sanitario nazionale, per i dentisti è diverso. Si dà per scontato che sia un tipo di medicina specialistica da svolgersi in privato, anche perché i tempi d’attesa del pubblico non sono conciliabili con i problemi ai denti, che oltre a causare dolori insopportabili, provocano anche disagi psicologici. Ma cosa succede se uno non ha i soldi per pagare?

In seguito alla pubblicazione di quell’articolo abbiamo visto arrivare sempre più visitatori da Google con chiavi di ricerca che rimandavano al nostro sito. Per capire che aria tira, riportiamo una piccola selezione di queste ricerche:

  • non ho soldi per il dentista
  • sistemare i denti senza soldi
  • dentista per disoccupati
  • cosa succede se non pago il dentista
  • non ho più denti

Queste sono le domande più frequenti con cui i lettori arrivano al nostro articolo. Un piccolo campione di una realtà molto più grande che rappresenta un problema spesso sottovalutato da quello che è considerato uno dei servizi sanitari migliori al mondo.

Un'immagine di Chauvi
Un’immagine di Chauvi (Licenza CC)

Notizie come quelle della 18enne siciliana che nel 2014 è morta per un semplice ascesso trascurato (probabilmente per motivi economici), e degenerato in una grave infezione, non sono servite a riportare il tema né sulla cosiddetta agenda politica – sempre più scollegata dalla realtà – né sulle pagine dei giornali, impegnati a pubblicare video buffi o notizie contro gli immigrati.

Eppure il problema c’è, e si vede. Come scrivevamo in passato, sembra che si sia tornati a un’idea di povertà antica, in cui riconosci una persona che non ha soldi dai denti. Nel nostro caso, oltre alle chiavi di ricerca che portano le persone al nostro primo articolo, a colpirci sono stati due commenti recenti. Il primo di una lettrice, che si firma Ilaria:

mia mamma ha problemi di denti che la stanno portando alla morte ma nn abbiamo soldi perché mio padre nn lavora e nn abbiamo nessuna disponibilità economica ed è costretta ogni giorno a soffrire

Abbiamo provato a contattare Ilaria ma non ci riamo riusciti. Non siamo in grado di garantire quanto nel suo commento corrisponda alla verità, non conoscendo la realtà che racconta e non avendo potuto comunicare direttamente con lei. Successivamente è arrivato però un secondo commento, che ci ha colpito ancora di più, di un lettore che si firma Luca:

SONO TANTI ANNI CHE SONO NELLA STESSA SITUAZIONE DA QUANDO AVEVO 20 ANNI A QUESTA PARTE HO IL VOMITO PER LA MIA SOCIETA` VORREI UCCIDERLI MA NON POSSO

Stavolta siamo riusciti a metterci in contatto con l’autore del commento, un ragazzo del sud Italia, e gli abbiamo chiesto di spiegarci meglio la sua storia.

“Ho scritto quel commento un po’ animato dopo aver letto quello della signora disperata [Ilaria, ndr]” ci spiega. “Ho 28 anni, ho fatto tutti i lavori possibili, manovale, muratore, imbianchino, gommista, autotrasportatore, qualsiasi lavoro alla giornata, e sono un bravo elettricista. Al momento sono più di 2 anni che ho un dente aperto con il nervo che mi fa male. E’ andata così: avevo fatto aggiustare un dente, poi dopo un anno la pasta ha ceduto e io ero senza soldi per ripararlo. Quindi me lo sono tenuto così finché si è rotto tutto a forza di mangiare. Una notte sono impazzito per il dolore, un dolore allucinante, non esagero. Sono corso al Pronto Soccorso dove mi hanno fatto 2 punture di Toradol. Non sono mai tranquillo con questo nervo di fuori, non riesco a stare mai spensierato, da due anni. Perché mentre mastico mi aspetto sempre il dolore, non solo nel dente, ma in tutta la metà della faccia. Sto perdendo anche la vista all’occhio sinistro e sento che è collegato al dente, siamo tutti collegati da nervi, no? Potrebbe essere la causa? Ora ho messo da parte 500 euro e voglio intervenire perché non mi sto godendo più la vita, non so più cosa fare”.

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La sua non è che una testimonianza della difficoltà di chi si trova in difficoltà e non riesce a rapportarsi con il servizio di sanità pubblica (cosa non facile, ripetiamo) e allo stesso tempo non ha i mezzi economici per rivolgersi ai privati, che oggi dicono di venire incontro ai pazienti – o meglio, ai clienti – con rateizzazioni di ogni genere, ma raramente abbassando i prezzi. Lo riteniamo un tema importante e rappresentativo di una povertà che colpisce in primis chi è sempre più povero, ma anche la cosiddetta classe media, quella che non è esente da ticket, ma non ha i soldi per pagare il dentista. Ne parleremo nei prossimi articoli.

In copertina: un’immagine di fotologic (Licenza CC).

3 risposte a “Il paese che non può sorridere”

  1. Purtroppo non è facile immaginare un mondo in cui i dentisti possano fare sconti a chi ne ha davvero bisogno. Ci sono casi sporadici in cui il professionista decide in autonomia di regalare un proprio lavoro (avevo sentito per radio 24 alla trasmissione Si può fare di un parrucchiedere che a napoli regalava l’acconciatura alle signore che non se lo potevano permettere, per 1 giorno alla settimana)… ma è la società a doversi far carico del welfare? Se si, secondo quali regole?

    Esiste una legge che almeno detassa chi offre prestazioni gratis o a prezzo scontato? E quali professioni potrebbero riguardare questo filone? O lo stato dovrebbe imporre un prezzo minimo e massimo per le prestazioni? (può farlo… ma solo per i servizi equiparati, che infatti stanno nascendo in varie località)

    Per rispondere a tutte queste domande con una proposta concreta in alcuni comuni sono già nati dei centri privati in cui il prezzo praticato è molto basso, vedi per esempio a reggio: http://group.welfareitalia.eu/content/reggio-emilia puoi provare a chiedere un preventivo di spesa a loro e vedere cosa ti rispondono. ciao!

  2. >ma è la società a doversi far carico del welfare?

    no, secondo me no. è il servizio pubblico, statale. e lo fa su *quasi* tutto, perfino sulla chirurgia plastica sia ricostruttiva sia estetica, ad esempio, mentre sui denti misteriosamente è come se il ssn invitasse in maniera sistematica le persone a rivolgersi al privato (tanto che appunto nel privato nascono iniziative “compensative”, come quella che citi, o cooperative di dentisti e altre iniziative simili). la domanda che mi faccio piuttosto è: se già ora per certe cure ai denti con il ssn devo aspettare 5 mesi, se la maggior parte delle persone si rivolgessero ai medici pubblici e non ai privati, cosa succederebbe? la lista d’attesa sarebbe di 4 anni? e se ho un nervo scoperto, come il ragazzo dell’articolo?

    poi, sui prezzi, penso che ognuno debba farli secondo propria coscienza. non mi piace che lo stato mi dica quanto devo farmi pagare, ma allo stesso tempo non posso che constatare che i dentisti girano spesso con l’audi e gli ortopedici no, e nemmeno i chirurghi (non primari) degli ospedali pubblici…

    comunque gli altri aspetti del tema – ad esempio quello delle alternative, le cooperative, le cliniche “etiche”, le vacanze in croazia ecc. – ci occuperemo nei prossimi articoli. grazie degli stimoli e del link intanto 🙂

  3. Le cure dentali costano una follia in Italia, visto che sono quasi interamente a carico dei privati. Il welfare in Italia si sta sgretolando a suon di riforme liberiste, welfare già povero anni fa (le cure dentistiche erano tradizionalmente sempre private). Quel che poi mi fa arrabbiare di più è la malasanità odontoiatrica: un dentista ti fa un danno? Bene, quasi impossibile dimostrarlo. Quasi impossibile ottenere un rimborso. Al contrario, in casi di malasanità riguardanti i medici (i dentisti non sono medici, non studiano medicina), il medico/chirurgo in questione rimane inzuppato nel fango fino alla testa, e deve spesso sborsare migliaia di euro, e rischia pure l’allontanamento dalla struttura, pubblica o privata, nella quale esercita.
    Da dove deriva tutta questa omertà, quest’accettazione della situazione, questa tendenza ad accettare a capo chino quello che fanno (e chiedono) i dentisti?
    Eppure, scommetto che se qualche politico inserisse nel programma le cure dentali per almeno il 70-80% della popolazione (in Italia ci sono anche 1 milione di milionari, loro li possiamo tranquillamente escludere), entrerebbe sicuramente in Parlamento.

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