Benessere economico e lavoro sicuro ci rendono più disponibili verso gli altri

Benessere economico e lavoro sicuro ci rendono più disponibili verso gli altri

Il volontariato è da sempre, e forse oggi più che mai, una risorsa imprescindibile per la tenuta del nostro welfare e di non pochi altri settori, dal culturale al ricreativo. Solo a Modena sono attive oltre 500 associazioni. Inizia oggi a Lucca la sesta edizione del Festival del Volontariato in cui verrà presentato un report che indaga il legame tra lo status socioeconomico degli individui e la loro scelta di svolgere attività gratuita per gli altri. A quanto pare, stare bene rende più disponibili agli altri. Dunque il precariato diffuso fa male anche al nostro welfare.

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Oggi comincia a Lucca il Festival del Volontariato giunto ormai alla sesta edizione. L’evento, che si chiuderà domenica 17, è organizzato dal Centro Nazionale per il Volontariato (Cnv, presieduto dal deputato modenese Edoardo Patriarca) insieme alla Fondazione Volontariato e Partecipazione (Fvp), è diventato in questi anni l’appuntamento nazionale di riferimento per il mondo della solidarietà in Italia. “Il Festival – ha spiegato Patriarca – è una grande piazza nella quale si fanno circolare le migliori idee che servono a costruire un Paese migliore. Protagoniste di questa sesta edizione sono le ‘Città invisibili’, quelle città in cui viviamo e dentro le quali non riusciamo molte volte e scorgere i germi di speranza. Dimostrano con fatica che l’unica via d’uscita dalle crisi di oggi è praticare i valori costitutivi del volontariato e della cittadinanza attiva”.

Nell’occasione Cnv e Fvp presenteranno un nuovo report ricco di dati che indaga il legame tra lo status socioeconomico degli individui e la loro eventuale scelta di svolgere attività gratuita a beneficio di terzi in forma organizzata. Quali i risultati del rapporto fra volontariato e benessere? I numeri parlano chiaro: fa più volontariato chi vive situazioni di benessere personale, chi ha titoli di studio più elevati, chi ha un’occupazione stabile, chi gode di ottime risorse economiche. I volontari più ricchi, riporta lo studio, “si impegnano più spesso degli altri nelle organizzazioni operanti negli ambiti culturali e ricreativi, di filantropia, istruzione e ricerca. Svolgono inoltre più frequentemente degli altri ruoli equivalenti a professioni intellettuali o tecniche, in conformità con il loro bagaglio di istruzione e di esperienza professionale”.

FdV2016

“I volontari con minori risorse famigliari e educativo-professionali personali – si legge nell’indagine – danno un contributo maggiore, sempre comparativamente rispetto agli altri, alle organizzazioni nei settori della sanità, dell’ambiente e della cooperazione. Ricoprono poi ruoli assimilabili a professioni esecutive o dei servizi. I volontari con minori risorse pensano più spesso che l’attività di volontariato li abbia portati a sentirsi meglio con se stessi, ad essere più informati e ad acquisire maggiori competenze utili sul lavoro, come anche ad allargare la rete di relazioni”.

“I risultati dell’approfondimento – ha commentato il presidente del Cnv Patriarca- confermano quanto la scelta di fare volontariato da parte delle persone sia benefica per l’individuo e per la società intera da molti punti di vista. Abbiamo già approfondito il legame importante fra volontariato e benessere, oggi scopriamo che chi vive situazioni di svantaggio economico non rinuncia comunque a fare la sua parte, ma la svolge con modalità, ruoli e motivazioni diversi. Il volontariato in Italia è un potente fattore di redistribuzione solidaristica da parte di chi è socialmente garantito, ma anche un’occasione di inserimento sociale e crescita culturale per chi vive posizioni socioeconomiche più deboli”.

volontariato

A Modena, come riporta la Gazzetta, sono attive oltre 500 associazioni di volontariato impegnate prevalentemente nel settore del welfare, attività ricreative e culturali, ambiente e solidarietà internazionale. Nella maggior parte dei casi si occupano di specifici gruppi di utenza, in particolare di malati e traumatizzati e, a seguire, di persone in stato di difficoltà momentanea o alle prese con i nuovi bisogni che affluiscono ai centri di ascolto. Elevato è anche l’impegno nei confronti dei soggetti in età evolutiva che precede quello per le generazioni anziane e i disabili. A Lucca naturalmente, sarà presente anche Modena, con dei rappresentanti del Csv, Centro di servizio per il Volontariato di Modena.

Foto di copertina: Centro Nazionale Volontariato, Festa di chiusura del Festival del Volontariato 2013.

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