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È successo questa settimana: un treno per Auschwitz, blitz nelle scuole, la querelle infinita di Sant’Agostino

Le notizie da segnalare nella settimana. Oggi i fatti, belli e brutti, dal 12 al 18 marzo 2016.

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Il treno per Auschwitz. Sono partiti mercoledì scorso dal campo di Fossoli circa 500 studenti per l’appuntamento annuale con la memoria. Un viaggio a ritroso nel tempo per studiare da vicino uno dei simboli degli orrori che hanno attraversato il Novecento: i campi di concentramento nazisti di Auschwitz e Birkenau, in Polonia. Un’iniziativa giunta ormai alla dodicesima edizione che di anno in anno permette ai ragazzi di toccare con mano il significato più profondo della parola “orrore”. Nella speranza che imparino a riconoscerlo anche quando si presenta nelle nuove forme contemporanee. Qui sarà possibile seguire giorno per giorno il viaggio dei giovani modenesi.

Polo di Sant’Agostino. Se ne discute ormai da settimane dopo l’annuncio il febbraio scorso della ripartenza dell’iter per la realizzazione del progetto di riqualificazione e rigenerazione dell’ex Ospedale. Ma il progetto originario, a partire dalle due famose torri disegnate da Gae Aulenti, è oggetto di numerose critiche. Questa settimana l’Associazione Amici di Sant’Agostino ha reso pubblico un documento dal titolo: Riflessioni e proposte sul progetto per il polo culturale nell’ex Ospedale Sant’Agostino. Un documento di 22 pagine che, al di là di come la si pensi, presenta delle proposte che meritano di essere analizzate con attenzione.

Blitz antidroga nelle scuole. La Municipale si presenta al Sigonio, al Cattaneo-Deledda e all’Ipsia Corni, schiera gli studenti lungo i corridoi e fa annusare tutti da un cane antidroga. La discutibile iniziativa fa parte di una “serie di controlli concordati in piena sintonia ed appoggio con le presidenze dei vari istituti scolastici modenesi”. L’obiettivo sarebbe “controllare, dare un segnale, rendere consapevoli i ragazzi dell’illegalità della droga”. Il metodo? Del tutto opinabile. Come i risultati del resto: praticamente nulli. Lungi dal sottovalutare il problema dello spaccio e utilizzo di droghe (e alcool) da parte dei ragazzi, crediamo che siano ben altre le vie per aiutarli a comprendere il danno e la pericolosità nell’utilizzo di stupefacenti (così come di alcool e sigarette che invece, socialmente, godono di molta più tolleranza). Come Note Modenesi intanto, cerchiamo di raccontare cosa significa avere 16 anni oggi a Modena: “Diego e i suoi fratelli” – “Aspirazioni, sogni e realtà di una generazione“.

Intervista di medio-termine al Sindaco. A giugno saranno esattamente due anni dalla vittoria di Gian Carlo Muzzarelli al ballottaggio del giugno 2014, il primo nella storia per Modena. Con leggero anticipo sui tempi, il quotidiano online ModenaToday ha intervistato il Sindaco per un primo bilancio su questi primo biennio di mandato. Una chiacchierata a 360° in cui Muzzarelli ha affrontato molti dei temi caldi del suo mandato: dalla sanità alla sicurezza, dalle opere pubbliche alla cultura. Al di là di come la si pensi sull’operato e risultati raggiunti dalla sua Amministrazione, non può che essere condiviso il messaggio finale lanciato dal primo cittadino: “La nostra è una città meritevole di essere amata e rispettata e, perciò, dobbiamo recuperare fino in fondo lo spirito, il coraggio e la capacità di raccogliere le sfide che ci contraddistinguono. Solo così potremo proiettarci positivamente nel prossimo futuro e dare un grande contributo alla ripresa del Paese”.

La saponetta della paura. Paura giovedì sera a Modena in via Viterbo. Una telefonata ai carabinieri ha avvertito di un cassonetto che “vibrava” e subito è scattato l’allarme bomba. Tre ore dopo sono arrivati sul posto gli artificieri che, analizzando un oggetto all’interno del cassonetto, si sono trovati per le mani una saponetta vibrante, un giocattolo sessuale insomma, che il proprietario o la proprietaria aveva buttato con le batterie ancora funzionanti. A dire la verità l’ipotesi di un “sex toy” si era diffusa subito, probabilmente perché i carabinieri sul posto si sono resi subito conto di cosa si trattasse. Ma la prudenza non è mai troppa. Per diverse ore le strade sono state chiuse e sui giornali e sui social network si parlava di una possibile bomba, mentre oggi i giornali hanno titoli che fanno sorridere (“Allarme bomba: era un vibratore” e così via). Meglio così. Ma l’episodio fa riflettere su quanta paranoia sia ancora presente nelle nostre vite, soprattutto dopo attentati che colpiscono molto a livello emotivo (Parigi soprattutto, Ankara in maniera minore, la Siria costante). La “saponetta bomba” rientra così in un più generale clima di insicurezza e paura, spesso sfruttato e alimentato dalla politica, di cui avevamo parlato nell’articolo Sicuri solo della paranoia.

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