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E’ successo questa settimana: le polemiche su Vasco a Modena, la Cisl fa un bilancio del Jobs Act, retromarcia sul “Mostro di Pavullo”

Le notizie da segnalare della settimana. Oggi i fatti, belli e brutti, dal 23 al 29 aprile 2016.

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Polemiche sul concerto di Vasco Rossi a Modena. Manca ancora un anno alla grande festa per i suoi 40 di musica che la rockstar di Zocca ha annunciato di voler celebrare il 1° luglio 2017 a Modena con un grande concerto al Ferrari, ma già è partito il solito balletto di polemiche. Qualche ambientalista ha manifestato preoccupazione per le sorti del parco che presumibilmente sarà invaso da decine di migliaia di persone. Il timore è che tutta questa massa di persone possa devastare l’area verde. Oltre naturalmente all’aumento del tasso di inquinamento dell’aria per le migliaia e migliaia di veicoli che convergeranno su Modena. Lapidaria la risposta del Sindaco Giancarlo Muzzarelli: “L’erba ricrescerà”.

In ER aumentano le assunzioni ma il Jobs Act non funziona. Ad affermarlo è stato il segretario generale della Cisl Emilia-Romagna Giorgio Graziani che, per fare un primo bilancio della riforma del lavoro voluta dal Governo Renzi, non ha usato mezze misure: “Alla prova dei fatti – ha dichiarato – il Jobs Act non ha prodotto lavoro”. “Certo – ha proseguito Graziani – dopo sei anni di continuo calo, in Emilia-Romagna hanno ripreso quota le assunzioni a tempo indeterminato, tuttavia non dobbiamo nasconderci che le aspettative erano ben altre. Già i primi dati del 2016 dimostrano come tale crescita corra il rischio concreto di rivelarsi totalmente artificiosa e in gran parte dovuta agli incentivi: d’altro canto avevamo detto a più riprese che la riduzione di questi ultimi avrebbe fatto crollare anche le assunzioni”. “Servono investimenti e crescita, non solo nuove regole” ha concluso.

La festa del 25 aprile ha compiuto 71 anni. Alla celebrazione di quest’anno per la Festa della Liberazione, il Sindaco Muzzarelli ha raccontato un 25 aprile visto come punto di svolta non solo per la liberazione dall’occupazione nazifascista, ma anche per l’avvio del processo di emancipazione femminile nel nostro Paese: “Questi furono i primi vagiti di una giovane Repubblica parlamentare giunta quest’anno a compiere 70 anni che acquisì finalmente voce di donna con il suffragio universale femminile”. Non sono mancati nel discorso, riferimenti al presente, a un’Italia ancora incapace di ripartire dopo gli anni della crisi e perennemente afflitta dalla questione morale: “L’Italia – ha detto – ha bisogno di uno scatto morale, contro la corruzione, contro le mafie, contro l’indifferenza. E uno scatto morale è possibile se sappiamo rivivere gli ideali della Resistenza e della Liberazione”.

La Procura fa retromarcia sul caso dell’insegnante di Pavullo. Come dev’essere in uno stato di diritto, saranno i giudici – e non la piazza o i giornali sempre pronti a sbattere il mostro in prima pagina – a determinare eventuali responsabilità rispetto all’insegnante di Pavullo sospesa perché accusata di picchiare i piccoli a lei affidati. Intanto si registra un colpo di scena nell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Modena: derubricata l’accusa di “maltrattamento ai bambini”, ora si parla di “abuso dei mezzi di correzione”, rispetto ai quali, appunto, si pronunceranno i giudici. Lapidario il titolo della Gazzetta: “Botte all’asilo, l’inchiesta si sgretola“. In un caso come questo, e sempre pienamente fiduciosi che le conclusioni dell’inchiesta accerteranno la piena verità dei fatti, consigliamo sempre di vedere uno strepitoso film del 2012 del regista danese Thomas Vinterberg: “Il sospetto“.

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